Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Blindato oggi, perdente domani", di Stefano Menichini

In un discorso vuoto come quello di ieri conta solo il sound-bite, il concetto che passa qua e là, ripetuto, e certifica delle vere intenzioni. Berlusconi oggi tenta banalmente il replay dell’operazione 14 dicembre: una fiducia guadagnata non sulla base di un rilancio politico e programmatico ma solo grazie a un rastrellamento di voti sotto la minaccia di elezioni anticipate che decimerebbero i suoi. È probabile che l’operazione riesca. Oggi come dieci mesi fa è stata fatta terra bruciata intorno all’unica soluzione che restituirebbe all’Italia fiato e tempo per riprendersi. La retorica dell’unico governo a investitura popolare ha ormai una valenza esclusivamente distruttiva: Berlusconi la usa come fuoco di sbarramento contro una transizione guidata da altri – magari provenienti dalla sua stessa maggioranza – e mente sapendo di mentire quando si attribuisce la forza politica necessaria a fare le riforme, o addirittura a prendere «le misure impopolari» che servono al paese. Non ci saranno riforme, non ci saranno misure né popolari né impopolari. Ci sarà trascinamento, nell’illusione che intanto Bossi e Berlusconi possano rianimare i …

"La mossa per salvarsi", di Tito Boeri

A meno di sorprese, oggi il Parlamento darà la fiducia a un non-governo. È infatti ormai evidente che ciò che è rimasto della coalizione uscita vincente alle elezioni del 2008 non è più in grado di fare altro che spendere rapidamente ogni risorsa in più che affluisce alle casse dello Stato. È il caso dei proventi dell´asta sulle frequenze del digitale terrestre, che potevano essere utilizzati per ridurre il debito pubblico. A dire il vero fa ancora peggio: pianifica di raccogliere altre risorse, magari pregiudicando entrate future come nel caso dei condoni ventilati da molti esponenti della maggioranza, pur di alimentare altra spesa. Stando a quanto dichiarato ieri dal ministro degli Esteri e dal sottosegretario alla Difesa Crosetto, il “pacchetto per lo sviluppo” non sarà a costo zero. I ritardi nella presentazione (come previsto slitterà ulteriormente, oltre il 20 ottobre) sono legati alla ricerca di “coperture”. Serviranno per ridurre i pochi tagli previsti dalla manovra estiva e di sviluppo ci sarà presumibilmente soprattutto quello dei bilanci dei loro ministeri. È davvero penoso assistere a questa …

"Per non dimenticare la tragdia di Barletta serve agire. Adesso", di Valeria Fedeli

Una settimana fa, l’Italia seguiva i funerali delle operaie di Barletta. Oggi, per non dimenticare è urgente agire. Mentre il Governo e il Presidente Berlusconi continuano a dimostrare assenza di rispetto delle Istituzioni, delle regole rendendo il Paese sempre più lontano dai comportamenti dei Paesi democratici, noi vogliamo stare con il Paese reale che vuole subito il suo allontanamento e il ritorno alle donne e agli uomini della possibilità di partecipare con il voto, al profondo cambiamento della politica italiana. Un Paese che non ha un Governo che rappresenta e contribuisce ad una forte e diffusa cultura e pratica della legalità, del rispetto delle regole, mina alla radice la possibilità di avere politiche di crescita efficaci, di avere sviluppo e condizioni per uscire dalla crisi che viviamo. Serve etica nell’esercizio delle funzioni pubbliche, serve onestà, servono leggi e comportamenti che costruiscano trasparenza tracciabilità di ogni processo economico, produttivo, monetario. Serve ridare alla politica qualità, autorevolezza per servire al meglio il Paese. Questa scelta contrasterebbe in modo forte anche il lavoro povero, marginale, la diffusione dell’economia …

"Dodici sbadigli e addio rivoluzione", di Massimo Gramellini

Non ho contato gli sbadigli di Bossi perché stavo sbadigliando anch’io. Però mi hanno sinceramente sorpreso. Mai avrei immaginato che uno come lui si mettesse la mano davanti alla bocca. Per fortuna le telecamere hanno tenuto la contabilità al posto mio, immortalando fin nei dettagli la performance dello stregone leghista seduto di sguincio accanto all’Anziano Leader durante il trascinante Discorso della Fiducia: dodici sbadigli in dodici minuti, alcuni davvero molto belli. Smorfie che diventavano conati, fra uno spalancamento di fauci e uno strabuzzare d’occhi. Imperdibile il passaggio in cui Berlusconi cita il federalismo e tenta di fare «pat pat» sulla testa di Bossi, neanche fosse un peluche. Invece la manca clamorosamente e allora procede a tentoni, cercando almeno di cingergli le spalle, mentre l’altro inghiotte il dodicesimo sbadiglio e si sforza di assumere un contegno adeguato alle circostanze. Ma la noia, non potendo più uscirgli dalla bocca, sale negli occhi e gli provoca l’abbassamento delle palpebre. Gli sbadigli di Bossi potrebbero diventare per Berlusconi quel che per Craxi fu il trauma della canotta. I lettori …

"Ma il governo È morto tre giorni fa", di Eugenio Scalfari

Faceva certamente effetto vedere l´aula di Montecitorio per metà deserta: segnalava con la forza d´una immagine la spaccatura del Paese in due, che dura ormai con alterne vicende dal 1994 avendo raggiunto poi il suo culmine negli anni successivi al 2001. Sono dunque ben tre legislature durante le quali la maggioranza ha imposto la sua dittatura, le regole sono state aggirate o travolte, la questione morale è di nuovo tornata di drammatica attualità. Ma di nuovo c´è una questione che in precedenza non c´era: negli ultimi tre anni l´intero pianeta e in particolare le nazioni opulente dell´Occidente sono stati devastati dalla più grave crisi economica degli ultimi cent´anni, più grave ancora di quella del ´29, mettendo in causa non solo i mercati ma il capitalismo nella sua natura democratica. In queste condizioni l´intrinseca fragilità della democrazia italiana è purtroppo sbalzata in prima fila, tutte le nostre debolezze si sono accentuate, le nostre scarse virtù civiche hanno ceduto di fronte all´invasione del populismo, della demagogia, dell´indifferenza, dell´incompetenza, della corruzione. Non è bastato neppure il “vincolo esterno” …

"Solo gli italiani possono salvare l'Italia" di Mario Draghi

Gli interventi realizzati nella scorsa estate avviano la finanza pubblica italiana lungo un sentiero di maggiore sostenibilità. Ma ciò non basta. Senza aggredire alla radice il problema della crescita lo stesso risanamento della finanza pubblica è a repentaglio. Abbiamo più volte indicato gli interventi necessari in ambiti essenziali per la crescita come la giustizia civile, il sistema formativo, la concorrenza, soprattutto nel settore dei servizi e delle professioni, le infrastrutture, la spesa pubblica, il mercato del lavoro, il sistema di protezione sociale. L’obiettivo di rilanciare la crescita è finalmente oggi largamente condiviso, ma l’adozione delle misure necessarie si è finora scontrata con difficoltà apparentemente insormontabili. Eppure, sia la storia sia gli elementi positivi che oggi pur si colgono nel Paese mostrano che esso non è al di sopra delle nostre possibilità. Nel 1950 pochi osservatori avrebbero scommesso che nel giro di un paio di decenni l’Italia sarebbe diventata una economia industriale europea. Il Paese dimostrò allora una straordinaria capacita di adattare le tecnologie importate alle condizioni del Paese, di utilizzare per la moderna industria l’inventiva …

"Il Colle striglia Berlusconi: basta col tirare a campare", di Francesco Lo Sardo

Punto primo. «Potete anche votare la fiducia a Berlusconi. Ma poi vi attendono molti, impegnativi adempimenti cui si deve corrispondere. Siete sicuri di potercela fare?». Punto secondo. «Tocca a Berlusconi, d’intesa con Fini e Schifani e i capigruppo di camera e senato, trovare una soluzione per approvare il rendiconto di bilancio». Non che l’abbia detta così, Giorgio Napolitano. Però è esattamente così che ieri, continuando a litigare su tutto ma concordando almeno su quest’univoca interpretazione, i vari pezzi dello sbrindellato Pdl hanno letto le due note del presidente della repubblica. Il quale ha messo nero su bianco le sue severe osservazioni sulle preoccupanti e incerte conseguenze politico-istituzionali della catastrofica débâcle parlamentare della maggioranza sul rendiconto di bilancio, in un momento di grave crisi economica dell’Italia di Berlusconi, giunta a raschiare il fondo della sua ormai residua e infima credibilità internazionale. È stata un’altra giornata convulsa per Berlusconi, quella di ieri, dopo la notte d’inferno a palazzo Grazioli: per cercare di tappare rapidamente la micidiale falla che s’è aperta nello scafo della bagnarola del governo, il …