"Blindato oggi, perdente domani", di Stefano Menichini
In un discorso vuoto come quello di ieri conta solo il sound-bite, il concetto che passa qua e là, ripetuto, e certifica delle vere intenzioni. Berlusconi oggi tenta banalmente il replay dell’operazione 14 dicembre: una fiducia guadagnata non sulla base di un rilancio politico e programmatico ma solo grazie a un rastrellamento di voti sotto la minaccia di elezioni anticipate che decimerebbero i suoi. È probabile che l’operazione riesca. Oggi come dieci mesi fa è stata fatta terra bruciata intorno all’unica soluzione che restituirebbe all’Italia fiato e tempo per riprendersi. La retorica dell’unico governo a investitura popolare ha ormai una valenza esclusivamente distruttiva: Berlusconi la usa come fuoco di sbarramento contro una transizione guidata da altri – magari provenienti dalla sua stessa maggioranza – e mente sapendo di mentire quando si attribuisce la forza politica necessaria a fare le riforme, o addirittura a prendere «le misure impopolari» che servono al paese. Non ci saranno riforme, non ci saranno misure né popolari né impopolari. Ci sarà trascinamento, nell’illusione che intanto Bossi e Berlusconi possano rianimare i …
