Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Tagli, donne senza assistenza. Chiudono i centri anti-violenza", di Giulia Cerino

Le strutture di accoglienza e assistenza per le donne vittime di soprusi, costretti a ridurre o chiudere le proprie attività. Su 58 affiliati se ne contano oltre 40 in difficoltà. Quelle più a rischio sono le case rifugio, dove si nascondono le donne in pericolo di vita. Il ministero delle Pari Opportunità ha fatto piazza pulita. L’Italia è un Paese per donne? Pare proprio di no. La conferma arriva oggi dopo un anno di richieste, reclami e proteste: uno dopo l’altro chiudono i battenti i Centri Antiviolenza sparsi su tutto il territorio nazionale, soffocati dai debiti per i tagli e per l’assenza di finanziamenti già stanziati, senza alcun intervento da parte delle istituzioni per salvare le strutture esistenti, che da anni sostengono donne e minori in difficoltà. Spariti diciotto milioni. Ma che fine hanno fatto i 18 milioni di euro previsti dalla precedente finanziaria e destinati al Piano Nazionale contro la violenza di genere? Risponde Alessandra Bagnara, presidente di D.i.Re, 1 Donne in rete contro la violenza Onlus, associazione che raccoglie in un unico progetto …

"L'etica e i partiti", di Alfredo Reichlin

Non si tratta di una questione morale ma di un tema politico di prima grandezza. Un partito come il Pd, che ha l’ambizione di portare il Paese fuori dalla crisi della Seconda Repubblica e contribuire alla ricostruzione di un tessuto civile e democratico, deve usare verso se stesso il massimo di rigore e di trasparenza. E deve tornare ad agire come un organismo collettivo, come una comunità. Quando uno dei sui diritenti viene accusato di reati gravi, o comunque incompatibili con il sereno esercizio di un ruolo pubblico, questi deve compiere quel passo indietro che consenta a se stesso la piena libertà nell’azione giudiziaria e al partito di riprendere la propria battaglia secondo le priorità che si è dato. Non è un cedimento al vento giustizialista. E neppure all’antipolitica. È anzi la ribellione nei confronti dei partiti personali e dei troppi personalismi che stanno logorando le reti di solidarietà politica e persino la tenuta istituzionale. Il centrosinistra, i progressisti non possono pretendere una diversità antropologica. Sarebbe questo un sentimento elitario. I partiti democratici sono partiti …

"Il vuoto di leadership e l'azione costante del Quirinale", di Stefano Folli

Il piccolo ritardo con cui Berlusconi si è presentato alla colazione del Consiglio europeo di Bruxelles, con gli altri commensali già seduti a tavola, ha un suo valore simbolico. Fotografa la scarsa rilevanza dell’Italia in un consesso dove Germania e Francia esibiscono un duopolio che non ha nemmeno bisogno di salvare le apparenze. Così la borsa di Milano è risalita ieri in modo travolgente, grazie al nuovo piano di salvataggio della Grecia, ma tutti capiscono che il governo di Roma ha un ruolo davvero minimo nel processo decisionale. Il problema è la credibilità della leadership. In Europa ne sono convinti da tempo, in Italia la percezione si è diffusa di recente anche in una certa opinione pubblica vicina al centrodestra. Il logoramento del rapporto Pdl-Lega, che il caso Papa ha fatto esplodere, ha messo davanti agli occhi di tutti e in forme abbastanza drammatiche questa crisi alla testa del governo. Non sappiamo quanto durerà, se settimane o mesi. É probabile che gli strappi della Lega siano destinati a proseguire, dai rifiuti di Napoli al finanziamento …

Gerardo D’Ambrosio «Troppi protagonismi, in gioco la democrazia», di Roberto Brunelli

Il magistrato di Mani Pulite «Ha ragione il presidente Ma è chiaro che per ricostruire un rapporto sano tra le istituzioni bisogna cominciare dal principio di legalità». Ne sa qualcosa, Gerardo D’Ambrosio, dei rapporti non esattamente idilliaci tra la magistratura e un bel pezzo di classe politica. In questi giorni capita spesso che qualcuno, soprattutto a destra, evochi lo spettro di Tangentopoli, ma certo non è solo questo il motivo per cui uno dei maggiori protagonisti del pool di Mani Pulite è oggi ben disposto a commentare le parole del capo dello Stato: in ballo ci sono alcune delle questioni più controverse della giustizia in questo ultimo scorcio di berlusconismo. Non a caso l’anziano magistrato sceglie le proprie parole con estrema cura. Dottor D’Ambrosio, il presidente Napolitano è tornato a chiedere la fine di quello che lui definisce «lo sterile scontro tra politica e magistratura». Lei che ne pensa? «Un’istituzione non può aggredire un’altra istituzione: è chiaro che su questo non si deve discutere. Gli attacchi gratuiti non possono essere giustificati in nessun modo: scontri …

Bersani: «Chi è indagato faccia un passo indietro», di Simone Collini

Il giorno dopo la notizia di Filippo Penati indagato con l’accusa di aver ricevuto tangenti nel 2001 e il giorno dopo il voto in contemporanea alla Camera e al Senato sull’autorizzazione all’arresto di Alfonso Papa e Alberto Tedesco, Pier Luigi Bersani lancia due messaggi. Uno una più corta e uno a più lunga gittata. Il primo, che cade nei confini democratici o giù di lì (Tedesco prima di passare al gruppo Misto quando è scoppiata la bufera sulla sanitopoli pugliese è stato eletto al Senato con la lista Pd): «Le regole devono valere per tutti, politici, cittadini e amministratori. Se uno è indagato è corretto che faccia un passo indietro, anche se è innocente, per non coinvolgere le istituzioni ». Il secondo, a beneficio di chi addossa al Pd la responsabilità di aver salvato Tedesco dagli arresti domiciliari, forze del centrodestra e non solo: «Noi siamo abituati a tutti i mea culpa, però questa volta non ne dobbiamo fare perché siamo stati lineari e coerenti. Abbiamo detto alla Camera e al Senato che i deputati …

"Quando la questione tocca il Pd", di Stefano Menichini

Dimissioni, tuona Gad Lerner, e si riferisce a Filippo Penati. Dimissioni, chiede a grande maggioranza la rete, e si riferisce ad Alberto Tedesco. Credibilità perduta, scrive Pigi Battista, e anche qui il bersaglio è il Partito democratico. Si poteva pensare che la batosta subita da Berlusconi, il tracollo della sua maggioranza e la epocale novità sulla leadership leghista avrebbero messo mediaticamente e politicamente in secondo piano il coinvolgimento di un dirigente democratico di primissimo piano, ex braccio destro di Bersani, e anche il salvataggio (impossibile da nascondere) operato in senato in favore di un altro dirigente discusso e discutibile. Non va così, meno male che non va così, è giusto che non vada così. Il Pd deve fare i conti fino in fondo con una contiguità fra politica e affari che, al di là di questi casi personali tutti da verificare, non lo risparmia. Il tirarsi indietro rispetto ai propri incarichi è una prima misura di salvaguardia, anche personale, e sarebbe opportuna sia per Penati (che ieri si è autosospeso da vicepresidente del consiglio regionale …

"Le famiglie senza welfare", di Chiara Saraceno

Con la manovra finanziaria approvata la settimana scorsa, il reddito delle famiglie con figli è stato preso in ostaggio in vista della futura riforma fiscale e assistenziale. Solo se quest´ultima verrà approvata entro il 2013, infatti, non verranno attuate le previste riduzioni lineari dei regimi di esenzione, esclusione e favore fiscale di cui possono attualmente godere le famiglie, in particolare quelle con figli. L´impatto di quelle riduzioni è fortemente regressivo: inciderebbe maggiormente sulle famiglie a reddito più modesto. Ma anche se la riforma fiscale e assistenziale venisse approvata in tempo le cose non cambierebbero molto per le famiglie con figli. La riforma, infatti, ha lo scopo non tanto di razionalizzare e rendere maggiormente equo il coacervo di istituti – oltre 400 – che si sono accumulati senza logica nel tempo. Ha lo scopo pressoché esclusivo di ridurre la spesa, ovvero di determinare un risparmio non inferiore a 4.000 milioni nel 2013 e 20.000 milioni annui a decorrere dal 2014. Un obiettivo solo mascherato dal richiamo alla libertà di scelta dei cittadini. La bozza di delega, …