"La trincea del colle", di Aldo Schiavone
Il Capo dello Stato è ormai l´unico punto fermo nella politica estera della nostra Repubblica. Il solo che cerchi di sottrarre la presenza internazionale dell´Italia, il suo ruolo e il suo profilo, a un gioco al massacro di annunci, di sotterfugi e di strumentalizzazioni al quale mai prima d´ora ci era toccato di assistere. L´evidenza di questo dato di fatto – che fuori d´Italia, a cominciare dalla nostra stessa diplomazia, è ormai una realtà indiscutibile – è una prova ulteriore del punto cui si è arrivati, e dei rischi che sta correndo il Paese in questi mesi. Il pacato ma assai fermo richiamo di Napolitano al rispetto dei nostri impegni in Libia, sanciti peraltro da un voto del Parlamento, è l´ultimo intervento, ma non certo il meno importante, in questa azione di puntellamento, di correzione e di supplenza d´autorevolezza – ma non certo il meno importante – resosi indispensabile dopo i proclami domenicali di Pontida. Che un Roberto Maroni in veste d´agitatore molto più che di ministro abbia poi cercato d´ignorarlo, ribadendo la posizione bossiana, …
