Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Il popolo dei disobbedienti", di Ilvo Diamanti

Il referendum è passato ma i suoi effetti – politici e sociali – dureranno a lungo. Perché il successo del referendum è, a sua volta, effetto di altri processi, maturati in ambito politico e sociale. E perché i referendum hanno sempre marcato le svolte della nostra storia repubblicana. Fin dal 1946 – quando nasce, appunto, la Repubblica. Poi: nel 1974, il referendum sul divorzio. Il Sessantotto trasferito sul piano dei costumi. La svolta laica e antiautoritaria della società italiana. Nel 1991, giusto vent´anni fa, il referendum sulla preferenza unica per la Camera. È il muro di Berlino che rovina su di noi. Annuncia la fine della Prima Repubblica e l´avvio della Seconda. Nel 1995, il referendum contro la concentrazione delle reti tivù. Dunque, contro la posizione dominante di Berlusconi. Fallisce. E rende difficile, in seguito, ogni azione contro il conflitto di interessi. Da lì in poi tutti i referendum abrogativi falliscono. A partire da quello dell´aprile 1999. Riguardava l´abolizione della quota proporzionale nella legge elettorale. Non raggiunse il quorum per una manciata di votanti. Sancisce …

"Il Carroccio che abbaia ma non morde", di Michele Brambilla

Tutto il mondo antiberlusconiano attende le prossime decisioni di Bossi come si potrebbe attendere la venuta di un messia. Si aspetta con ansia che la Lega «stacchi la spina» al governo, e faccia finalmente ciò che non sono riusciti a fare la sinistra, le toghe rosse e la stampa comunista (ossia tutte le toghe e tutta la stampa, secondo il parere di Berlusconi). Che sia domenica prossima a Pontida, oppure martedì in Parlamento, oppure ancora in qualche riunione ad Arcore o a Gemonio, non si sa. Ma che un’ora segnata dal destino stia per battere nei cieli della Padania, è dato per scontato. La Lega divorzierà dal Cavaliere perché non ha nessuna intenzione di affondare con lui: questo è ciò che si pensa. E quella frase pronunciata l’altro ieri da Calderoli – «siamo stanchi di prendere sberle» – alimenta le speranze. Le richieste di cambio di passo di Maroni, ancor di più. Basterebbe però sfogliare le raccolte dei giornali per rendersi conto che certe uscite come quelle di Calderoli e Maroni hanno più o meno …

"L'irruzione del futuro", di Barbara Spinelli

Forse, dopo la perdita di Milano e Napoli, la sconfitta al referendum è la più avvilente nella storia di Berlusconi. Si era messo in testa che ignorandolo l´avrebbe ucciso, l´aveva definito «inutile», e il giorno del voto se n´era andato pure al mare, esemplarmente. Niente da fare: il quorum raggiunto e i quattro sì che trionfano non sono solo un colpo inferto alla guida del governo. È una filosofia politica a franare, come la terra che d´improvviso si stacca dalla montagna e scivola. È un castello di parole, di chimere coltivate con perizia per anni. «Meno male che Silvio c´è», cantavano gli spot che il premier proiettava, squisita primizia, nei festini. Gli italiani non ci credono più, il mito sbrocca: sembra l´epilogo atroce dell´Invenzione di Morel, la realtà-non realtà di Bioy Casares. Per il berlusconismo, è qualcosa come un disastro climatico. Tante cose precipitano, nel Paese che credeva di conoscere e che invece era un suo gioco di ombre: l´idea del popolo sovrano che unge la corona, e ungendola la sottrae alla legge. L´idea che …

"Web e ironia la sinistra che ride", di Filippo Ceccarelli

Dopo essersi prodotto, al culmine del suo più eroico e pedagogico buonumore, nel consueto numero del bunga bunga il presidente Berlusconi si è congedato dai giornalisti raccomandandogli: «Ricordatevi di non prendere mai sul serio chi si prende troppo sul serio. L´autoironia è sempre fondamentale». Giusto. E per tanti anni in effetti il paradigma culturale del Cavaliere si è comodamente incardinato sulla certezza di avere a che fare con degli avversari, anzi con dei nemici rabbiosi e musoni. La sinistra dell´invidia e dell´odio, appunto. Bene, più o meno mentre Berlusconi si sforzava di fare lo spiritoso adattando il Parnaso alle olgettine, il leader del Pd Bersani iniziava la sua conferenza stampa sul voto referendario con le seguenti parole: «Scusatemi, ma stavolta non ce la faccio a non ridere, per quanto ce la metta tutta». Colpisce quell´avverbio: stavolta. Sempre a proposito di autoironia, non più di due settimane fa Bersani aveva accettato di affrontare uno sketch in duplex con il comico Crozza che per nove minuti, un tempo televisamente eterno, vestito, truccato e pelato come lui, lo …

Stragi e segreto di stato, D'Alema: «Per il Copasir non può durare oltre i 30 anni», di Valeria Tancredi

Il Copasir si è detto contrario all’ipotesi di prolungare il segreto di stato e pare che l’esecutivo sia dello stesso avviso». Il Presidente del Comitato per la sicurezza della Repubblica Massimo D’Alema, intervenendo ieri pomeriggio al convegno «Archivi negati, archivi “supplenti”: le fonti per la storia delle stragi e del terrorismo», ha voluto così rassicurare i parenti delle vittime delle stragi che temono che la maggiore trasparenza prevista nella legge di riforma dei servizi (L.124/2007), sia annacquata dalle proposte avanzate dalla Commissione Granata (in particolare quella che prevede che, su richiesta dei servizi, il segreto di stato possa essere prolungato di ulteriori 15 anni). D’Alema, nel suo ruolo di numero uno del Copasir, ha cercato di difendere il lavoro degli 007 («Che certo godono di pessima fama» ha detto) evidenziando come «non tutte le vicende che hanno insanguinato il paese e condizionato la sua storia vedono coinvolti solo i servizi segreti, in molte sono coinvolti altri apparati dello Stato». L’ex presidente del Consiglio ha anche ricordato come la vicenda Wikileaks renda “ridicolissimo” porre la segretezza …

"Hanno divorziato dai cittadini e il governo è alla paralisi Pd pronto alla sfida del voto", di Goffredo De Marchis

È arrivata la conferma che serve una svolta: la maggioranza non c´è più, debbono prenderne atto. Siamo il primo partito e abbiamo una proposta: in Parlamento parleremo con le forze politiche. Nel Pd prima un progetto, poi la persona. Una democrazia funziona in questo modo. Segretario Bersani, dopo i successi delle amministrative e dei referendum lei chiede le dimissioni di Berlusconi. Sapendo bene che lui non le darà mai. Non avete un´altra strada da indicare per uscire da questa fase? «Mi fanno una domanda e io rispondo. Chiedete le dimissioni del premier? Sì. Ma vorrei chiarire che non le chiediamo dopo il referendum e il voto nelle città. Il referendum e le amministrative sono successivi a una richiesta che facciamo da un anno e mezzo». Il voto di ieri non cambia niente? «Cambia moltissimo. C´erano un milione di ragioni per mandare a casa il governo prima del referendum. Il voto di ieri ha messo un ulteriore carico di 90 sulla loro crisi. E vedo che emerge una certa consapevolezza: nei commenti che vengono da alcuni …

"La Lega: stufi di prendere sberle", di Marco Cremonesi

La Lega è «stufa di prendere sberle» . Maggioranza in fibrillazione. Berlusconi: risultato da non ignorare. Formigoni: insofferenza verso chi guida il Paese. Il Pdl (Formigoni a parte) minimizza? La Lega, per niente: «Non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine» . Parola di Roberto Calderoli. E la linea del Carroccio è tutta lì, sintetizzata dal titolo della Padania oggi in edicola: «Sberle e coraggio» . Dettato da Umberto Bossi in persona, per unire i ceffoni evocati da Calderoli con il coraggio invocato da Roberto Maroni sui temi del fisco. L’apertura del quotidiano leghista è completata da due elementi che approfondiscono il pensiero padano: «La Lega a Pontida porrà chiare condizioni per garantire la sua presenza» . E ancora: «Il popolo manda un preciso segnale al governo» . Dopo la seconda «sberla» , nel movimento è il giorno dello sconforto. Gli umori sono cupi, e persino la fiducia messianica in Umberto Bossi è messa a dura prova. In molti non si capacitano della sortita di domenica sera. Dopo che l’ultima dichiarazione a sua voce …