"I raccomandati", di Maria Novella De Luca
Accade un po´ dovunque, ma altrove se ne parla, anzi fa scandalo. Da noi invece la regola è il silenzio, in una anomalia tutta italiana fatta di rassegnazione, furbizia, pazienza: «Così è, che ci vuoi fare…». Raccomandazioni, spintarelle, segnalazioni: se non ce l´hai non esisti, se non esisti nessuno ti assume, e il lavoro, già scarso, diventa un miraggio. Esiste in Italia un´anagrafe dei cittadini e un´anagrafe dei «fantasmi», come hanno gridato in queste settimane i precari nelle piazze di tutto il paese: i fantasmi sono le persone normali, con in tasca una laurea, un curriculum doc, ma senza le conoscenze giuste, gli appoggi che servono, gli amici che contano, non hanno insomma nemmeno uno straccio di santo in paradiso. E dunque per la società non esistono, sono invisibili, «espulsi» da professioni, carriere, posti, business, possibilità. Raccomandazioni: fenomenologia di un male endemico oggi più aggressivo che mai. Sintomo antropologico di «diffidenza nello Stato, nelle istituzioni, soprattutto nella pubblica amministrazione» spiega Giuseppe De Rita, presidente del Censis. Perché non si tratta soltanto di posti di lavoro: …
