Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Camera appesa alla giustizia", di Andrea Maria Candidi

È la settimana del processo a Berlusconi. Per mercoledì è fissata la prima udienza del Rubygate presso il tribunale di Milano. Ci si arriva – se mai c’era qualche dubbio – in un clima politico incandescente, reso ancora più infuocato dalla bagarre parlamentare dei giorni scorsi alla Camera sul processo breve e che non resterà certo indifferente a quanto succederà da domani sempre a Montecitorio. L’aula è, infatti, chiamata a pronunciarsi sia sulla richiesta della maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale proprio sul caso Ruby, sia sulla prescrizione breve. Sulla prima questione, che arriva in assemblea dopo che la scorsa settimana l’ufficio di presidenza non ha votato un parere in merito perché tra le parti c’è stato il pareggio dei voti, la maggioranza non dovrebbe avere problemi. I numeri, infatti, ci sono per far passare la linea che impone di interpellare la Consulta sul fatto se la procura di Milano sia incompetente a decidere sul reato di concussione contestato al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. La vicenda – secondo Pdl, …

"Il governo che non c'è", di Tito Boeri

Un´isola che c´è, Lampedusa, ci ha convinto che non può esistere un governo che non c´è. Quella offerta nelle ultime settimane è una dimostrazione di totale, frustante, impotenza nel gestire un problema certamente complesso ma non più grave di quello in passato fronteggiato da altri paesi dell´Unione Europea. Quei paesi della Ue che hanno una lunga tradizione nel gestire flussi massicci di rifugiati politici e immigrati clandestini. Non si può dire che i massicci sbarchi dal Nord-Africa di queste settimane non fossero prevedibili. Era stato lo stesso ministro Maroni a preannunciare due mesi fa un «esodo biblico di 80.000 tunisini», ben maggiore di quello sin qui registrato. Da allora nulla è stato fatto per fronteggiare questa emergenza, per garantire un primo soccorso adeguato alle persone sbarcate a Lampedusa e per definire una qualche strategia, da concordare con tutti gli attori coinvolti. Il coordinamento proprio non c´è stato, neanche all´interno dell´esecutivo. Per non parlare di quello fra governo e Regioni. Abbiamo assistito a quattro tipi di reazioni all´interno della maggioranza. La prima è l´urlo. Il “föra …

"Il Pd in piazza per la giustizia", di Goffredo De Marchis

Il Pd chiude la porta alla riforma della giustizia del governo. Il segretario Bersani accusa il ministro della Giustizia, Alfano, di essere «servile, saremo contro le sue norme in piazza e nel Parlamento». Per Bersani è necessario andare alle urne. Domani a Roma tre manifestazioni contro il pacchetto giustizia.«Alfano è arrogante come Berlusconi e servile a Berlusconi». Dunque si scordi il confronto, il «fumoso» dialogo. «Quando annunciò la sua epocale riforma della giustizia – ricorda Pier Luigi Bersani – dissi che entro 15 giorni saremmo tornati alle leggi ad personam. Da martedì voteremo una prescrizione costruita su misura del premier e sul fatto che Ruby è la nipote di Mubarak. Più chiaro di così». È allarmante anche l´appello alla piazza del ministro della Giustizia? «Mi allarma innanzitutto l´immagine di Alfano come emerge dall´intervista a Repubblica. Un ministro impastato di arroganza e servilismo. Un ministro che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perché adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo. Quanto alla chiamata del popolo è un´affermazione sconsiderata. Ma lo avverto: …

"Un Paese che sprofonda nel degrado questa è l´ora della mobilitazione", di Gustavo Zagrebelsky

Navi affollate di esseri umani alla deriva,immense tendopoli circondate da filo spinato, come moderni campi di concentramento.Ogni avanzo di dignità perduta, i popoli che ci guardano allibiti, mentre discettiamo se siano clandestini, profughi o migranti, se la colpa sia della Tunisia, della Francia, dell´Europa o delle Regioni. L´assenza di pietà per esseri umani privi di tutto, corpi nelle mani di chi non li riconosce come propri simili. L´assuefazione all´orrore dei tanti morti annegati e dei bambini abbandonati a se stessi. Si può essere razzisti passivi, per indifferenza e omissione di soccorso. La parte civile del nostro Paese si aspetta – prima di distinguere tra i profughi chi ha diritto al soggiorno e chi no – un grande moto di solidarietà che accomuni le istituzioni pubbliche e il volontariato privato, laico e cattolico, fino alle famiglie disposte ad accogliere per il tempo necessario chi ha bisogno di aiuto. Avremmo bisogno di un governo degno d´essere ascoltato e creduto, immune dalle speculazioni politiche e dal vizio d´accarezzare le pulsioni più egoiste del proprio elettorato e capace d´organizzare …

«Promesse da B. L’Aquila è morta», di Sandra Amurri

Due anni dopo il sisma che ha distrutto l’Abruzzo, la zona rossa è ancora chiusa e di lavori non c’è traccia. Il premier disse: “Faremo in fretta, non siete soli” Le macerie sono ancora tutte qui dentro, in quello che resta delle case. Mura squarciate. Tetti volati via assieme alla vita. Il centro storico. Il cuore de L’Aquila si è fermato alle 3,32 del 6 aprile 2009 quando una scossa di magnitudo 6.2 della scala Richter ha sepolto 309 persone. Da allora non batte più. Quello che si ode camminando è solo silenzio. Il silenzio della morte. Un solo rumore richiama l’attenzione: lo scorrere dell’acqua. Ci guardiamo intorno alla ricerca di una fontana rimasta aperta per dare un senso a quel rumore. Lo sguardo si perde nel nulla. Solo più tardi ci spiegano che si tratta di acqua che fuoriesce dalle tubature spaccate dal terremoto e mai aggiustate. Il consumo di acqua è lo stesso di due anni fa quando in città vivevano 14 mila persone oltre agli studenti. Neppure a questo ha pensato la …

"Lampedusa, Manduria Scene del fallimento", di Livia Turco

Quello che si sta squadernando sotto i nostri occhi – come poco fa l’incredibile fuga di massa dal centro di Manduria – è il fallimento di una politica che ha pensato di governare i flussi migratori alzando i muri e considerando i paesi del mediterraneo un’area da sfruttare nelle sue risorse naturali e da utilizzare come gendarme per il controllo dell’immigrazione clandestina. Siamo stati a Lampedusa lunedì scorso. Abbiamo visto con i nostri occhi e ascoltato con le nostre orecchie. Siamo stati al porto dove è stipata una massa umana, nel centro di identificazione sovraffollato oltre misura, nel centro di accoglienza dei minori di Linosa, presso la parrocchia a salutare don Stefano e i volontari della Caritas, infine in Comune per incontrare il sindaco e i consiglieri comunali. Siamo rimasti attoniti e ci siamo vergognati per le condizioni disumane in cui versano da oltre un mese le persone immigrate. Ai cittadini di Lampedusa continuiamo ad esprimere il nostro ringraziamento per l’esempio di solidarietà che ci hanno dato e perché si sono sostituiti allo Stato che …

Urbinati: «Politica stai attenta! Il web ti osserva…», di Cesare Buquicchio

Conoscere e decidere. Avvicinarsi il più possibile alla verità e agire di conseguenza. Il rapporto tra democrazia e web illumina di luce nuova il fondamentale legame tra cittadini e potere. Nadia Urbinati, docente di Scienze Politiche alla Columbia University di New York, trova nella Rete un nuovo, potente alleato, nel suo percorso teorico verso l’affermazione della democrazia rappresentativa contro il “sogno populista”, così lo definisce, della democrazia diretta, dell’illusorio rapporto senza filtri tra il popolo e chi lo governa. “Internet libera le informazioni, aumenta la trasparenza, rifugge il controllo. Sono tutti elementi fondamentali per la formazione e l’espressione del giudizio politico – spiega Urbinati –. Poi lo strumento di decisione dei cittadini rimane il voto. È l’unico esercizio del potere sanzionatorio ed è quello che limita il potere dei politici facendone una funzione. Ma avere più informazioni a disposizione su quello che succede nel palazzo, sul rispetto delle promesse che ci hanno fatto per essere scelti, poter condividere più facilmente queste informazioni, consentire la libera formazione di una pubblica opinione e, anche, di gruppi di …