Tutti gli articoli relativi a: attualità

Fumata nera per la Gambro

Nulla di fatto dall’incontro tra la direzione dell’azienda biomedicale, le Rsu ed i sindacati. Che hanno dunque deciso di proclamare 8 ore di sciopero per venerdì 1° aprile. Questi ultimi hanno portato al tavolo le proposte presentate e condivise dai lavoratori nel corso dell’assemblea che, venerdì, ha preceduto il consiglio dell’Unione straordinario dedicato alla vertenza. Al contrario di quanto i dipendenti auspicavano (ricordiamo che sono 400 quelli che rischiano il licenziamento) l’incontro con i vertici della Gambro Dasco non ha prodotto nessun concreto avanzamento in merito alla discussione avviata nei giorni scorsi presso il Ministero dello sviluppo economico sul progetto industriale. Rsu e sindacati hanno dunque deciso di proclamare 8 ore di sciopero per venerdì 1° aprile, con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento di Medolla. Le parti si rincontreranno lunedì 11 aprile alle 11 presso la sede Gambro. ****** GAMBRO: domani i lavoratori si fermano per otto ore!! Stiamo tutti con loro!!! di Palma Costi Anche questa volta dobbiamo essere a fianco dei lavoratori che domani sciopereranno per otto ore . La decisione è …

Informazione, Bersani ai leader opposizione: "Governo vuole oscurarci"

Aperta questione democratica. Il 7 aprile incontro responsabili informazione Udc, Idv,Fli e Api. “Mi sembra evidente che il governo sta predisponendo un’ulteriore stretta sul sistema dell’informazione, a partire dai telegiornali, così da oscurare le opposizioni e da condizionare la fase politica e il prossimo appuntamento elettorale. C’è dunque aperta una vera questione democratica che, a mio parere, deve essere affrontata dalle opposizioni parlamentari con un’iniziativa comune, pur nel pieno riconoscimento delle differenze politiche.” Lo scrive il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani in una lettera inviata oggi ai leader dei partiti di opposizione presenti in Parlamento. “Vi propongo quindi, continua Bersani, di realizzare uno strumento di controllo sull’equilibrio politico in particolare dei telegiornali e dei programmi di intrattenimento per presidiare, in modo incisivo e tempestivo, questa delicatissima fase. Se convenite, conclude Bersani nella missiva inviata a Casini, Di Pietro, Bocchino e Rutelli, questa iniziativa può essere già messa a punto nel corso dell’incontro dei nostri responsabili dell’informazione, già previsto per il 7 Aprile.” www.partitodemocratico.it

Processo breve: uno spettacolo indecoroso

Il blitz del governo è fallito miseramente. L’obiettivo di far approvare l’ennesima legge salva premier puntando i riflettori mediatici solo sotto la luce dell’emergenza di Lampedusa ha prodotto tanto rumore per nulla. La discussione sul processo breve, dopo la bagarre dentro e fuori l’Aula di Montecitorio, è stata rimandata al prossimo 5 aprile, evidenziando ancora una volta una sconfitta per il governo Berlusconi. Da queste due frenetiche giornate parlamentari il segnale politico più marcato sta nel fatto che le opposizioni sono riuscite ad evitare lo “strappo” progettato da Berlusconi. Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha sollecitato di nuovo le opposizioni a fare fronte: “è un anno che dico che Berlusconi porterà a uno strappo istituzionale, politico e sociale, per questo chiedo all’opposizione unità e tenuta. Abbiamo più fisico di lui e dobbiamo resistere un giorno di più”. In una lettera con cui Bersani si rivolge ai leader dell’opposizione parlamentare si legge: “mi sembra evidente che il governo sta predisponendo un’ulteriore stretta sul sistema dell’informazione, a partire dai telegiornali, così da oscurare le opposizioni …

Giustizia: continua il presidio del PD contro il processo breve. Bersani: “Fare insieme fronte comune contro lo sfregio alla Costituzione e alla democrazia italiana.

Bindi: “Siamo in una dittatura della maggioranza”. Oggi la maggioranza è andata di nuovo sotto sulla votazione del processo verbale contenente gli insulti del ministro La Russa. La giornata parlamentare di oggi è ricominciatancora più calda di quella di ieri. Lo scontro tra opposizione e maggioranza è ripreso su questioni procedurali: dal processo verbale della seduta in Aula, ieri erano stati escluse le cordiali parole con cui il ministro La Russa aveva insultato le opposizioni (“conigli”) e il Presidente della Camera (“vaff…”) Il PD ha chiesto di correggere il processo verbale. Fini ha replicato “che pur con le osservazione fatte, e di cui si prenderà debita nota, il processo verbale si intende approvato”. Dopo una prima sospensione dei lavori in Aula di 5 minuti per la lettura del verbale, alla ripresa, il Pd, Udc e l’Idv sono tornati a ribadire la richiesta di riscrittura del processo verbale con la conseguente rettifica. La votazione che ne è scaturita e il voto di parità ha fatto respingere l’approvazione del processo verbale. Una nuova sconfitta per la maggioranza. …

Costituzione, addio «Si viola il principio costituzionale di eguaglianza», di Felice Diotallevi

Già oggi 150 mila processi evaporano «Sarà un disastro». Situazione drammatica a Roma. L’allarme dei magistrati: «Colpo mortale per la giustizia» La reazione dei magistrati è stata immediata: «Così si uccide la giustizia». A rischio piccoli e grandi processi, come quello per i morti a Viareggio per l’esplosione del vagone del treno cisterna: furono 31 morti. L’Associazione nazionale magistrati contesta duramente la legge sulla prescrizione breve: «È un colpo mortale inferto al funzionamento della giustizia penale in Italia. Con la riforma oggi in discussione aumenterà a dismisura il numero di casi di denegata giustizia e di impunità per gli autori di gravi reati». «L’ Europa si legge in una nota del sindacato delle toghe ci chiede invano da tempo interventi per assicurare un’effettiva ragionevole durata dei processi e di evitare che i processi si concludano con la prescrizione. La prescrizione breve non riduce la durata dei processi, ma è un incentivo per gli imputati a cercare di far durare più a lungo il processo». L’allarme dei magistrati è circostanziato da fatti e numeri che il …

Daniele, bacchetta in fuga "Italia, tomba della cultura", di Giuseppe Videtti

Daniele Rustioni a 28 anni dirige l’Aida alla Royal Opera House. E’ stato assistente di Pappano, e l’11 aprile debutterà a Cardiff con “Così fan tutte”. “Qui a Londra sono tutti sconcertati per quel che accade alla cultura in Italia. Non siamo più competitivi su nulla. Quando ho avuto l’opportunità di scappare, ho tirato un sospiro di sollievo”. L’ingresso della Royal Opera House è sovrastato da una splendida immagine del ballerino Rupert Pennefather che vola sulla Senna – con Notre Dame sullo sfondo – in vista di una rappresentazione della Manon di Massenet coreografata da Kenneth MacMillan. Ma ieri sera al Covent Garden si parlava italiana. A dirigere l’Aida di Verdi c’era Daniele Rustioni, subentrato a Fabio Luisi. Il giovane direttore milanese (28 anni appena compiuti), è salito sul podio del prestigioso teatro londinese dove è già stato assistente di Antonio Pappano in tutte le repliche di Anne Nicole, l’opera che il compositore Mark-Anthony Thurnage ha tratto dalla tragica vicenda dell’ex coniglietta texana Anna Nicole Smith. IL VIDEO 1 “Sto lavorando a tre cose contemporaneamente”, …

"In Rai cresce solo il debito", di Marco Mele

Al piano terra di Viale Mazzini ci sono «lavori in corso». Si toglie l’amianto, seguendo i protocolli della Asl. L’ingresso principale è sbarrato: si entra dal retro, da via Pasubio. Un’immagine che rende l’idea della situazione che vive l’azienda di servizio pubblico, non da oggi, oltre che a rendere necessaria un’operazione immobiliare a Roma, visti i costi della «ripulitura». La Rai dà lavoro diretto a oltre undicimila dipendenti a tempo indeterminato, oltre a decine di migliaia con l’indotto ed è fondamentale per la fiction e per il cinema nazionali. Un’azienda, però, i cui ricavi sono eterodiretti dalla politica che non interviene sullo scandalo pluridecennale dell’evasione del canone, ordinario e speciale. I quattro-cinque milioni di famiglie che non pagano il canone sottraggono alla Rai sui 550 milioni. Il canone speciale, evaso da associazioni, partiti, aziende sottrae altri 800-900 milioni. L’ultima riprevisione sui conti 2010, fatta a dicembre, prevede una perdita di bilancio pari a 118 milioni di euro. Il budget 2011, invece, prevede una chiusura in attivo per venti milioni. Quest’anno, però, non ci sono Olimpiadi …