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"Se l'imputato dà lezioni su scuola e famiglia", di Fabio Lupino

Ma cosa ne sa Berlusconi della scuola e della famiglia italiana? Il premier imputato per concussione e prostituzione minorile si è ieri permesso un giudizio, a suo dire esemplare: gli insegnanti di Stato inculcano cose diverse dai valori familiari. Lo disse nel ‘94 per svilire la scuola pubblica in nome della libera scelta; lo ripete ora, quando, grazie a lui e Gelmini, lo sfascio dell’istruzione è quasi compiuto. Nessun paese occidentale ha così drasticamente disinvestito nel settore come ha fatto, invece, l’Italia in questi ultimi due anni e mezzo. Anzi, i bilanci degli altri hanno visto crescite consistenti sul Pil, malgrado la crisi. Gli insegnanti italiani hanno cercato di mantenere un livello di dignità, con un lavoro invisibile e appunto vilipeso. Cosa ne sanno Berlusconi e Gelmini a quante e a quali problematiche deve provvedere un docente quotidianamente? La scuola pubblica implica un dovere etico, il rispetto di determinati principi, vincoli, la Costituzione per esempio. Quando il premier contrappone la pubblica alla privata (molto ben finanziata dalla Destra) non sa di cosa parla, perché in …

Manifutura 2010: Resoconto degli interventi conclusivi di Pier Luigi Bersani e Romano Prodi

Un nuovo patto sociale per uscire dalla crisi economica e politica. “Chi governa deve dire all’Italia cosa vuole fare, deve avere un’idea per muovere le forze vive del Paese”. Con queste parole Pierluigi Bersani è intervenuto alla chiusura del festival di Manifutura 2011 che si è svolto a Bologna. In Italia, ha affermato il Segretario del Pd, è molto difficile accendere i riflettori sull’industria, mentre la cultura progressista ha interesse e attenzione per l’economia reale, come già abbiamo mostrato con i governi di centrosinistra. La manifattura si aggrega a settori sempre più ampi ed occorre sospingere l’interesse generale verso un tasso di conoscenza più elevato dei problemi. Sulle liberalizzazioni che possono essere occasione di nuovi investimenti, come è accaduto nel settore elettrico, oppure nella tanto richiamata questione della banda larga, molto se ne è parlato ma poco, o nulla, si è fatto. “Non abbiamo saputo combinare le politiche industriali con l’interesse del Paese, ha sottolineato Bersani, non è possibile dire solo che non si fa nulla, bisogna dire che in queste condizioni non si può …

Via libera al Milleproroghe, più tasse e più disoccupati

«Adesso mangiatevi il fegato», semplifica il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: la promulgazione del Milleproroghe è la dimostrazione che «il governo va avanti e fa crescere pure i propri numeri ». Infatti, dopo una gestazione di 59 giorni, due fiducie, tre letture parlamentari e i rilievi del presidente Napolitano, «l’ippopotamo» – copyright del premier – è stato partorito. L’ultima votazione, quella di ieri al Senato, ha richiesto lo sforzo di 159 senatori, contro 126 contrari e due astenuti. Dieci giorni fa, al primo giro a Palazzo Madama, il decretone monstre raccolse 158 sì, 136 no e due astenuti, e fu l’occasione in cui cominciò a sgretolarsi Fli, la creatura del presidente della Camera. Da quelle ceneri ieri si è creato un nuovo gruppo: «Coesione Nazionale ». Ne fanno parte gli ex Fli più quattro senatori di varia provenienza. DIVIETI Ma cosa ha promulgato il presidente della Repubblica Napolitano, sottolineando che «restano comunque disposizioni in ordine alle quali potranno essere successivamente adottati gli opportuni correttivi»? Tra i 187 commi dei nove articoli del dl, le …

"La Libia, Obama e la giravolta del cavaliere", di Eugenio Scalfari

Le rivoluzioni dei popoli nordafricani e mediorientali hanno numerose differenze tra loro ma anche profonde analogie. Tra queste ce ne sono tre che meritano d´esser segnalate: sono guidate da giovani, hanno come primario obiettivo la conquista dei diritti di libertà e sono rivoluzioni laiche anche se nei paesi musulmani il loro grido di riconoscimento e di vittoria è spesso quello tradizionale “Allah è grande”. Bin Laden e il fondamentalismo talebano non potevano registrare una sconfitta storica maggiore di questa: Al Qaeda sperava d´essere alla testa di questo sconvolgimento storico; invece non ne è stata neppure la coda; semplicemente ne è rimasta fuori e non ha alcuna probabilità di inserirvisi. Lo sbocco finale è ancora incerto, in alcuni paesi dipende in larga misura dall´esercito e dai giovani ufficiali, in altri dalla nascente borghesia, in altri ancora dall´esistenza di forti legami tribali. Ma la conquista dei diritti di libertà (e di lavoro) spinge i rivoluzionari a guardare più verso ovest, cioè verso Occidente, che verso est. E non è un caso che ai giovani che hanno scacciato …

"La potente impotenza dei partiti", di Luigi La Spina

Saranno 30-40 mila persone, oggi, a decidere il nuovo sindaco di Torino. E’ questo il numero dei simpatizzanti del centrosinistra attesi alle primarie e, data la differenza che ha sempre distanziato questo schieramento dal centrodestra, il vincitore dovrebbe conquistare anche l’eredità di Chiamparino. Eredità difficile quella di uno dei sindaci più amati dai torinesi, più stimato dai cittadini del Nord d’Italia e meno gradito sia alla nomenclatura romana del Pd, sia a quella della capitale subalpina. Perché il successo del passato è sempre un pesante fardello per chi è destinato a raccoglierlo, soprattutto quando il futuro non sembra riservare gli stessi buoni auspici che hanno accompagnato Chiamparino nella sua decennale esperienza sulla poltrona di Palazzo di Città. Tra i cinque personaggi che si sono presentati alla competizione delle primarie, i due veri candidati alla vittoria sono entrambi uomini di partito, dello stesso partito, quello democratico. Il primo è un leader di lungo corso, ex ministro ed ex segretario dei Ds, Piero Fassino, designato dai vertici romani del Pd e sostenuto dallo stesso Chiamparino. Il secondo, …

"Parte la guerra contro i pm milanesi pronto il conflitto di attribuzione", di Liana Milella

Dubbi fugati. Il Cavaliere scatena l´offensiva contro la procura di Milano. In queste ore si sta già scrivendo il testo del conflitto di attribuzione che la Camera inoltrerà alla Consulta. La prossima settimana sarà ufficializzato a Montecitorio. Dove, per un caso, è già previsto un ufficio di presidenza. La tesi è nota: quei pm non erano competenti a indagare sulla telefonata del premier alla questura di Milano per “liberare” Ruby. La (presunta) concussione toccava al tribunale dei ministri. Quindi l´intera inchiesta, con tanto di verbali e intercettazioni, è un abuso e va cestinata. Era già pronto il testo della delibera di improcedibilità, di pugno di Niccolò Ghedini. Ma quello, che impegna Berlusconi in prima persona, per il momento finisce in stand by. Parte invece la battaglia per il conflitto di attribuzione, che seguirà l´abituale trafila, presidente della Camera, giunta per le autorizzazioni, di nuovo il presidente con lo scoglio dell´ufficio di presidenza dove l´opposizione ha la meglio. Ma nel Pdl non hanno dubbi che Fini dovrà per forza sottoporre all´aula, dove sui voti c´è massima …

"Milleproroghe, zero Camere, un presidente – l'Abc del provvedimento – L'ultimo ok dal Senato", di Michele Ainis

Milleproroghe zero Camere, un presidente. Dietro al terzo voto di fiducia imposto dal governo al Parlamento nell’arco d’una settimana (un record di cui non c’è da menar vanto), dietro l’ennesimo maxiemendamento votato dai deputati a denti stretti, si staglia l’azione solitaria d’un uomo che le nostre istituzioni hanno lasciato in solitudine: Giorgio Napolitano. Lui reagisce, richiama all’ordine i cantanti, e almeno in questo caso gli evita di prendere una stecca. Ma il coro rimane stonato, ed è ormai l’ora di dire basta, di trovare un rimedio permanente. Sta di fatto che le nostre istituzioni parrebbero impegnate in una partita a rubamazzo, e che la partita dura da fin troppo tempo. Funziona così: il Parlamento ha smesso di legiferare, sicché legifera il governo per decreto. Ogni decreto viene presentato alla firma del capo dello Stato, che ne controlla i requisiti d’urgenza, la legittimità costituzionale, infine l’omogeneità dei contenuti, dato che una minestra di cavoli e carciofi ci resterebbe sullo stomaco. Dopo di che comincia il lavoro delle Camere, che hanno 60 giorni per convertire il decreto …