Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Attacco allo Stato", di Massimo Giannini

Gli storici prendano nota. Ieri, per la prima volta, si è riunita in chiaro, alla luce del sole, la Struttura Delta. Le “guardie armate” del presidente del Consiglio nella carta stampata e nella tv. Che questa sia per lui, con ogni evidenza, la partita finale è chiaro da espressioni estreme come «golpe morale contro di me», come «inchieste degne della Ddr», come «l´ultimo giudice è il popolo». Così, ancora una volta, Berlusconi afferma la propria superiorità carismatica e populistica contro l´ordinamento, contro le leggi. Il Princeps legibus solutus nella sua versione contemporanea gioca il popolo contro lo Stato. Il suo popolo, naturalmente: una potente astrazione, confezionata dal suo potere mediatico, una sua proprietà patrimoniale che non ha nulla a che fare col popolo di una moderna democrazia. Che non è massa ma cittadinanza, che non è visceralità prepolitica ma appartenenza consapevole a un destino comune in una rigorosa forma istituzionale Del resto, «fare causa allo Stato» è stata un´altra recentissima manifestazione del furore di Berlusconi. C´è in essa un significato tecnico: per i magistrati, la …

"Rai, pronta una ricetta da soviet", di Michele Brambilla

Siamo tutti d’accordo nel dire che non ne possiamo più delle risse in tv con i politici che urlano, si insultano, si parlano addosso, quindi escono di scena con il beau geste di un abbandono che chissà come mai viene deciso sempre ai titoli di coda. La maleducazione di questi nostri rappresentanti democraticamente eletti è pari, fra l’altro, alla pochezza delle loro argomentazioni. Visto che il concetto più frequentemente espresso dagli on. e dai sen. è il seguente: «Io l’ho lasciata parlare, adesso lei non mi interrompa». Anche se siamo ormai lobotomizzati al punto da non avere la forza di cambiare canale, certi talk show non li sopportiamo più: sono la riproposizione (in peggio) delle vecchie fiere di paese in cui «chi grida di più la vacca è sua». Sarebbe quindi da benedire un provvedimento che mettesse fine allo scempio. Ieri abbiamo saputo che l’onorevole Alessio Butti del Pdl ha presentato alla Rai la bozza di un «atto di indirizzo» che sarà esaminato la prossima settimana dalla commissione di vigilanza. Per qualche istante abbiamo sperato …

Gambro, iniziato il confronto sul futuro dell’azienda

Incontro interlocutorio oggi a Roma al ministero delle Attività produttive. Già programmato un secondo incontro, probabilmente il primo marzo. E’ stato solo un incontro interlocutorio quello svoltosi oggi a Roma al ministero delle Attività produttive, utile però a gettare le basi per un confronto sul futuro della Gambro a Medolla. Tutti – dai sindacati agli enti locali, dalla Regione ai parlamentari modenesi – hanno ribadito il netto rifiuto del piano di dismissione prospettato dalla multinazionale e avanzato la richiesta di un piano industriale che consenta il rilancio dell’azienda e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. E’ stata anche dichiarata una disponibilità al confronto nel merito, valutando costi e strategie del piano di razionalizzazione richiesto dalla direzione aziendale. Il rappresentante del governo – Giampietro Castano, direttore del ministero – si è detto disponibile a favorire un confronto diretto tra i rappresentanti del territorio e i vertici aziendali che consenta di valutare tutte le possibili ipotesi alternative alla dismissione di una parte della produzione. L’incontro si è concluso con l’impegno – da parte di tutti i partecipanti …

Sondaggi amari per il Cavaliere «Meglio Maroni e Tremonti», di Andrea Carugati

Berlusconi “illeso” dopo lo scandalo bunga bunga? Gli italiani simpatetici o addirittura invidiosi delle feste del Cavaliere? Non pare, almeno stando al sondaggio della Ipsos di Pagnoncelli resi noti martedì sera a Ballarò. Ma non è il solo. Anche a palazzo Grazioli, a quanto si apprende, sono arrivati sondaggi tutt’altro che positivi sulla fiducia nel premier, nonostante l’imponente campagna mediatica impostata per cancellare il Rubygate. Dal sondaggio Ipsos emergono alcuni dati importanti. Primo: anche una semplice coalizione Pd-Sel-Idv batterebbe l’asse Berlusconi-Bossi. Secondo: sia Bersani che Casini e Vendola batterebbero il Cavaliere in uno scontro diretto per la premiership. In uno schema a tre poli, il centrosinistra si imporrebbe su Pdl e Lega con il 41% contro il 38,7%, mentre il Terzo Polo si fermerebbe al 17,8%. Ancora più netta la vittoria in caso di “Santa alleanza” di tutte le opposizioni contro il Cavaliere: 51,3% contro 44,2%. Sia Bersani che Vendola, alla guida di un centrosinistra “semplice”, batterebbero Berlusconi: il primo con il 36% contro il 32% e il secondo con il 32% contro il 31%. …

Giornata del ricordo: Napolitano "Non restare ostaggi del passato". Berlusconi assente alla cerimonia al Quirinale

Il capo dello Stato guarda al futuro europeo per superare, senza dimenticarle, antiche ferite. Alle celebrazione in memoria delle vittime delle Foibe non era presente il premier. Per il governo c’erano il ministro della Difesa, Ignazio La Russa e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: “Per troppi anni c’è stato un silenzio oltraggioso e colpevole”. “La memoria sia coltivata. Ciascun paese ha il dovere di ricordare la propria storia, di non cancellare le tracce delle sofferenze subite dal proprio popolo” ma “l’essenziale è non restare ostaggi né in italia né in Slovenia né in Croazia degli eventi laceranti del passato”, con queste parole il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha celebrato al Quirinale la Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime delle Foibe. Partendo dal passato, per guardare a un futuro comune e europeo. “Posta fine a ogni residua congiura del silenzio, a ogni forma di rimozione diplomatica o di ingiustificabile dimenticanza, possiamo finalmente guardare avanti, costruire e fare progredire una prospettiva di feconda collaborazione sulle diverse sponde dell’adriatico. Il sacrificio delle generazioni …

"Più che una frusta, un boomerang", editoriale da Europa Quotidiano

Ieri sul sito del Wall Street Journal, il quotidiano della business community ora proprietà di Murdoch, Berlusconi era in prima pagina. Ma non per il piano di rilancio dell’economia italiana, che si è confermato alla fine esaurirsi nell’ipotetica modifica di tre articoli della Costituzione. No, Berlusconi interessava al Wsj per la notizia del possibile rinvio a giudizio (seguiva anche sondaggio on line, che per quel che vale vedeva un 78 per cento di favorevoli all’incriminazione). Può darsi che la notizia sia considerata di scarso rilievo: già, che importa agli italiani dell’opinione dei media finanziari esteri? Allora però come valutare la scena alla quale abbiamo assistito ieri mattina, con Tremonti che, chiamato a dare appoggio e sostanza al “piano” appena illustrato dal presidente del consiglio, esordisce dicendo : «Starò poco, devo prendere un treno»? Va bene, ci siamo capiti. E hanno capito anche gli uomini-chiave dell’economia italiana, che nei giorni scorsi sul Sole 24 Ore avevano ripetuto all’unisono: dell’articolo 41 ci importa poco, speriamo in misure concrete. Hanno avuto la loro risposta. Bonanni, sceso dal viaggio …

"Perché è giusto non lavorare nel giorno dell´Unità d´Italia", di Adriano Prosperi

Il 17 marzo 1861 si riunì a Torino il primo Parlamento e venne proclamato il Regno d´Italia. Era nata la nazione come realtà politica. Fino ad allora l´Italia era stata solo una espressione geografica. Per ricordare quella data faremo festa il prossimo 17 marzo. La faremo davvero? La data si avvicina e le voci critiche, dubbiose, ironiche si moltiplicano. Oggi la possibilità, il pericolo che la festa venga cancellata si sono fatti tangibili. Su di un´opinione pubblica frastornata, in un paese diviso profondamente da disuguaglianze di beni, di consumi e di diritti, dove le diversità che consideravamo la ricchezza e l´originalità dell´Italia oggi appaiono improvvisamente come cesure insanabili, cala l´ombra del dubbio: un dubbio che investe la festa come simbolo e che nel simbolo ferisce in modo grave il dato reale. Perché se muoiono i simboli l´entità che essi rappresentano comincia a cessare di esistere: la morte del simbolo nella coscienza comune significherebbe che l´Italia che apparentemente continuerebbe a esistere sarebbe un fantasma privo di vita. Ma vediamo gli argomenti. Perché questa festa non s´ha …