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Dossier su Pompei

“Da Seul, Berlusconi dice di aver qualche difficoltà. Beh gli esprimiamo solidarietà umana ma qui non si parla delle sue difficoltà ma di quelle di un Paese”. Così il segretario Pier Luigi Bersani ha introdotto la conferenza stampa di presentazione del dossier Pd sulle responsabilità e la cattiva gestione da parte del ministro Bondi sui crolli agli scavi di Pompei. “Non si può più tirare avanti sulle increspature e i traccheggiamenti. Non c’è più un briciolo di fiducia nel Paese. Siamo davanti ad una crisi conclamata: il centro destra è in crisi perché ha sbagliato il rapporto con il Paese nella più grande crisi economica e sociale dal dopoguerra. Si percepisce il fallimento del governo e delle sue azioni limitate ai processi personali del capo”. “C’è bisogno di una ripartenza del Paese” ha continuato Bersani. “Non perdiamo tempo, usciamo da questa sbornia. Il primo passo è la riforma della legge elettorale per mettere in sicurezza la democrazia”. “Bondi dice che dovrebbe vergognarsi chi chiede le sue dimissioni? Siamo al surreale. Non è vero che il …

"L'abuso di potere", di Giuseppe D'Avanzo

Il pubblico ministero dei minori, di turno nella notte tra il 27 e il 28 maggio, non ha intenzione di accettare la verità raffazzonata dal questore, dal ministro dell´Interno, dalla procura della Repubblica di Milano. Questa “verità ufficiale” la si può dire con le parole di Roberto Maroni: la giovanissima amica di Silvio Berlusconi, Karima El Mahroug, “Ruby”, 17 anni, accusata di furto, priva di documenti, in fuga dalla famiglia e scappata da una comunità, viene affidata – come ripetutamente pretende il capo del governo quella notte – a Nicole Minetti, una persona di sua fiducia. Per tre ragioni. Le illustra il ministro dell´Interno in Parlamento. 1. “Il funzionario di turno alla centrale operativa accerta che non vi sono posti disponibili nelle comunità della zona”. 2. Nicole Minetti “riferisce di conoscere la ragazza e assicura la propria disponibilità a prendersene cura”. 3. Il verbale di affidamento è redatto “sulla base delle indicazioni del pubblico ministero di turno presso il tribunale dei minorenni”. Di questa “verità” ufficiale già si sono potute apprezzare le contraddizioni. Non è …

"Il crollo di un Paese", di Francesco Merlo

Anche la scuola, che era stata malamente puntellata, collassa sotto il peso dei tagli della Gelmini. E la stessa sorte tocca alle case editrici, al cinema, alle canzoni, al teatro. C´è più scienza del restauro e più tecnica della conservazione nel viso rifatto di Berlusconi che nei ruderi di Pompei. E crolla, con la casa dei gladiatori, anche il sesso italiano, e non solo perché aumentano, per contagio, i vecchi ricchi pieni di desideri fuori tempo, ma soprattutto perché Ruby e Noemi sono prototipi. Le minorenni scoprono di avere nel loro corpo una miniera e si sgretola, come a Noto il barocco, il romanticismo nazionale, il dolce stil nuovo, il corteggiamento, la poesia, l´italianissima idea che la verità di un grande uomo sono gli occhi di una donna. Le macerie di Pompei confermano che il danaro del turismo non basta a rendere eterna la rovina mummificandola. E ci voleva un rovinoso leghista come Zaia per degradare Pompei a «quattro sassi», ben al di là dell´ignoranza che un tempo riusciva ancora ad accompagnarsi ad un certa …

"Il Pd accelera, con la testa al voto", di Mariantonietta Colimberti

Al Nazareno il confronto tra i big su crisi e alleanze elettorali. E sabato Bersani dà il via al porta a porta. «Il gioco non è tutto nelle nostre mani, dobbiamo vedere cosa si mette in moto. L’unica cosa prevedibile sono le elezioni». Sta in questa chiara e lapidaria descrizione della situazione affidata ad Europa da un autorevole esponente del Pd il senso di quello che in queste ore si sta muovendo nel principale partito di opposizione e anche delle scelte che farà nelle prossime settimane. Perché la consapevolezza che è in atto una accelerazione il cui punto di caduta non è – e non potrebbe essere – nelle mani del Pd va di pari passo con la convinzione della necessità di essere pronti agli scenari possibili, elezioni ravvicinate comprese. «Allo stato dei fatti – prosegue nella sua analisi il nostro interlocutore – Berlusconi ha la maggioranza al senato. È possibile che, a crisi aperta, si mettano in moto condizioni numeriche diverse. E allora, se il presidente della repubblica volesse verificare la strada dell’esistenza di …

"Marchionne: no al tavolo Fiat. Industria, la crisi non è finita", di Luigina Venturelli

Al governo erano bastate piccole variazioni decimali per allontanare l’incubo della crisi e salutare la ripresa ormai in corso. Ma le rilevazioni Istat non lasciano spazio alle illusioni: la produzione industriale a settembre è calata del 2,1% rispetto ad agosto, il maggior ribasso congiunturale degli ultimi diciotto mesi, interrompendo una serie positiva che durava dall’inizio del 2010 e a cui si erano attaccate le speranze degli ottimisti di professione. Anche peggio è andata la produzione di autoveicoli, crollata dell’8,3% rispetto a settembre 2009. Un dato che chiama in causa direttamente la Fiat, ma di questo l’azienda non parlerà con il governo. L’ha assicurato Sergio Marchionne, declinando la ventilata proposta di un tavolo con l’esecutivo sui progetti del Lingotto. IL MIRAGGIO DELLA RIPRESA Intanto la sospirata fase finale della crisi economica ha ancora da venire. I sindacati l’avevano facilmente predetto. «L’Italia non aggancia la ripresa perchè il governo ha passato due anni a raccontare che la crisi non c’era e che eravamo i migliori del mondo, senza sviluppare politiche di crescita» ha commentato il segretario generale …

"Il modello perduto", di Luciano Gallino

La rivolta degli studenti inglesi e le manifestazioni di massa contro i tagli delle pensioni in Francia o quella promossa dalla Fiom a Roma in difesa del lavoro possono essere lette come un primo tentativo di difendere dall’Europa il modello sociale europeo. Un´espressione che suona un po´ astratta, ma è ricca di significati concreti. Essa vuol dire infatti pensioni pubbliche non lontane dall´ultima retribuzione; un sistema sanitario accessibile a tutti; scuola pubblica gratuita e università a costo minimo; un esteso sistema di diritti del lavoro, e molte altre cose ancora. Negli ultimi cinquant´anni il modello sociale europeo ha migliorato la qualità della vita di decine di milioni di persone ed ha permesso loro di credere che il destino dei figli sarebbe stato migliore di quello dei genitori. Ora il modello sociale europeo è sotto attacco nientemeno che da parte dell´Europa. Tutti sostengono che è necessario tagliare tutto: pensioni, sanità, scuola, università, salari, diritti. Il motivo lo ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. In un articolo apparso sul “Financial Times” nel luglio scorso, il …

"L'incubo della politica in stallo", di Michele Ainis

Proviamo a figurarci un’esperienza surreale, come quelle che talvolta capita d’attraversare in sogno, specie dopo una cattiva digestione. Proviamo a immaginare un mondo immobile: nessun aereo in volo, i treni fermi alle stazioni, un lungo corteo d’autovetture inchiodate sull’asfalto. Proviamo infine a declinare questa stessa condizione nei palazzi del potere. Lì c’è un partito al contempo dentro e fuori la maggioranza di governo: vota regolarmente la fiducia verso l’esecutivo, però non vota i suoi provvedimenti. Sicché zero leggi, zero decisioni, zero riforme economiche e sociali. A propria volta il premier inarca un sopracciglio, ma tira dritto come se nulla fosse. Allora quel partito ritira i suoi ministri dal governo, con l’intenzione di farlo cascare giù per terra. Invece il premier si rialza, rimpiazza i dimissionari con qualche faccia nuova, inarca il secondo sopracciglio, ma infine resta incollato alla poltrona. L’opposizione avrebbe l’opportunità di tirargli uno sgambetto, presentando una mozione di sfiducia in Parlamento. Opportunità sulla quale tuttavia esita per mesi, un po’ perché i suoi leader sono altrettanti cacadubbi, un po’ perché temono che alla …