Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La macchina da guerra che schiaccia il dissenso", di Eugenio Scalfari

Da un lato Gianfranco Fini e la famiglia Tulliani, dall´altro il comunicato di un ministro della Giustizia dell´isola caraibica di Santa Lucia, i giornali della famiglia di Silvio Berlusconi e lo stuolo di «aiutanti» che si sono prodigati per incastrare il presidente della Camera. La posta dello scontro è la distruzione politica dell´uno o dell´altro con le conseguenze che possono derivarne per tutto il paese. Esamineremo tra poco queste conseguenze, ma prima dobbiamo mettere a fuoco il video con il quale Fini si è ieri sottoposto al giudizio dell´opinione pubblica nazionale e internazionale. A tale proposito e a titolo di premessa anticipo una riflessione: la risposta di Fini è comunque tardiva, poteva e doveva arrivare molto prima, subito dopo le notizie pubblicate dal “Giornale” di Feltri. Il presidente della Camera disse allora con una pubblica dichiarazione (e l´ha ribadito nel video di ieri) che nulla aveva mai saputo fino a quel momento della vicenda concernente l´abitazione di Montecarlo a suo tempo venduta ad equo prezzo (secondo le valutazioni di allora) da Alleanza nazionale che ne …

"L´Italia, la transizione fallita e la mancanza di una destra normale", di Guido Crainz

Con la caduta del primo governo Prodi è venuto meno il progetto di una buona politica ed è prevalsa la partitocrazia dei partiti facendo riprendere le demagogie populiste. Sono senza veli i tratti portanti della politica berlusconiana, il suo porre al centro interessi personali e di azienda anche a costo di colpire le basi della democrazia e recare durissimi colpi all´informazione. In uno scenario sempre più degradato la crisi italiana appare ormai senza ritorno. “Metodo Boffo” come prassi quotidiana, dossier caraibici, protezione parlamentare a un esponente politico indagato per reati di camorra, sino a quel che sembra affiorare in Abruzzo: i rifiuti invadono di nuovo non solo Napoli ma l´intero paese. Ogni sguardo al sistema Italia ripropone tutti i nodi di una transizione drasticamente fallita, o mai iniziata. Illumina il riemergere, in forme modificate e aggravate, della crisi istituzionale ed etica che aveva portato al tracollo dei primi anni Novanta. Fu travolto allora il sistema dei partiti su cui si era basata per mezzo secolo la storia italiana, dopo meno di vent´anni è entrata in …

Summit ONU sugli Obiettivi del Millennio: Italia penultimo Paese

Tagli drammatici e ritardi del governo anche nell’ Aiuto Pubblico allo Sviluppo mondiale. Senatori Pd: “L’assenza di Berlusconi al vertice, dimostra il disinteresse del nostro governo agli obiettivi di pace e benessere mondiale. La nostra diplomazia ne risulta indebolita”. Si è concluso, oggi, a New York il vertice dell’ONU sui temi dello sviluppo del millennio con un annuncio formidabile: sono stati stanziati circa 40 miliardi di dollari, raccolti attraverso le donazioni di governi e associazioni, per arginare l’impoverimento del mondo. Ne ha dato notizia con grande entusiasmo, il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. “Sappiamo cosa serve per salvare le vite di donne e bambini – ha dichiarato il Segretario generale del Palazzo di Vetro – e sappiamo come le loro condizioni siano difficili, rispetto agli standard degli obiettivi del Millennio”. L’obiettivo che si pone l’ONU è molto arduo: salvare 16 milioni di vite umane entro il 2015. In rappresentanza dell’Italia però, non ha partecipato come doveroso, il Presidente del Consiglio italiano, impegnato ad incollare i pezzetti rimasti della maggioranza di governo, bensì il ministro degli …

"Il fuoco che smaschera il grande bluff del Cavaliere", di Roberto Saviano

«Perché gli abbiamo creduto a Berlusconi, e mò come se ne uscirà?». «Lo sapevo che tornava la monnezza e che Berluscone non aveva risolto niente. Questa è la politica». Sono le prime due frasi che ascolto da una radio locale che lascia sfogare i napoletani, che qui chiamano il primo ministro rendendo al singolare il suo nome: Berluscone, che avevano considerato il risolutore dell´emergenza rifiuti. Oggi tutto è tornato come prima, ad appena un anno dal decreto legge del 31 dicembre del 2009 che sanciva la fine dello stato di emergenza e del commissariamento straordinario. In realtà da mesi stava lentamente tornando la spazzatura ovunque ma parlare di nuova emergenza rifiuti sembrava impossibile, era vietato come la peggiore delle bestemmie. Ma il centro di Napoli è tornato a puzzare come una discarica, la provincia di Caserta ha nuovamente le strade foderate di spazzatura, la popolazione è tornata a ribellarsi per l´apertura di nuove discariche, terrorizzata che queste raccolgano non solo i rifiuti leciti ma anche quelli illeciti, come sempre accaduto nelle discariche campane. Non si …

"Le elezioni sono ora più vicine", di Marcello Sorgi

Ci sono dei momenti, nella furia di una tempesta, in cui una nave che pur avanza, sballottolata dalle onde, si piega su un fianco e sembra ormai destinata al naufragio: una sensazione del genere s’è avuta ieri, quando dopo due giorni di dibattito sulla «patacca», che Berlusconi avrebbe fatto costruire ad arte, per dimostrare che Giancarlo Tulliani, oltre che affittuario, è praticamente proprietario del famoso appartamento di Montecarlo venduto da An per decisione di suo cognato Gianfranco Fini, si è scoperto che «patacca» non era. Il ministro Rudolph Francis di Santa Lucia, l’isoletta caraibica paradiso di inaccessibili società off-shore, non poteva immaginare, con la conferenza stampa che ha autenticato il documento che accusa Tulliani, di aver probabilmente posto fine alla legislatura italiana cominciata poco più di due anni fa. Ma l’impressione, anche prima che oggi Fini cerchi di chiarire in un videomessaggio destinato a Internet, è che sia diventata impossibile una ricomposizione della maggioranza di centrodestra che martedì in Parlamento dovrebbe rilanciare il governo dopo la paralisi di quest’estate: destinata, invece, di conseguenza, a protrarsi …

"-Tante piccole Adro, la Lega marchia il Nord", di Paolo Berizzi

Gli altri Adro sono paesoni che gli assomigliano, laboratori del neorealismo leghista dove – tra estensioni cromatiche (rigorosamente verdi) e incisioni post-celtiche, soli delle alpi e guerrieri – il marketing padano non solo è accettato. Anzi, è addirittura coccolato dalla maggioranza delle comunità. Benvenuti a Cividate al Piano, pianura bergamasca, 5mila abitanti di cui solo 589, stando all´immancabile petizione, contrari alla trovata del sindaco Luciano Vescovi: una piastrellona raffigurante l´ormai celebre sole a spicchi incastonata nel selciato di piazza Papa Giovanni XXIII, di fronte al Comune a guida ovviamente leghista. A chi si è permesso di obiettare il primo cittadino ha risposto: «Quel simbolo è un segno della nostra cultura popolare, operaia e contadina». Vescovi scantona, per ora. Ma quest´anno potrebbe dover rinunciare alla vista del suo ornamento architettonico: a Cividate (da civitas, era una colonia romana, ironia della storia) ci saranno le elezioni comunali. E quel sole vìola le «norme per la disciplina della propaganda elettorale». I leghisti di Cividate sono gente di fede oltre che di fantasia. A Natale nel presepe della loro …

"Come affondare l'unica banca multinazionale italiana", di Tito Boeri e Luigi Guiso

E’ stato un gesto di irresponsabilità, in cui hanno giocato un ruolo decisivo le fondazioni bancarie, quello che ha portato all’impeachment di Alessandro Profumo senza un sostituto e senza un preciso capo d’accusa. Un nuovo amministratore delegato dovrà essere trovato entro poche settimane, da un consiglio tutt’altro che coeso al suo interno. Bene che si faccia sin d’ora chiarezza sui criteri e le procedure che verranno seguite nel selezionare i candidati. Sarà fondamentale anche rivedere la governance di Unicredit che si è rivelata fragilissima. La lezioni da trarre è che le fondazioni devono uscire dalle banche. Gioverebbe alle banche, alla collettività. E anche a loro. Il metodo scelto per far fuori Alessandro Profumo da Unicredit è stato dei peggiori. IMPROVVISAZIONE E IRRESPONSABILITÀ AL POTERE Gli azionisti hanno ovviamente il diritto di sostituire un amministratore delegato. Buoni azionisti lo fanno quando l’ad smette di produrre valore per l’impresa. Buoni azionisti, prima di farlo, trovano un adeguato sostituto, soprattutto se l’avvicendamento avviene in un momento di tensione come quello oggi attraversato da Unicredit: una colosso bancario in …