"Donne e lavoro, Italia indietro", di Michele Di Branco
La speranza rosa arriva da Bruxelles. Uno studio della Commissione europea (Equality between women and men in a time of change) punta il binocolo sull’Italia e osserva che «la recessione ha colpito più gli uomini che le donne, sintomo che molti settori in cui si è sentito il peso della crisi sono a predominanza maschile». La crisi, insomma, può addirittura diventare un’opportunità di progresso per le donne: «Bisogna raccogliere la sfida e far crescere le politiche attive per l’occupazione femminile, i sistemi di flessibilità e sicurezza, soprattutto per quanto riguarda le tipologie contrattuali: lavoro accessorio, contratto di inserimento, part-time». Quello che non sono riusciti a realizzare anni di battaglie sindacali, forse lo farà in futuro lo tsunami economico-finanziario degli ultimi due anni. Era ora, si potrebbe dire. Perché la situazione attuale è pessima. Un rapporto sul lavoro femminile in Italia scritto da Emilio Reyneri dell’Università Bicocca per il Cnel mette il dito nella profonda piaga delle ingiustizie. Il Consiglio di Lisbona di 11 anni fa fissava, per il 2010, a quota 60 per cento il …
