Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Se il flauto non incanta più", di Franco Cordero

B. appare stupito: non immaginava che l´antagonista cofondatore avesse tanto sèguito, e la confessione tradisce poco acume; colpa degl´informatori, essendo lui infallibile. Ogni tanto lo stregone incappa nell´ipnosi che disseminava. I numeri gli danno un margine d´almeno tre teste nel Senato, mentre ne mancano otto a Montecitorio: numeri fluidi; molti animali umani sono commerciabili e lui, venditore d´illusioni, li compra ridendo. L´onorevole Angelino Alfano illustra l´obiettivo al Corriere della Sera, 7 agosto: una legislatura piena; nei quattro punti riappare il cosiddetto processo breve ovvero mirabilia d´impunità e vadano al diavolo le procedure serie. L´Uomo forte medita azioni che attirino i dubbiosi o timidi: una vittoria sulla destra legalitaria lo qualificherebbe agonista irresistibile nella primavera 2013; appena navighi male, estrae dalla manica la carta plebiscitaria anticipata, con larghe chances. Misuriamo gli eventi tecnicamente possibili. Un governo può cadere in due modi: i banchi gli negano o revocano la fiducia; oppure inscena una crisi extraparlamentare dimettendosi. Le urne sono l´epilogo. Il Capo dello Stato esplora eventuali nuove maggioranze: supponendole configurabili, affida l´incarico; il designato forma l´équipe, entro …

"La grammatica e la guerra vs la scuola statale", di Marina Boscaino

Suscitano perplessità e allarme i risultati dei test Invalsi – somministrati in occasione dell’esame di III media – recentemente pubblicati. L’Invalsi è l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione che saggia competenze in ambito linguistico e matematico. I risultati più negativi sono stati conseguiti in grammatica: se il 21.6% dei quasi 600.000 studenti che quest’anno hanno affrontato l’esame ha conseguito voti dall’8 al 10, le insufficienze sono state il 36.7% e i 6 il 21.6%. Come di consueto – come accade anche in occasione dei test dell’Ocse Pisa, che saggiano periodicamente competenze analoghe per valutare gli apprendimenti sul piano internazione – emerge la fotografia di un Paese (e di un sistema dell’istruzione) a marce differenti: in grammatica sono state date risposte corrette solo a un quesito su 3, ma le regioni del Nord hanno segnalato , con una media di risposte di italiano corrette del 64.6%, i risultati migliori del Paese. Le regioni meridionali hanno un ritardo di 9 punti rispetto al Nord e di 6 rispetto al centro. Il …

"Un mondo alla rovescia", di Michele Brambilla

Quando ieri le agenzie hanno battuto la notizia intitolata «Berlusconi: mobilitazione contro i personalismi», abbiamo pensato tutti quanti di essere su «Scherzi a parte». Lasciamo perdere il passaggio, nella stessa notizia d’agenzia, in cui si riporta la frase con la quale Berlusconi mette sotto accusa «chi antepone i propri interessi al bene di tutti»: lasciamola perdere, perché c’è chi dice che Berlusconi i propri interessi li ha messi al centro della politica, e chi dice invece che li ha messi a rischio per dedicarsi al Paese. Non essendoci unanimità di giudizio (anzi essendoci sul punto, ormai da anni, una guerra di religione fra gli italiani) ci infileremmo in un vicolo cieco. Ma sul fatto che Berlusconi proprio sui personalismi, anzi sul culto della personalità, abbia costruito la propria fortuna, crediamo che nessuno abbia nulla da obiettare, probabilmente neppure il diretto interessato, che non ha mai fatto mistero di avere una discreta opinione di sé. Del resto è ancora fresca nella nostra memoria visiva l’immagine di soli sei giorni fa, quando alla Camera il premier, entrato …

"I nuovi manganelli. La finta democrazia degli urlatori", intervista a Nadia Urbinati di Umberto De Giovannangeli

«A dare il segno di una democrazia malata, di una democrazia degli “urlatori”, c’è l’uscita della ministra della Pubblica Istruzione e dell’Università, Mariastella Gelmini, che propone di dare la laurea ad honoris causa ad un politico, Umberto Bossi che usa sistematicamente linguaggi e segni volgari e irriverenti. Una volgarità aggressiva, minacciosa, inquietante, che ben si coniuga con la strategia di occupazione dei grandi mezzi di comunicazione realizzata dal Cavaliere…». A sostenerlo è Nadia Urbinati, politologa e docente alla Columbia University. Per aver sostenuto che occorreva «liberarsi di Berlusconi», il segretario del Partito Democratico è stato fatto bersaglio di una aggressione mediatica da parte di numerosi esponenti del Governo e della maggioranza. Ma che democrazia è questa? «È la democrazia di chi ha vinto e ora non vorrebbe più perdere. È chiaro che Bersani ha utilizzato una espressione colorita, gergale, di quelle che si usano nel parlare quotidiano. Del resto, le campagne elettorali hanno sostituito le campagne militari, e quindi si usa molto spesso lo stesso linguaggio per parlare di “battaglie”… È evidente che chi è …

"Responsabilità e ricatti", di Massimo Giannini

Nella torrida e torbida estate italiana, come purtroppo avevamo previsto, c´è dunque una sola fabbrica che non chiude per ferie, ma che invece produce la sua «merce» a ritmi sempre più serrati. È la berlusconiana «fabbrica del fango», che attraverso l´uso scellerato dei giornali di famiglia e l´abuso combinato di servizi e polizie sforna dossier avvelenati contro amici e nemici del presidente del Consiglio. Da qualche giorno, com´era ovvio dopo la sacrilega rottura umana e politica con il padre-padrone del Pdl, il fango ha ricominciato a sommergere copiosamente Gianfranco Fini per la vicenda del famigerato appartamento di Montecarlo ereditato da Alleanza nazionale, rimesso sul mercato e poi finito nella disponibilità del cognato dello stesso presidente della Camera. Nel metodo, diciamo subito che Fini ha compiuto un gesto di responsabilità, onorando il ruolo che ricopre e cercando di chiarire fin da subito tutti i punti della vicenda. Senza aspettare il corso dell´inchiesta della procura di Roma, senza urlare contro i giudici «comunisti» come fa quotidianamente il premier, ma anzi esprimendo la massima fiducia nel lavoro dei …

"In Europa crescono disuguaglianza e ingiustizia sociale", di di Thorbjørn Jagland

Strasburgo – Non è ancora un anno che sono alla guida del Consiglio d’Europa e sono già molto angosciato per il trend negativo dei diritti umani che percepisco in molti dei 47 paesi che aderiscono alla nostra istituzione, la più antica del continente, preposta alla tutela dei diritti fondamentali dell’uomo. Vedo all’orizzonte spettri di cinismo, discriminazione, egoismo, mancanza di sensibilità e umanità. Purtroppo l’Europa sta cambiando, soprattutto nei confronti dei più deboli, dei poveri, degli emarginati, dei diversi. Disuguaglianza e ingiustizia sociale sono ormai tristi realtà molto diffuse. Purtroppo la crisi in atto ha accentuato il divario tra le classi sociali. Talvolta i problemi economici globali sono addirittura una scusa per calpestare i diritti umani e prevaricare chi è già infelice, indipendentemente dalla crisi. Basta pensare che in Europa 150 milioni di persone su 800 – è l’allarme recentemente lanciato dal Commissario per i diritti umani Thomas Hammarberg – vivono al di sotto della soglia della povertà. Significa che il 20% dei cittadini europei hanno seri problemi di sopravvivenza. Per costoro, quindi, non c’è democrazia …

"Il bastone di Bossi deciderà la partita", di Eugenio Scalfari

Chi pensava con timore oppure con gioia che l´espulsione di Fini e dei finiani fosse l´inizio della fine del berlusconismo e ne aveva avuto conferma dal voto della Camera di mercoledì scorso che aveva trasformato la maggioranza in minoranza, dovrà invece ricredersi? Dopo l´ira per la sconfitta subita il Capo dei capi dalle cento vite sembra infatti aver riacquistato lucidità e starebbe mettendo a punto una duplice strategia, un programma di governo su quattro punti concreti sui quali chiedere la fiducia di Fini e perfino di Casini, oppure elezioni a marzo per cogliere l´opposizione impreparata e spazzarla via, Fini e Casini compresi. I quattro punti rappresentano un ponte per raccogliere intorno a sé tutti i moderati, una sorta di Berlusconi-bis con annesso rimpasto ministeriale e si articolano su altrettante riforme: Fisco, Federalismo, Giustizia, Mezzogiorno. Gli scrivani incaricati di metterle in carta sono Tremonti, Calderoli, Alfano, Fitto. Poi il vaglio dei finiani ed eventualmente di Casini. Infine il voto. Un patto di legislatura. E perfino (perfino) un´apertura verso i riformisti del Pd, quelli veri, identificati con …