Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Ecco gli italiani dai piedi leggeri" di Franco La Cecla

C’è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent’anni, una classe che non fa parte della borghesia italiana, che non rientra nell’esercito di precari, né in quello dei raccomandati per famiglia, politica, censo e appartenenza. È una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l’Italia appena finiti gli studi, o addirittura durante gli studi, fulminata sulla via dell’Erasmus dalla scoperta che la vita all’estero, in Europa, poteva essere tre volte più interessante, facile, appassionante che in Italia. Non si tratta di emigrati nel vero senso della parola e nemmeno di una fuga di cervelli, ma di italiani, ragazzi e ragazze, uomini e donne che stanno all’estero in Europa «come se fossero in Italia». Hanno scoperto che le complicazioni burocratiche, il clima fatiscente e ricattatorio dell’università italiana, lo strangolamento delle potenzialità giovanili è una malattia solo italiana e semplicemente, rapidamente si sono messi in salvo con un’ora di aereo, chi a Barcellona, chi a Berlino, chi a Parigi, chi ad Amsterdam e altri in Polonia, Portogallo, a Londra, e perfino …

"Il mercato dei deputati", di Aldo Schiavone

Tutti quelli – e sono in tanti – che hanno giudicato in questi anni con piena buona fede Silvio Berlusconi come il protagonista di un grande rinnovamento della politica italiana dovrebbero riflettere su quello che sta accadendo oggi dentro e intorno al Pdl, dopo la rottura con Fini.Nel tentativo, per adesso senza apprezzabili successi, di soffocare sul nascere la secessione che sta disgregando il suo partito, il presidente del Consiglio non esita a ricorrere (egli stesso o i suoi fedeli) a quanto di più vecchio, opaco, consunto e dolorosamente squallido abbia mai saputo esprimere, da sempre, lo scontro parlamentare e la lotta tra gli schieramenti. Voglio dire, a organizzare una specie di attacco su due fronti: da un lato la campagna acquisti nel campo dell´avversario, per indurre a defezioni dell´ultima ora. Dall´altro la denigrazione dell´avversario e dei suoi familiari, l´intimidazione personale affidata ai quotidiani di famiglia e agli uomini più fedeli: come quello Stracquadanio che ha preannunciato a Fini la stessa sorte di Boffo, infangato dal “Giornale” di Feltri. Così facendo, si sta raschiando senza …

Bindi: «Caimano, siamo pronti a fermarti», di Giovanni Maria Bellu

«Noi siamo pronti», dice Rosy Bindi, presidente del Partito democratico. Pronti alle elezioni, intende, o anche pronti a contribuire a un governo “di transizione” o meglio “di salute pubblica”. Lo dice prima di tutto ai militanti e agli elettori, ma lo dice anche ai commentatori politici che vedono nella fine del Pdl la parallela fine delle ragioni del Pd: «Non siamo nati perché esisteva Berlusconi e non moriremo con lui. Non siamo nati su un predellino ma stiamo lavorando ormai da quindici anni su questo progetto le cui prime tracce si trovano nello spirito dei costituenti», dice Rosy Bindi. Il richiamo alle radici non è retorico. Se, infatti, il tonfo del progetto berlusconiano provoca un certo comprensibile “godimento”, il timore che il Caimano ferito sia tentato di dare qualche micidiale colpo di coda alla nostra democrazia è alto. Ed è altissima la posta in gioco. Quel «siamo pronti», dunque, è anche un messaggio al presidente del Consiglio: «Berlusconi deve sapere che siamo pronti, in Parlamento, a isolarlo nella sua irresponsabilità. E, nell’elettorato, a sconfiggere la …

Franceschini: "Il Cavaliere sfugge al Parlamento", di Antonella Rampino

Dario Franceschini, il Pd ha deciso di parlamentarizzare la crisi. Sperate in una crisi di governo, che di certo non può verificarsi a Parlamento chiuso. Lei è il presidente del gruppo parlamentare alla Camera: ce la farete a tenerla aperta, e fino a quando? «Per capire perché abbiamo deciso di parlamentarizzare la crisi dobbiamo guardare non avanti, ma indietro: sarebbe stato possibile immaginare, anche solo qualche anno fa, il principale partito di governo che si spacca, la nascita di nuovi gruppi parlamentari, il presidente del Consiglio che chiede le dimissioni del presidente della Camera come se fosse di sua proprietà, senza che di tutto questo non si parli in Parlamento?». Non starà pensando che Berlusconi ha cacciato apposta Fini alla vigilia delle vacanze estive… «Ma no. Purtroppo, da sempre Berlusconi rifiuta le normali regole della democrazia. Sfugge al Parlamento perché sfugge al confronto politico. Ne ha paura. Il Senato e la Camera, comunque, la prossima settimana restano aperti. Di fronte a una crisi di questa portata non c’è vacanza». State puntando a mettere ai voti …

"I riti balneari da Prima Repubblica", di Filippo Ceccarelli

Diceva Bettino Craxi, sudato e sbuffante: «Il generale Agosto farà il resto». Era un affidamento cinico e speranzoso: quando arrivavano le ferie, ai tempi della Prima Repubblica, il potere prendeva atto della propria relatività consegnandosi provvisoriamente a rinvii, proroghe, differimenti, dilazioni, oltre alle buone e più spesso alle cattive intenzioni. L´antica sapienza democristiana, di norma incalzata da qualche gran intestina o con gli alleati (anche prima di Craxi), esaltò questo genere di soluzioni di ordine stagional-decantatorio che comunque, fin dall´inizio degli anni sessanta, finirono per codificarsi addirittura in una forma di esecutivo. Con il che, previa consultazione del prezioso dizionario «Le parole della politica» del Di Capua (Ebe, 1973), incastonato in un groviglio spinoso di aggettivi e altre variabili lessicali, «amico», «carsico», «fantoccio», «istituzionale», «tecnico», «di bandiera», «di necessità», «di salute pubblica» e via compilando, si trova l´irresistibile formula del governo, appunto, «balneare»: perciò stesso «destinato a vivere – è scritto – solo per la stagione estiva, in attesa di essere sostituito da un governo politico di coalizione». Con facilità s´immagina quanto il presidente Berlusconi …

"Trentaseiesima “fiduciata” mentre qualcuno ha cantato vittoria…troppo presto", di Pippo Frisone

Il governo ha ottenuto anche alla Camera la sua 36ma fiducia sul maxiemendamento relativo alla manovra di bilancio. Con 321 sì e 270 no e 4 astenuti. Tra un “refuso” e l’altro, l’allegato che contiene le modifiche apportate in sede di conversione al testo originario, ritocca quasi tutti i 54 articoli. Sono almeno 300 i commi e gli articoli che vengono emendati, riscritti o abrogati. Si arriva addirittura ad inserire ben 34 modifiche in un solo articolo (art.14). Così il decreto-legge n.78 del 31.5.10, fortemente voluto da Tremonti, pur tenendo fermi saldi di bilancio , col rientro del deficit dal 5% attuale al 2,7%, è costretto a cambiare pelle sotto i colpi delle potenti lobby interne ed esterne all’attuale maggioranza, Confindustria e Sindacati amici compresi. Quanto al trattamento riservato ai dipendenti pubblici non si era mai giunti a tanto! Bloccata per un triennio la contrattazione, ritoccata la previdenza con l’innalzamento dell’età delle donne del pubblico a 65 anni, passaggio dalla buonuscita al TFR, riduzione del salario accessorio. Ed è giallo sugli scatti di anzianità nella …

"Se le elezioni diventano più di una ipotesi", di Stefano Folli

Quarantotto ore dopo la spaccatura, le elezioni anticipate sono più di un’ipotesi. A molti sembrano lo sbocco naturale di un pasticcio politico creato da un calcolo precipitoso. Altro che governo rafforzato. Più che al rilancio di un esecutivo più saldo, pare di assistere alle convulsioni di fine regno. Il problema non è se la legislatura vedrà il 2013, ma il come e il quando si arriverà al voto. Un itinerario impervio in cui a decidere la rotta non è Palazzo Chigi, bensì il capo dello stato. D’altra parte, i sedici anni di storia del centrodestra, gli anni del bipolarismo, si sono giocati in buona misura sul rapporto tra Berlusconi e Fini. Ora che quel rapporto è andato in polvere comincia un’altra vicenda, non sappiamo se più o meno fortunata. Di certo la risposta del presidente della Camera al suo ex alleato equivale a una dichiarazione di guerra. Non stupisce, naturalmente, visto che stiamo assistendo a una scissione. Ma accusare il presidente del Consiglio di tendenze “illiberali” cos’è se non l’annuncio di un conflitto senza esclusione …