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Cosentino, no alla richiesta d’arresto

La Giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera respinge la richiesta di custodia cautelare. Il Pd attacca: «Decisione grave». No di Montecitorio alla richiesta di arresto avanzata dalla Procura di Napoli per il sottosegretario all’Economia e coordinatore del Pdl in Campania, Nicola Cosentino. L’aula della Camera ha infatti approvato, con 360 sì e 226 no, la decisione della Giunta per le Autorizzazioni che respingeva la richiesta di autorizzazione a procedere alla custodia in carcere per concorso esterno in associazione camorristica. Pd e Idv si erano espressi a favore della richiesta della Procura mentre l’Udc aveva lasciato libertà di coscienza. Nel pomeriggio l’assemblea esaminerà le mozioni presentate da Pd, Idv e Udc con la richiesta di dimissioni di Cosentino. Seduto nell’ultima fila dei banchi, a pochi posti di distanza dal legale del premier Niccolò Ghedini e dal presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia Bongiorno, Cosentino riceve, subito dopo il voto, gli abbracci e i baci dei colleghi della maggioranza che attraversano l’emiciclo pur di andare a congratularsi con lui per lo scampato arresto chiesto …

“Finanziaria, coro di no all´uso del Tfr”, di Roberto Petrini

ROMA – Le «attenzioni pericolose» del governo alle risorse del Tfr, che dalla Tesoreria dello Stato-Inps, transitano al fondo «Grandi Eventi» di Palazzo Chigi (concepito inizialmente per finanziare manifestazioni sportive e istituzionali), arroventano lo scontro sulla Finanziaria. Tanto più che dal prossimo anno i soldi del Tfr non finanzieranno più gli investimenti ma genericamente le spese correnti. Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con toni vari protestano, Di Pietro parla di «scippo». Tornano in campo Rifondazione e Pcdi che inneggiano allo sciopero generale. Costretto ad intervenire anche il ministro del Welfare Sacconi per assicurare che «sono assolutamente garantite le erogazioni ai lavoratori» e per ricordare, con una punta di veleno, che una misura simile fu presa dal governo Prodi. La differenza, si ribatte, è tuttavia la destinazione dei fondi: allora gli investimenti oggi il calderone delle spese correnti. Scoppia anche un botta e risposta al calor bianco tra Epifani e Bombassei (Confindustria). Non si placa intanto la polemica sulla blindatura della manovra che ieri ha debuttato nell´aula di Montecitorio e che ormai è avviata verso la …

“Noi aquilani in attesa dell’abitazione promessa”, di Sandra Amurri

Le persone che a L’Aquila potranno trascorrere il Natale nelle nuove case, quelle presentate all’Italia in diretta dal presidente del Consiglio a “Porta a Porta” saranno poco più di 5 mila. Ventimila sono ancora ospiti degli alberghi sulla costa e delle caserme. 18 mila hanno optato per case in affitto. All’appello, per arrivare a 70 mila cittadini, ne mancano 27 mila che non fanno parte del censimento e verosimilmente hanno trovato ospitalità da parenti e amici. Il governo non ha finora dato una sola lira agli albergatori, che giustamente reclamano di essere pagati. Non ha finanziato il comune che a sua volta, da 8 mesi non versa più ai cittadini che hanno scelto l’autonoma sistemazione, l’incentivo di 200 euro a testa per ogni persona del nucleo familiare con canoni d’affitto che sono quadruplicati. Le scuole hanno riaperto ma nessuno dice che i bambini delle famiglie alloggiate negli alberghi sulla costa, circa 14 mila, ogni giorno si fanno dai 150 ai 200 km per andare a lezione. Il governo non ha elargito alcun incentivo alle attività …

“Colpo di mano in via libertà di stampa”, di Giulia Rodano

Ci sono giornali nel nostro Paese che non hanno alle spalle potenti gruppi finanziari e industriali, che a malapena riescono a raccogliere qualche briciola della gigantesca torta pubblicitaria, che vivono a fatica grazie alla fedelta dei loro lettori e grazie al contributo dello Stato. Sono i giornali editi da cooperative, no profit, i giornali di partito. Si tratta di poco meno di 280 testate giornalistiche. Con un colpo di mano notturno, maggioranza e Governo hanno abolito il «diritto soggettivo» di queste testate giornalistiche a godere di finanziamenti pubblici. Il contributo sarà deciso di anno in anno dal Governo che stabiliraÌ a chi e quanto versare. Si passa dal diritto alla elargizione, da una informazione pluralista a una informazione a «sovranità limitata», sotto il controllo del Governo. Per molte di queste testate significa morte certa. Un colpo durissimo per i 4500 posti di lavoro a rischio tra giornalisti, tecnici, amministrativi, senza contare le migliaia di collaboratori. Si tratta di un vero e proprio bavaglio alla libertà, all’indipendenza e al pluralismo dell’informazione. Proviamo a immaginare come si …

“Emissioni, la bufala governativa. Non è vero che l’Italia paga di più”, di Fabrizio Fabbri

Clima. Va avanti da mesi una campagna disinformativa in cui si sente solo la campana dell’esecutivo. Ora uno dei membri del Comitato che ha assegnato i crediti di gas serra rimette in fila le informazioni. Ottocentocinquanta milioni di euro: questa la cifra che l’Italia sarebbe costretta a pagare per far funzionare le sue industrie rispettando la direttiva europea sulle emissioni. La colpa sarebbe del governo Prodi che ha permesso alla Commissione Ue di penalizzare l’Italia. Cifre e accuse che tornano d’attualità nel primo giorno di apertura del summit sul clima, che cerca un accordo proprio sulla riduzione delle emissioni dei gas serra. Terra pubblica la testimonianza di prima mano di uno dei membri del Comitato che ha lavorato al piano emissioni, per rimettere in fila gli eventi e confutare le manipolazioni. La Direttiva Ets, che regola le quantità di gas serra emessi dalle attività industriali, prevedeva che ogni Stato membro presentasse alla Commissione Europea, entro il giugno 2006, una richiesta di diritti di emissione per il periodo 2008-2012, il cosiddetto secondo Piano nazionale di assegnazione …

«Berlusconi, un leader in crisi che va sconfitto con il voto Il popolo viola? È gia politica», di Pietro Spataro

Il popolo viola è già politica, ma i partiti evitino strumentalizzazioni…». Miguel Gotor, giovane storico all’Università di Torino, è convinto che in Italia si sia aperta una fase nuova ma non si fa illusioni: «Il tramonto di Berlusconi sarà lungo e velenoso ». Ritiene che l’«antiberlusconismo democratico» sia un fenomeno importante. «Dobbiamo sapere però che in Italia ci sono due minoranze mobilitate, berlusconiani e antiberlusconiani. Il resto è altrove». Quindi lei è convinto che si stia chiudendo l’era Berlusconi? «Credo sia in crisi la leadership di Berlusconi. Su questo aspetto ho tre certezze. La prima è che l’uscita di scena sarà lunga, difficile e velenosa. La seconda è che sarebbe un errore pensare di sconfiggere il premier attraverso la via giudiziaria o con una spallata. Se mi passa la metafora:come in un combattimento “Sumo” Berlusconi deve essere “schienato” per via elettorale. Cioè messo a terra, ma politicamente: il centrosinistra deve entrare nel suo blocco sociale ». E la terza certezza? «L’Italia sta vivendo una crisi di rappresentanza. Il nostro linguaggio pubblico gira attorno a due …

“Prima centrale nucleare al Nord, Il dossier porta alla Regione Veneto”, di Sergio Rizzo

L’ipotesi di realizzare un sito nell’area del Polesine, vicino a Chioggia. Centrali – Per il deposito delle scorie si sta studiando l’ipotesi di una località al Sud. «Se potessi scegliere dove mette­re una centrale nucleare me la metterei nel giardino di casa». Parola di Claudio Scajola. Peccato che la casa del ministro dello Svilup­po economico si trovi in Liguria, regione che non avrebbe neanche un centimetro quadrato idoneo a ospitare un impianto atomico. Figu­riamoci un giardino. Per giunta la Liguria, go­vernata dal centrosinistra, è una delle dieci Re­gioni che hanno fatto ricorso alla Consulta contro la legge 99 con la quale il governo ha riaperto la strada al nucleare. Una iniziativa che, visti i precedenti, può rappresentare un ostacolo serissimo a tutta l’operazione. Intanto il tempo passa. Ed è sempre più vici­na la scadenza del 15 febbraio, data entro cui dovrebbero essere pronti i quattro provvedi­menti del governo necessari per poter costrui­re le nuove centrali. Serve una delibera del Ci­pe che dirà quali tecnologie si potranno impie­gare, e probabilmente saranno ammesse tan­to la francese (Epr) …