Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Tfr dirottato in Finanziaria rivolta di Cgil e opposizione “, di Roberto Petrini

Giù le mani dalle liquidazioni”. Manovra verso la fiducia. La Finanziaria «blindata» corre a verso la fiducia nell´aula di Montecitorio, mentre la Cgil, a fianco di Pd e Italia dei valori, fa «muro» sull´utilizzo da parte dell´esecutivo del fondo Tfr, che per 3,1 miliardi, viene «girato» dall´Inps al Tesoro e posto a copertura di circa un terzo della manovra 2010. «Il governo si fermi e tenga giù le mani dalle liquidazioni: ha deciso di appropriarsi del Tfr senza chiedere il permesso a nessuno tanto meno ai lavoratori», ha dichiarato ieri segretario confederale del sindacato, Agostino Megale. Alla voce della Cgil già nei giorni scorsi, quando tra le pieghe degli emendamenti spuntò la clamorosa partita di giro che pone un´ipoteca contabile sulle liquidazioni, si erano aggiunte le proteste dei Pd e dell´Italia dei valori che parlò di vero e proprio «scippo». La protesta della Cgil, che ha già proclamato uno sciopero degli statali per l´11 dicembre, si somma al malumore per la reintroduzione dello staff leasing e per l´aumento dei costi per le cause di lavoro …

Ocse, in Italia spesa sotto la media per la sanità

La spesa pro-capite italiana per la sanità è pari a 2.686 dollari, al di sotto della media dei 30 Paesi Ocse, di 2.984 dollari. Lo segnala il rapporto 2009 sulla salute dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, pubblicato oggi. In generale, si rileva nel rapporto, nel decennio 1997-2007 la spesa pro-capite per la salute è aumentata nei Paesi Ocse al ritmo del 4,1% l’anno. In Italia, come in altri Paesi industrializzati, la spesa è cresciuta a un ritmo decisamente inferiore (2,4%). In testa alla classifica della spesa sanitaria ci sono gli Stati Uniti, che con 7.290 dollari, unico Paese nel quale la spesa privata supera quella pubblica. Con 4.763 dollari, la Norvegia è seconda nella classifica della spesa sanitaria pro-capite e la Svizzera è terza con 4.417 dollari e un’alta proporzione del privato. I livelli di spesa più alti (fra 3.000 e 4.000 dollari), rileva l’Ocse, si concentrano nei paesi dell’Europa settentrionale e occidentale. Nei Paesi Ocse si vive in media oltre 80 anni, pari a un guadagno di oltre 10 anni rispetto …

«Vogliono solo voci autorizzate È la democrazia per greggi», di Daniela Preziosi

Intervista a Zagrebelsky: ma è un gesto che esprime debolezza. «Il vero volto di un governo e di una maggioranza lo si capisce non nei proclami, ma nelle scelte concrete che riguardano le priorità. Evidentemente, il pluralismo dell’informazione, le voci che non dipendono da editori che hanno interessi in mille altre cose, non sono precisamente al centro dei pensieri di questo governo». Usa un eufemismo per descrivere la situazione, il professore Gustavo Zagrebelsky, già giudice della Corte Costituzionale e prestigioso nome dell’associazione “Libertà e Giustizia”. Con altri intellettuali di rango, nello scorso febbraio ha promosso un appello contro il declino della cultura democratica nel paese (si intitolava «Rompiamo il silenzio») che ha raccolto oltre 200mila firme. In questo anno, la tendenza non è cambiata. Gli chiediamo – ma, rivolta a lui, suona come una domanda retorica – se la cancellazione di fatto di molte testate, alcune delle quali – come il manifesto – partigianissime ma indipendenti, non sia un nuovo ulteriore aspetto di questa decadenza. Berlusconi non teme di stupire. Cancella di fatto un gruppo …

«La corona longobarda», di Gad Lerner

Se nel giorno di Sant’Ambrogio, vescovo e patrono di Milano, la Lega ha lanciato una sfida pubblica contro il suo successore Dionigi Tettamanzi, paragonandolo prima a un imam musulmano e poi a un prete siciliano mafioso, è perché si sente forte, molto forte. La volgarità degli argomenti scagliati contro l’”Onorevole Tettamanzi”, delegittimato così nel suo ruolo pastorale, additato come un nemico degli interessi del popolo, non deve trarre in inganno: c’è del metodo nella provocazione architettata nel dì festivo. Quasi una contro-predica rivolta al gregge della diocesi più grande del mondo, puntando dal trono del governo alla conquista dell’altare in Duomo. La Lega vuole la corona longobarda, che sia cristiana o pagana non le importa. Si erge a potere costituito che ripristina la tradizione perduta. Sente venuto il suo momento e punta al bersaglio grosso. Perciò esercita violenza verbale, scagliandosi contro il cardinale: deve dimostrarci che nulla la potrà fermare, non ha paura di nessuno. Perfino il Vangelo può subire un’interpretazione alternativa, dal “Bianco Natale” razzista fino ai bambini rom da ricacciare in mezzo alla …

«L’Africa vittima inconsapevole del disastro clima», di Meles Zenawi*

Il cambiamento climatico colpirà per prima, e con la massima forza, l’Africa, un continente che non ha praticamente contribuito al danno. A parte l’Antartide, è l’unico continente non industrializzato. Quel po’ di industrializzazione che aveva avuto luogo a partire dagli Anni 80, è stata più o meno smantellata. Per questo l’Africa non ha contribuito allo storico accumulo dei gas serra attraverso l’industrializzazione basata sul carbonio. E anche il suo attuale contributo è trascurabile, dato che è praticamente tutto causato dalla deforestazione e dal degrado delle terre coltivabili. Eppure il cambiamento climatico la colpirà con estrema durezza, perché azzopperà il suo vulnerabile settore agricolo, dal quale dipende il 70 per cento della popolazione. Tutte le stime del possibile impatto del riscaldamento globale suggeriscono che gran parte del continente diventerà più secca e che il continente nel suo insieme sperimenterà una maggiore variabilità climatica. Sappiamo bene quale sia stato in passato l’impatto delle siccità sulle vite di decine di milioni di africani. Possiamo perciò immaginare quale potrebbe essere quello di un clima ancora più secco. Le condizioni …

“Piazza Fontana 40 anni dopo. Una strage da riscrivere dalla parte delle vittime”, di Paolo Foschini

Se pensate che «strategia della ten­sione », per chi ha meno di qua­rant’anni, non sia ormai che un vecchio slogan troppo oscuro da capire provate solo — per un minuto — a far più buio ancora. Ditegli solo di chiude­re gli occhi e ascoltare questa voce. «Era metà pomeriggio, stavo tornando a casa e mi sono fermato a far benzina. In effetti l’ho saputo da lui, dal benzinaio: ‘Ha sentito? Hanno messo una bomba alla Bna di Piazza Fontana’. E come un lampo mi è venuto in mente che mio padre era là. Trattava lubrificanti per macchine agrico­le, quel giorno c’era il mercato. Ho girato la macchina e sono corso. Al cordone di po­lizia ho spiegato, mi hanno fatto passare. E così ho visto i primi morti. Ma lui non c’era. Neanche tra i vivi lì attorno però. A casa neppure. Ho pensato: disperso in gi­ro? In ospedale? Ma quale? Allora sono an­dato in questura, per chiedere. E ci ho tro­vato mio fratello Giorgio, arrivato lì per lo stesso motivo. Ci hanno mostrato un elen­co …

“Tasse ai terremotati. A L’Aquila si ribellano gli amministratori”, di Bianca Di Giovanni

Mobilitazione  generale.  È  la  risposta  de l’Aquila  alla  norme della Finanziaria che si abbattono su una città già profondamente ferita. Cittadini e imprese hanno già ricominciato a pagare le tasse dal primo dicembre, e in più nella manovra il governo pretende  la  restituzione  dei  versamenti sospesi già a partire da giugno. Tutto, il 100% del non pagato, da restituire in 60 rate, ovvero 5 anni. L’importo complessivo è calcolato in circa 500 milioni di euro. «La verità è che la ricostruzione ce la stiamo pagando da soli – dichiara la presidente della Provincia Stefania Pezzopane – Vorrei ricordare che i soldi per l’Expo e quelli per lo Stretto di messina si sono trovati. Solo quelli per i terremotati mancano». La presidente ha convocato per stamane alle 10 un’assemblea di amministratori locali, parlamentari, consiglieri regionali e forze sociali del territorio. In quella sede si discuterà come articolare la protesta. Se l’emendamento «incriminato» resterà nel testo della manovra, una delegazione  si  muoverà  alla  volta  di Piazza Montecitorio mercoledì o giovedì prossimi, per un sit-in davanti al Parlamento …