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La Cocaina invade l’Europa. L’Italia al top per il consumo

Ecco il Rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe. Una coltre di cocaina avvolge l’Europa. Oltre 13 milioni di europei adulti hanno provato la polvere bianca nella loro vita. Di questi, 7,5 milioni sono giovani (15-34 anni): tre milioni di questi l’hanno usata negli ultimi 12 mesi. Nel dettaglio l’Italia si conferma uno dei Paesi a più alta prevalenza, insieme a Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito. La polvere bianca si conferma così la sostanza stimolante illegale più popolare in Europa, mentre diminuisce “la popolarità dello spinello”. Lo dice il Rapporto 2009 dell’Osservatorio europeo sulle droghe presentato oggi a Bruxelles, che conferma la diffusione costante della cocaina e rivela come il mix di droghe e alcool sia il responsabile della maggior parte dei problemi legati alle sostanze stupefacenti. Cocaina. In Italia, Danimarca, Spagna, Irlanda e Regno Unito, nell’ultimo anno, l’uso tra i giovani si è attestato tra il 3,1% e il 5,5%, mentre nella maggior parte degli altri Paesi europei si registra una tendenza alla stabilizzazione o all’aumento del consumo nella fascia d’età 15-34 anni. Tra …

“L’intreccio fra politica e sanità è molto diffuso e va fermato”, di Federica Fantozzi

Il senatore «Il privato non è il diavolo e il pubblico non è la perfezione. L’inefficienza dirotta i pazienti verso le cliniche. E fra i medici bisogna scegliere i migliori curricula, non gli amici». Senatore Ignazio Marino, quanto è effettivo il controllo di Stato e Regioni sul Ssn e quanto invece pesa l’azione delle lobby? «Dai dati del consiglio nazionale dell’economia e del lavoro emerge in Italiaundoppio binario pubblico/ privato nelle strutture di ricovero che di fatto risponde alla scelta politica di alcune Regioni». In che modo si concretizza? «Un esempio estremo: in Val d’Aosta c’è una struttura pubblica e nessuna casa di cura privata abilitata.E l’assistenza sanitaria è al 70% di proprietà pubblica e al 30% privata. In Lazio, Campania e Sicilia invece è 50% pubblico e 50% privato accreditato. Nel Lazio ci sono 77 cliniche pubbliche contro 85 private, in Lombardia 60 contro 73. È ovvio che c’è unascelta di favorire le attività erogate attraverso il privato». È necessariamente un male? «Il privato non è il diavolo e il pubbliconon è la perfezione. …

“Ottimisti, ma senza banda larga”, di Massimo Giannini

L’ottimismo, a volte, è l’oppio dei popoli. Fa bene Giorgio Napolitano ad invitarci alla prudenza, quando si cavalca con troppa disinvoltura la tigre (finora più mediatica che economica) della “ripresa”. Fa bene a ricordarlo soprattutto al governo, che sulla materia brilla per “asimmetria”. Un esempio clamoroso, di queste ore. Per un presidente del Consiglio che già vede le “verdi vallate” della crescita, c’è un sottosegretario alla presidenza del Consiglio che, preoccupato per le emergenze, taglia i fondi dove servirebbero come il pane. Internet, la rete, tutto quello che in questi mesi e in questi anni ha consentito alle imprese di modernmizzarsi e ai cittadini di informarsi. È accaduto ieri, infatti, che Gianni Letta abbia annunciato il congelamento degli 800 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga, cioè l’ampliamento e il potenziamento della fibra ottica sulla rete fissa di telecomunicazioni. Le risorse erano state già ricavate all’interno dei fondi del Fas (il Fondo per le aree sottosviluppate). Rientravano in un progetto di recupero del cosiddetto “digital divide” italiano, messo a punto dal ministro Paolo …

“Tagli alla sicurezza, il curioso caso di Roberto Maroni”, di Marco Laudonio

Se dall’opposizione arriveranno proposte per “dare più soldi alla polizia, la Lega è pronta a sostenerle. E se da ambienti governativi arriva una richiesta di tagli noi voteremo contro, perché sulla sicurezza, non possono esserci vincoli di maggioranza “. Così parlò il ministro dell’Interno Roberto Maroni, con ancora nelle orecchie i fischi presi da parte dei poliziotti che il 28 ottobre protestavano davanti a Montecitorio. Eppure in questi mesi non ha tenuto conto delle proposte del PD, presentate più volte per aumentare i fondi alla sicurezza, sempre bocciate dal governo di cui fa parte Maroni.”Questo governo e questa maggioranza hanno fatto la loro fortuna sull’insicurezza promettendo soluzioni salvifiche, facendo qualche norma sulle ronde e poi praticando tagli micidiali alla sicurezza che è in ginocchio. Se decidono di riprendere questo tema e se la Lega fa questa riflessione è la benvenuta” ha risposto il segretario del PD, Pier Luigi Bersani. Si è arrabbiato subito Umberto Bossi, sprezzante: “Maroni l’ho allevato io quando era ragazzino e farà ciò che dice la Lega, che mantiene la parola: abbiamo …

“E Ghedini ha già scritto la legge che cancella i tre processi milanesi”, di Liana Milella

L´offensiva di Berlusconi per liberarsi definitivamente dei suoi tre processi milanesi (Mills, Mediaset e Mediatrade) è pronta. Sarà messa a segno a giorni al Senato ed è già stato scelto il senatore che ne porterà il nome, l´ex forzista Lucio Malan. L´avvocato del premier Niccolò Ghedini ha già definito il testo. Non lo conoscono ancora, e sono in grande allarme, né i finiani né la Lega. E per questo Giulia Bongiorno a metà pomeriggio s´incontra, nella sua stanza di presidente della commissione Giustizia della Camera, con Roberto Calderoli. Ed entrambi concordano sui timori per le centinaia di processi che rischiano di finire al macero con un impatto gravissimo sulla sicurezza. Tutto per cassare i tre del Cavaliere. Il meccanismo ideato da Ghedini è semplice: una prescrizione del processo, anziché del reato, che in futuro sarà scandito in tre termini di fase ciascuna di due anni. Due legislature fa, con ben altro intento, l´avevano ipotizzata i diessini Elvio Fassone e Guido Calvi, ma senza alcun successo e con più di una critica nel partito. Ma ora …

“La battaglia su un simbolo”, di Stefano Rodotà

Ancora una volta una sentenza prevedibile, ben argomentata giuridicamente, non suscita le riflessioni che meritano le difficili questioni affrontate, ma induce a proteste sopra le righe, annunci di barricate, ambigue sottovalutazioni. Dovremmo ricordare che le precedenti decisioni italiane, che avevano ritenuto legittima la presenza del crocifisso nelle aule, erano state assai criticate per la debolezza del ragionamento giuridico, per il ricorso ad argomenti che nulla avevano a che fare con la legittimità costituzionale. E, considerando il fatto che la nostra Corte costituzionale aveva ritenuto inammissibile per ragioni formali un ricorso in materia, s´era parlato addirittura di una “fuga della Corte”, nelle cui sentenze si potevano ritrovare molte indicazioni nel senso della illegittimità della esposizione del crocifisso. Nella decisione della Corte europea dei diritti dell´uomo di Strasburgo, che ha ritenuto quella esposizione in contrasto con quanto disposto dalla Convenzione europea dei diritti dell´uomo, non v´è traccia alcuna di sottovalutazione della rilevanza della religione, della quale, al contrario, si mette in evidenza l´importanza addirittura determinante per quanto riguarda il diritto dei genitori di educare i figli secondo …

“Pochi volontari sulle strade, flop delle ronde fai da te”, di Vladimiro Polchi

“È prematura ogni valutazione – sostiene Giuseppe Forlani, prefetto a La Spezia e presidente dell’Associazione sindacale dei funzionari prefettizi – ma va detto che per ora le richieste dal territorio sono vicine allo zero. Il decreto è nato per regolamentare un fenomeno in corso, tenendo saldo il principio che non ci può essere alcuna sovrapposizione con le funzioni della polizia di Stato”. Forlani conferma che “neppure a La Spezia abbiamo ricevuto richieste di iscrizione negli albi della prefettura, ma c’è ancora tempo e sarà interessante vedere se il decreto riuscirà alla fine a intercettare il fenomeno”. Insomma, il rischio è che molte ronde già attive non chiedano un riconoscimento ufficiale, ma continuino ad agire informalmente sul territorio. I tecnici del Viminale invitano però a non trarre valutazioni definitive, perché “il regolamento sulle ronde prevede una fase transitoria di sei mesi, fino all’8 febbraio prossimo, che consente alle associazioni di volontariato già esistenti di continuare a svolgere le attività di sorveglianza senza necessità di iscrizione. L’effettivo contributo delle nuove associazioni quindi potrà essere calcolato e giudicato …