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“Sul test di dialetto la lega cede, ma rimane la prova di conoscenza del territorio. Ghizzoni (pd): i docenti del sud non sono di “serie B”e la misura è incostituzionale”, di Michela Rossetti

La Lega frena sul test di dialetto. Ma non cambia idea sul test pre-selettivo in generale, quello per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti. È Roberto Cota, presidente dei deputati del partito, a correggere il tiro, definendo il test di dialetto “una bufala”, ma precisando: “La proposta è quella di fare dei test pre-selettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione”. Quindi? Niente dialetto ma un test più organico? L’intervento della Gelmini va in questa direzione: “Sulle tradizioni locali si può ragionare” – sostiene il ministro dell’Istruzione – ma non sul dialetto”. E la Lega segue: serve un test che “attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell’insegnante”. Insomma, non cambia poi molto, e il “succo” è lo stesso: l’idea di una prova dalla quale emerga la conoscenza della Regione in cui si va insegnare, perché “laurea, corsi e graduatorie sono spesso comprate”, come sosteneva ieri il Carroccio. O assegnati da “università più ‘generose’ e università più ‘rigorose’”, come dice oggi …

“Il Senato spegne il sole”, di Simonetta Lombardo

E proprio nel giorno in cui l’Enea presenta un piano per il taglio delle emissioni dei gas serra e della dipendenza energetica basato anche sullo sviluppo delle fonti rinnovabili, il governo fa a se stesso la sorpresa di cancellare o almeno di offuscare il solare termodinamico. In altre parole, la più italiana delle scelte nel campo delle energie alternative: idee, ricerca, addirittura industrie sono di marca nostrana, visto che è stato il Nobel Carlo Rubbia a rimettere in pista una tecnologia basata sull’antica idea degli specchi di Archimede. Ieri il Senato ha infatti approvato la mozione proposta dal Pdl e firmata tra gli altri da D’Alì, Gasparri, Dell’Utri, Nania e Orsi che condanna senza mezzi termini il solare termodinamico o a concentrazione, bollandolo come tecnologia costosa, poco utile e addirittura non «compiutamente ecologica » e mettendo a rischio i finanziamenti al suo sviluppo. Una bella compagnia dell’ombrello, quella che individua nel sole un nemico da combattere. Il senatore siciliano D’Alì (Pdl) è stato l’interprete massimo della teoria negazionista in campo climatico, con la mozione che …

Ghizzoni, spina nel fianco di Berlusconi

Prima le statue a palazzo Grazioli, poi le tombe fenicie. Manuela Ghizzoni, parlamentare modenese del Pd, capogruppo in commissione cultura Pd alla Camera, sta diventando, tra i tanti avversari politici del premier, la spina nel fianco di Silvio Berlusconi. Fu lei a scrivere l’interrogazione al ministro Bondi, nel marzo scorso, scoprendo che «il presidente del consiglio aveva chiesto al Ministero dei Beni Culturali di autorizzare il trasferimento di quattro statue romane dal Museo delle Terme di Diocleziano». Ed è stata sempre lei, pochi giorni fa, a portare nuovamente in Parlamento Berlusconi interrogando il ministro Bondi sulle tombe fenicie decantate dal premier in una delle conversazioni telefoniche con la escort Patrizia D’Addario al centro del caso dell’estate sollevato dal quotidiano Repubblica e dal settimanale Espresso. «Niente di personale, ci mancherebbe – commenta la Ghizzoni – ma è chiaro che, comunque sia, confermata o no, sarà una notizia. O il presidente del del consiglio nelle sue conversazioni conla signora D’Addario millanta, oppure siamo di fronte ad una scoperta storica. Il premier, in un contesto che immagino molto …

“Liberalizzazioni in fumo, governo in mano alle lobby”

Parafarmacie scippate della croce verde. Assicurazioni e taxi premiati Parafarmacie senza insegna né croce verde. È questa l’ultima trovata del governo per sabotare una delle meglio riuscite liberalizzazioni del centrosinistra. L’ennesimo tassello di una restaurazione pro poteri forti volta a premiare le mille corporazioni italiane. Farmacisti, tassisti, banche, assicurazioni: sono soprattutto loro a poter brindare per questi primi 15 mesi di governo Berlusconi. Parafarmacie nel mirino All’esame del prossimo consiglio dei ministri ci sarà il decreto legislativo che si occupa di ridisegnare il ruolo delle farmacie, dando loro più funzioni come la possibilità di prenotare visite e analisi mediche per conto dei propri clienti. Nel testo però è stato inserita anche una norma che di fatto suona il de profundis per le parafarmacie: non potranno più fregiarsi del nome né della croce verde. Un colpo basso per consumatori e farmacisti che si sono messi in proprio: negli ultimi tre anni sono nati 2.700 punti vendita, fra parafarmacie e “corner della salute” negli ipermercati, dando lavoro a circa 6 mila giovani e offrendo i farmaci da …

“Il Pdl e l’inizio della deriva localista”, di Massimo Franco

Probabilmente non siamo alla vigilia della crisi del centrodestra. Ma certo sta entrando in tensione «un» centrodestra: quello che riusciva a tenere insieme tutto. In apparenza sembra la metafora della coperta troppo corta, o di un’Italia troppo lunga per accontentare ogni sua porzione. Ma gli interessi sono sempre stati contrastanti. La vera novità è che il governo di Silvio Berlusconi non si mostra più in grado di conciliarli come ha fatto in passato. L’ipoteca della Lega nord sulla maggioranza sta assumendo un peso schiacciante. L’ipotesi di un ritiro italiano dall’Afghanistan, la polemica contro il Pd, gli esami di dialetto per gli insegnanti sono pezzi della stessa strategia. Anzi, suonano come anticipi della campagna elettorale per le regionali del 2010. Si tratta di un braccio di ferro a tavolino con gli alleati del Pdl, prima che col centrosinistra. Ed ha come trofeo le presidenze di Veneto, o Lombardia, o di entrambe. Il partito di Umberto Bossi osserva con freddezza le difficoltà berlusconiane; e ne trae le conseguenze. La sua spregiudicatezza è simmetrica a quella dei teorici …

Corte dei Conti, appello al Quirinale “Le nuove norme sono incostituzionali”, di Liana Milella

Corte dei Conti, appello al Quirinale “Le nuove norme sono incostituzionali”. L’ultima speranza è Napolitano. Alla Corte dei conti, i magistrati non osano farne il nome, ma sono convinti che lui potrebbe fermare norme «palesemente incostituzionali» come quelle infilate, con il lodo Bernardo, nel dl anti-crisi. Nuove regole che freneranno la loro azione e creeranno «un’ingiustificata zona franca» in cui si potrà usare in eccesso o rubare soldi dello Stato. Tutto contro gli articoli 97, 100 e 103 della Carta che assicura «buon andamento e imparzialità dell’amministrazione» e affida alla Corte la funzione di “angelo” controllore. Ormai è questione di giorni. Oggi il decreto, con il restyling della Corte messo in mano al piediellino Maurizio Bernardo, sarà votato alla Camera per passare al Senato, dove non ci saranno cambiamenti. Sconfitto anche a Montecitorio l’ultimo tentativo di Pd e Idv di costringere il governo almeno a una revisione ex post: tutte e due gli ordini del giorno sono stati respinti. Dice la democratica Donatella Ferranti: «Il governo si è chiuso a riccio, nonostante avesse manifestato per …

Via libera della Camera al decreto anticrisi

L’Aula di Montecitorio approva con 285 sì e 250 no, il testo passa al Senato. Restano lo scudo fiscale, la sanatoria per le badanti e la mini-riforma delle pensioni. Ridotta la stretta per le banche, alcuni nodi sono ancora da sciogliere. La dichiarazione di voto dell’On. Dario Franceschini per il PD. Signor Presidente, con questa ventitreesima fiducia, dall’inizio della legislatura, si consuma un’altra pagina nera del Parlamento. Sono anni che discutiamo di riforme costituzionali e di riforma dei Regolamenti parlamentari per rendere più veloce, più efficiente e più moderno il nostro procedimento legislativo. Voi in questo anno lo avete brutalizzato. Il sistema ormai è sempre lo stesso: il Consiglio dei Ministri approva un decreto-legge in bianco, che non viene più pubblicato il giorno dopo, ma viene pubblicato sei, sette o otto giorni dopo, quando vi è stato il tempo di scrivere il testo che il Consiglio dei ministri ha approvato nella sua collegialità senza conoscerlo; quel testo viene mandato alle Camere e inizia stancamente un dibattito che – si sa già – finirà, al di …