“Sul test di dialetto la lega cede, ma rimane la prova di conoscenza del territorio. Ghizzoni (pd): i docenti del sud non sono di “serie B”e la misura è incostituzionale”, di Michela Rossetti
La Lega frena sul test di dialetto. Ma non cambia idea sul test pre-selettivo in generale, quello per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti. È Roberto Cota, presidente dei deputati del partito, a correggere il tiro, definendo il test di dialetto “una bufala”, ma precisando: “La proposta è quella di fare dei test pre-selettivi per consentire l’accesso agli albi regionali degli insegnanti, albi previsti proprio dalla proposta di legge in discussione”. Quindi? Niente dialetto ma un test più organico? L’intervento della Gelmini va in questa direzione: “Sulle tradizioni locali si può ragionare” – sostiene il ministro dell’Istruzione – ma non sul dialetto”. E la Lega segue: serve un test che “attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell’insegnante”. Insomma, non cambia poi molto, e il “succo” è lo stesso: l’idea di una prova dalla quale emerga la conoscenza della Regione in cui si va insegnare, perché “laurea, corsi e graduatorie sono spesso comprate”, come sosteneva ieri il Carroccio. O assegnati da “università più ‘generose’ e università più ‘rigorose’”, come dice oggi …
