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“Arriva lo scudo della vergogna. Oggi la misura sarà all’esame della Camera”, di Bianca Di Giovanni

Lo scudo fiscale è pronto. Secondo fonti della maggioranza, il testo della misura sarà presentato oggi come emendamento al decreto anticrisi in discussione alla Camera. Il governo non ha chiarito le sue intenzioni su questa ennesima sanatoria salva-evasori all’incontro con le parti sociali («Cosa inammissibile», ha commentato Guglielmo Epifani). Ma i tecnici del Tesoro hanno lasciato filtrare parecchie ipotesi, rimbalzate da giorni sulla stampa. Al momento una cosa è certa: l’Economia punta a rastrellare tra i 3 e i 5 miliardi. Per arrivare a un risultato di questo tipo, l’occasione dev’essere «ghiotta»: è necessario assicurare parecchi salvacondotti per ottenere che capitali «nascosti» si sottopongano ai vincoli fiscali. È probabile che dopo le ultime rivelazioni di stampa, dal testo finale saltino le sanatorie più «scandalose», come il «perdono» per i bancarottieri. Ma è altrettanto probabile che resti in piedi il perdono sul falso in bilancio, visto che per esportare capitali bisogna in qualche modo manomettere i libri contabili. Stando alle ultime indiscrezioni, riportate ieri dal Sole24Ore, lo scudo in arrivo presenta parecchie novità rispetto a quello …

“Scudo fiscale. L’ultima «truffa» della destra”, di Marco Ventimiglia

«Si tratta di notizie prive di fondamento, totalmente false»: da via XX settembre, nonostante la giornata festiva, è partito ieri un fortissimo fuoco di sbarramento. Troppo delicato il tema, lo scudo fiscale prossimo venturo, per lasciare scivolare nel silenzio quanto riportato da”Repubblica” ed il Sole 24 Ore”. Al ministero dell’Economia sono risultate particolarmente indigeste le anticipazioni della prima testata, con la descrizione nel dettaglio del provvedimento che nei prossimi giorni potrebbe materializzarsi in Parlamento, un incredibile regalo ai molti evasori che nel corso degli anni hanno portato illecitamente ingenti capitali all’estero e che adesso potrebbero vedersi offrire la totale impunità in cambio del rientro. In particolare, nell’articolo si parla di un condono fiscale disegnato su misura per coloro che riporteranno capitali nel nostro paese. In questo modo i magistrati non potrebbero procedere nemmeno in presenza di due reati finanziari della massima gravità come il falso in bilancio e la bancarotta. Quanto alla parte economica del provvedimento, sarebbero previste due aliquote per sanare il rientro dei beni: una più bassa (circa il 5%) per chi deciderà …

“Quanto costa fare cassa?”, di Massimo Giannini

Come l’eroe di Stevenson, Giulio Tremonti vive due esistenze parallele. Di giorno il Dottor Jekill annuncia “mai più condoni” e scrive le 12 tavole della legge morale che deve dominare la finanza planetaria. Di notte Mister Hyde prepara uno scudo che consente agli evasori di rimpatriare capitali con un gigantesco salvacondotto tributario, penale e amministrativo. Qual è il vero volto del ministro dell’Economia? E qual è la valutazione etico-politica che questo governo dà dell’infedeltà fiscale dei suoi governati? Alla vigilia del varo delle norme sul rientro dei capitali esportati e detenuti all’estero la confusione regna sovrana e ogni dubbio è legittimo. C’è una sola, incontrovertibile certezza. Le bozze in circolazione. Ultima tra tutte quella anticipata ieri da Repubblica, sono uno scandaloso insulto allo Stato di diritto, alla civiltà giuridica e all’equità sociale. Le smentite di Via XX Settembre e Palazzo Chigi, per un verso confortano, per l’altro inquietano. Non basta negare l’esistenza di un testo “apocrifo”, senza dire una sola parola chiara su cosa prevede l’originale. È noto da mesi che lo scudo fiscale al …

“Chi rompe la tregua paga”, di Barbara Spinelli

La tregua che è stata invocata nei giorni scorsi, per proteggere da aggressioni l’immagine dell’Italia durante il G8, introduce nella politica democratica un’esigenza di immobile quiete su cui vale la pena riflettere. Presa in prestito dal vocabolario guerresco, tregua significa sospensione delle operazioni belliche, concordata di volta in volta per stanchezza, timore del pericolo, subitanee emergenze. Fino alla rivoluzione francese, scrive Clausewitz, le guerre erano fatte soprattutto di pause: l’ozio assorbiva i nove decimi del tempo trascorso in armi. Era «come se i lottatori stessero allacciati per ore senza fare alcun movimento». Le battaglie smettono quest’usanza quando si fa più possente il pensiero dello scopo per il quale si guerreggia, giacché solo tale pensiero può vincere la «pesantezza morale» del combattente. Ma la tregua non è solo «pesantezza, irresolutezza propria all’uomo». L’etimologia dice qualcos’altro: perché ci sia tregua efficace occorre che i lottatori siano leali, che la sospensione sia un patto, che non sia unilaterale. L’etimologia, germanica, rimanda all’inglese true-vero, e al tedesco treu-leale, fiducioso. Verità, fiducia, lealtà, patto: sono gli ingredienti essenziali della tregua, …

“Così Alfano vuole ridisegnare il Csm”, di Liana Milella e Giovanna Vitale

Non è una riforma costituzionale, ma rivoluzionerà l’assetto del Csm. Sorteggio dei candidati. Collegi sminuzzati. Giudici che votano per i giudici, pm per i pm, magistrati della Cassazione solo per i loro colleghi, una sorta di separazione di fatto delle carriere. Sezione disciplinare fatta di componenti che processano le toghe e basta. Lo scontro tra i magistrati e il Guardasigilli Alfano si preannuncia molto duro. L’Anm è già sul piede di guerra, ma la prospettiva potrebbe essere ben più dirompente: dimissioni degli attuali componenti togati del Csm, in netto anticipo rispetto alla scadenza naturale del giugno 2010, per anticipare la legge del ministro della Giustizia e rinnovare il Consiglio con quella in vigore. Repubblica anticipa il testo, la relazione introduttiva, le slides con cui il governo Berlusconi lancia l’offensiva contro la magistratura su un terreno, l’autogoverno, che rappresenta il baluardo dell’autonomia e dell’indipendenza costituzionale. Il ddl Alfano, per le anticipazioni che ne sono giunte al Quirinale, sta provocando anche lì le prime preoccupazioni. Ha un’ossessione Alfano, schiacciare le correnti della magistratura. L’ha detto il 10 …

“Il sorriso di Obama”, di Stefania Pezzopane Presidente della provincia de L’Aquila

Guardo sfilare le ultime lussuose limousine. I grandi della terra, riuniti a L’Aquila per tre giorni, abbandonano il campo e i primi riflettori si spengono. Nel giro di poche ore tutto tornerà alla normalità. A Coppito la caserma della Guardia di Finanza, che negli ultimi giorni è stata trasformata in un palcoscenico sontuoso e irriconoscibile tornerà, immagino, alla sua consueta austerità. Le maglie della sicurezza si faranno più elastiche. Il fortino inespugnabile sarà di nuovo aperto. Mi auguro che possa tornare presto ad ospitare gli stessi leader che proprio qui, a L’Aquila, hanno assunto impegni concreti e precisi per la ricostruzione. Segno eloquente che la scelta di dire sì, senza dubbi né incertezze, alla proposta di ospitare il G8 si sia rivelata in effetti un’opportunità. Il mondo ha visto, ha toccato con mano, ha capito la tragedia che ci ha colpito. Ha visto il dolore e la città ferita. Ma adesso deve iniziare la ricostruzione. I grandi della terra sono chiamati a rispettare i loro impegni. Per questo li invitiamo a tornare, per seguire da …

“L’etica pubblica perduta”, di Stefano Rodotà

Etica pubblica. Parole perdute, e al loro posto un deserto, dove scompare la responsabilità della politica, privacy vuol dire fare il comodo proprio, il senso dello Stato è ormai un´anticaglia. Ogni giorno, più che una nuova pena, porta una mortificazione continua del vivere civile, con un circuito di imbarazzanti ospitalità, che vanno da quella generosamente offerta a schiere di ragazze dal Presidente del Consiglio fino a quella elargita con altrettanta generosità allo stesso Presidente da giudici costituzionali. Registrare questi fatti vuol dire moralismo, eccesso di voyeurismo, ultima spiaggia di una opposizione senza idee, antiberlusconismo da abbandonare? O siamo di fronte ai segni di un processo di decomposizione di cui i protagonisti non sembrano neppure consapevoli, tanto sono sgangherate le difese loro e dei loro sostenitori, affidate alla disinvoltura del mentire e del contraddirsi senza pudore, a censure televisive, a lettere imbarazzanti e più rivelatrici d´una confessione? Il catalogo è questo, ed è lungo. Tutto comincia con la pretesa dell´impunità, ma una impunità totale, che non si concentra solo nel lodo Alfano e dintorni, ma si …