Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Quello che sui giornali non leggerete più”, di Giuseppe D’Avanzo

“Se escono fuori registrazioni lascio questo Paese”. Lo disse Berlusconi l’anno scorso, ad Ancona, e così annunciò la sua offensiva contro le intercettazioni. Più che un’offensiva, la distruzione risolutiva di uno strumento d’indagine essenziale per la sicurezza del Paese e del cittadino. “Permetteremo le intercettazioni – disse nelle Marche quel giorno, era aprile – soltanto per reati di terrorismo e criminalità organizzata e ci saranno cinque anni di carcere per chi le ordina, per chi le fa, per chi le diffonde, oltre a multe salatissime per gli editori che le pubblicano”. Come d’abitudine, il Cavaliere la spara grossa, grossissima, consapevole che quel che ha in mente è un obiettivo più ridotto, ma tuttavia adeguato alla volontà di togliere dalla cassetta degli attrezzi della magistratura e delle polizie un arnese essenziale al lavoro. E, dagli strumenti dell’informazione, un utensile che, maneggiato con cura (e non sempre lo è stato), si è dimostrato molto efficace per raccontare le ombre del potere. La possibilità di essere ascoltato nelle sue conversazioni – magari perché il suo interlocutore era sott’inchiesta, …

“Indagine del Censis: così i tg influenzano gli elettori”

L’indagine del Censis sui media che condizionano il voto. I notiziari hanno la meglio anche sui programmi d’approfondimento, sui quotidiani e su Internet. Berlusconi non a caso ha invaso sia Rai che Mediaset (anche monologhi di 47 minuti). Inascoltate le denunce di Agcom. I telegiornali orientano il voto dei cittadini. La maggioranza di governo domina i telegiornali, con Berlusconi che registra punte di presenza tra il 60% e il 75% degli spazi televisivi. La maggioranza incassa più voti dell’opposizione. Il sillogismo si evince dalla lettura combinata dei dati sull’informazione elettorale forniti ieri dal Censis e sulla presenza dei politici in tv resi noti dall’Agcom per il periodo tra il 29 aprile e l’8 maggio. «Stavolta non è un complotto internazionale – commenta Beppe Giulietti di “Articolo 21” – Il Censis ha detto una cosa nota a tutti. In un Paese in cui il premier è proprietario di Mediaset e controlla indirettamente la Rai, non può non influenzare anche il diritto di voto degli italiani». Giulietti ricorda anche la lunga «passerella» di Berlusconi all’Aquila tra i …

“Tremonti: Non ci sono altri soldi contro la crisi”, di Bianca Di Giovanni

Giulio Tremonti utilizza il «podio» dell’Ecofin per lanciare due messaggi/annuncio. Nessuna nuova stangata per il 2010, e lotta ai paradisi fiscali. Quanto al primo capitolo c’è da dire che la stangata è già stata varata un anno fa (lo sanno i poliziotti che non hanno benzina, gli studenti che non hanno ore di lezione, i ricercatori che non avranno cattedre). Più interessante il secondo capitolo. Il Tesoro italiano ha scritto infatti una lettera al governo svizzero, chiedendo di rivedere gli accordi bilaterali sui trattamenti fiscali. Nel testo, inviato il 22 maggio, si chiede «se non ci siano soggetti italiani che usano società schermo collegate ad altre società in paradisi fiscali». L’iniziativa è in linea con l’indirizzo del G20, e sarà seguita d aun’altra lettera stavolta per il Lussemburgo. «Gli accordi attuali con la Svizzera non vanno bene», spiega Tremonti. Sta di fatto che finora in quel di Berna poco è mutato: la Svizzera ha fatto aperture formali, seguite da forti resistenze pratiche. Se la lettera di Tremonti è il primo passo per cambiare davvero i …

“Dieci domande qualunque”, di Massimo Gramellini

1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni? 2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»? 3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana? 4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano? 5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari? 6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra? 7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo? 8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e …

«La sinistra si rinnovi, in Europa è morta la socialdemocrazia»

Così come nell’89 parlammo di morte del comunismo, oggi, alla luce dei risultati elettorali, possiamo parlare di “morte” del modello socialdemocratico». A sostenerlo è uno dei più autorevoli e affermati sociologi europei: il professor Alain Touraine, Directeur d’études all’École des Hautes études en sciences sociales di Parigi. Professor Touraine, come leggere queste elezioni europee? «In primo luogo possiamo dire che mai come in questo caso, è lecito parlare di elezioni davvero “europee”, perché hanno evidenziato due tendenze generali: l’affermazione delle destre e il crollo irreversibile del modello socialdemocratico». L’Europa guarda a destra. «Purtroppo è così. Si tratta di un fenomeno pressoché generalizzato, con l’eccezione della Svezia, rafforzato da spinte di estrema destra, come in Austria e in Italia con il successo della Lega di Bossi, la cui base sociale è simile a quella dei partiti fascisti. Vi è un pericolo nuovo in Europa, con una destra tradizionale incalzata dall’estrema destra. In Francia, la situazione è un po’ diversa, nel senso che il successo considerevole di Nicolas Sarkozy – che non può essere ricondotto solo ai …

“La crepa”, di Ezio Mauro

L’onda lunga di destra che spazza il Paese si è arrestata domenica sera, quando si sono aperte le urne del voto europeo. Un appuntamento che arriva appena un anno dopo il trionfo berlusconiano alle politiche, con una maggioranza schiacciante, e al culmine di un ciclo in cui il sistema di potere dominante ha sprigionato la sua massima potenza. In un giorno, quella macchina da guerra si è arrestata, nel momento esatto in cui il leader chiedeva e profetizzava il potere assoluto, con il 45 per cento dei voti per sé e l’alleanza con la Lega oltre il 50. Questa era la soglia politicamente sacra, la seconda presa del potere in un anno, la misura che trasforma il consenso in adesione, il governo in comando e il comando in dominio. Tutto questo non è avvenuto. Ecco perché il Cavaliere tace da due giorni, nonostante nello spoglio delle amministrative, ieri, l’onda si stia richiudendo, con la destra che porta via pezzi interi di Nord trainata dal boom della Lega, conquista Napoli, si incunea nelle regioni rosse, con …

“Ultra destra e populisti scuotono l’Europa”, di Luigi Offeddu

Premiate le formazioni estreme e gli anti-europeisti. Tre seggi ai neonazisti ungheresi. Scontri a Manchester. La carica è ini­ziata. Viene da lontano, e dovrà galoppare ancora per molto tempo: ma la carica dei partiti e movimenti di estrema destra per giungere al cuore della poli­tica europea, è iniziata. Nell’Europarlamento che si riunirà per la prima volta il 14 luglio, vi saranno vari loro rap­presentanti, in qualche caso sa­ranno pattuglie ben agguerrite e probabilmente troveranno ter­reni di intesa e di convergenza con altri gruppi: ancora 5 anni fa, nessuno lo avrebbe previ­sto. La carica ha avuto un’avan­guardia, giovedì 4 giugno, ed è stata quella guidata dal populi­sta olandese Geert Wilders, e dal suo «Partito della Libertà». Ha vinto a man bassa nel suo Paese e anche se non ha rag­giunto quel 21% accreditatogli dai sondaggi ha sfiorato però il 17%. Morale: nel nuovo Parla­mento, Wilders e i suoi avran­no 4 seggi, e in Olanda sono già ora il secondo partito per nume­ro di voti. Il primo punto del lo­ro programma è già stato an­nunciato e non …