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“Il premier e i consigli per gli acquisti”, di Massimo Giannini

“Non date pubblicità ai media che cantano ogni giorno la canzone del pessimismo”. Questa, dunque, è la “dottrina Berlusconi” sul libero mercato. Questi sono i “consigli per gli acquisti” che l’Imprenditore d’Italia impartisce ai suoi “colleghi”. L’uomo che sognava di essere la Thatcher, che si celebrava come “l’unico alfiere dell’economia liberale” nel ’94 e come “il vero missionario della tv commerciale in Europa” nel ’96, oggi concepisce così i rapporti tra produttori, clienti ed utenti. Non un contratto. Neanche un baratto. Piuttosto un ricatto. Le parole pronunciate dal presidente del Consiglio dal palco confindustriale di Santa Margherita Ligure sono un ulteriore, drammatico esempio dei tanti “virus letali” che si stanno inoculando nelle vene di questo Paese. è un problema gigantesco, che chiama in causa sia chi produce quei virus (il presidente del Consiglio) sia chi li subisce (l’establishment politico-economico). L’infezione promana direttamente dal capo del governo, dalla sua visione del potere, dalla concezione tecnicamente “totalitaria” delle sue funzioni. Proprio lui, che dovrebbe essere il primo a conoscere e difendere le ragioni del mercato, le umilia …

Si chiama democrazia. Berlusconi non ci fa paura

Berlusconi ha paura. Paura che la sua stessa maggioranza non possa più sostenerlo. Ma con una rimozione freudiana riesce ad accusare la stampa e il segretario del PD, Dario Franceschini, di orchestrare una campagna di calunnie sulla sua persona con un esplicito richiamo, davanti alla platea dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure, ad un “progetto eversivo” contro di lui per attuare un ribaltone , cacciandolo da palazzo Chigi. E rivolgendosi a imprenditori e telecamere invita a “non dare più pubblicità a una sinistra e ai media che cantano ogni giorno la canzone del pessimismo”. Come se non bastasse poi precisa: “parlavo di Franceschini”. “In tutto il mondo queste parole – ha replicato il leader del PD in una conferenza stampa convocata nel pomeriggio – si chiamano intimidazioni, secondo lui non dovrei più comparire sui giornali perché dico cose non gradite. Berlusconi non mi ha mai fatto né mai mi farà paura, invito tutti coloro che hanno posti di responsabilità nel Paese a reagire perché per tutti è il momento della dignità e del coraggio. …

Milano, arrivano le ronde nere. Il PD “fermiamo questo delirio”.

All’Msi di Milano presentazione dei “volontari” della Guardia Nazionale Italiana. “In azione appena in vigore il ddl sicurezza”. Minniti: “Colpo al cuore della democrazia”. Dicono di essere più di 2.000 in tutta Italia, pronti ad indossare una divisa per “collaborare con le autorità contro la delinquenza”. Sono le “ronde nere”: camicia kaki, basco con aquila imperiale romana, una fascia nera al braccio con impressa la “ruota solare” e pantaloni grigi. Sono i volontari della Guardia nazionale italiana, pronti a pattugliare le strade 24 ore su 24, affiancando le ronde padane, non appena sarà approvato dal Senato il disegno di legge sulla sicurezza. Sponsor l’Msi. L’iniziativa è stata presentata oggi a Milano, durante il primo convegno nazionale del Movimento sociale italiano-Destra italiana, che fornisce supporto logistico e finanziario e mette a disposizione le risorse per il progetto. Saya: “Volontari, ex agenti”. Ispiratore politico della GNI, Gaetano Saya, rinviato a giudizio nel 2004 per aver diffuso “idee fondate sulla superiorità e l’odio razziale”, lo stesso che qualche anno fa parlò degli immigrati come “un pericolo per la …

“Intercettazioni, Caselli lancia l’allarme: «Legge devastante»”, di Federica Fantozzi

Anna Finocchiaro annuncia battaglia in aula contro una legge «blocca processi». Il procuratore di Torino: «Sulla sicurezza la maggioranza fa come Penelope. È una catastrofe». Martedì il ddl sulle intercettazioni approvato nel primo ramo del Parlamento approda in Senato. Orlando contro i franchi tiratori: «Teste vuote e irresponsabili». IdV annuncia un sit in fuori Palazzo Madama. La maggioranza va avanti come un bulldozer. Martedì prossimo il disegno di legge sulle intercettazioni approvato giovedì dalla Camera in mezzo a bagarre, striscioni, caos e proteste, approderà in commissione Giustizia a Palazzo Madama. E IdV annuncia un sit in davanti al Senato per attirare l’attenzione del presidente della Repubblica che, ha già detto, esaminerà il testo una volta approvato. Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd, annuncia battaglia in aula: «Come farà il governo, dopo tutti gli allarmi lanciati, dal procuratore antimafia Grasso ai funzionari di polizia, dagli intellettuali al mondo dell’informazione, a mettere di nuovo la fiducia?». A un testo che «limita le indagini, blocca i processi e imbavaglia l’informazione». Per Donatella Ferranti si vara una legge «ammazza indagini». …

“Perché la storia di quelle foto cambia il registro di una crisi”, di Giuseppe D’Avanzo

Cinquemila foto che scrutano la vita del capo di un governo (una vita “disordinata”: lo dice la moglie; lo ammettono anche i suoi fedelissimi) possono essere un trascurabile gossip soltanto per teste imprevidenti o vecchi volponi. È più responsabile parlare – per dirlo in modo chiaro – di una crisi della sicurezza nazionale. Può essere questo il nuovo e allarmante approdo di un affare che, in modo bizzarro, ha avuto inizio a una festa di compleanno di una ragazza di Napoli. Si è gonfiato con le ricostruzioni pubbliche di Silvio Berlusconi, presto diventate pubbliche menzogne e impossibilità a rispondere a dieci domande suscitate dalle sue stesse parole, contraddizioni, incoerenze. Il “caso” è cresciuto con il racconto delle abitudini ambigue del presidente del consiglio che, in un qualsiasi pomeriggio d’autunno, telefona a una minorenne che non conosce (ne ha ammirato le grazie in un book fotografico) per invitarla a conservare la sua “purezza”. Fin qui, anche se pochi hanno avuto finora l’interesse o la buona fede per capirlo, eravamo dinanzi a una questione politica che interrogava …

“Così muore la Giustizia”

Un’altra legge ad personam. Il Parlamento costretto ad avallare norme per tutelare le paure del premier in difficoltà. E con il blocco delle intercettazioni si elimina uno tra i principali strumenti di lotta contro il crimine. “Così muore la giustizia”. Questo è stata l’ultima critica dell’Associazione Nazionale dei magistrati rivolta al disegno di legge sulle intercettazioni che, dopo il voto definitivo alla Camera, diventa legge. Un’iniziativa affrettata e immotivata, per risolvere le paure personali di Berlusconi, di fatto elimina uno tra gli strumenti principali per la lotta alla criminalità. Con l’approvazione della legge le intercettazioni potranno essere chieste solo in caso di “evidenti indizi di colpevolezza”, non potranno superare il limite dei 60 giorni e non potranno essere pubblicate fino alla conclusione delle indagini preliminari. Sarà previsto il carcere dai 6 mesi a un anno per i giornalisti e il “via la toga” per il magistrato che rilascerà pubblicamente dichiarazioni sui procedimenti. Infine, accanto alle intercettazioni telefoniche e ambientali, il nuovo provvedimento metterà al bando anche l’utilizzo di videocamere. Il Governo, per voce del ministro …

“L’opposizione si rivolge al Colle: «Troppi strappi alla Costituzione»”, di Claudia Fusani

Il sindacato dei magistrati recita il requiem per la giustizia e «la fine della possibilità di fare indagini». Il procuratore antimafia Piero Grasso lo dice chiaro e tondo: «Si ridurranno le investigazioni». La Federazione nazionale della stampa è pronta allo sciopero contro «il bavaglio all’informazione» che in Italia, secondo osservatori internazionali, è già tra le più asservite. Ma l’allarme più drammatico arriva da Pd, Idv e Udc, le tre opposizioni unite e compatte contro il disegno di legge sulle intercettazioni. Di fronte a quella che definiscono «una minaccia per la Costituzione» si mettono tutte insieme intorno a un tavolo e scrivono una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano come «supremo garante della nostra Carta». La lettera porta le firme di Antonello Soro, capogruppo del Pd, Michele Vietti, responsabile giustizia dell’Udc, e Massimo Donadi, capogruppo Idv. Mai i tre partiti erano stati così vicini dopo le politiche del 2008. Prove generali di alleanze dopo il voto europeo e in funzione dei ballottaggi? Ci sono volute quasi due ore di trattative per convincere Pierferdinando Casini a …