Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Badanti, il welfare che viene dall’est” di Chiara Saraceno

Seicentomila circa iscritte all’Inps, altrettante se non più lavoratrici totalmente in nero, secondo le stime di Acli-colf. Quasi tutte straniere. Se non ci fossero loro, migliaia di famiglie italiane non saprebbero come far fronte ai bisogni di cura dei loro anziani divenuti fragili, parzialmente o totalmente dipendenti. Non perché nelle famiglie sia aumentato l’egoismo e diminuita la disponibilità alla solidarietà intergenerazionale. Gran parte del lavoro di cura nei confronti delle persone parzialmente o totalmente dipendenti, per lo più anziani, è ancora svolto da un familiare, per lo più donna: una moglie, una figlia, una nuora. Ma non sempre questa disponibilità basta. Molte persone che si prendono cura di un anziano fragile sono a loro volta anziane e da sole, spesso, non ce la fanno. Molte figlie e nuore oggi hanno anche un lavoro, oltre alla propria famiglia, cui pensare. Soprattutto, lo squilibrio demografico, di cui tanto si parla quando si discute di spesa pensionistica, si sperimenta direttamente nelle reti parentali. Se un tempo era raro invecchiare avendo ancora i genitori in vita, oggi è sempre …

“Il welfare e la sfida dei precari”, di Salvo Barrano

In occasione del decennale dell’assassinio di Massimo D’Antona è stato importante che il Partito Democratico abbia preferito ascoltare, più che parlare. Lasciando la parola direttamente ai «lavoratori in carne ed ossa», come amava dire D’Antona. In una conferenza stampa tenutasi nella sede nazionale di S.Andrea delle Fratte, si sono ritrovati insieme chimici, lavoratori dei call center, assistenti di volo, vulcanologi, medici, insegnanti, ricercatori. Hanno raccontato storie diverse, cariche di passione e di emozione, ma anche di sfruttamento e di abuso vero e proprio. Alcuni fattori ricorrono in quasi tutte le testimonianze: l’aver studiato molto, un’età inferiore a quarant’anni e una condizione estremamente precaria. La precarietà e l’assenza di diritti vissute quindi come discriminazione generazionale, come ingiusta tappa obbligata per l’ingresso in un mercato del lavoro «respingente». E che troppo spesso diventa una ragnatela in cui si rimane impigliati, privi dei più elementari diritti che dovrebbero spettare ad ogni cittadino lavoratore. Alcuni in attesa del miraggio, a volte alimentato strumentalmente, di un posto fisso. Proprio dallo stesso microfono Olga D’Antona, moglie del giuslavorista, che nel pomeriggio …

“Il premier e la sindrome dell’anatra zoppa: disegno contro di me”, di Francesco Verderami

Il sorriso negli ultimi tempi Berlusconi lo indossa solo nelle occasioni pubbliche, e anche in quei casi la maschera a volte cede. D`altronde non è facile celare l`inquietudine-per chi si sente «vittima di un disegno costruito a tavolino» che ha l`obiettivo di indebolirlo, fiaccarlo e infine isolarlo, per trasformarlo in un`anatra zoppa, in un leader cioè senza più leadership, in un premier senza più potere, in attesa di essere sostituito. E un`ossessione che non lo lascia più, anzi che è proprio il Cavaliere ad alimentare giorno dopo giorno, andando alla ricerca di riscontri che convalidino la tesi. Perché è vero che nel Palazzo e nelle urne non c`è al momento la possibilità di scalfire la sua forza: non ci sono i numeri in Parlamento per un ribaltone, nè c`è un`opposizione in grado di rimontarlo nei consensi, «e siccome non riescono a colpirmi politicamente, stanno tentando altre strade». Il punto è che il suo tallone è ben in mostra, le vicissitudini personali hanno allargato l`area del bersaglio. Lo descrivono «assai irrequieto e angosciato», convinto com`è che …

“La democrazia stressata”, di Aldo Schiavone

Una democrazia stressata. Ancora forte e ben in piedi, per fortuna, ma stressata. Credo che questa sia la rappresentazione più corretta del difficile momento istituzionale e politico che stiamo attraversando non da ora, e di cui le cronache degli ultimi giorni stanno rivelando con sin troppa evidenza l´avvio di una nuova fase. L´Italia incupita e sofferta del tardo berlusconismo ci restituisce l´immagine di una democrazia sottoposta da tempo a una pressione ostinata e potente, che tende deliberatamente a comprimere alcuni suoi caratteri storici fondamentali, fissati peraltro nella Costituzione, e a ridurla a un solo elemento: la persistente vibrazione di consenso (l´espressione è di Ezio Mauro) che continua a legare il popolo al suo leader. Se essa c´è, e se dura, il resto non conta. Anche se si tratta di un resto enorme, che comprende di tutto: dalle sentenze dei giudici ai comportamenti personali, dai giudizi sulla crisi economica («È finita, è finita; tutto è tornato come prima, meglio di prima» sembra abbia detto – e si stenta a crederlo – il nostro premier a Mosca) …

«Se c’è il corrotto c’è anche il corruttore», di Jolanda Bufalini

Nella polemica politica è risuanata l’ipotesi di sottoporre il premier a impeachment. Abbiamo chiesto a Tommaso Giupponi, professore di diritto costituzionale a Bologna, quanto realistica sia questa ipotesi. Dice Antonio Di Pietro “o Berlusconi si dimette o procederemo con l’impeachment”. Come è regolato l’impeachment nel nostro ordinamento? «Semplicemente non c’è. È previsto solo per il capo dello Stato e solo in due casi: l’attentato alla Costituzione o l’Alto tradimento. Un analogo competenza in relazione ai ministri è stata abolita nel 1989, dopo che il processo Lockheed aveva partorito un topolino: la sola condanna a due anni del ministro Tanassi. Si preferì, per i reati ministeriali, far giudicare i ministri come gli altri cittadini da giudici ordinari, una volta che il Parlamento abbia stabilito che non vi sia un preminente interesse pubblico di rilievo costituzionale». Cittadini uguali di fronte alla legge, ma solo fino all’entrata in vigore del Lodo Alfano? «Non considero un tabù l’esigenza di contemperare il principio di uguaglianza con la tutela delle cariche istituzionali monocratiche. Ma bisognerebbe farlo in modo compatibile con il …

«L’imparzialità ora è a rischio», di Carlo Rognoni

Quello delle nomine Rai è un vecchio film, visto e rivisto, noioso e soprattutto indecente. Ogni volta che dal settimo piano di viale Mazzini scorrono i titoli di testa, un sentimento di rabbia, di frustrazione e di vergogna ti assale. Ma possibile che ancora oggi la Rai debba essere gestita come una dependance della peggiore partitocrazia? Il premier ha tante grane a cui prestare attenzione. Da quelli più personali – il divorzio – a quelli più amicali – la bella Noemi – a quelli giudiziari – la condanna del suo ex avvocato Mills, sentenza che lo chiama in causa come corruttore – senza contare quelli pubblici rilevantissimi legati al ruolo – dal terremoto del’Aquila all’organizzazione del G8, alla crisi mondiale che sta mettendo in ginocchio – checché ne dica lui – la nostra economia. Per cui trovo sinceramente smodato e insopportabile che trovi il tempo anche di occuparsi di chi dovrà dirigere il Tg 1 o Raiuno, di chi dovrà diventare un vice al fianco del nuovo direttore generale Mauro Masi (ma davvero ha bisogno …

“Ecco le motivazioni: Mills fu corrotto e agì per salvare Berlusconi”

L’avvocato David Mills ha agito per conto di Berlusconi e della Finivest. È questa la motivazione con cui i giudici hanno condannato il legale inglese per corruzione in atti giudiziari. I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano, presieduti da Nicoletta Gandus (ricusata senza esito dal premier) nello spiegare «il movente sotteso alle condotte di Mills», scrivono: «Egli ha certamente agito da falso testimone, da un lato, per consentire a Silvio Berlusconi e al gruppo Fininvest l’impunità dalle accuse o, almeno, il mantenimento degli ingenti profitti realizzati attraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute fino a quella data; dall’altro, ha contemporaneamente perseguito il proprio ingente vantaggio economico». Nel determinare la pena inflitta a Mills i giudici rilevano «l’oggettiva gravità della condotta, di assoluta rilevanza nei procedimenti in cui è stata posta in essere, anche in ragione della qualità e del numero dei reati ivi giudicati; va poi considerato il ruolo istituzionale di alcuni dei soggetti imputati nei procedimenti penali in cui David Mills rendeva falsa testimonianza». La condanna per Mills …