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Vivere ai tempi della crisi

La pizza con gli amici? Un miraggio, perfino per chi è «single e alla soglia dei 50». La spesa si fa solo dove ci sono promozioni, magari «in 2 – 3 posti diversi» e «soprattutto evitando le voglie del momento». Cinema, teatro, viaggi, libri e cd: kaput. La tv al plasma, vista solo nei negozi. E chi spiega: «Vesto e calzo cinese per arrivare alla fine del mese, se vesto italiano non arrivo alla terza settimana». Si taglia tutto, anche l’abbonamento a l’Unità. Vivere ai tempi della crisi: i nostri lettori ci hanno raccontato a che cosa rinunciano per arrivare alle fine del mese. Susanna rinuncia «al riscaldamento della casa, in camera mia ci sono 13 gradi», ma ha ancora la voglia di dire che «le cose più belle per fortuna sono gratis». C’è chi ha 55 anni e gli «tocca elemosinare anche una misera speranza di lavoro, perché troppo vecchio e non sufficientemente capace di sostenere il ritmo (forsennato) da oggi richiesto». C’è chi le rinunce le fa, ma soprattutto si preoccupa per le …

“La favola del corvo”, di Massimo Giannini

Ultimo venne il corvo. Alla fine anche Tremonti si è arreso all’uccello del malaugurio che già da settimane, secondo la vulgata governativa, volteggiava tra Confindustria e Bankitalia. Il 2009, dunque, sarà “un anno terribile”. Noi lo sapevamo già. Come lo sapevano migliaia di cassintegrati rimasti senza lavoro, di precari rimasti senza sussidi, di piccole imprese rimaste senza ordinativi. Ora lo riconosce pubblicamente anche il ministro del Tesoro. La paura ha ceduto alla speranza. La resa di Giulio è verosimilmente dolorosa, e colpevolmente tardiva. Ma nessuno se ne può compiacere. Se anche lui ha capitolato, dopo mesi di cadornismo congiunturale, vuol dire che l’Italia è davvero messa male. Resta da chiedersi il perché, di tanta prolungata “resistenza” di fronte all’inesorabile asprezza della crisi e di tanta ostinata “renitenza” di fronte all’ineludibile principio di realtà. L’ottimismo di facciata imposto da Berlusconi all’intera squadra di governo spiega il rebus solo in parte. Il vero problema di Tremonti è la tenuta dei conti pubblici, e quindi l’affidabilità del marchio Italia sui mercati. Con un Prodotto lordo in picchiata al …

“Quando ho capito che avrei avuto un’esistenza precaria”, di Salvo Barrano

“Ci sono giorni in cui precipito nel terrore” Salvo Barrano, archeologo, sposato con un figlio, 33 anni, laurea e master 1. Ho deciso di fare meno rinunce possibile. Mi sono sposato, ho comprato casa con un mutuo a tasso variabile garantito dai miei genitori. Ho fatto un figlio, il secondo non me lo posso permettere, mia moglie è a partita Iva come me. Il prezzo che pago è alto: ci sono giorni in cui precipito nel terrore perché può capitare che chiudano un cantiere, magari per la pioggia, e mi ritrovo a spasso. 2 La flessibilità per essere buona deve essere regolata e rappresentata. Scontiamo un ritardo imperdonabile della politica e del sindacato che fanno sempre riferimento solo ai precari pubblici. Dire solo No al precariato significa escludere tutto quello che non è stabilizzazione. Cominciamo a dire Sì alla buona flessibilità. È una sfida che potrei accettare. 3 La proposta di Franceschini mi lascia fuori, non posso avere l’assegno perché non posso perdere un lavoro che non ho. Le tutele devono essere universali, per ogni …

On. Ghizzoni aderisce alla manifestazione del Sindacato dei pensionati SPI-CGIl

La crisi economica e sociale sempre più allarmante e un Governo che l’affronta in modo del tutto inadeguato: di fronte a tutto questo i pensionati e le pensionate italiani non restano a guardare. Il 5 marzo, infatti, lo Spi Cgil porta in piazza le sue proposte per contrastare la crisi i cui costi vengono ingiustamente scaricati su pensionati e lavoratori dipendenti. Obiettivo della manifestazione nazionale è richiamare l’attenzione sulle emergenze che colpiscono le fasce più deboli: la necessità di difesa del potere d’acquisto delle pensioni e la promozione di un sistema di servizi pubblici adeguato. Le misure adottate dal Governo si sono rivelate umilianti e inappropriate a contrastare gli effetti drammatici della crisi sulla vita quotidiana delle persone: la “social card” è solo uno strumento di propaganda peraltro privo di copertura finanziaria per il 2009; il “bonus famiglia” è uno strumento che non dà una risposta strutturale al disagio di famiglie e pensionati. In questa iniziativa ritroviamo le ragioni dell’opposizione che abbiamo sostenuto in Parlamento: per questa ragione riteniamo doveroso sostenerla e partecipare.

Un decreto per chi perde il posto

“Berlusconi può dirci di no, ma non che non si può fare. Noi le coperture che ci hanno chiesto le indichiamo. Dunque Berlusconi dovrà venire in parlamento a dire Sì o No: ma non a noi, al Pd ma alle migliaia di persone che rimarranno senza lavoro e che dal precariato passeranno a zero euro”. E’ affollata la conferenza stampa in cui il segretario del Pd, Dario Franceschini, illustra la mozione che sarà presentata sia alla Camera sia al Senato per impegnare il governo a prendere un provvedimento di urgenza entro il 31 marzo, così da garantire l’assegno ai tanti precari che altrimenti con la perdita del lavoro rimarrebbero in una situazione drammatica. Un assegno mensile pari al 60% dell’ultima retribuzione. Quattro gli strumenti indicati per la copertura del provvedimento, per il quale le stime reali di costo sono di appena 4 miliardi di euro. Soldi che si possono trovare recuperando l’evasione fiscale e con l’uso immediato di parte delle risorse che lo Stato non impegnerà per la Cassa Integrazione nell’ambito del protocollo sottoscritto dal …

“Umiliati e arrabbiati”, di Luciano Gallino

Repubblica.it ha svelato il Paese dei senza lavoro, un pezzo d’Italia che diventa sempre più grande e disperato. Le persone che raccontano le loro esperienze di senza lavoro rientrano abbastanza chiaramente in due gruppi diversi. Ci sono quelle ancora giovani, al massimo trentacinquenni, che si interrogano sul perché il mondo della produzione non riesce più a trovar loro un’occupazione; e quelle sui 45-50 anni e oltre, le quali hanno compreso che per lo stesso mondo sono ormai troppo anziane. Del primo gruppo colpisce soprattutto il fatto che i titoli di studio elevati sembrano servire poco per trovare o mantenere un posto di lavoro qualificato, coerente con gli studi fatti. Hanno due o tre lauree, un paio di master, tre o quattro specializzazioni, significative permanenze all’estero. Speravano di far ricerca in aziende di alto profilo, quelle da cui escono le invenzioni che cambiano il mondo e migliorano la vita. Contavano di guadagnare bene e di fare prima o poi un figlio. Oppure di dedicarsi all’insegnamento. Invece si ritrovano a fare il garzone di cucina in un …

“Pubblica amministrazione no del governo alla stabilizzazione dei precari”

Lo stop alla stabilizzazione dei precari nel pubblico impiego potrebbe arrivare per decreto legge. Il governo infatti ha predisposto un nuovo testo, che potrebbe essere portato all’approvazione del Consiglio dei ministri venerdì. Titolo, «misure urgenti in materia di pubblica amministrazione ed impiego pubblico». Il testo conterrebbe alcune delle misure previste dal disegno di legge sul lavoro (collegato alla finanziaria) all’esame del Senato. La bozza di decreto legge contiene in tutto quattro articoli: oltre quello relativo ai precari, sono previste disposizioni in «materia di assenze per malattia e certificati di malattia», «disposizioni in materia di interruzione anticipata del rapporto di lavoro al compimento dell’anzianità massima contributiva di 40 anni» e «disposizioni in materia di risorse da utilizzare per la contrattazione integrativa». «Spero di aver capito male e che ci sia una rapida smentita del governo a proposito delle norme relative alle stabilizzazioni in corso nel pubblico impiego», ha commentato Cesare Damiano, ex ministro ed attuale responsabile Lavoro del Pd. «Il Consiglio dei ministri di venerdì prossimo potrebbe infatti varare un decreto legge in materia di pubblico …