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“La morsa dei redditi”, di Michele Toscani

Le previsioni economiche, come quelle meteorologiche, vanno lette con cautela. Anche quando è nell’aria un punto di svolta, anche quando si è certi che presto o tardi ci sarà un momento di rottura, è difficile indovinare quando esattamente avverrà: se così non fosse non si spiegherebbero i guadagni e le perdite che gli speculatori fanno in questi casi. Ma quando la svolta è avvenuta, gli sviluppi successivi sono più facili da prevedere, perché le forze all’opera e le conseguenze della loro interazione sono meglio note agli economisti. Proprio come sono note ai meteorologi le conseguenze sul tempo in Italia di un anticiclone sull’Atlantico, una volta che si è stabilmente installato lì: difficile è prevedere quando si stabilizzerà. Purtroppo appartengono al genere delle previsioni relativamente affidabili quelle che stanno circolando sulle prospettive della crescita americana ed europea: siamo in recessione, che in alcuni Paesi potrà implicare trimestri di crescita negativa e almeno un paio d’anni di difficoltà serie per tutti. E siccome l’economia italiana cresce nettamente meno della media europea, ci aspettano tempi duri. Più duri …

“Caritas, allarme povertà in Italia. «A rischio 15 milioni di persone»”

In Italia “l’emergenza sociale riguarda 15 milioni di persone”, quindi non solo i 7,5 milioni di persone ufficialmente sotto la soglia della povertà, ma altrettanti che “si collocano poco sopra, e quindi sono da considerare ad alto rischio”. Lo afferma il Rapporto sulla povertà in Italia elaborato dalla Caritas Italiana, in collaborazione con la Fondazione Zancan. Ma c’è dell’altro: in Italia le misure contro la povertà sono le meno efficaci dell’Europa dei 15, se in alcuni paesi come Svezia, Danimarca, Olanda, Germania, Irlanda, l’impatto della spesa per la protezione sociale riesce a ridurre del 50 per cento il rischio povertà, da noi si raggiunge un magro 4 per cento. Un non edificante primato che il nostro paese condivide con la Grecia. Il rapporto ricorda i dati Istat: il 13 per cento degli italiani è povero, vive con meno di 500-600 euro al mese. Sono povere le famiglie con anziani (soprattutto se autosufficienti) ed è povero un terzo delle famiglie con tre o più figli; il 48,9 per cento di queste vive al sud. Avere più …

“Alla guerra con armi vecchie”, di Federico Rampini

“La più violenta crisi finanziaria dagli anni Trenta” la definisce il Fondo monetario internazionale. Il paragone evoca il rischio che i danni finali possano aggravarsi molto, prima di vedere una vera schiarita. Se guardiamo all’indice più significativo della Borsa americana (S&P 500), dal 7 settembre 1929 all’8 luglio 1932 la sua caduta fu dell’86%. Attualmente lo stesso indice ha perso “solo” il 36% rispetto ai massimi dell’anno scorso. Se si prende alla lettera il parallelo tracciato dal Fondo monetario, la distruzione di risparmio rischia di essere appena iniziata. E che dire di beni ancora più essenziali che sentiamo minacciati, a cominciare dai posti di lavoro? I paragoni storici vanno maneggiati con cautela. Nella Grande Depressione degli anni Trenta il tasso di disoccupazione in America raggiunse il 25% della popolazione attiva. Oggi nonostante le ondate di licenziamenti siamo ancora sotto il 7% di disoccupazione americana. La differenza storica fondamentale sta nel salto immenso compiuto dalla presenza dello Stato nell’economia: era minima nel 1929, oggi è pervasiva. Neppure la cosiddetta “rivoluzione reaganiana e thatcheriana” degli anni Novanta …

“La penisola della paura dove la tolleranza fa perdere consensi”, di Ilvo Diamanti

Il contagio razzista ha coinvolto l’Italia. Perlomeno: nel linguaggio pubblico. Fino a ieri l’altro era un tabù. Ora, invece, le autorità religiose e politiche ne parlano esplicitamente. Il Papa, il presidente della Repubblica e perfino quello della Camera, Gianfranco Fini. Leader di destra. Perfino il sindaco di Roma, Alemanno, che ha espresso le scuse della città a un cittadino cinese, malmenato nei giorni scorsi da un gruppo di bulletti. Dunque, il tabù si è rotto. Oggi a denunciare il razzismo degli italiani non sono esclusivamente i “soliti noti”. Sinistra radicale, no global, cattolici solidali. Giornali come il Manifesto e Famiglia Cristiana. Ma ciò solleva il rischio opposto. Scivolare dalla drammatizzazione alla banalizzazione. “Allarme siam razzisti?” No, se intendiamo definire, in questo modo, l’orientamento e il comportamento degli italiani. O meglio: il razzismo c’è, in Italia, come nel resto d’Europa. Dove gli episodi di intolleranza sono numerosi e violenti, anche più che da noi. In Gran Bretagna, in Francia, in Germania, in Belgio, in Spagna. D’altronde, l’importanza del fenomeno è sottolineato dai successi elettorali di formazioni …

L’on. Pierluigi Bersani a Carpi per parlare del referendum Aimag

Questa sera a partire dalle 19.45 l’On. Pierluigi Bersani sarà  presente presso la Sala Congressi a Carpi per sostenere un’iniziativa del NO al referendum su Aimag. Il referendum, che prevede la consultazione in ordine alla delibera del consiglio comunale sulla vendita di azioni  (25%) di Aimag (multiutility che distribuisce acqua gas e raccolta rifiuti) ad un partner industriale di minoranza, si terrà a Carpi il 28 settembre.

“Senza pudore”, di Giorgio Bocca

Giornali e televisioni si occupano di una questione storica inventata, forse a scopi elettorali, dal sindaco di Roma Alemanno: se il fascismo sia condannabile in toto o da dividere in due tempi. Quello del regime modernizzatore del paese, entrato nel novero delle potenze coloniali con il consenso della maggioranza degli italiani. E quello del crepuscolo che per allinearsi con il nazismo hitleriano promulga le leggi razziali e resta fedele all’alleanza con Hitler fino alla disfatta. Diciamo una distinzione incomprensibile da parte del suo autore, il sindaco di Roma Alemanno, e del suo stretto parente Rauti, che hanno militato proprio in quel neofascismo che raccoglieva l’eredità del Mussolini filonazista, del Mussolini del male assoluto. È vero, come dice Alemanno, che il fascismo nel corso della sua storia breve ma intensa è stato anche altro dalla politica razziale, anzi, spesso il suo contrario, dallo schieramento militare contro l’occupazione nazista dell’Austria, alla protezione che l’esercito italiano assicurò ai perseguitati ebrei in tutti i territori occupati, come ben sanno i piemontesi che dopo l’armistizio videro arrivare dalla Francia migliaia …

«Consumi delle famiglie giù del 3,4%. Pasta da record, crisi nei discount», di Margherita De Bac

«Comprano con parsimonia sempre maggiore anche negli hard discount e all’ipermercato. Clienti spaventati dall’impennata dei prezzi di pane, pasta, carne, frutta e verdura. La crisi profonda investe logicamente anche i prodotti non alimentari, il superfluo. Allarmante il nuovo aggiornamento dell’Istat sul crollo delle vendite al dettaglio nel mese di giugno. Il calo è del 3,4% su base tendenziale e dello 0,5% su base mensile. È il risultato peggiore non solo di quest’anno ma dall’aprile del 2005 ad oggi quando si arrivò a -3,9%. La riduzione incide per il 2,3% sui cibi e nel 4,1% sugli altri articoli di consumo. Volare sta diventando proibitivo, con biglietti lievitati del 40%. Coinvolti dalla forte flessione tutti i settori commerciali. Dalla grande distribuzione (-1,5%), ai negozi di dimensioni ridotte(-4,8%). Perdono clientela salumieri e macellai di quartiere. Per la spesa si preferisce andare nei grandi centri, dove si riesce a risparmiare qualche centesimo. E in tempi di ristrettezze economiche queste attenzioni al portafogli pesano eccome. Soffrono però anche gli esercizi tradizionalmente dai prezzi più contenuti. Gli hard discount, secondo i …