Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Flop M5S: voti virtuali e batosta in Friuli", di Sara Ventroni

La solenne rampogna di Napolitano è stata accolta con sincera contrizione. La classe dirigente è in castigo. Al letto senza cena. Bando alle moine, ora si procede a consultazioni lampo. Gli unici a tenere il muso sono i ribelli Cinque Stelle. Durante il discorso del presidente ostentano indifferenza con il mento in alto, sempre rivolto a Beppe Grillo. Mentre il Pd si sottopone a una perizia psichiatrica nazional popolare, contando le identità multiple sul lettino dell’analista (ex Ds, ex Margherita, ex bersaniani, neo-renziani, dalemiani, popolari, liberi battitori, falchi tiratori e Pippo Civati), mentre il Pdl sorride fingendo di avere la coscienza a posto, il Movimento pentastellato mette sotto processo il senatore ciociaro Marino Mastrangeli, reo di aver partecipato a trasmissioni televisive con la Costituzione in mano e i fari luminescenti di Barbara D’Urso a sbiancare il sorriso. Troppo facile, ora, citare Marx, e la tragedia che si ripete in farsa. E però mai, come stavolta, andando con la mente ad altri momenti funesti della Repubblica, ad altri processi in nome del popolo, gli apici spuntanti …

"Alla politica non basta solo il Web", di Gianni Riotta

Se oggi manderete una mail, o vi collegherete con un sito web, è probabile che la vostra posta, o la vostra ricerca, passino da Porthcurno, in Cornovaglia, dove tra cemento, vetro, cavi, centraline e giganteschi impianti di raffreddamento, funziona uno dei crocevia europei più trafficati del web. Andrew Blum, giornalista del periodico Wired, ne parla nel volume «Tubes, viaggio al centro di internet», reportage nella struttura fisica della rete. La letteratura tecnologica fa di internet un universo di «Nuvole», «Realtà virtuali», «Anima Digitale», ma invece è concretissima, come un mattone, un bullone, una chiave inglese. La politica italiana scopre in queste ore, con qualche stupore, qualche goffa comicità e una tardiva alfabetizzazione collettiva, che la Rete siamo noi, il Virtuale è Reale. Non ci sono Eden digitali, solo fatica, lavoro, mobilitazione di masse e individui, dalle piazze di Peppone e Don Camillo a twitter, i siti, i blog. Scoperta dolorosa, la Fatina Web non esiste, perché il Pinocchio dei Partiti diventi Bambino online tocca studiare e soffrire. «Il popolo del web», questa metafora dolce e …

"La priorità è un sussidio al lavoro", di Tito Boeri

È probabile che un governo di coalizione fra Pd, Pdl e Scelta Civica ottenga il voto di fiducia superando lo scoglio dei franchi tiratori. Ma non sarà certo facile per il nuovo governo del Presidente darsi un programma secondo “le priorità e la prospettiva temporale che riterrà opportune”. Il documento dei saggi, che dovrebbe offrire la base di questo programma, non definisce priorità. La sua parte economica formula ben 32 proposte, la cui attuazione richiederebbe almeno due, forse tre legislature. Soprattutto non distingue fra interventi d’emergenza per il rilancio dell’economia, misure congiunturali volte a bloccare la spirale recessiva e interventi strutturali, che vogliono migliorare la competitività del nostro Paese di qui a 4-5, fino a 10 anni. Non manca il buon senso e molte proposte sono condivisibili, ma non c’è una diagnosi che potrebbe guidare una gerarchia di misure e soprattutto dettare la loro scansione temporale. La parte istituzionale non si esprime sulla riforma più importante, il cambiamento di una legge elettorale antidemocratica, per via del premio di maggioranza indipendente dal numero di voti effettivamente …

"Scuola, vecchie aule addio: nuove regole per costruirle", di Anna Maria De Luca

Per la prima volta dal 1975 si mette mano all’architettura interna delle scuole: nuove regole per costruire spazi d’apprendimento coerenti con le innovazioni determinate dalle tecnologie digitali e dalle evoluzioni della didattica. Ambienti capaci di rompere la vecchia modalità trasmissiva cattedra – banco e la centralità della lezione frontale. Cosi le scuole diventano “tessuto ambientale per l’apprendimento”, dall’atrio ai servizi igienici agli spogliatoi, alle pareti mobili. Una scuola pensata “in modo da lasciare sempre una possibilità di variazione dello spazio a seconda della attività desiderata”. Stop alle vecchie aule. “Per molto tempo – si legge nelle Linee Guida varate su proposta del ministro Profumo dopo il parere della Conferenza Unificata – l’aula è stata il luogo unico dell’istruzione scolastica. Tutti gli spazi della scuola erano strumentali o accessori: i corridoi utilizzati solo per il transito degli studenti, o il laboratorio per poter usufruire di attrezzature speciali”. Oggi non può essere più cosi: la realizzazione degli edifici scolastici dovrà rispondere a parametri e criteri architettonici e dell’organizzazione dello spazio del tutto nuovi. Le scuole “non luoghi”. …

"Il manifesto per la sicurezza nelle scuole", di Valeria Pini

Una tabella di marcia per la sicurezza nelle scuole. Otto proposte per garantire alunni e professori. Fra gli obiettivi quello di completare l’anagrafe dell’edilizia scolastica entro il 2013 e realizzare sopralluoghi tecnici durante la pausa estiva; approvare i Piani comunali di emergenza; considerare l’edilizia scolastica una priorità e abbattere le barriere architettoniche. Ma anche investire sul benessere e la salute, recuperando spazi verdi e cortili, costruendo nuove palestre. Sono i punti presentati oggi a Roma nell’ambito del VII Premio Vito Scafidi per le Buone pratiche nella scuola, promosso da Cittadinanzattiva, in ricordo dello lo studente morto per il crollo del controsoffitto nel liceo Darwin di Rivoli. I vincitori fra video e siti web. In tutto sono stati presentati 120 porgetti e tre premi. Fra questi un video e un sito web completamente dedicato al tema della sicurezza messi a punto dagli studenti dell’Istituto superiore Avogadro di Torino; una rete sul territorio di Ferrara, attivata dall’Istituto comprensivo Govoni, sul tema dell’integrazione degli alunni stranieri, che tiene insieme mediatori culturali, associazioni ed altri istituti scolastici e una …

Debora Serracchiani «Vincere così è stato un miracolo, Grillo s’è fermato a Udine», di Toni Jop

«Dopo i fatti di Roma, ci voleva un miracolo»: Debora Serracchiani ha vinto, di un soffio, ma ha vinto e forse il miracolo di cui parla è proprio quel soffio che l’ha spinta oltre il candidato, e governatore uscente della destra. Non solo: ha vinto a dispetto della lapide che Grillo aveva deposto in questi giorni tempestando le piazze del Friuli Venezia Giulia di suoi show in cui ripeteva senza sosta «Questa sarà la prima regione governata dai Cinque Stelle». Sbagliato, qui l’onda che tutto travolge si è fermata. Anzi, è arretrata. Avevo sentito Debora nei giorni scorsi, mentre il Pd provvedeva a liquidare Marini e poi Prodi, ed era un funerale… Ammettiamolo: non hai gareggiato col favore delle stelle… «Quali stelle, ero furibonda. Quando ho capito che il partito si stava accartocciando ho pensato che era davvero finita. Che gli esiti di quella incomprensibile partita romana si sarebbero riversati qui, dove un bel cartello di forze della sinistra si stava “conquistando” casa per casa, persuadendo i cittadini che eravamo, e siamo, gente seria, che …

"Il Pd ritrovi il coraggio", di Guglielmo Epifani

Il Partito democratico vive un passaggio difficile, quanto mai prima. Innanzitutto per i suoi militanti, ed i suoi elettori. Si coglie un po’ ovunque delusione, disorientamento, e anche rabbia. Di fronte a questo quadro il primo dovere è quello di aprire sedi di confronto, di discussione in tutti i circoli e nei luoghi di aggregazione. Dove questo è avvenuto in queste ore, i segnali dicono che il clima migliora, anche quando il dissenso resta. È inutile girarci attorno: pesa troppo la doppia sconfitta – del voto e del progetto politico del governo di cambiamento – capace di arrestare il decadimento economico, sociale e morale del Paese. E pesa il modo con cui, votazione dopo votazione, ci siamo resi inaffidabili, intanto verso noi stessi, dividendoci ed esponendo Franco Marini e Romano Prodi a un risultato del quale dobbiamo solo vergognarci. L’elezione di Giorgio Napolitano consente finalmente di mettere al riparo le istituzioni, di rassicurare il Paese stretto dentro paure profonde e di evitare una lacerazione più profonda tra Paese e Parlamento. Una parte del popolo democratico …