Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Verso un Parlamento più rosa con la vittoria del centrosinistra", di Emanuele Lauria

Sarà di certo un Parlamento più rosa. Ma lo sarà soprattutto se vincerà il centrosinistra: un successo della coalizione di Bersani a scapito del centrodestra porterebbe da 80 a 100 donne in più nelle aule legislative. È uno dei dati che emerge da uno studio di Arcidonna sulle candidature per le politiche. L’associazione, nella ricerca che sarà resa pubblica oggi, non si è fermata ai dati generali delle liste ma ha posato la lente sulle posizioni “eleggibili”. Giungendo a una conclusione: i partiti (sette quelli presi in considerazione dall’indagine) hanno sì rispettato l’obbligo di mettere negli elenchi per Camera e Senato almeno un terzo di presenze femminili. Relegando però queste, spesso, in posizioni di retroguardia, non utili per l’ingresso in Parlamento. Nei primi tre posti delle liste per la Camera analizzate, in media, c’è meno del 25 per cento di donne. E nella corsa per Palazzo Madama la percentuale scende al 24,2. Un risultato figlio di scelte diverse fatte dalle singole forze politiche: se Pd, Sel e 5 stelle hanno piazzato un numero congruo di …

Bersani: investire in conoscenza o il Paese si «de-sviluppa»

Caro direttore, ho letto con attenzione l’appello della Crui. Le proposte sono condivisibili e trovano ampio spazio nel programma del Pd (www.partitodemocratico.it/universita), che parte proprio dai dati drammatici messi in evidenza dal «Corriere della Sera». Se toccasse a noi governare, la nostra azione prenderà le mosse da un’attenta rilettura del Rapporto Giarda, secondo il quale istruzione e ricerca sono le uniche voci del bilancio pubblico calate drasticamente (-5,4 per cento) negli ultimi vent’anni. Investire in conoscenza non è una scelta come un’altra: è la base della crescita culturale, economica e sociale di un Paese. Le «infrastrutture del futuro» hanno bisogno delle risorse per una netta inversione di tendenza. Ferma restando la lotta agli sprechi, vi sono altre le voci di spesa che possono dare un contributo da utilizzare per questo fine. Il cuore del cambiamento dell’università sono le persone. Anzitutto, gli studenti. Un giovane che vuole studiare e deve rinunciare perché non può permetterselo subisce una ferita profonda e irrecuperabile nei suoi diritti e nella sua dignità. Il suo dramma riguarda tutti, ci segnala che …

"Costituzione, le bugie del cavaliere", di Alessandro Pace

Nella sue frequenti interviste televisive l’ex premier Berlusconi non manca mai di illustrare i difetti – a suo dire – della Costituzione italiana per attribuire ad essi il nulla di fatto dei suoi anni di governo. Per ragioni di spazio mi limiterò qui di seguito ad evidenziare solo tre affermazioni che lo stesso Berlusconi sa bene non rispondenti al vero. Il premier non conta nulla. Affermazione del tutto falsa. Nell’atto di costituzione del 22 dicembre 2008 nel giudizio di costituzionalità concernente il cosiddetto lodo Alfano, firmato da Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini e Piero Longo, sta scritto che «…la funzione del presidente del Consiglio, proprio per il riconoscimento espresso ed esclusivo dei poteri di direzione, indirizzo, promozione e coordinazione, dimostra che questa fondamentale figura politica si trova in una posizione differenziata rispetto agli altri componenti del governo». Dopo di che vi è, nell’atto, una minuta esposizione – che si estende da pagina 32 a pagina 35 – dei poteri che la legge numero 400 del 1988 attribuisce al presidente del Consiglio, e che si conclude significativamente …

"Sei proposte per il futuro dell'università", di Marco Mancini*

In queste settimane convulse prima del voto le tematiche dell’università e della ricerca stentano a emergere. Come accade durante ogni finanziaria, il settore è periclitante. Ad ogni soffiata di vento viene ricacciato in fondo all’agenda politica. L’ultima volta, in sede di legge di stabilità, per cedere il posto ai maestri di sci e ad altri interventi di varia natura.Ma prima ancora era accaduto per trovare finanziamenti per l’Alitalia, per gli autotrasportatori, e chi più ne ha più ne metta. Come se fosse possibile parlare di lavoro e di sviluppo, senza investire in formazione, ricerca e innovazione. La cosa è tanto più preoccupante se si pensa alla situazione drammatica che sta vivendo il sistema della ricerca e dell’istruzione superiore in Italia. Dopo il mancato rifinanziamento nella Legge di stabilità il 2013 va configurandosi non come un annus horribilis ma come un annus fatalis per i nostri atenei. La diminuzione del 4,7% dei trasferimenti dallo Stato si appresta ad assestare alle università statali e non-statali una mazzata definitiva dalla quale sarà impossibile riprendersi se non si interviene …

"Occupazione e sviluppo, partire da qui", di Cesare Damiano

Mano a mano che la campagna elettorale procede e giugne alla sua prossima conclusione il confronto si fa sempre più aspro e senza esclusione di colpi. Persino l`algido Monti ha assunto toni e contenuti demagogici, lontani mille miglia dalle scelte improntate al rigore esclusivo che hanno caratterizzato il periodo del suo governo. Il Partito democratico ha le sue proposte sui temi dello sviluppo e dell`equità sociale che debbono essere il cuore di questa sfida elettorale. Dobbiamo rendere incisivo ed efficace il nostro messaggio facendo emergere il tema dell`occupazione, soprattutto di quella giovanile. La parola chiave, a mio avviso, deve essere «sviluppo». Da essa si ricavano le soluzioni a tutte le questioni che sono sul tappeto, perché non ci sarà nessuna risposta al tema dell`occupazione se non si esce dall`attuale situazione di recessione economica. Il primo punto è quello del reperimento e della destinazione delle risorse. Dobbiamo proporre una discontinuità con le politiche liberiste volute dalla finanza europea ed internazionale che hanno imposto scelte di eccessivo rigore o, meglio, di rigorismo. Le conseguenze devastanti, sotto il …

"Prodi: un patto di legislatura con al centro il PD", di Riccardo Barlaam

Spero che dal voto venga fuori una netta affermazione del Pd e della coalizione di centro-sinistra così da assicurargli la responsabilità di governo». Romano Prodi, 73 anni, è appena tornato nella sua Bologna dopo un tour de force di una settimana che lo ha portato in Senegal, Burkina Faso, Mauritania e Niger. Ogni giorno incontri con capi di stato, primi ministri, politici e società civile. Da quando, l’ottobre scorso, è stato nominato inviato speciale dell’Onu per il Mali e il Sahel, continua a girare come una trottola. Anche per superare l’emergenza in Mali, Prodi vuole lanciare un Fondo internazionale di aiuti per lo sviluppo del Sahel, la lunga fascia di sabbia che attraversa l’Africa, dalla Mauritania alla Somalia, area tra le più povere e instabili al mondo. «E una umanità dolente. Per questo bisogna girare il mondo a chiedere la carità». In queste settimane non è mai voluto entrare in quello che ha definito il “chiacchiericcio” della politica italiana. Ma stanco come molti italiani – di ascoltare promesse che hanno preso a volare come gli …

«A Milano il 25 aprile sarà fra una settimana», di Oreste Pivetta

Piazza Milano. Passa molto di qui, da piazza del Duomo. Passano i leader politici (Maroni e Berlusconi scelgono in verità il chiuso di un teatro), passa di qui la via di un cambiamento, tra Parlamento e Regione, dopo tanta infinita televisione, la piazza con la gente, come una volta e probabilmente da sempre, con le bandiere, con la musica. Con le facce e le emozioni. E con i discorsi, con i comizi. Piazza del Duomo ne ha viste tante di pagine di storia. Umberto Ambrosoli, il candidato del centrosinistra a guidare la Lombardia, ha concluso richiamandone una, tra le più gloriose, il 25 Aprile: «Cambiare si può. Questa volta il 25 Aprile arriverà a febbraio, arriverà la settimana prossima». A Grillo non importerà nulla della Resistenza, della Liberazione, dell’antifascismo, ma è ancora ai valori espressi da quelle giornate di lotta che si richiama la migliore politica, la buona politica, la politica che si sente responsabile per il Paese e per tutti, che si candida a governare perché quei valori abbiano ancora vita. Paradosso di queste …