Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La strada obbligata delle dimissioni", di Gad Lerner

MA CHE gli è preso a Roberto Formigoni? Pareva in preda a ebbrezza da perdizione ieri sera mentre tirava sciabolate ai direttori dei “giornaloni” e ai “gazzettieri della Procura di Milano”, colpevoli di anticipare da mesi l’ovvio e il risaputo, cioè che da governatore della Regione Lombardia ha favorito l’arricchimento dei suoi amici, traendone vantaggi politici e materiali. Ora che la Procura di Milano quantifica in 8,5 milioni di euro la percentuale della corruzione transitata in circuiti esteri per depositarsi infine nel suo tornaconto di uomo di potere, Formigoni ci offre un esempio da manuale: la politica-spettacolo che si ritorce contro il suo artefice. Sarcastico, gradasso, compiaciuto nel presentarsi solo contro tutti, è come se confidasse in un popolo che se le beve tutte: basta che ti mostri forte. E magari ti fai accompagnare da un sottomesso vicepresidente leghista, Andrea Gibelli, che aspira all’incarico di reggente quando — ormai è chiaro — il Celeste dovrà rassegnare le dimissioni. Da tempo la manfrina del leader popolare contrapposto ai poteri forti non incanta più neanche i militanti …

Bersani: "La situazione è molto grave. Le istituzioni devono stare in allerta, a cominciare dalla Bce"

Dopo l’incontro con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi, il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha spiegato a margine di una conferenza stampa alla Camera, i temi al centro del colloquio. “Abbiamo riflettuto assieme su una situazione economica e finanziaria molto molto preoccupante, c’è l’esigenza di dare seguito alle decisioni del vertice europeo e la necessità di uno stato di allerta da parte di tutte le istituzioni”. Così il Segretario del PD, Pier Luigi Bersani ha spiegato a margine di una conferenza stampa alla Camera, uno dei temi al centro del colloquio con il premier Mario Monti, svoltosi questa mattina a Palazzo Chigi. Tra le istituzioni, Bersani ha citato la Banca Centrale europea. “Siamo in una situazione veramente molto seria – ha avvertito – e penso che se le cose peggiorano ancora, la Banca centrale europea dovrà pensare a intervenire. Adesso il presidente Monti girerà per la Finlandia, l’Olanda… ci rendiamo conto tutti che le risposte tecniche ci sarebbero tutte, il problema è che nel continente c’è stato un ripiegamento su dimensioni nazionali, …

"Strappo Pdl-Lega: la maggioranza non c'è più", di Simone Collini

Un’ulteriore dimostrazione che del Pdl non ci si può fidare. E che è d’obbligo approvare in fretta una nuova legge elettorale. Per essere pronti, quale che sia la data delle elezioni. Lo dicono nel Pd, ma anche nell’Udc, dopo il voto al Senato sul semipresidenzialismo. Bersani si dice «veramente irritato» per la scelta del Pdl di ridar vita insieme alla Lega alla «vecchia maggioranza», per questa «operazione propagandistica» (oggi Berlusconi e Alfano terranno una conferenza stampa in via dell’Umiltà per cantare vittoria, anche se è chiaro che non ci sono i tempi per approvare la riforma) nel bel mezzo di un attacco speculativo nei confronti del nostro Paese. E anche il segretario dell’Udc Cesa denuncia questa «bandierina inutile che fa perdere tempo al Parlamento», quando invece bisogna «rispondere con concretezza» agli appelli di Napolitano e alle attese degli elettori. Ma non c’è solo il voto sul semipresidenzialismo a rivelare la fondatezza dell’«allarme» lanciato da D’Alema nell’intervista di ieri a l’Unità, quel sottolineare il fatto che «la situazione si fa sempre più precaria a causa del …

"Ecco perché ci rinuncio L'Italia non è più un Paese per insegnanti", di Silvia Avallone

in quarta elementare, quando le maestre proposero alla classe d’interpretare l’ennesima fiaba di Andersen per la recita di fine anno, un gruppetto di scolarette dissidenti di cui facevo orgogliosamente parte alzò la mano in segno di protesta. Era il 1993. Le nostre insegnanti sgranarono gli occhi. Noi, con l’impertinenza tipica dei nove anni, ribattemmo che no, non volevamo saperne di principi e principesse. «Benissimo» risposero loro «organizzatevela voi, la recita “alternativa”». Credo sia stata la prima sfida della mia vita, il primo vero insegnamento che ho ricevuto (consapevolmente). Nelle ore in cui gli altri bambini provavano le battute ufficiali, noi scrivevamo il testo del nostro spettacolo underground. Optammo per la satira e, senza esitazioni, decidemmo di prendere di mira loro: le autorità, quelle che volevano darci — letteralmente — una «bella lezione». Tre imitazioni caricaturali (che, ripensandoci oggi, erano un dolcissimo e struggente riconoscimento della loro autorevolezza) provate e riprovate a casa e durante la ricreazione. Il risultato, alla fine, fu un successo e le prime a chiedere il bis furono proprio loro: i nostri …

"Una legge anti-cemento per salvare i contadini", di Carlo Petrini

Ieri il ministro delle Politiche agricole e forestali, Mario Catania, ha convocato a Roma una conferenza intitolata “Costruire il futuro: difendere l’agricoltura dalla cementificazione”. Un evento piccolo, ma a suo modo storico, perché in Italia è finalmente caduto un pesante velo istituzionale. Per la prima volta un ministero riconosce apertamente che il consumo di suolo è un problema grave e quindi una priorità. È Stato presentato un rapporto ufficiale con statistiche eloquenti e, un po’ a sorpresa, un disegno di legge «in materia di valorizzazione delle aree agricole e di contenimento del consumo di suolo» che, tra le altre cose, propone con grande coraggio l’abolizione dell’uso da parte dei Comuni degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente. Il suolo è un bene comune. Una volta cementificato perde fertilità in maniera irreversibile, smette per sempre di produrre cibo, bellezza, cultura. Tre elementi che sono le nostre migliori ricchezze, che continuiamo a sperperare senza ritegno. A tal proposito, sia sufficiente una citazione attribuita all’economista John K. Galbraith: «Penso alla vostra patria, alla bellezza del suo paesaggio, …

"Ma i sacrifici non sono stati inutili" , di Stefano Lepri

Guardando solo un numero, quello spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi che ormai tutti conoscono, siamo tornati ai livelli che fecero cadere il governo Berlusconi, nel novembre 2011. Inutili allora tutti i sacrifici che il governo Monti ci sta facendo fare, andare in pensione più tardi, pagare l’Imu, i prezzi cresciuti a causa della maggiore aliquota Iva, i tagli alle spese che si sentiranno via via? No. E’ una crisi dell’Europa questa – il timore che l’euro si spacchi – nel contesto di una economia mondiale ovunque peggio messa rispetto all’anno scorso, con gli Stati Uniti che stentano a ripartire, la Cina, l’India e il Brasile che rallentano. A dircelo sono sempre i numeri, se li guardiamo bene, se ne guardiamo più di uno. Non è tornato alla stessa vetta del novembre 2011 il tasso di interesse che il Tesoro italiano paga: resta ancora di circa un punto sotto il massimo raggiunto allora. La differenza sta nel rendimento dei titoli tedeschi, i Bund , scesi a un livello bassissimo, innaturale. I capitali internazionali …

"Noi, appesi come foglie d'autunno", di Barbara Spinelli

Nessuno di noi sa quel che voglia in concreto il governo tedesco: se vuol salvare l’euro sta sbagliando tutto. Se gioca allo sfascio ci sta mettendo troppo tempo. Nessuno sa come intenda procedere la Banca centrale europea. Draghi ha detto a Le Monde che l’euro è irreversibile che la Bce «è molto aperta e non ha tabù». Ha detto perfino che «non siamo in recessione». Ma venerdì scorso ha deciso che non accetterà più titoli di stato greci in garanzia, dando il via alle danze macabre attorno a Atene e votandola all’espulsione. Decisione singolare, perché qualche giorno prima Jörg Asmussen, socialdemocratico tedesco del direttorio Bce, aveva detto alla rivista Stern che bisogna «aver rispetto per gli sforzi greci». Una contrazione di 5 punti di pil sarebbe tremenda per chiunque, Germania compresa: «Dovremmo almeno dire a Atene: ben fatto, buon inizio». La maggioranza nella Bce non sembra d’accordo: smentendo che siamo in recessione, si allinea non tanto alla Merkel ma all’ala più dura del suo governo. Nessuno sa infine a che siano serviti 19 vertici di …