Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Le due sponde del Reno", di Bernardo Valli

I berlinesi dovrebbero imparare dagli assai più furbi cugini viennesi che sono riusciti a spacciare Beethoven per austriaco e Hitler per tedesco. Loro sono un po’ imbranati. In un tempo remoto li chiamavamo (che vergogna!) crucchi. Un’espressione sfrattata dai vocabolari e dai cervelli. Ma che si ripresenta nei cuori presi da irragionevoli, momentanee collere. Nell’Europa senza quasi più frontiere, su un piano più modesto ma ben più attuale, Berlino non ce la fa. È impacciata, è troppo brusca, non riesce a correggere l’immagine di Angela Merkel presentata come una massaia spilorcia, pronta a lesinare su tutto, e riluttante a spartire la crisi dell’euro con i mediterranei in difficoltà, ritenendoli inaffidabili perché spendaccioni. Se il comportamento dei tedeschi, arroccati in un’arroganza che è spesso scarsa capacità di comunicare, risveglia, sia pure in una versione annacquata, fantasmi ormai ridicoli; il risentimento di molti europei nei confronti della Germania, dilatato dalle passioni e dai timori accesi dalla crisi, non è solo in larga parte ingiustificato ma anche per tanti aspetti ridicolo. Se si valutano con obiettività i motivi …

"Perché l’emergenza porta alla rimozione", di Mauro Magatti

Di fronte ad un terremoto che non passa e all’impotenza che suscita una terra improvvisamente diventata inabitabile, è lecito porsi la domanda: quanto a lungo può durare lo stato di emergenza? Quanto a lungo si può contare sull’emozione suscitata da un disastro naturale che ci colpisce o da un problema sociale che ci affligge? Con il loro modello individualistico e tecnocratico, le democrazie avanzate sono bene equipaggiate per gestire l’emergenza. La macchina dei soccorsi ci rassicura sul fatto che nessuno, di fronte ad un disastro, è lasciato solo. Più difficile è la gestione di un problema che oltrepassa i limiti, assai ristretti, della notiziabilità. Nel giro di qualche giorno da quando “perde” la prima pagina, qualunque tragedia pare destinata a venire riassorbita nel retroscena oscuro dell’indifferenza. A quel punto, già “digerita” dall’opinione pubblica, insorgono mille difficoltà: i fondi stanziati vengono tagliati, la prevenzione rinviata, gli interventi di contrasto sospesi. La difficoltà nasce dal fatto che la durata di un problema – per non parlare della sua cronicità – contraddice la velocità, l’istantaneità, l’emotività di cui …

"Presentazione dell'indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia", di Manuela Ghizzoni

Prima di tratteggiare alcuni aspetti dell’indagine conoscitiva che mi sono parsi particolarmente significativi, desidero ringraziare il Presidente della Camera, il Ministro Profumo, i colleghi parlamentari e tutti gli illustri ospiti intervenuti a questa presentazione pubblica dell’indagine conoscitiva sullo stato della ricerca in Italia condotta dalla VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. Desidero altresì riconoscere all’on. Antonio Palmieri e all’on. Luigi Nicolais di avere promosso l’indagine conoscitiva e di averla seguita con passione durante tutto il lungo iter. A Luigi Nicolais – credo di interpretare il sentimento di tutti i colleghi – indirizzo un particolare saluto, poiché egli ritorna alla Camera in qualità di presidente del massimo ente pubblico nazionale di ricerca Un ringraziamento va alla collega on. Valentina Aprea, sotto la cui presidenza di Commissione si è svolta l’indagine conoscitiva e che, impossibilitata a partecipare, mi ha pregato di rivolgere a tutti i presenti un saluto di amicizia. A nome della Commissione VII la nostra gratitudine va poi a tutti coloro che hanno accettato di essere auditi, partecipando con estrema professionalità …

Sisma: Ghizzoni (PD), il decreto sarà modificato in Commissione Cultura

È necessario apportare alcune significative integrazioni al decreto varato dal Governo, che, seppur contenente primi segnali importanti, ad oltre un mese da terremoto, deve essere potenziato per rispondere più efficacemente alle esigenze della popolazione e del territorio. – lo ha detto Manuela Ghizzoni, Presidente della Commissione Cultura alla Camera, presentando la relazione al decreto del Governo per il terremoto del 20 e 29 maggio scorso – In particolare, per il recupero dei Beni Culturali, occorre definire un coordinamento ed una gestione precisa dell’evento sismico, in modo che i soggetti competenti possano assumere decisioni rapide e condivise. In questo ambito, affinché gli interventi urgenti siano efficaci – ha spiegato Manuela Ghizzoni – è necessario stabilire un minimo di coerenza tra la programmazione e le effettive disponibilità finanziarie. A tal proposito occorre disporre una specifica dotazione di spesa per la prima messa in sicurezza da mettere in capo alle direzioni regionali per i beni culturali, riconoscere il compenso per le prestazioni straordinarie del personale e prevedere l’assunzione di nuovo personale specializzato per potenziare l’organico delle strutture presenti …

Caos università «Il decreto è illegittimo», di Mariagrazia Gerina

È come in un romanzo di Kafka: le regole a cui ti saresti dovuto attenere ancora non c’erano, ma tu dovevi rispettarle lo stesso. Migliaia di giovani ricercatori che, nonostante tutto, ancora ambiscono a diventare professori universitari, leggono e rileggono i criteri in base ai quali saranno valutati per prendere l’abilitazione e non possono fare a meno di sentirsi tanti piccoli Josef K. Nel decreto emanato dal Miur lo scorso 7 giugno, allegato B, c’è scritto infatti che, almeno per quanti stanno tentando la carriera universitaria nelle discipline umanistiche, la valutazione dipenderà dal numero di articoli pubblicati negli ultimi dieci anni in «riviste appartenenti alla classe A». Peccato che i candidati non potevano sapere prima quali riviste sarebbero state inserite in futuro nella «classe A». A dividere le riviste in classi «A, B e C» spiega infatti il decreto è l’Anvur, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario. Un lavoro di classificazione fatto ex post che avrà effetti retroattivi sulla carriera dei candidati. «Tale disciplina appare lesiva dei principi di eguaglianza e ragionevolezza», annota la associazione …

Il Papa: “Vigilerò sulla ricostruzione”, di Giacomo Galeazzi

In preghiera davanti alla chiesa dove ha perso la vita don Ivan, a colloquio , le istituzioni civili e religiose e la gente emiliana, Benedetto XVI ha ringraziato i volontari e invitato il governo ad un intervento come il “buon samaritano”. «Fin dai primi giorni sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e con l’interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura» ho sentito «più forte il bisogno di venire personalmente in mezzo a voi». L’ha detto il Papa a Rovereto di Novi da dove ha «abbracciato idealmente» i colpiti dal sisma. Benedetto XVI assicura all’Emilia, colpita ma non piegata che d’ora in poi vigilerà lui sulla ricostruzione. Gli sfollati non saranno dimenticati, il loro “patrono” sarà don Ivan Martini, il sacerdote morto sotto le macerie nella chiesa di Santa Caterina. Proprio qui Benedetto XVI si è raccolto in preghiera e l’ha proclamato luogo simbolo per unire nel ricordo del sacerdote tutte le vittime del terremoto e tutti quelli che ne stanno soffrendo le conseguenze. Il Papa ha incontrato …

Franceschini: “Il Paese chiamato a scelte difficili alleanza necessaria dall’Udc a Vendola”, di Alessandra Longo

Onorevole Franceschini, da oggi c’è un elemento in più di chiarezza nello scenario politico. Si va verso un asse tra progressisti e moderati. Casini si è impegnato. «E’ da molto tempo che lavoriamo a questa prospettiva. Dopo le politiche del 2013, l’Italia si ritroverà all’inizio di un difficile percorso di ricostruzione, sto parlando di problemi finanziari, sociali. Per questo serve una legislatura di scelte vere, di riforme strutturali. Serve un consenso sociale il più largo possibile, serve avere dietro sindacati e imprenditori, laici e cattolici, pensionati e giovani delle partite Iva. Ci sono ragioni numeriche e politiche che spingono il Pd ad un’alleanza tra progressisti e moderati ». Nel primo caso è chiaro: volete vincere e avere i numeri per governare. «Sì non si può vivere nell’incertezza dei due o tre voti di margine. Servono numeri ampi in tutti e due i rami del Parlamento. Ma sono le ragioni politiche di fondo che spingono verso quest’alleanza». Nel senso? «Con le scelte difficili che il Paese sarà chiamato a fare, c’è bisogno di una maggioranza che …