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Province: abbiamo le nostre proposte di riforma e riduzione. No a demagogia

Il PD si astiene sull’abolizione delle province che non prevedeva una soluzione a norma approvata. I commenti di Bersani, Franceschini,
La Camera ha respinto la legge proposta dall’IDV per abolire le province. Il PD si è astenuto. E’ stato respinto innanzitutto il mantenimento del primo articolo del testo, quello che cancellava le parole «le province» dal Titolo V della Costituzione (225 i voti contrari, 83 quelli a favore, 240 gli astenuti). Poi, è stata bocciata l’intera proposta di legge.

Il segretario del PD, Pier Luigi Bersani, ai giornalisti che gli chiedono di commentare il voto precisa: “Sul tema delle province noi abbiamo una nostra proposta e non ci vengano a fare tirate demagogiche. Il nostro testo prevede certi meccanismi per ridurre e accorpare le province perché bisogna anche dire come si fa. Le province gestiscono diverse cose, per esempio i permessi urbanistici, se tornano alle Regioni poi ci sarà una caterva di lamentele per le lungaggini”.

Perché il PD si è astenuto.
L’astensione è stata dovuta al fatto che il testo all’esame della Camera “propone semplicemente la soppressione della parola province e non dice nulla sul dopo”, come ha spiegato il capogruppo Pd alla Camera, Dario Franceschini. “Siamo anche disposti, nell’ambito di un confronto parlamentare, a discutere della vera e propria soppressione delle province ma nell’ambito di un disegno che ridistribuisca le competenze” e spieghi i risparmi ed i costi, ha aggiunto ed ha sottolineato: “resta il tema del trasferimento delle competenze che è doveroso indicare”, dicendo “a chi vanno con quali costi”. Quindi ha proseguito: “Teniamo aperta la possibilitá di una riforma. Un voto contrario suonerebbe preclusivo della volontá di fare riforme, ed è l’atteggiamento di questa maggioranza”, ha aggiunto ed ha annunciato “ritiriamo l’emendamento soppressivo” del primo articolo della proposta e “ci asterremo su quello dell’Idv”.

Da Davide Zoggia, responsabile Enti Locali del PD arriva lo stop alla faciloneria dei titoloni di giornale: ““Noi siamo contrari a misure demagogiche e raffazzonate che rischiano di produrre più danni che benefici. Siamo convinti che l’architettura istituzionale del paese debba essere rivista e in tale riassetto crediamo che si debba riconsiderare ruolo, funzioni e numero delle province. Parlare di una generale quanto generica abolizione, come fa l’on. Di Pietro, va bene per conquistarsi un titolo di giornale ma non per affrontare una questione complessa che riguarda funzioni, poteri, competenze in coordinamento con le regioni e i comuni. Di Pietro, piuttosto, cerchi di dare il suo contributo e la sua collaborazione per una riforma organica che parta dai rami alti e discenda sui territori, come il Pd si sta impegnando a fare”.

Marco Laudonio

www.partitodemocratico.it

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“Il Pd si astiene e le province restano. Bersani contro i referendari, Bindi no”, di Mario Lavia

Non basta togliere «la parolina » “province” dalla carta costituzionale, serve un riordino complessivo: Dario Franceschini ieri ha dato “la linea” alla assemblea del gruppo dei deputati Pd (più di 3 ore). E però nella riunione prima Veltroni, poi la Bindi e altri hanno fatto presente che votando contro l’abolizione delle province si sarebbe dato «un segnale sbagliato ». Alla fine la classica mediazione: sulla proposta di Idv- (appoggiata da Udc e Fli) di cancellare le province il Pd si è astenuto.
C’è chi ha fatto due calcoli: se il Pd avesse votato a favore della proposta di Di Pietro la maggioranza sarebbe stata battuta, stante i dissensi nel Pdl. E sempre sulle riforme istituzionali restano le polemiche interne sui referendum sulla legge elettorale che Bersani non riesce a placare. Insomma, sul grande capitolo degli interventi di riforma delle istituzioni nel Pd continuano ad emergere due linee diverse. Province e legge elettorale sono evidentemente questioni ben distinte ma in entrambi i casi emerge tutta la difficoltà di questo partito non solo di parlare con una voce sola ma persino di tenere una linea chiara e maggioritaria.
C’è da dire che su tutte e due le questioni ci si mettono anche forze esterne ad alimentare una certa confusione. Per esempio, ha avuto buon gioco sostenere, come ha fatto Franceschini, che la cancellazione sic et simpliciter delle province – di tutte le province – al di fuori di un intervento organico che, per dirne una, connetta la loro abolizione alla creazione delle città metropolitane, non va bene. Mentre la proposta di Idv invece è parsa più una bandiera, un’idea-manifesto, che non un serio tentativo riformatore per il quale – come ha detto il capogruppo in aula – «siamo disponibili da domani mattina». Così come ha un senso porre la delicatissima questione dei costi con una domanda semplice: «Quanto costerebbe ricollocare tutti i dipendenti delle province una volta cancellate?».
Di Pietro su questo non risponde.
Ma nella riunione dei deputati dem non solo Veltroni, ma anche Rosy Bindi, Gianni Cuperlo e diversi altri hanno fatto un ragionamento diverso: «Soprattutto in questo momento – ha detto Veltroni – non possiamo dare l’impressione di essere conservatori».
L’astensione finale (dopo un ragionamento di Michele Ventura) ha preservato l’unità del gruppo ma di certo non ha convinto Di Pietro, lesto nel criticare i dem («Tradimento!»), e Casini. «Avremmo battuto la maggioranza – dice un big a cui non è piaciuto il film di ieri – soprattutto la Lega, che difende le province alla morte, sarebbe entrata in fibrillazione».
Ma questo è niente di fronte alla spaccatura che si profila sul referendum sulla legge elettorale. Le parole di Bersani («Mi stupirei se dirigenti del Pd promuovessero dei referendum elettorali») hanno gettato benzina sul fuoco, forse anche contro la sua volontà. Peraltro si tratta di una frase antitetica – come diremo – a quella della Bindi. È apparsa come una sconfessione preventiva di Castagnetti, Parisi, Veltroni, Gentiloni, Ceccanti e gli altri che intendono promuovere un referendum per resuscitare il Mattarellum soprattutto per contrastare l’altro referendum già in campo, quello promosso da Passigli (sostenuto dalla Cgil e in ambienti vicini a D’Alema), il cui effetto sarebbe il ritorno al proporzionale.
Stamattina alle 8 gli esponenti prima citati si riuniscono per una valutazione della situazione. Potrebbe essere dato il via libera definitivo alla scelta di raccogliere le firme.
Le novità politiche sono due. L’esplicito appoggio di Rosy Bindi, che Europa aveva annunciato giorni fa, che ieri sera al Tg3 ha spiegato che «nella prevedibile difficoltà di modificare la legge elettorale in parlamento, si guarda con attenzione alle iniziative referendarie ». Ma non certo a quella di Passigli che «di fatto reintroduce un sistema proporzionale che finirebbe per espropriare i cittadini della scelta della coalizione di governo restituendo mani libere ai partiti». Meglio il Mattarellum: «Ovviamente non farò parte di alcun comitato referendario, su questo punto la penso come Bersani: va salvaguardata l’autonomia della società civile e quella dei partiti. Ma mi esprimerò chiaramente a favore di quelle iniziative tese a rafforzare la sovranità dei cittadini ed evitare la beffa di un inaccettabile ritorno al passato». Così la Bindi.
In realtà, nel merito, Bersani non la pensa in modo molto diverso. Non ha intenzione, il segretario, di dare un calcio al bipolarismo e di mettere il suo partito nel bussolotto delle trattative fra i partiti dopo il voto, come sa che anche la sua premiership verrebbe messa in forse. Anche per questo i sostenitori del Mattarellum, che incontrando il segretario la settimana scorsa avevano ricavato l’impressione che egli volesse adoperarsi per “depotenziare” il referendum-Passigli, vogliono vederci chiaro. Senza abbandonare l’idea che Bersani lavori per una sorta di “disarmo bilanciato” allo scopo di favorire una soluzione parlamentare del dossier elettorale. Dunque nel Pd resta il solo D’Alema veramente favorevole al referendum- Passigli, mentre è ancora poco chiaro perché la Camusso voglia mettere a disposizione dei proporzionalisti la forza organizzativa della Cgil.
L’altra novità potrebbe venire da Antonio Di Pietro, l’unico leader delle opposizioni (a parte ovviamente i radicali) contrario al ritorno al sistema proporzionale, agognato invece da Casini, Vendola e Ferrero, mentre Gianfranco Fini non si è ancora pronunciato.
Tonino potrebbe formire ai “mattarellisti” un importante sostegno organizzativo, assolutamente prezioso per raccogliere 500mila firme entro il 30 settembre.

da Europa Quotidiano 06.07.11

Accademie di Belle Arti in rivolta «Da decenni senza pari dignità», di Luca Del Frà

Da sette giorni gli studenti e i professori delle Accademie di Belle Arti sono in sciopero della fame per l’equiparazione del titolo di studio alla laurea universitaria. Una richiesta che va avanti da anni, mai soddisfatta. Sono sette giorni che un folto gruppo di studenti e professori delle Accademie di Belle Arti (Aba) stanno facendo lo sciopero della fame. Il motivo è l’ennesimo episodio di italico lassismo politico che lascia l’Alta Formazione Artistica e Musicale in un limbo, e mentre il mondo della cultura comincia a stringersi intorno agli scioperanti, in Parlamento pende un disegno di legge, il 1693 – primo firmatario Asciutti– che renderebbe le cose ancora più confuse e problematiche. Risale addirittura a 21 anni fa la prima proposta di equiparare le Aba alle università come nel resto d’Europa – tra i firmatari Giulio Carlo Argan–, ma è solo nel 2000 che arriva un primo passo con una legge che ricomprendeva anche le altre Accademie e i Conservatori. Confuso e poco realistico, per diventare operativo quel provvedimentorimandava a una serie di decreti attuativi, naufragati in una opaca palude burocratica, funzionale a bloccare quella riforma per la mancanza di investimenti da parte dello Stato, visti i reiterati tagli economici, soprattutto dei governi di centrodestra, al settore della scuola e dell’università.
Dopo 11 anni, stanchi di questo gioco al massacro, un gruppo di studenti e professori dell’Aba hanno iniziato uno sciopero della fame, proponendo un manifesto in cui chiedono una reale equiparazione alle università, vuoi del titolo di studio, vuoi nei percorsi formativi – con la creazione anche dei dottorati e dei ricercatori –, vuoi nell’accesso ai fondi dei Programmidi ricerca nazionali. Chiedono poi di uscire dall’Alta Formazione artistica e musicale, comparto creato dalla legge del 2000 che vede le poche Accademie schiacciate tra una moltitudine di Conservatori, settore fortemente corporativo.
Il manifesto delle Aba parla di equiparazione all’università, mentre il disegno di legge presentato dal solito onorevole Asciutti (ex An, ora
Pdl, noto per i suoi devastanti decreti in tema di spettacolo dal vivo)
parla invece di equipollenza. Vale a dire che un titolo di studio in clarinetto o in belle arti equivarrebbe in tutto e per tutto, anche
per i concorsi, a una laurea in diritto canonico e, paradossalmente, viceversa: quindi tutti clarinettisti a insegnare legge e tutti legulei nelle cattedre di clarinetto o nelle orchestre. Studenti e professori delle Aba hanno più d’un motivo di preoccupazione e per loro arriva
la solidarietà del mondo della cultura: Giovanni Albanese che ha voluto proiettare per loro il suo ultimo film Senza arte ne parte, Myriam Laplante, Gianni Piacentini, Ciriaco Campus e altri.

L’Unità 05.07.11

"La notte bianca di Internet per difendere la libertà", di Stefano Rodotà

Il tema della libertà in Rete attraversa il mondo, mobilita ovunque il popolo di Internet e oggi troverà una sua particolare manifestazione a Roma con una “notte bianca” per protestare contro un provvedimento dell´Autorità per la garanzia nelle comunicazioni in materia di diritto d´autore.
Provvedimento che potrebbe essere approvato domani. Il punto chiave della delibera riguarda il potere che l´Agicom assumerebbe di oscurare, anche in via cautelare, con un semplice procedimento amministrativo e senza le necessarie garanzie, l´accesso a siti e servizi web per presunte violazioni del diritto d´autore.
Bisogna dire subito che il modello tradizionale del diritto d´autore sta strettissimo alla rete, ne ignora le caratteristiche. Un legislatore consapevole dovrebbe in primo luogo prendere atto di questo dato di realtà, partire dalla premessa che la Rete è un luogo di condivisione del sapere, che il diritto di manifestazione del pensiero ha trovato strade nuove, sì che provvedimenti puramente repressivi legati ai vecchi schemi concretamente possono diventare uno strumento che, con il pretesto della tutela del diritto d´autore, introducono una nuova e inammissibile forma di censura.
Non si nega la necessità di dare tutele alla creazione artistica, di perseguire i comportamenti illegali. Ma non si può entrare nel futuro con la testa rivolta al passato. Abbarbicati a un modello di diritto d´autore di cui pure i liberisti contestano ormai l´efficienza, non vogliamo renderci conto che oggi il vero tema è quello che Lawrence Lessig ha chiamato “il futuro delle idee” nel tempo di Internet, legato alla diffusione delle tecnologie digitali, alla generalizzazione delle pratiche di condivisione del sapere, alle nuove modalità di creazione rese possibili dalla Rete. E ricordiamo pure che due anni fa il premio Nobel per l´economia è stato attribuito a Elinor Ostrom proprio per i suoi studi sulla conoscenza come bene comune, e che qualche settimana fa all´Onu è stato presentato un documento che definisce l´accesso a Internet come un diritto fondamentale d´ogni persona.
Da qui bisogna partire, come fa, ad esempio, il “programme numérique” appena presentato dal Partito socialista francese, che indica come obiettivi l´abrogazione della legge Hadopi (che ha finalità censorie analoghe a quelle della delibera dell´Agicom), la fine della “guerra alla condivisione” dei contenuti presenti su Internet, l´accettazione dello scambio dei beni culturali al di fuori del mercato, nuove forme di gestione dei diritti degli autori. Si condividano o no questi obiettivi, e le specificazioni che li accompagnano, è comunque evidente che si impone un cambiamento di registro per affrontare il tema della conoscenza in Rete, partendo proprio dalla premessa che siamo di fronte alla necessità di inventare nuove forme giuridiche, come già sta avvenendo, ad esempio attraverso la possibilità dell´autore di gestire la propria opera con la tecnica dei “creative commons” (cinque milioni di casi anche in Italia).
L´Agicom deve prendere atto di tutto questo, rinunciando alla frettolosa approvazione di regole censorie e aprendo una vera consultazione in materia. Ma il punto centrale di una vera riflessione collettiva deve essere un altro e partire da un interrogativo molto semplice. Si può ammettere che in una materia cruciale per l´assetto delle libertà e dei diritti, per lo sviluppo complessivo e le dinamiche della società, le regole vengano da una autorità indipendente? Questo è materia di stretta competenza del Parlamento, che non può sfuggire ad una responsabilità davvero di natura costituzionale. Inammissibile, comunque, è la pretesa di imporre sanzioni con un semplice provvedimento amministrativo quando sono in questione diritti fondamentali, cancellando una competenza propria della magistratura, come prevede la Costituzione e come ha ricordato in Francia il Conseil constitutionnel, dichiarando illegittima una norma che affidava ad una autorità amministrativa, e non ai giudici, la competenza in materia.
Non possiamo dire che la libertà in Rete è un bene prezioso, con una scappellata alle primavere arabe, e poi accettare spensieratamente logiche che possono ridurre al silenzio chi si esprime su Internet.

La Repubblica 05.07.11

"Le larghe faglie del Governo e il poco appeal dell'opposizione", di Piero Ignazi

L’affaire P4, la delusione per una manovra economica timida e troppo dilazionata nel tempo, i rifiuti di Napoli che sono sempre lì e che erano scomparsi solo per il tempo necessario per celebrare le doti taumaturgiche del Cavaliere, la tensione continua con la Lega, e la pessima immagine di Silvio Berlusconi presso i più prestigiosi media internazionali non sono che alcune delle faglie di un Governo in affanno.

Non per nulla i sondaggi mostrano che il gradimento del Governo e del presidente del Consiglio è sceso ai minimi storici.
Per rimontare la china ora il Popolo della libertà confida nella nomina
del pur volenteroso Angelino Alfano a “segretario” del partito (una carica istituita ad hoc: dopo le leggi ad personam, arrivano anche le cariche ad personam…). Ma un partito che si identifica in tutto e per tutto con il suo fondatore è destinato a seguirne le sorti, e ben poco possono fare i delfini. Anche l’assenza glaciale di un qualsivoglia dibattito interno nonostante il proliferare di correnti e fondazioni, di abboccamenti e congiure, indica che il Pdl non ha (ancora?) messo in campo risorse per invertire la rotta.
Nonostante tutto ciò il Popolo della libertà e il Governo possono continuare a galleggiare. Anche se dal loro interno non scaturiscono energie sufficienti per arrestare il declino, la loro salvezza viene dall’esterno, e cioè dalla pochezza degli avversari.

Infatti non va dimenticato che l’Esecutivo continua a mantenere una invidiabile tenuta nei vari passaggi parlamentari. Sia Pdl e Lega che il gruppo dei Responsabili non mostrano sbandamenti. Salvo qualche
fisiologico incidente di percorso la maggioranza tiene. Il Carroccio continua a sbuffare e a minacciare rotture, ma più passa il tempo meno diventa credibile. Del resto, come ha detto con la consueta crudezza Umberto Bossi, per la Lega non ci sono alternative all’alleanza con Berlusconi, visto che il rischio è di diventare irrilevanti e tornare al 3 per cento.
Tuttavia la resistenza del Governo di centro-destra è anche merito della opacità del centro-sinistra. Il Partito democratico ha recuperato molti consensi in questa fase grazie soprattutto alla solidità e alla affabilità del proprio leader. Pierluigi Bersani non si è mai fatto “smontare” da quell’aria di sufficienza con cui veniva trattato da alcuni maîtres à penser della sinistra, né dalla guerriglia interna di ex dirigenti in cerca di riemersione e disfattisti cronici. E nemmeno ha preso troppo sul serio il “giochino mediatico” di contrapporgli come potenziali leader del centro-sinistra esponenti di partiti che non pesano nemmeno un quarto del Pd.

Con una buona dose di tenacia e bonomia emiliana Bersani, ha proiettato l’immagine di partito finalmente ricompattato dietro la sua leadership e, soprattutto, rimotivato. Tutto bene per l’opposizione allora? No, e sono ancora i sondaggi di lungo periodo che indicano il punto debole del Pd e del centro-sinistra. Il dato più emblematico riguarda la scarsa fiducia che i cittadini ripongono nell’opposizione: di fronte a un Governo in apnea, il centro-sinistra viene considerato ancora meno capace di affrontare e risolvere i problemi del Paese. Il Pd e i suoi alleati sono circondati da un alone di perplessità; sono lasciati in un limbo, in attesa che si concretizzi una proposta credibile e appealing.

È solo grazie a questa astenia progettuale che la maggioranza tiene. Se l’opposizione mettesse in campo iniziative di grande respiro, e allo stesso tempo realistiche, probabilmente il Governo avrebbe i giorni contati. Ma per ora può veleggiare tranquillo sull’inerzia degli avversari.

Il Sole 24 Ore 05.07.11

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“A sinistra di Bersani la cultura di governo è ancora troppo carente”, di Stefano Folli

Sui gravi incidenti in Val di Susa nessuno può accusare Bersani d’essere ambiguo. Il segretario del Partito Democratico ha condannato con durezza gli atti di violenza: chi li provoca e chi li compie, «ma anche chi in qualche modo volesse giustificarli». Parole ineccepibili. Eppure l’impressione è che la drammatica domenica tra le montagne piemontesi abbia assestato un colpo al centrosinistra.

Ne ha messo a nudo una volta di più le contraddizioni di fondo. Quelle contraddizioni che lo rendono fragile, nonostante il vento nuovo delle amministrative, del referendum e tutti gli argomenti che accreditano un clima cambiato nel paese.
Non sarà un caso, del resto, se il presidente della Repubblica ha emesso domenica sera una nota che non ammette repliche. Napolitano parlava in difesa delle forze dell’ordine e della dignità delle istituzioni. Ma le sue parole sulla necessità di «isolare i violenti» erano rivolte «a tutte le componenti democratiche». Quindi, è chiaro, anche a quelle forze della sinistra che non sono state rapide come Bersani nel comprendere il serio rischio che incombe nell’aria.

In Val di Susa si erano dati convegno gli esponenti della nuova sinistra in tutte le sue espressioni. È la sinistra «contro». Contro la Tav, ma anche contro gli inceneritori, le basi americane, la Fiat di Marchionne, eccetera. Un movimento trasversale in cui c’è dentro di tutto: in prima linea nella battaglia referendaria anti-nucleare e anti-acqua e altrettanto contro le «caste politiche» romane in nome di un autonomismo territoriale molto più anarchico e radicale di quello leghista (e infatti dall’altra parte della barricata c’è un ministro dell’Interno che si chiama Maroni).
Non è strano che questo arcipelago variopinto abbia attirato black bloc, gente dei centri sociali e di quella che una volta era l’area dell’autonomia, estremisti pronti a fare della valle un piccolo Vietnam. Il problema è che i leader, o supposti tali, della sinistra «contro» sono rimasti spiazzati dalle violenze e non hanno saputo far altro che lasciarsi trascinare dagli eventi.

Il capo del Movimento Cinque Stelle, Beppe Grillo, domenica ha parlato di «dittatura» e ha paragonato i dimostranti a degli «eroi» (in seguito per fortuna ha un po’ corretto il tiro). Gli esponenti di Rifondazione e dei verdi hanno accusato il governo di aver «militarizzato» la valle. E Vendola, ossia il partner privilegiato del Pd, ha, sì, condannato gli eccessi, ma ha anche detto che non bisogna «strumentalizzare» gli eventi. Fra poco leggeremo che la responsabilità è tutta delle forze dell’ordine e di agenti provocatori desiderosi di ripetere l’esperienza di Genova 2001.
Colpisce la distanza fra queste pulsioni e l’appello accorato del capo dello Stato. È evidente che una sinistra di governo, nella seconda decade del secolo, può assumere responsabilità istituzionali solo se s’identifica nei presupposti indicati da Napolitano. Ammiccando agli estremisti, o peggio non rendendosi conto dei pericoli, è difficle immaginare che il nuovo Ulivo faccia molta strada. O non vince le elezioni o, se le vince, non riesce a governare una società complessa. E qui Bersani avrà molto da lavorare. Vendola e Grillo sono, in forme diverse e scomode, i suoi interlocutori. Non basta compiacersi che abbiano preso le distanze dai violenti (con notevole ritardo). È necessario che contribuiscano a loro modo a una cultura di governo. E sotto questo profilo siamo in alto mare.

Il Sole 24 Ore 05.07.11

Ultima spiaggia (Newsletter n° 6 – giugno 2011)

La newsletter estiva risente del torrido clima politico che la vicenda della cosiddetta P4 ha contribuito ad accentuare. D’altra parte, anche gli ultimi passaggi parlamentari hanno evidenziato come l’esecutivo Berlusconi si limiti a galleggiare e di fatto non governi più il Paese, danneggiando ulteriormente l’Italia, il cui popolo reclama una svolta della rotta politica. La maggioranza solo numerica affonda di fronte alle esigenze degli italiani, come dimostra la recente votazione dell’articolo 1 della legge Comunitaria, bocciato in modo clamoroso alla Camera, salvo poi riemergere dai bassifondi della politica per i voti di fiducia, rilevando come l’unico collante dei parlamentari della maggioranza sia l’esigenza di evitare il voto, visto come una minaccia per deputati attaccati alla poltrona come le ostriche allo scoglio di Verga. Il risultato di tutto ciò è un Governo che potremmo definire balneare, che richiama le esperienze della Prima Repubblica (per la verità, speravamo di essercela lasciata alle spalle…), con un’aggravante non di poco conto: quei governi balneari, almeno, avevano il compito di traghettare il Paese verso una nuova soluzione politica o verso le elezioni, mentre l’attuale governo berlusconiano non fa altro che trascinarci alla deriva, approvando provvedimenti sbagliati, iniqui e miopi – come l’ultima manovra finanziaria, che prosegue nella scellerata azione di tagli al welfare e di attacco alla scuola, dimenticandosi del lavoro e della crescita – che si scaricheranno sulla prossima maggioranza politica e soprattutto sul futuro dei nostri giovani. Rischiamo così di affondare come il Titanic, mentre l’orchestra continua a suonare e Berlusconi a cantare… Lo ascolterà ancora qualcuno?

 

Manuela Ghizzoni

 

Interrogazioni presentate nel mese di giugno

Sulla riduzione degli organici del personale docente, per l’a.s. 2011/12, del centro territoriale permanente e della scuola presso la casa circondariale Sant’Anna, Atto n. 5-05000 del 28 giugno 2011

Sul conferimento di incarichi di docenza universitaria in base all’articolo 1, comma 10, della legge n. 230 del 2005, abrogato dalla legge 240/2010, Atto n. 5-04946 del 22 giugno 2011

Sulla difformità di retribuzione aggiuntiva ai ricercatori di ruolo affidatari di moduli o corsi, Atto n. 5-04944 del 22 giugno 2011

Sulla mancata assunzione dei vincitori di concorso negli Atenei, Atto n. 5-04943 del 22 giugno 2011

Sulla mancata emanazione dello schema-tipo di convenzioni al quale devono attenersi le università e le regioni per regolare i rapporti in materia di attività sanitarie svolte per conto del Servizio sanitario nazionale, come previsto dalla legge 240/2010, Atto n. 5-04835 del 31 maggio 2011

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

Tremonti dalla finanza creativa a quella “in eredità”: la manovra da 47 miliardi per il Governo che verrà

Rispunta il taglia-bollette Nel governo è polemica”, di Roberto Giovannini

Sorpresa, l’Italia taglierà drasticamente gli incentivi per le fonti energetiche rinnovabili allo scopo di dare una limatina (la riduzione effettiva sarà solo del 3%) al costo della bolletta elettrica per i cittadini. […]

La Stampa, 04.07.11

 

“Patrimoniale capovolta”, di Nicola Cacace

L’Italia non cresce per tanti fattori e il primo è la diseguale distribuzione del reddito: troppa distanza tra alti e bassi redditi, tra precarietà giovanile e privilegi di molte caste a cominciare da quella politica. […]

L’Unità, 03.07.11

 

“80 miliardi di rigore senza crescita”, di Eugenio Scalfari

È sbagliato sostenere che Tremonti abbia ceduto alle pressioni congiunte di Berlusconi e di Bossi rinviando il grosso della manovra (40 miliardi) al biennio 2013-14. […]

La Repubblica, 03.07.11

 

«È la solita storia: si usa la previdenza solo per fare cassa», intervista a Cesare Damiano di Bianca Di Giovanni

L’ex ministro difende le misure volute da Prodi: «Noi toccammo gli assegni più ricchi per dare la quattordicesima ai più poveri e aiuti ai precari». Niente di più falso. […]

L’Unità, 03.07.11

 

“Le novità (e i tagli) che Tremonti ha nascosto”, di Sergio Rizzo

Diciamolo subito: in un Paese che si appresta a tirare di nuovo la cinghia i tagli agli scandalosi costi della politica dovevano scattare ieri. […]

Il Corriere della Sera, 02.07.11

 

Manovra. Una bomba ad orologeria

Bersani: “Una manovra finanziaria depressiva e di tagli che abbassa la crescita. Le misure del governo lasciano l’Italia con il cappio al collo”. […]

www.partitodemocratico.it, 01.07.11

 

“La rotta del Titanic”, di Vincenzo Visco

Quando nel 2002 il governo di centrosinistra fu sostituito dal governo Berlusconi, l’eredità ricevuta da quest’ultimo era tutt’altro che trascurabile: nel 2000 infatti il Pil era cresciuto del 3,6% (!), il surplus primario era pari al 5-6% del Pil, la bilancia dei pagamenti era in equilibrio, l’occupazione in salita, le tasse in via di diminuzione. […]

L’Unità, 01.07.11

 

“Tagli alla politica solo nella prossima legislatura”, di Alberto Custodero

Non puoi chiedere se non dai, non puoi ridurre se non autoriduci». È questa la filosofia che ispira i tagli ai costi della politica, che però partiranno solo dalla prossima legislatura, presentati ieri da Giulio Tremonti, ministro dell´Economia, e dal premier Berlusconi. […]

La Repubblica, 01.07.11

 

“Bersani: ci fanno un regalino da 40 miliardi. Il segretario del Pd: se vinciamo le elezioni dovremo far fronte agli impegni presi da loro”, di Carlo Bertini

Quattro dita della mano destra alzate, tanto per rinforzare il concetto e sul volto un sorriso beffardo per accompagnare meglio la sentenza sul retropensiero che si cela dietro una «spalmatura» così sbilanciata negli anni di questa gigantesca manovra da parte del governo […]

La Stampa, 29.06.11

 

“Tremonti nel mirino Pdl: manovra da psichiatra”

Scontro a quattro giorni dal varo del decreto da 43 miliardi mld, al Cdm di giovedì. Le bozze della manovra di Giulio Tremonti «andrebbero analizzate da uno psichiatra» e dimostrano che il ministro dell’Economia vuole solo «trovare il modo di far saltare banco e governo» […]

L’Unità, 26.06.11

 

«Con una manovra così la ripresa ce la scordiamo», intervista a Guglielmo Epifani

Povera Italia. Povera, oltre al resto, anche in senso propriamente economico, con il lavoro che non c’è, gli investimenti fermi, il prodotto interno lordo che secondo le previsioni dovrebbe salire pochissimo e che salirà ancor meno, resterà al di sotto dell’uno per cento, gradino minimo che sembra diventato insormontabile. […]

L’Unità, 26.05.11

 

“Ma quale Stato sociale. In tre anni i principali capi di spesa del welfare tagliati del 78 per cento”, di Salvatore Cannavò

“Non abbiamo messo le mani in tasca agli italiani”, ha sempre detto Silvio Berlusconi. “Non è assolutamente vero”, dice invece il “Rapporto sui diritti globali”, presentato ieri mattina dalla Cgil e redatto assieme a un nutrito gruppo di associazioni come Arci, Gruppo Abele, Legambiente, ActionAid e altre. […]

Il Fatto Quotidiano, 09.06.11

Cambia il vento

Comunitaria, governo sotto due volte. Pd: “Si prenda atto, maggioranza finita”

In prima votazione alla Camera non passa la proposta di rinvio della discussione su un articolo della legge 2010 sull’etichettatura dei prodotti alimentari. […]

www.partitodemocratico.it, 29.06.11

 

Crolla il Cavaliere cresce il movimento “invisibile”, di Ilvo Diamanti

Grande è il disordine sotto il nostro cielo. Due mesi di consultazioni – elezioni amministrative e referendum – hanno rivelato un cambiamento profondo nel clima d´opinione. […]

La Repubblica, 27.06.11

 

“Le sconfitte elettorali e la politica immobile”, di Nadia Urbaniti

Continuare come se nulla fosse successo nel frattempo, come se il crollo di fiducia nella politica della destra non ci sia stato, come se la sconfitta di Milano, che prima del 15 maggio sembrava impensabile al premier, sia stata un fatto assolutamente irrilevante. […]

La Repubblica, 26.06.11

 

“La primavera dei giovani”, di Gabriele Romagnoli

C´è qualcosa di nuovo, anzi di scontato, nella politica italiana: il fattore giovanile. Gioventù nelle campagne elettorali, gioventù al voto, gioventù nelle piazze a festeggiare i risultati. Non era sempre stata una protagonista, il motore dei cambiamenti? E dov´era finita? Prima di cercare la risposta bisogna fare una premessa. […]

La Repubblica, 14.06.11

 

Referendum, raggiunto il quorum. PD: “Questo voto è una vittoria per tutto il Paese”

“Al di là di ogni altra possibile considerazione, i referendum ci consegnano un segnale molto chiaro: i cittadini italiani hanno licenziato il governo Berlusconi”, questo il primo commento di Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. […]

www.partitodemocratico.it, 13.06.11

 

“Al voto, al voto! Prima il Sì, poi il mare”, di Nicla Vassallo, Nadia Urbinati e Francesca Rigotti 

Al voto! Al voto! Popolo tutto, cittadine e cittadini, domenica 12 e lunedì 13, esercitiamo il nostro diritto sovrano. Noi tre filosofe non andremo al mare (ricordate Bettino Craxi?) ma eserciteremo il nostro diritto di voto, riconosciutoci tardivamente ma pur sempre a nostra disposizione, ben conoscendo il privilegio di poter votare. […]

L’Unità, 11.06.11

 

Bersani: “Vogliamo essere il primo partito italiano”

Pier Luigi Bersani apre la Direzione Nazionale del PD con la relazione sul voto alle amministrative: “Mai così bene, neanche nel 2006. Governo si dimetta e si vada al voto”. […]

06.06.11

 

“La sinistra del nord”, di Gad Lerner

L´antidoto al berlusconismo non poteva che sprigionarsi dall´interno della società milanese. La nuova sinistra del Nord è nata nell´unico modo in cui poteva nascere, cioè come alternativa culturale a un sistema di potere ventennale che, proprio a Milano, appariva granitico, pur non essendolo, grazie all´organicità della sua ideologia. […]

La Repubblica, 03.06.11

Idee democratiche

“L’impegno del Pd per il federalismo: per un Paese nuovo, equo e solidale”, di Davide Zoggia

Intervento alla Conferenza “Innovare il Paese. L’Italia intera” […]

01.07.11

 

“Nasce “Tam tàm democratico” il Magazine online di cultura politica del Pd”, di M. Antonella Procopio

“Voglio presentarvi una nuova rivista del Partito democratico di approfondimento e di cultura politica che viaggerà sulla rete”, ha detto il Segretario del Pd Pier Luigi Bersani, aprendo la Conferenza stampa di lancio della rivista Tam tàm democratico. […]

www.partitodemocratico.it, 27.06.11

 

La democrazia italiana, i partiti, il PD

La relazione del segretario Pier Luigi Bersani alla Direzione nazionale […]

24.96.11

 

Riduciamo i costi della politica

Il PD presenta un ordine del giorno per l’abolizione della pensione vitalizia dei parlamentari. Bersani: “Non intendo concedere nulla all’antipolitica ma rivendico una maggiore sobrietà per la politica italiana”. […]

www.partitodemocratico.it, 23.06.11

 

Stato d’emergenza per la gestione dei rifiuti

Il PD ha presentato un disegno di legge per risolvere l’emergenza rifiuti in Campania. Bersani: “Ci prendiamo la responsabilità come partito dell’opposizione di fare quello che un Governo decente si sarebbe dovuto preoccupare di fare”. […]

22.06.11

 

Antitrust: Pd ha proposto liberalizzazioni da inizio legislatura. Eccole

Oggi l’Antitrust ha di fatto certificato che le liberalizzazioni avrebbero potuto dare una spinta diversa al nostro Paese. Le liberalizzazioni e le misure sulla concorrenza Pier Luigi Bersani le ha fatte da ministro. […]

www.partitodemocratico.it, 22.06.11

 

Franceschini, “Il PD considera la sicurezza una importante battaglia e l’ha posta tra i temi programmatici da svolgere”

“Sulle tematiche della sicurezza abbiamo bisogno di colmare un ritardo. Per troppo tempo abbiamo lasciato che la parola sicurezza non fosse in cima alle nostre priorità politiche, mentre lo era per la vita dei cittadini”. […]

www.partitodemocratico.it, 21.06.11

 

“Lavoro: la nostra quota di trasformazione del mondo”, di Pier Luigi Bersani

“Si sta muovendo un enorme energia che non chiede miracoli ma un altro stile, un altro modo, un altro civismo e moralità”. Bersani chiude la Conferenza Nazionale per il Lavoro. Abbiamo fatto un altro passo importante. […]

www.partitodemocratico.it, 19.06.11

 

“Persone, lavoro, democrazia”, di Stefano Fassina

“Noi raccogliamo la sfida dell’innovazione progressiva: valorizzare il lavoro come fonte di identità della persona e fondamento della democrazia”. […]

17.06.11

 

“Il nuovo lavoro, precario e no. Il Pd si confronta a Genova”, di Bruno Ugolini

Uno dei momenti centrali della Conferenza nazionale per il lavoro promossa dal Pd e che inizia domani a Genova sarà un’inchiesta realizzata da Swg. Il titolo è promettente «Essere operai in Italia». […]

L’Unità, 16.06.11

 

“L’etica, la politica, la persona”, di Pier Luigi Bersani

Caro direttore, dalle pagine del Messaggero Lucetta Scaraffia mi pone domande su un problema specifico cui si fa cenno nel mio recente libro, quello cioè dei diritti e delle tutele delle migliaia di bambini e di adolescenti che vivono con coppie dello stesso sesso. […]

Il Messaggero, 12.06.11

 

Bersani: «Ecco la legge elettorale per andare oltre il Porcellum»

Un sistema misto a doppio turno con una soglia di sbarramento e il diritto di tribuna. È questa la proposta di riforma della legge elettorale decisa oggi dal Pd in un vertice tra il segretario Pier Luigi Bersani e i big del partito. […]

L’Unità, 09.06.11

La manovra “tremontiana” sulla scuola

“Le piccole scuole restano senza preside”, di Francesca Milano

Scompariranno circa mille piccole scuole. O, meglio, scompariranno i loro presidi. È questa la conseguenza della norma sugli istituti sottodimensionati prevista dalla manovra. […]

Il Sole 24 Ore, 04.07.11

 

“Da dove verranno i nuovi tagli per l’istruzione?” di Osvaldo Roman

Credo che sia necessario avviare una riflessione sul fatto che il governo presenti in questi giorni in Parlamento una manovra economica, che riguarda ancora una volta nuove riduzioni per l’istruzione, senza che sino ad oggi sia stato oggetto di adeguate valutazioni, nel mondo della scuola, il contenuto in materia del DEF 2011. […]

www.partitodemocratico.it, 01.06.11

 

“Le assunzioni ci saranno, ma in che misura?”, di S.L.P. da La Tecnica della Scuola

La Gelmini rassicura i precari della scuola: le assunzioni si faranno come previsto nel decreto Sviluppo. Il piano riguarda circa 65mila precari. […]

La Tecnica della Scuola, 01.07.11

 

“Scuola a maglie strette per disabili e sostegno”, di Lorenzo Salvia

Dall’anno prossimo si dovrà rispettare solo il limite per le classi senza disabili: 29 alla materna, 27 alle elementari, 30 dalle medie alle superiori. […]

Il Corriere della Sera, 30.06.11

 

“Tagli, meno precari e mancate assunzioni, nella scuola a rischio altri 100mila posti”, di Salvo Intravaia

Saranno accorpate un terzo delle 10.452 istituzioni scolastiche per ridurre il personale. La nuova legge permette di non confermare 30mila docenti di sostegno a contratto […]

La Repubblica, 30.06.11

 

“Finanziaria: Anche le assunzioni nella scuola a rischio? La logica dice che si faranno”

La norma che preoccupa i precari è quella che introduce il blocco del turn over nel pubblico impiego: tra le eccezioni non figura il comparto istruzione. […]

La Tecnica della Scuola, 30.06.11

 

“Dalla manovra un colpo pesante alla scuola”, di Caterina Pes

La deputata Caterina Pes denuncia i provvedimenti del governo: stop delle retribuzioni fino al 2014, congelamento degli organici, accorpamenti di scuole e ridimensionamento degli insegnanti di sostegno. […]

www.partitodemocratico.it, 29.06.11

 

“Il Governo non cambia linea: in arrivo un’altra mannaia triennale”, di Alessandro Giuliani

Il Governo, su proposta del ministro Tremonti, ha in serbo una nuova manovra economica che oltre all’allungamento del blocco delle retribuzioni di un anno, fino al 2014, come per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, prevede diverse altre disposizioni. […]

La Tecnica della Scuola, 29.06.11

 

“Fermato ancora il turn over nuovo stop alle cattedre”, di R.P.

Insegnanti di sostegno, previsto un docente ogni due alunni disabili. Gli impiegati pubblici e la scuola pagano un prezzo alla manovra di Tremonti. É previsto il blocco, o congelamento, degli stipendi e delle retribuzioni accessorie per i dipendenti pubblici fino al 2014: si tratta di una proroga di un anno dello stop impresso dai precedenti decreti. […]

La Repubblica, 29.06.11

 

“Verso un ulteriore blocco dei contratti?”, di R.P.

Per contenere il deficit e per rispettare i vincoli di bilancio imposti dall’Europa, il blocco degli scatti di anzianità e degli stessi contratti collettivi potrebbe continuare ancora per altri due-tre anni: la notizia sta ormai circolando da diversi giorni anche perché il Governo ha già fatto sapere che nella prossima manovra finanziaria da 40 miliardi bisognerà prevedere una bella sforbiciata delle spese. […]

La Tecnica della Scuola, 27.06.11

Idee democratiche per la scuola

“L’istruzione allo sbando”, di Francesca Puglisi

Il caos provocato dalla griglia digitale errata pubblicata sul sito dell’Invalsi, per correggere le prove degli studenti, è solo l’ultimo segnale della débacle del ministero di Viale Trastevere e di un Governo ormai allo sbando. […]

L’Unità, 22.06.11

 

Scuola, Pd: voto di fiducia è inno al precariato

Ghizzoni: dl sviluppo è pietra tombale per precari scuola. “Con la fiducia di oggi il governo mette una pietra tombale sulle attese dei precari della scuola. […]

21.06.11

 

Scuola Pd: istituti insicuri, serve commissione di inchiesta. Depositata proposta di legge alla Camera

Una commissione di inchiesta per fare luce sull’utilizzo dei fondi destinati all’edilizia scolastica. Come sono stati utilizzati? Quante opere sono state avviate? Che fine ha fatto l’anagrafe dell’edilizia scolastica che, secondo il ministro Gelmini, era già stata completata? […]

Agenzia Dire, 16.06.11

 

Edilizia scolastica: Ghizzoni (Pd), necessaria commissione parlamentare d’inchiesta. Dopo Consiglio di Stato non più rinviabile

L’edilizia scolastica è in uno stato drammatico. I finanziamenti stanziati non riescono ad essere spesi e l’Anagrafe dell’edilizia scolastica, nata per essere uno strumento fondamentale per la programmazione, non è ancora utilizzabile. […]

15.06.11

 

“Decreto legge n. 70: le proposte di modifica del Pd sul precariato scolastico”, di Giovanni Bachelet e Manuela Ghizzoni

L’articolo 9 del cosiddetto Decreto sviluppo (A.C n.4357) al comma 17 prevede “la definizione di un piano triennale per l’assunzione a tempo indeterminato, di personale docente, educativo ed ATA, per gli anni 2011-2013, sulla base dei posti vacanti e disponibili in ciascun anno, delle relative cessazioni del predetto personale e degli effetti del processo di riforma previsto dall’articolo 64 della legge 6 agosto 2008, n. 133”. […]

11.06.11

 

Proposta di parere alternativo del PD sul decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70.

Disegno di legge C 4357, recante conversione in legge del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente “Semestre europeo – Prime disposizioni urgenti per l’economia” […]

09.06.11

 

“Un paese che studia poco”, di Luigi Berlinguer

La recente indagine Istat non va superficialmente archiviata.

Sono d’accordo con coloro che definiscono quei numeri «una lezione per la politica» perché rivelano moti e patologie profonde della nostra società. Quel rapporto è un grido d’allarme sullo spreco di risorse e una sfida sociale. […]

Europa Quotidiano, 04.06.11

Scuola tra tagli, precari e classi pollaio

“Effetto maestro prevalente: via 52mila posti”, Claudio Tucci

L`introduzione del maestro prevalente alla scuola primaria, a parità di popolazione scolastica, farà ridurre del 20% il personale docente nei primi cinque anni. […]

Il Sole 24 Ore, 28.06.11

 

“Alcuni consigli alle famiglie per un buon avvio del nuovo anno scolastico”, a cura di Salvatore Nocera

Ore di sostegno, ma anche classi troppo affollate, assistenti all’autonomia e alla comunicazione e assistenza igienica. Proponiamo il facsimile di una lettera che tutte le famiglie di alunni con disabilità possono indirizzare ai rispettivi Dirigenti Scolastici, come promemoria utile ad evitare problemi in vista del prossimo anno scolastico 2011-2012 […]

www.superando.it, 25.06.11

 

“Sviluppo, il governo cancella la norma aprigraduatorie”, di Alessandra Ricciardi

Il governo cancella l’emendamento di maggioranza Pdl-Lega (nella identica versione presentato anche dal Pd) di riapertura delle graduatorie permanenti. […]

ItaliaOggi, 21.06.11

 

Dl sviluppo. Pd, il governo crea precariato nella scuola

Ingiusta esclusione dalle graduatorie di 20mila docenti. “La modifica fatta dal Governo al maxiemendamento che riguarda il mancato inserimento nelle graduatorie dei docenti già abilitati o che si stanno abilitando, è molto grave, nel merito e nel metodo”. […]

20.06.11

 

“Addio stabilizzazione dei precari!”, di Silvana La Porta

Il testo del decreto sviluppo, che verrà portato in Aula la prossima settimana, non offre soluzione ad una speranza che era balenata da mesi e per la quale tanti supplenti avevano speso fior di quattrini: quella di giungere alla stabilizzazione lavorativa attraverso le aule dei tribunali […]

La Tecnica della Scuola, 17.06.11

 

“Dl Sviluppo, ecco i provvedimenti sulla scuola che vi si nascondono”, da Tuttoscuola

Resta molta perplessità su questo modo di legificare, attraverso provvedimenti onnicomprensivi e immodificabili (pena la caduta del Governo), che inseriscono in calderoni normativi provvedimenti del tutto eterogenei […]

www.tuttoscuola.com, 17.06.11

 

Via libera alla class action contro le “scuole pollaio”, di Flavia Amabile

Basta con le classi pollaio, superaffollate a dispetto di leggi e norme sulla sicurezza. Anche il Consiglio di Stato ha dato il suo via libera alla class action promossa dal Codacons sulle aule sovraffollate dove il numero di alunni supera il limite previsto dalle leggi. […]

La Stampa, 16.06.11

 

“Riforma Gelmini a rischio su aule e classi”, di Francesco Loddo

Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso del ministero dell’Istruzione e del ministero dell’Economia contro la sentenza n. 552 del Tar Lazio con la decisione 03512 del 9 giugno 2011. Si tratta della prima class action vinta contro la pubblica amministrazione. […]

Il Sole 24 Ore, 15.06.11

 

“Una palese discriminazione la Consulta la boccerebbe”, di Marina Cavallieri

La proposta della Lega scatena polemiche, divide gli insegnanti, acuisce le contrapposizioni, ma nessuno alla fine sembra veramente credere che si realizzerà. […]

La Repubblica, 15.06.11

 

“A settembre più di 4 mila scuole con dirigenti a metà tempo”, di R.P.

A settembre più di 4 mila scuole con dirigenti a metà tempo. Lo segnalano i sindacati dell’area V che chiedono al Ministero di autorizzare il mantenimento in servizio di tutti i dirigenti scolastici con più di 65 anni che hanno chiesto di rimanere ancora al lavoro. […]

La Tecnica della Scuola, 13.06.11

 

Contro le violazioni del ministro, parte il ricorso al Tar

Più di 2mila ricorrenti e tante associazioni come sostenitrici: il mondo della scuola si muove contro la circolare 21/2011 che taglierà a settembre 34.000 posti. Appello per la mobilitazione delle Regioni […]

www.partitodemocratico.it, 06.06.11

Scuola: echi locali

Tagli alla scuola, in montagna va anche peggio

Interrogazione degli on. Miglioli e Ghizzoni al ministro Gelmini […]

29.06.11

 

Tagli al personale ATA, il Pd: “Governo irresponsabile”

L’on. Manuela Ghizzoni: “Genitori, insegnanti e studenti costretti ad arrangiarsi”. Gli ultimi dati diffusi dai sindacati della scuola rivelano che, dopo i tagli sui docenti, sono in arrivo anche quelli sul personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). […]

28.06.11

 

“Scuola, 10 mila genitori in lotta”, di Davide Berti

La mobilitazione di genitori e insegnanti in piazza Matteotti ha raggiunto l’obiettivo. I casi di Spilamberto e San Damaso. «A Modena mancano all’appello 123 insegnanti ridateceli». […]

La Gazzetta di Modena, 26.07.11

 

Scuola, a rischio corsi serali e insegnamento in carcere

L’on. Ghizzoni e la sen. Bastico lanciano l’allarme e interrogano la Gelmini. “Si tratta di un vero e proprio smantellamento dell’istruzione degli adulti”. […]

24.06.11

 

Modena «Oltre 120 insegnanti in meno». I genitori in piazza Matteotti: «A rischio il tempo prolungato», di Gianpaolo Annese

Settanta insegnanti in meno alle scuole superiori, 42 mancanti alle medie, 11 alle elementari. Solo due posti in più alle scuole d’infanzia (contro i 16 necessari): in tutto 121 posti in meno nelle scuole di Modena e provincia. […]

Il Resto del Carlino, 20.06.11

 

Scuola, Pd in piazza con i genitori contro i tagli

L’on. Ghizzoni e la sen. Bastico partecipano al sit in piazza Matteotti. Intanto lanciano un appello anche ai parlamentari del centrodestra. […]

18.06.11

 

“Emilia Romagna: In regione più studenti e meno docenti”, di Laura Cappon

In regione la popolazione scolastica aumenta ma il personale continua a calare. È il quadro che emerge dal Report sul sistema educativo in Emilia Romagna stilato dall’Assessorato alla scuola di Viale Aldo Moro. […]

L’Unità, 14.06.11

Cronache scolastiche ai tempi della Gelmini

Due domande al ministro…

Gli studenti della Rete scrivono alla Gelmini: “Ci hanno insegnato che merito vuol dire premiare chi arriva per primo partendo dalle stesse possibilità, perché invece nella scuola italiana chi rimane in dietro è abbandonato a se stesso?” […]

www.partitodemocratico.it, 28.06.11

 

“Prepariamoci al dopo Gelmini”, di Fabrizio Dacrema

I recenti risultati elettorali ci dicono chiaramente che una fase politica è ormai alla fine. Quali che siano i tempi della transizione, questo governo, ormai ridotto al galleggiamento balneare, ha imboccato la strada del declino irreversibile. […]

ScuolaOggi, 24.06.11

 

“I ragazzi sedotti dal presente”, di Michele Serra

Allo scritto di italiano della maturità quasi la metà degli studenti, il 43 per cento, ha scelto di svolgere il tema sul cibo, che tra i documenti di sostegno comprendeva anche un dialogo (non facile, e irto di implicazioni politiche ed economiche) tra Carlo Petrini e Jeremy Rifkin uscito su questo giornale. […]

La Repubblica, 23.06.11

 

“In Italia 800.000 studenti lasciano i banchi prima del tempo”

Secondo dei dati ufficiali, emessi il 21 giugno dall’associazione “Save The Children, si tratta del 18,8% della popolazione fra i 18 e i 24 anni. […]

La Tecnica della Scuola, 23.06.11

 

“Tagliare è un obbligo, sulla scuola un delitto”, di Maurizio Ferrera

La crisi greca sta mettendo a dura prova la tenuta dell’Unione Europea. Il pericolo immediato è il default del debito sovrano di Atene. […]

Il Corriere della Sera, 23.06.11

 

“Test Invalsi, caos correzioni I sindacati: risultati sbagliati”, di Flavia Amabile

Secondo il ministero dell’Istruzione si tratta di un problema minimo e subito risolto, per i sindacati invece il danno è enorme e il ministero è allo sbando. […]

La Stampa, 22.06.11

 

“Insegnare? Professione per pochi”, di Alessandra Ricciardi

Il ministero ha stimato il fabbisogno di nuovi docenti fino al 2015. Nelle università corsi a rischio. A una prima lettura, sembra tutto ok, anzi. Sapere che la scuola italiana, da qui a 4 anni, ha bisogno di 23 mila nuovi docenti da abilitare alla professione può apparire addirittura consolante, dal punto di vista delle opportunità formative ma anche occupazionali. […]

ItaliaOggi, 21.06.11

 

“Sostegno a scuola, ora si cambi”, di Flavia Amabile

Il rapporto «Il sistema attuale è troppo discrezionale e ha reso cronica la mancanza di insegnanti specializzati» La proposta «L’esame dei progetti, e l’assegnazione dei fondi spetterebbe ai Centri Risorse per l’Integrazione» […]

La Stampa, 15.06.11

 

“Precari a chiamata diretta, no grazie”, di Pippo Frisone

A pochi giorni dall’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento che ha rimesso in movimento le speranze di oltre 230mila precari, Governo, Centro-destra e Confindustria si sono trovati subito d’accordo a intonare il de-profundis a un sistema di reclutamento basato su anzianità e titoli culturali. […]

ScuolaOggi, 14.06.11

 

“Salvare la scuola in due mosse: passione e digitale”, intervista a Marc Prensky di Luca Landò

Lasciate ogni computer voi che entrate. Certo, Dante la metteva diversamente ma per un ragazzo cresciuto a internet e twitter, facebook e videogiochi l’inferno, oggi, è un ambiente senza tecnologie digitali. Come la scuola. […]

L’Unità, 07.06.11

 

“Forchette rotte”, di Mila Spicola

Saretta vorrebbe fare il liceo artistico. Farà un corso d’estetista. “Professoressa, il liceo? E come faccio? E poi che faccio?” Luigi vorrebbe andare al liceo musicale. Farà il professionale breve per l’elettotecnico. “Il musicista, professoressa, il musicista classico mi piacerebbe fare. Ma poi di che campo?” […]

L’Unità, 06.06.11

Cronache universitarie ai tempi della Gelmini

Università, PD: Gelmini più occupata con PDL che con attuazione riforma

Dichiarazione di Marco Meloni Responsabile Pd Università. Di 40 decreti attuativi della riforma dell’Università, a oggi solo 1 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. […]

01.06.11

 

“Ricercatori italiani dei fannulloni? Leggete i rapporti internazionali”, di Pietro Greco

Dicono che i ricercatori italiani siano dei fannulloni. E dei provinciali. Ma questi noti commentatori non leggono i rapporti internazionali su come va la scienza nel mondo. […]

L’Unità, 27.06.11

 

“Tecnologia e sapere. Il ruolo degli intellettuali all’epoca di web e TV. Difendiamo la scuola e l’università pubbliche”, di Nicla Vassallo

L’intellettualità, la filosofia in particolare, ci aiuta a svelare le complessità del nostro mondo, ma pure a evidenziarne, addirittura a denunciarne le carenze. […]

L’Unità, 21.06.11

 

“«Ultimi in Europa» I ragazzi bocciano il governo anche sull’Università”, di S.C.

«Cerchiamo 110 giovani che frequentano l’Università…». Tutto è nato da un messaggio messo sul sito web del Pd dal responsabile Università e ricerca del partito Marco Meloni. […]

L’Unità, 10.09.11

 

Serve uno sforzo per garantire un futuro alle nuove generazioni. Bersani a Italia110 risponde alle domande dei ragazzi su regole, merito, innovazione

innovazione

“Vuole replicare a Berlusconi? No andiamo avanti con le domande dei ragazzi”. 5 minuti di applausi per Bersani a Italia110 che non si ocupa dei problemi del premier ma di quelli dei giovani italiani. […]

www.partitodemocratico.it, 09.06.11

 

“Tra precarietà e partecipazione. L’identikit dei giovani italiani”, di Carmine Saviano

Una ricerca di Termometro Politico disegna i tratti degli Under 35. Pronti a difendere le pensioni dei genitori, ma il sogno resta il posto fisso. Poca voglia di politica e tanta fiducia nel Presidente della Repubblica e nella magistartura. […]

La Repubblica, 09.06.11

Cultura: è tempo di saldi

Proposta di legge PD sulla qualificazione degli addetti alla tutela e valorizzazione dei beni culturali”, di Milena Grieco

Creazione di un registro professionale e certificazione per l’accesso alla professione. La proposta prevede un sistema di certificazione per dimostrare di avere i requisiti minimi per accedere alla professione di restauratore, la creazione di un registro nazionale di professioni relative ai beni culturali, e l’adeguamento alle leggi europee per assicurare il libero esercizio dell’attivitá in tutti gli Stati membri. […]

www.partitodemocratico.it, 30.06.11

 

“Come salvare l´arte del Belpaese tra soldi privati e tagli pubblici”, di Salvatore Settis

In Francia, malgrado la crisi, è stato deciso di non togliere nemmeno un centesimo ai finanziamenti in questo settore. Anche negli Stati Uniti i musei traggono dai visitatori una piccola parte dei loro incassi […]

La Repubblica, 30.06.11

 

Cultura, Pd: Galan vuole centralizzare celebrazioni bicentenario verdiano

Ghizzoni e Motta: Governo vuole sottrarre a territori ‘verdiani’ organizzazione e progettualità. “Una legge che per accontentarne uno ne accontenta otto, tradotto: una legge che serve solo a distribuire qualche favore. […]

29.06.11

 

“Cultura, musei, cinema un’industria da 68 miliardi”, di Giovanni Valentini

E se qualcuno pensa ancora che “con la cultura non si mangia”, ha motivi più che sufficienti per ricredersi e anche fare indigestione. […]

La Repubblica, 27.06.11

 

“Diritto d’autore Il controllo spetta al giudice”, di Juan Carlos De Martin

Ameno di un cambio di direzione dell’ultimo minuto, l’Italia si appresta a mostrare al mondo come un grande Paese democratico possa distrarsi al punto da permettere a un’autorità amministrativa, invece che a un giudice, di decidere cosa è lecito pubblicare. […]

La Stampa, 27.06.11

 

“Il teatro di Pompei sequestrato (infine)”, di Gian Antonio Stella

Igiudici della Procura di Torre Annunziata hanno sequestrato, finalmente, il teatro di Pompei, sottoposto l’anno scorso a una ristrutturazione con il calcestruzzo che lo ha letteralmente stuprato. […]

Il Corriere della Sera, 26.06.11

 

Il sogno dei giovani del Valle “Un´altra cultura è possibile” di Curzio Maltese

La storica sala occupata dal 14 giugno da artisti precari e non per chiedere lavoro e nuove regole. Pago le bollette con la tv. Fare teatro è un lusso. Perchè i miei colleghi di Londra campano bene? […]

La Repubblica, 23.06.11

 

“La cultura non è petrolio”, di Francesco Bonami

Se vogliamo parlare di cultura eliminiamo prima di tutto una snervante affermazione: «I beni culturali sono il nostro petrolio». Il petrolio è una materia che la gente si trova per destino sotto i piedi. Avere il petrolio non è un merito ma un caso. […]

La Stampa, 23.06.11

 

“Sos dal più grande archivio storico”, di Mario Pirani

Il 9 maggio, nel giorno del 33° anniversario dell´assassinio di Aldo Moro, il presidente del Tribunale di Roma, Paolo De Fiore, ha consegnato al direttore dell´Archivio di Stato della Capitale, Eugenio Lo Sardo, 11 lettere scritte dallo statista ucciso durante la sua prigionia e che fanno parte della documentazione processuale. […]

La Repubblica, 13.06.11

 

“I Bronzi ora diventano bulletti Lo sfregio dello spot calabrese”, di Gian Antonio Stella

«Ritirate quello spot: ci danneggia!» . I bronzi di Riace in versione «giovanottoni volgarissimi e abbronzati» che nella pubblicità della Calabria fanno «pari montagna, dispari mare» mostrando chiappe e pudenda come due bulli di un club nudista, hanno lasciato molti calabresi a bocca aperta: «Ma è questo il modo di trattare due capolavori?». […]

Il Corriere della Sera, 08.06.11

Trame forti e politica debole: signori e signore, la P4

“Tangenti, spie e burattinai la corruzione al potere”, di Guido Crainz

«C´era un Paese che si reggeva sull´illecito»: lo scriveva Italo Calvino nel 1980, in un fulminante Apologo sull´onestà nel paese dei corrotti che segnalava con lucidità un mutamento decisivo. […]

La Repubblica, 26.06.11

 

“Fammi passare quell’emendamento”, di Giovanni Bianconi e Fiorenza Sarzini

Ordini, consigli e indicazioni di voto: l’atteggiamento di Luigi Bisignani, nelle telefonate intercettate, è quello di un ministro, un sottosegretario o un leader di partito. […]

Il Corriere della Sera, 21.06.11

 

“Così funzionava la macchina del fango”, di Liana Milella

Se l´erano scritto da soli l´Undicesimo comandamento. Si declinava così: «Il possesso d´informazioni genera potere». […]

La Repubblica, 21.06.11

 

“Il metodo del dottor Gigi”, di Alberto Statera

Che odore stantio di deja vu. Sembra di tornare indietro di quasi un terzo di secolo spizzicando le nuove gesta di Gigi Bisignani, il furetto scattante che allora reclutava per conto di Licio Gelli e oggi ha federato tutte le “P” massonico-affaristiche della seconda Repubblica. Ultima conosciuta, per ora, la P4. […]

La Repubblica, 17.06.11

A’ munnezza

“La Liguria prende i rifiuti napoletani”, di Alessandro Fulloni

No della Lombardia: se vogliono, mandiamo esperti in discariche. La Liguria darà una mano e accoglierà 20 mila tonnellate di spazzatura che stanno marcendo tra le strade di Napoli. […]

Il Corriere della Sera, 03.07.11

 

Gelo di Napolitano «I l decreto rifiuti non è risolutivo», di Marzio Breda

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano dà il via libera al decreto rifiuti ma ritiene il provvedimento «non risolutivo» e auspica ulteriori interventi del governo. […]

Il Corriere della Sera, 02.07.11

 

Passa il decreto rifiuti, ma il governo si spacca. E Napolitano lo giudica insufficiente

La Lega non vota il testo deliberato dal Consiglio dei ministri. Bersani: “Mi pare una frittata di portata rilevante”. Bianchi: “Il governo prenda atto della sua inesistenza e si dimetta”. Il governo di Berlusconi ancora una volta dimostra la propria fragilità e assenza di coesione interna, spaccandosi in due sul decreto rifiuti. […]

www.partitodemocratico.it, 01.07.11

 

“Quando a Milano c’erano i furbetti della monnezza”, di Antonio Massarutto

Negli anni Novanta il capoluogo lombardo rischiò il collasso-spazzatura. Ma con uno spregiudicato artificio burocratico i rifiuti “urbani” si trasformarono in rifiuti “speciali” e furono smaltiti fuori dalla Lombardia, in impianti localizzati in varie regioni italiane. […]

LaVoce.info, 28.06.11

 

“Le trombe leghiste e le campane di Napoli nella disfida della spazzatura”, di Stefano Folli

Nel paradosso quotidiano che è ormai la politica italiana, c’è anche chi tira in ballo Pier Capponi, il condottiero fiorentino che mise un freno all’esercito francese con la famosa frase: «se voi suonerete le vostre trombe, noi suoneremo le nostre campane». […]

Il Sole 24 Ore, 26.06.11

 

“L’egoismo padano”, di Gad Lerner

La Lega incarognisce e comincia a dare il peggio di sé. Sgominata nel Nord che sognava già suo; asserragliata nel governo di Roma ove s´è distinta solo per lottizzazione e clientelismo; incapace di emanciparsi dal Capo che non ne azzecca più una; scattano in lei i riflessi pavloviani dell´egoismo territoriale. […]

La Repubblica, 25.06.11

Il malcontento dei leghisti

“Lega, la corda si spezza?”, di Mariantonietta Colimberti

Oggi consiglio dei ministri caldo: il Carroccio minaccia lo strappo.

Non è certo un buon viatico per il consiglio dei ministri di oggi quanto avvenuto alla camera ieri, dove il governo è stato battuto più di una volta sulla legge comunitaria. […]

Europa Quotidiano, 30.06.11

 

I ministeri restano a Roma, passa l’Odg del Pd

Zoggia: “A Pontida Leoni, a Roma pecoroni”. Franceschini: “Finisca questa buffonata della Lega che a Pontida ruggisce e a Roma accetta ogni pasticcio”. […]

www.partitodemocratico.it, 22.06.11

 

“I bizantini di padania”, di Filippo Ceccarelli

«La barra è dritta» ha proclamato Berlusconi; e figurarsi cosa sarebbe accaduto ieri se era pure storta. Super-pastrocchio a Montecitorio sui ministeri che forse se ne vanno a Monza, «in arcana rappresentanza operativa», però restano a Roma, ma grazie al voto dell´opposizione a cui un bel pezzo di maggioranza si è adeguata. […]

La Repubblica, 22.06.11

 

«A Pontida porteremo uova marce e fischietti», di Giuseppe Rizzo

Ai leader della Lega stanno già fischiando le orecchie. Per il momento sono solo fischi virtuali, ma il Senatur e gli altri leader del Carroccio temono che domenica, al tradizionale raduno a Pontida, quei fischi possano trasformarsi in contestazioni reali. […]

L’Unità, 17.06.11

 

“Bossi bluffa, la Lega è nel marasma. A Pontida l’ombra del processo breve”, di Francesco Lo Sardo

Domenica petardi e fumo. Dopo la festa, gabbata la base, sì alla prescrizione breve: e non solo… Acqua in bocca. In commissione giustizia, a palazzo Madama, si procede alla velocità della luce. Ma due giorni fa, alla riunione dei capigruppo del senato, il Pdl s’è ben guardato dal domandare la calendarizzazione per l’aula della prescrizione breve. […]

Europa Quotidiano, 16.06.11

 

“Pontida, 21 anni di adunate e di promesse non mantenute”, di Mattia Feltri

Anno 1990, fondazione della Repubblica del Nord. Anno 1992, fondazione della Commissione costituente della Repubblica del Nord. Anno 1993, fondazione del Parlamento della Repubblica del Nord. Anno 1994, pausa per l’ingresso nel governo, quello vero, approvato per acclamazione dal popolo padano. […]

La Stampa, 13.06.11

 

“I ministeri al Nord e la partita leghista”, di Giuliano Amato

Non ha destato l’attenzione che merita la proposta di iniziativa popolare per la “territorializzazione dei ministeri”, avanzata dal ministro Calderoli. […]

Il Sole 24 Ore, 12.06.11

Donne: se non ora quando?

«Se non ora quando un Paese per donne? Ecco perché è tempo di tornare a parlarci», di Valeria Fedeli

Il 9 e il 10 luglio ci ritroveremo a Siena: una piattaforma aperta per dare voce a chi si è riconosciuto nel movimento del 13 febbraio. […]

L’Unità, 03.07.11

 

«Licenziamo solo le donne così stanno a casa con i figli», di Laura Matteucci

«Licenziamo le donne così possono stare a casa a curare i bambini, e poi quello che portano casa è il secondo stipendio…». Anno domini 2011 dopo Cristo, profondo nord. […]

L’Unità, 30.06.11

 

Donne nei Cda, ’sì’ bipartisan. Camera dà il via libero definitivo

Il ddl è stato approvato con 438 sì, 27 no e 64 astenuti. La componente femminile nei Consigli dovrà essere di un quinto a partire dal 2012 e di un terzo dal 2015. […]

La Repubblica, 28.06.11

 

Le donne del Pd «Firme per una nuova legge sulla maternità», di S.C.

Il Pd ha avviato una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare: no a dimissioni in bianco, maternità come diritto universale, congedo di paternità obbligatorio e piano straordinario per gli asili nido. […]

L’Unità, 26.06.11

 

Bindi: «Se il vento sta cambiando è anche merito delle donne»

«Se il vento cambia è anche perché le donne hanno dato inizio alla stagione del cambiamento dal 13 febbraio scorso. Le donne sono il motore determinante». […]

L’Unità, 25.06.11

 

“In pensione a 65 anni? Donne italiane spremute come limoni”, di Vittoria Franco

Nel suo ultimo rapporto come governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi è tornato a ribadire un concetto ormai condiviso da tutti gli studiosi di economia: la marginalità delle donne nel mercato del lavoro, nelle carriere, nei luoghi decisionali è un elemento di arretratezza […]

L’Unità, 23.06.11

 

Tornano le donne di “Se non ora quando?” “L´Italia si è svegliata, la politica ci ascolti”, di Silvia Fumarola

La regista Cristina Comencini: dopo il milione in piazza di febbraio, il 9 e 10 luglio gli Stati generali della condizione femminile. C´è stata una gigantesca mobilitazione popolare che ha influenzato le elezioni. […]

La Repubblica, 19.06.11

 

“Un altro passo indietro per le donne italiane”, di Daniela Del Boca e Letizia Mencarini

Dal Rapporto annuale Istat per il 2010 emerge come la condizione delle donne italiane nel mercato del lavoro sia ulteriormente peggiorata nell’ultimo triennio. […]

LaVoce.info, 11.06.11

La crisi che c’è e il lavoro che manca

“L’Italia è ormai incapace di usare il suo capitale umano”, di Laura Matteucci

L’unico segnale non negativo è la lieve diminuzione della disoccupazione, soprattutto femminile. Per il resto si confermano dati disastrosi: quello sulla disoccupazione giovanile, di dieci punti percentuali più alta rispetto alla media europea, peraltro già elevata, e quello sulle donne disoccupate nel sud. […]

L’Unità, 02.07.11

 

L’Istat smaschera le bugie di Berlusconi

Aumentano i giovani disoccupati in Italia. Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) nel primo trimestre del 2011 sale a 29,6%, dal 28,8% nello stesso periodo del 2010. Bersani: “L’ occupazione non può crescere con una manovra recessiva” […]

www.partitodemocratico.it, 01.07.11

 

“Contratti, il coraggio di guardare avanti”, di Tito Boeri

Ci sono voluti 18 anni. Ma alla fine l´accordo tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sulle nuove regole della contrattazione e sulla rappresentanza è arrivato. […]

La Repubblica, 30.06.11

 

“Sindacati e Confindustria. Accordo unitario sui contratti”, di Giuseppe Vespo

Alla fine l’intesa unitaria è arrivata. Confindustria e sindacati hanno siglato un documento comune sulla validità dei contratti e la rappresentatività delle sigle sindacali. […]

L’Unità, 29.06.11

 

Manovra, i sindacati avvertono: «Non si fa cassa con le pensioni», di Felicia Masocco

Le Regioni disertano l’incontro con il governo perché non dice quello che sa e loro devono apprendere dai giornali dei tagli che si stanno abbattendo sui bilanci degli Enti locali. […]

L’Unità, 23.06.11

 

“Un piano nazionale per tornare al futuro”, di Stefano Fassina

Oggi il lavoro subisce rapporti di forza sfavorevoli mai visti nel secolo scorso.La sfida è comporre un`alleanza tra tutte le persone che lavorano. Domani e sabato, a Genova, il Pd svolge il passaggio conclusivo della Conferenza nazionale per il lavoro. […]

www.partitodemocratico.it, 16.06.11

 

“«Accordo o legge», sui contratti il bivio della Confindustria”, di Giuseppe Vespo

«Una chiacchierata, un giro d’orizzonte » di oltre due ore quello che ha visto ieri faccia a faccia Emma Marcegaglia e Susanna Camusso. La leader degli industriali e quella del sindacato si confrontano su rappresentanza e contratti di lavoro. […]

L’Unità, 15.06.11

 

“Industria, produzione quasi ferma, l’Italia scivola al 7° posto mondiale”, di Luciano Costantini

Un Paese che arranca. Praticamente fermo. Superato da India e Corea del Sud e che ora sente sul collo il fiato del Brasile che viaggia a sole due incollature di distanza, ma con la più che fondata speranza di un prossimo sorpasso. […]

Il Messaggero, 09.06.11

Per i diritti di tutti

“Minori, arriva il garante per i diritti e non solo”, di Anna Serafini

Con l’approvazione al senato della legge sul garante dell’infanzia e dell’adolescenza l’Italia si mette finalmente al pari con gli altri paesi in materia di diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. […]

Europa Quotidiano, 29.06.11

 

“Da stranieri a nuovi italiani la carica dei quarantamila”, di Vladimiro Polchi

«Sono italiana: ora finalmente c´è scritto anche sui documenti, quello che sento di essere da anni. Per me vuol dire tanto: poter votare, festeggiare i 150 anni dell´Unità, dare alle mie figlie la nazionalità del Paese dove ho scelto di crescerle, vivere, lavorare e pagare le tasse». […]

La Repubblica, 15.06.11

 

“Gli immigrati danno più di quanto ricevono. Ecco i dati Inps raccolti e diffusi dalla Caritas”, di Vladimiro Polchi

Hanno versato nelle casse dell’istituto di previdenza 7,5 miliardi di euro nel 2008. Nell’insieme, sono 2.727.254 i lavoratori stranieri assicurati, pari a oltre un ottavo (12,9%) di tutti gli iscritti all’Inps (21.108.368). […]

La Repubblica, 10.06.11

 

“Una reazione morale contro l’indifferenza”, di Giorgio Napolitano

Caro Magris, lei ha dolorosamente ragione. Tocca noi tutti («pure me stesso mentre sto scrivendo queste righe» : lei ha voluto sottolineare nell’articolo sul Corriere di sabato) l’assuefazione alle tragedie dei «profughi in cerca di salvezza o di una sopravvivenza meno miserabile» che periscono in mare. […]

Il Corriere della Sera, 06.06.11

Letture per aprire la mente

“La differenza fra un treno e un golpe”, di Michele Brambilla

Sarebbe fin troppo banale condannare la guerriglia in Val di Susa dicendo che mai e poi mai si può giustificare l’uso della violenza, che una cosa sono le proteste pacifiche e un’altra i lanci di pietre e di bombe carta, eccetera eccetera. […]

La Stampa, 04.07.11

 

“I burattini del Cavaliere”, di Curzio Maltese

Nel teatro delle marionette del basso impero berlusconiano, ieri è stato il giorno del pupo Alfano, eletto segretario del Pdl o di Berlusconi, come dice Bersani, per acclamazione. […]

La Repubblica, 02.07.11

 

“La politica del rinvio”, di Claudio Tito

Questo governo è ormai incapace di assumere decisioni. La sua maggioranza è troppo debole e confusa per segnare una linea netta. Ogni scelta diventa un compromesso al ribasso. Quel che è accaduto ieri in consiglio dei ministri rappresenta plasticamente una coalizione che balbetta senza sosta. […]

La Repubblica, 01.07.11

 

“Il risveglio civile”, di Miguel Gotor

Dopo i successi alle amministrative e al referendum il discorso pubblico progressista è esploso come un tappo di champagne. Gli stessi che per anni avevano fomentato un racconto disfattista del nostro Paese si sono trasformati nei cantori della nuova Italia. […]

La Repubblica, 30.06.11

 

“Se a Napoli arrivassero gli angeli della monnezza”, di Adriano Sofri

Immagino come un dopoguerra, un film di persone che scendano in strada a prendere ciascuna il proprio sacco di spazzatura e se ne rientrino in casa. Confronto la monnezza a Napoli col fango dell’Arno a Firenze nel 1966. […]

La Repubblica, 28.06.11

 

“Governo, la grande recita”, di Mario Calabresi

Da almeno un anno nella politica italiana esistono due universi paralleli: quello della realtà e quello della finzione. […]

La Stampa, 24.06.11

 

“Le liberalizzazioni perdute”, di Tito Boeri

Nessuna liberalizzazione in questa legislatura, nessuna nemmeno all´orizzonte perché ormai sono state derubricate dall´agenda politica. […]

La Repubblica, 23.06.11

 

“Finisce la stagione della docilità”, di Nadia Urbinati

Le analisi dell´esito del voto sono un indicatore non meno interessante del risultato del voto. Prendiamo come caso esemplare il modo con il quale leader politici e commentatori di area centro-destra hanno descritto i cittadini che hanno reso possibile il quorum e poi la sconfitta delle leggi passate da questa maggioranza: “arrabbiati”, “terrorizzati”, “emotivi”. […]

La Repubblica, 20.06.11

 

“Sotto il vulcano”, di Massimo Giannini

Non c´è bisogno di aspettare Pontida per capire che il destino di Berlusconi è segnato. Lo dice l´economia, prima ancora che la politica. […]

La Repubblica, 18.06.11

 

“L’irruzione del futuro”, di Barbara Spinelli

Forse, dopo la perdita di Milano e Napoli, la sconfitta al referendum è la più avvilente nella storia di Berlusconi. Si era messo in testa che ignorandolo l´avrebbe ucciso, l´aveva definito «inutile», e il giorno del voto se n´era andato pure al mare, esemplarmente. […]

La Repubblica, 15.06.11

 

“Il flauto magico spezzato”, di Ezio Mauro

Il flauto magico si è spezzato, gli italiani dopo vent´anni rifiutano di seguire la musica di Berlusconi. Quattro leggi volute dal premier – una addirittura costruita con le sue mani per procurarsi uno scudo che lo riparasse dai processi in corso – sono state bocciate da una valanga di “sì” nei referendum abrogativi che hanno portato quasi 27 milioni di italiani alle urne. […]

La Repubblica, 14.06.11

 

“La forza dell’emozione”, di Barbara Spinelli

Improvvisamente, come se per quasi vent´anni non avesse costruito il proprio potere sulla concitazione degli animi, Berlusconi invita alla calma, sul nucleare. […]

La Repubblica, 08.06.11

 

“La nuova militanza”, di Alfredo Reichlin

Guardando gli spostamenti elettorali ciò che più mi colpisce è la difficoltà di capire, anche a sinistra, cosa è successo di veramente nuovo e di profondo. Sembra che improvvisamente sia emerso un mondo sconosciuto. […]

L’Unità, 05.06.11

 

“Soffia il vento del popolo sovrano”, di Eugenio Scalfari

Venticinquemila persone hanno formato una lunghissima fila a Milano per poter stringere la mano al neo sindaco Giuliano Pisapia nel giorno del suo insediamento a Palazzo Marino. […]

La Repubblica, 05.06.11

 

“La TV del potere sconfitta dal voto”, di Nadia Urbinati

Tra i tanti significati che queste elezioni amministrative dall´esito felice suggeriscono a lettori attenti è la sconfitta del centralismo monopolistico del sistema di informazione e propaganda. […]

La Repubblica, 02.06.11

 

Lodo Mondadori. Nella manovra nuova norma salva premier: un insulto al Parlamento

Nella manovra finanziaria è prevista una norma che sospenderebbe il pagamento dei 750 milioni di euro dovuti dalla Fininvest alla Cir. Bersani: “Voglio credere che non si insulti il Parlamento trasmettendogli una norma del genere”. Una manovra per correggere i conti e il debito pubblico italiano. Queste erano state le parole convinte del ministro Tremonti durante la conferenza stampa in cui insieme a Berlusconi annunciavano un altro miracolo economico tutt’altro che vero. Ma tra le pieghe della manovra ecco una nuova leggina salva premier, la ventesima legge ad personam: la possibile sospensione del pagamento dei 750 milioni di euro dovuti dalla Fininvest alla Cir di Carlo De Benedetti. E tutto questo a pochi giorni dall’appello civile sul risarcimento richiesto.

Se confermata la legge, il Lodo Mondadori sarà un lontano ricordo con la modifica di due articoli del codice di procedura civile (il 283 e il 373). Questi obbligano il giudice a sospendere l’esecutività della condanna nel caso di risarcimenti superiori ai 20 milioni di euro (10 in primo grado) dietro il pagamento di “idonea cauzione”, in attesa che si pronunci in via definitiva la Cassazione.

“Una cosa del genere qualora fosse confermata sarebbe la prova che per tutti gli italiani la manovra sarà un problema e per il presidente Berlusconi una soluzione. Voglio credere che non si insulti il Parlamento trasmettendogli una norma del genere”. Così il segretario del Pd, Pierluigi Bersani ha commentato la nuova norma salva premier dalla sentenza sul Lodo Mondadori.

Per Enrico Letta, vice segretario del PD, “la norma sul Lodo-Mondadori è il primo banco di prova per il partito degli onesti. Se essa non verrà immediatamente cancellata con scuse pubbliche a quegli italiani che nella stessa manovra sono chiamati è pesantemente a sacrifici, il nuovo corso del Pdl sarà in semplice continuità con quel disprezzo delle regole troppe volte dimostrato dal vecchio corso”.

“Se davvero il decreto con la manovra andasse in Gazzetta ufficiale con questa norma – ha commentato Rosy Bindi, Presidente dell’Assemblea nazionale del PD – saremmo di fronte ad un abnorme e inaccettabile abuso di potere. Un’inquietante dimostrazione di come il conflitto d’interessi del premier stia soffocando il Paese, stravolgendo la funzione di governo e la nostra democrazia. Hanno sprecato tre anni importanti e anziché fronteggiare la crisi, e ora che la situazione è diventata drammatics Tremonti che fa? Continua a mettere le mani nelle tasche degli italiani,a colpire i pensionati e il ceto medio e al tempo stesso vorrebbe impedire che sia resa esecutiva la condanna miliardaria del capo del governo. Vedremo se la Lega avrà il coraggio di difendere e avallare, di fronte alla sua gente, quest’ultima prova di legge ad personam”.

“Se le notizie relative alla norma sui maxi-risarcimenti contenuta nella manovra venissero confermate, ci troveremmo di fronte all’ennesimo regalo per Berlusconi confezionato dal suo governo e fatto recapitare dalla sua maggioranza. E’ davvero scandaloso e imbarazzante che in una manovra destinata a pesare sulle spalle già provate dalla crisi delle famiglie e dei cittadini normali sia introdotta una norma che sospende gli effetti di una sentenza, a vantaggio delle società del Presidente del Consiglio. Siamo per l’ennesima volta di fronte al conflitto di interesse e a un provvedimento da furbetti”. Lo ha dichiarato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato. “Da importanti esponenti della maggioranza – ha proseguito Anna Finocchiaro – sono venuti, anche di recente, appelli al confronto. Con le furbate non ci si confronta e questa, se fosse confermata, ci sembra l’ennesima furbata che noi non accettiamo. Il testo di questo decreto non è ancora stato depositato e inviato in Parlamento e dunque non sappiamo ancora se queste anticipazioni verranno confermate. Siamo però curiosi di capire – conclude la presidente dei senatori del Pd – come le forze di maggioranza, e la Lega in particolare che ha fatto della lotta ai privilegi un cavallo di battaglia, spiegheranno tutto questo agli italiani”.

Per Andrea Orlando, presidente forum Giustizia del Partito Democratico, “davvero non si smentiscono mai. Avevamo da tempo denunciato il rischio che la manovra fosse utilizzati per scopi diversi da quelli dichiarati. Ecco che spunta l’ennesima norma ad aziendam. Mentre si chiedono sacrifici agli italiani si cerca di cancellare l’ennesimo processo di Berlusconi. Questa volta civile e con risarcimento milionario. Tremonti cancelli questa vergognosa e inaccettabile norma”.

Per Emanuele Fiano, responsabile Sicurezza del PD, “Più che il partito degli onesti, il nuovo Pdl sembra proprio il partito dei furbi. La norma inserita nella manovra per salvare Berlusconi dal mega risarcimento di 750 milioni di euro altro non è che l’ennesimo provvedimento ad personam che il premier e i suoi partoriscono dal tavolo del governo. Se Alfano vuole essere davvero il segretario di un nuovo grande partito di popolo, allora estenda questo vergognoso articolo della manovra a tutti coloro che in Italia hanno subito negli ultimi vent’anni una contravvenzione o una condanna di risarcimento danni. Altrimenti, il nuovo segretario del Pdl si scusi e faccia scomparire la norma vergogna da questa manovra”.

“Il testo della Manovra non è ancora arrivato in Parlamento e, quindi, non ne conosciamo i dettagli. Ma, se fosse vero che contiene una norma che sospende l’esecutività di una sentenza che interessa il Presidente del Consiglio Berlusconi, ci troveremmo davanti al più obbrobrioso e volgare sfregio allo Stato di diritto. Sarebbe inoltre la dimostrazione di come e quanto il conflitto d’interessi ha deformato l’assetto istituzionale e democratico del Paese”. Così il vicepresidente dei senatori del PD Luigi Zanda in merito alla notizia sulla misura che sarebbe contenuta nella Manovra.

Per Antonio Misiani, componente PD in Commissione Bilancio, “è indispensabile che la Consob intervenga in merito a quanto sta accadendo in queste ore attorno a Mediaset e al titolo dell’azienda della famiglia Berlusconi. La norma prevista nella manovra che di fatto sterilizzerebbe una eventuale sentenza di condanna ai danni di Mediaset in merito alla vicenda Lodo Mondadori (che obbligherebbe l’azienda a pagare alla cir un risarcimento multimilionario) rischia di avere effetti sul mercato. Chiediamo alla Consob se in merito alla divulgazione di questa notizia si siano verificate attività speculative attorno al titolo Mediaset, prefigurando così una possibile turbativa dei mercati. In ogni caso resta lo scandalo straordinario dell’ennesima norma ad personam all’indomani di una convention in cui è stato eletto il segretario di un presunto partito degli onesti. Se Alfano è il leader del partito degli onesti dica di votare no a questa norma vergognosa”.

“La presenza della norma che salva Fininvest dal pagamento della maxi multa di 750 milioni di euro è scandalosa e dimostra quanto avevamo temuto: Anfano non è il segretario di un partito ma del presidente del consiglio. Ora è chiaro perché non si è voluto dimettere. Altro che piano antimafia, voleva essere sicuro che l’ennesima norma ad personam avesse una corsi preferenziale in questa manovra”. Così la democratica, componente della commissione Giustizia della Camera, Marilena Samperi.

“Come mai oggi l’on. Angelino Alfano ha disdetto all’ultimo momento la sua partecipazione al workshop organizzato alla Bocconi dalla fondazione Rodolfo De Benedetti? – si è domandato il senatore Vincenzo Vita – Chi fa politica, sa che certe cose possono accadere. Tuttavia induce qualche riflessione il fatto che, nella giornata in cui viene alla luce l’ennesimo scandaloso tentativo da parte del premier Berlusconi di scavalcare la legge con la norma contenuta nella manovra che, se fosse confermata, gli consentirebbe di non pagare alla Cir di Carlo De Benedetti la multa di 750 milioni come risarcimento per il lodo Mondadori, il segretario del cosiddetto ’partito degli onesti’ eviti all’ultimo momento di incontrarsi faccia a faccia proprio con l’Ingegnere. Voglio credere che ciò non sia avvenuto perché Alfano fosse a conoscenza di questo tentativo mascherato di far ingerire all’Italia un’altra norma ‘ad personam’, anzi ‘ad aziendam’, ma se così non fosse, sarebbe davvero brutto se il neo leader del PdL, ancor prima di cominciare, predicasse bene e razzolasse male”. Lo dichiara il senatore del PD Vincenzo Vita.

“Mentre il governo si appresta con una mano a togliere 47 miliardi dalle tasche degli italiani con l’altra salva Berlusconi dagli esiti delle sue malefatte”. Così Alberto Losacco parlamentare del PD. “Si tratta di una iniziativa che ricapitola tutta l’avventura politica di Berlusconi. Il suo unico obiettivo ,da quando è sceso in campo, è difendere i propri interessi a scapito degli italiani. E’ una norma vergogna che deve sparire all’istante. E’ l’ennesimo segnale che questo non è un governo ma una cricca di affaristi senza scrupoli”.

www.partitodemocratico.it

"Testamento biologico: vogliamo una legge umana per la vita" di Livia Turco

Torna in aula oggi la legge sul testamento biologico, approvata due anni fa al Senato. Il governo e la maggioranza non hanno trovato il tempo di ascoltare le ragioni degli atri e l’importante dibattito pubblico che su questo tema si è svolto. È rimasto, così, il testo dello scontro, della lacerazione, che non ascolta la volontà del paziente, che esalta la figura del medico contrapponendola allo stesso paziente dimenticando che il codice deontologico dei medici si basa sul principio di giustizia, beneficialità e autodeterminazione del paziente, che impedisce la sospensione della nutrizione artificiale, sempre e comunque, sancendo così una prevaricazione dello Stato sull’autonomia della coscienza del paziente, del medico e dei familiari. Ciò che colpisce della proposta del centrodestra è l’impianto culturale, attraversato da un pessimismo antropologico che parla di una Italia che non c’è, in preda a una deriva eutanasica. Non è così. Gli italiani e le italiane chiedono rispetto, cura, lotta all’abbandono e alla solitudine, vicinanza, eguaglianza di opportunità; e i medici sanno che il loro compito è curare e non procurare la morte. Il Pd si presenta con una proposta alternativa, elaborata lungo un percorso di confronto e ascolto reciproco, il cui filo conduttore è la promozione della dignità della persona in ogni fase della vita, in particolare quella terminale. Secondo noi si promuove la dignità e si tutela la vita se si ascolta la volontà della persona e si esercita quella virtù antica, da Cicerone ad Enea al cristianesimo, che è la pietas nel suo senso proprio di rispetto e attenzione dell’altro. Ciò che noi vogliamo promuovere e valorizzare è «il connubio tra il sacrario della coscienza e la comunione degli affetti» per usare una felice espressione del teologo Bruno Forte. Non vogliamo che lo Stato si intrometta nella vita delle persone, che ponga ostacoli o vincoli a ciò che spetta solo alla coscienza, all’amore, alla competenza. Vogliamo una legge mite, ispirata al diritto mite, come nelle migliori legislazioni europee a partire dalla Germania, che abbia come obiettivo fondamentale la promozione della relazione di fiducia tra medico, paziente, fiduciario e familiari; e questo può accadere, come ci dicono tutti i medici, solo se si ascolta la volontà del paziente. Questa volontà deve essere considerata impegnativa per tutti come indica la Convenzione di Oviedo che nell’art. 9 scrive che devono essere tenuti in conto i desideri precedentemente espressi dal paziente. Noi vogliamo una legge fissi principi e priorità e non imponga dei vincoli, una legge umana che ha fiducia e che dà fiducia: alle persone, alle famiglie e ai medici.

L’Unità 05.07.11