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Scuola: altro che tempo pieno, dal governo solo il “mezzo servizio”

I deputati del PD dell’Emilia-Romagna hanno presentato una interrogazione al ministro Gelmini per chiedere la nomina di nuovi Dirigenti Scolastici. Nel prossimo anno scolastico 330 scuole dell’Emilia-Romagna rischiano di avere un Dirigente Scolastico a “mezzo servizio”. Questo denunciano i deputati del PD regionale che hanno presentato una interrogazione al ministro Gelmini – prima firmataria, l’onorevole Manuela Ghizzoni – chiedendo tempi e modalità del concorso che dovrebbe nominare i nuovi Dirigenti.

L’attesa per il nuovo concorso, che dovrebbe bandire oltre 2.800 posti a livello nazionale, si protrae ormai da alcuni anni. Una situazione insostenibile, “una gravissima e annosa carenza di Dirigenti Scolastici – si legge nel testo dell’interrogazione – che determina nocumento al buon funzionamento delle autonomie scolastiche, costrette ad uno stato di sofferenza gestionale ed istituzionale”.

Le scuole vacanti sono infatti tuttora affidate a Dirigenti di altri istituti, che svolgono in regime supplenza le proprie funzioni. Un “mezzo servizio” che non può diventare la regola e che conferma il tetro proposito del governo di “affossare la scuola pubblica”, commenta Ghizzoni.

"Deputata insultata perchè disabile i docenti si appellano all'Europa", di Ilaria Venturi

I professori universitari degli atenei italiani chiedono una inchiesta e la censura per il parlamentare della Lega che ha insultato l’onorevole Ileana Argentin (Pd). Con una lettera si appellano al presidente della Repubblica Napolitano, al presidente dell’Unione europea Barroso e al presidente della Camera Fini. Promotore il pedagogista Andrea Canevaro dell’università di Bologna. Tra i firmatari i presidi di Scienze della formazione e docenti degli atenei di tutta Italia. Durante la seduta parlamentare del 31 marzo, la deputata Pd Ileana Argentin è stata insultata da un deputato della Lega, Massimo Polledri, in quanto tetraplegica.

VIDEO Insultata la deputata disabile

Quel gesto ha profondamente indignato la società civile e oggi i docenti universitari, in particolare di Scienze dell’educazione, reagiscono con un appello che in poco tempo ha già raccolto centinaia di firme: “Non bastano le scuse, noi chiediamo una seria inchiesta e un’azione di censura nei confronti dei parlamentari coinvolti in questi fatti”. Così si legge nell’appello inviato al presidente Napolitano, al presidente dell’Unione europea Barroso e al presidente della Camera Fini. Di seguito il testo dell’appello e i firmatari.

L’APPELLO

Al Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano
Al Presidente dell’Unione Europea José Manuel Durão Barroso
Al Presidente della Camera dei Deputati della Repubblica Italiana Gianfranco Fini

Inviamo questa lettera, in qualità di docenti universitari, firmata in primis dagli specializzati nelle Scienze dell’Educazione e dediti, in particolare, alla preparazione di professionisti qualificati nell’area dei servizi educativi, impegnati da anni nell’inclusione dei disabili. Ricordiamo che l’Unione Europea promuove l’inclusione attiva e la piena partecipazione delle persone disabili nella società in linea con l’approccio alla disabilità basato sui diritti umani, appunto in termini di diritto e non discrezionale. Questo approccio è anche al cuore della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità , di cui l’Unione Europea è firmataria. “The EU promotes the active inclusion and full participation of disabled people in society, in line with the EU human rights approach to disability issues. Disability is a rights issue and not a matter of discretion. This approach is also at the core of the UN Convention on the Rights of People with Disabilities, to which the European Community is a signatory.”

Chiediamo una formale procedura di accertamento dei fatti diffusamente riferiti
dai canali mediatici, a proposito di frasi offensive rivolte nei confronti di una deputata tetraplegica da parte dal deputato Massimo Polledri o da un altro suo compagno di partito (Lega Nord) durante la seduta parlamentare del 31 marzo 2011. Noi, come educatori, riteniamo che questi comportamenti abbiano violato palesemente i principi su cui sono basate la Carta Costituzionale Italiana e la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, opponendosi alla linea di contrasto delle discriminazioni in cui noi siamo attivamente impegnati, e non siano cancellabili con tardive e imbarazzate scuse. Per questa ragione, noi chiediamo una seria inchiesta ed un’azione di censura nei confronti dei parlamentari coinvolti in questi fatti.

PRIMI FIRMATARI
Andrea Canevaro, Roberta Caldin, Manuela Gellerani, Alain Goussot, Eugenia Lodini, Maurizio Matteuzzi, Marta Paola Francesca Gagliardi, Emma Beseghi, Elena Malaguti,Giuliana Iaculli, Università di Bologna,

Luigi Guerra, Preside della Facolta’ di Scienze della Formazione,
Universita’ di Bologna

Giuseppe Elia, Preside Facoltà di Scienze della Formazione, Università degli Studi, Aldo Moro, Bari

Luisa Santelli, Università di Bari

Roberta Piazza, Università di Catania

Fabrizio Bertolino, Università della Valle d’Aosta

Marinella Muscarà, Università di Enna “Kore”

Carmen Betti, Stefano Beccucci, Adriano Bugliani, Patrizia Depennato, Maria Rosaria Bortolone, Giovanna Campani, Antonio Calvani, Carlo Catarsi, Umberto Cattabrini, Enzo Catarsi, Rossella Certini, Franco Corchia, Giovanna Del Gobbo, Paolo Federighi, Giovanna Lo Sapio, Rita Mancaniello, Andrea Mannucci, Renzo Martinelli, Filomena Maggino, Maria Ranieri, Orsola Rignani, Clara Silva, Andrea Spini, Daniela Sarsini, Saverio Fontani, Tamara Zappaterra, Arianna Papini, Università di Firenze

Annalisa Pinter, Paolo Frignani, Università di Ferrara

Giampaolo Chiappini – Istituto per le Tecnologie Didattiche – CNR,Università di Genova

Giunio Luzzatto, Università di Genova

Italo Fiorin, Università LUMSA Roma

Piero Crispiani – Università di Macerata

Paolo Ferri, Elisabetta Nigris, Università degli Studi Milano Bicocca

Maja Antonietti, Fulvio De Giorgi, Enrico Giliberti, Nicola Barbieri, Università di Modena e Reggio

Vincenzo Saracino, Università di Napoli

Cristina Amplatz, Marina De Rossi, Valentina Grion, Marina Santi, Università di Padova

Gaetano Domenica, Preside Facoltà di Scienze della Formazione Roma Tre

Lucia Chiappetta Cajola, Carmela Covato, Maria Cristina Leuzzi, Massimiliano Fiorucci, Università degli Studi Roma Tre

Vega Scalera, Università di Roma “Tor Vergata”

Pasquale Moliterni, Università degli Studi Roma “Foro Italico”

Salvatore Codazzo, Stefania Pennelli, Università del Salento

Rosanna Tammaro, Università di Salerno

Roberto Trinchero, Università degli studi di Torino

Gisella Paoletti, Paolo Sorzio, Università di Trieste

Angelo Gaudio, Università degli studi di Udine

Claudio Girelli, Università di Verona

"Il Pd intercetti il vento ecologista", di Sergio Gentili

Il grande balzo dei Gruenen tedeschi (verdi), la flessione del Spd, il tracollo dei liberali e l’arretramento del partito della Merkel rappresentano la cifra del risultato elettorale dei due Lander che sono andati al voto pochi giorni fa. Il dato ha una sua importanza per le tendenze elettorali che mette in luce, da una parte le difficoltà serie dei liberali e delle destre, dall’altra la difficoltà e le divisioni della sinistra. Questi orientamenti sembrano manifestarsi anche in altri paesi europei e parlano di un affanno delle grandi “famiglie” politiche e delle forze al governo di fronte alla crisi economica, sociale e diplomatica dell’Europa.
La crescita elettorale dei verdi tedeschi rappresenta un dato significativo su cui la drammatica vicenda di Fukushima ha inciso ma non in maniera determinante, essendo piuttosto il risultato di una lunga pratica d’impegno ecologista e di una percorso politico che ha fatto superare una visione minoritaria, di sola denuncia e di nicchia, rendendo i Gruenen un partito di governo a tutto campo. Il loro pensiero ecologista ha prodotto una nuova visione dell’economia e della politica facendo della sostenibilità dello sviluppo e del sistema energetico e produttivo una proposta di governo per fronteggiare la crisi economica e sociale della Germania.
Anche in altri paesi europei, questo tipo di proposta incontra l’onda crescente sia delle preoccupazioni dell’opinione pubblica sui cambiamenti climatici, sia delle nuove opportunità per la ricerca, l’impresa e l’occupazione che la qualità sociale e ambientale dello sviluppo ha messo in essere.
Da tutto ciò il Pd viene sollecitato a rafforzare il proprio profilo ecologista e le proposte per lo sviluppo sostenibile e la green economy e a lavorare per rendere sempre più chiaro che esse rappresentano l’unica via possibile per il rilancio dell’impresa, della ricerca e dell’occupazione.
Tuttavia, non vanno fatti generici parallelismi. Le diversità tra l’esperienza dei verdi italiani e quella dei tedeschi ed europei è notevole, come quella tra il Pd e le forze democratiche e socialdemocratiche europee. In Italia il partito dei verdi ha storicamente coperto un’area culturale e politica importante ma elitaria, forse più di altri ha subìto le conseguenze di una impostazione di sola denuncia.
In Germania invece essi sono da tempo una forza di governo alleata con i socialdemocratici.
Ma anche le forze di sinistra e democratiche italiane hanno operato per superare diffidenze e resistenze e per eliminare ogni contrapposizione tra lavoro e ambiente, tra occupazione e sviluppo sostenibile. Il Pd, infine, è nato raccogliendo le esperienze più avanzate dell’ecologismo italiano e ha collocato nel proprio dna i valori e la cultura ambientalista.
Tuttavia, il tratto ecologista fa fatica ad emergere nel modo d’essere e di agire dei democratici. Come mai? Pur in presenza di una crescita della consapevolezza dei cittadini sull’instabilità climatica e i rischi ambientali, l’azione del Pd rimane ancora insufficiente. In molte realtà abbiamo difficoltà nelle politiche: rifiuti, difesa del suolo, aree verdi, tutela del suolo nelle realtà urbane, mobilità sostenibile, sistema dei controlli ambientali, tutela della biodiversità e degli animali. Le risposte che il Pd ha dato sono giuste ma stentano a diventare partecipazione, aggregazione sociale e governo locale.
Eppure abbiamo fatto scelte giuste e impegnative per l’efficienza energetica, le fonti rinnovabili e contro il nucleare di Berlusconi. Sull’acqua la nostra proposta è valida ma non è conosciuta, come tante altre del Pd.
C’è ancora una scarsa consapevolezza del fatto che ci troviamo dentro l’epoca della rivoluzione “eco industriale” e che questa è la chiave di volta della competitività globale. Con questa consapevolezza andrebbe consolidato ed esteso il buon lavoro in atto, per definire politiche industriali, qualità del sistema produttivo, dell’innovazione, dei prodotti, dell’agricoltura, del turismo e di tanti altri settori economici.
Una attenzione particolare va data al moltiplicarsi di imprese che vedono nella green economy il proprio futuro e con cui dobbiamo allacciare rapporti politici e sostenerle, come abbiamo fatto per chi opera nella nuova filiera delle fonti rinnovabili.
La necessità e lo spazio politico sono grandi e la battaglia referendaria è una imperdibile occasione per far conoscere le nostre proposte e la nostra cultura ecologista. Non dobbiamo essere preoccupati se alcuni partiti tentano di intestarsi l’ecologismo.
Non è questo che offusca il profilo ecologista del Pd.
Semmai ci deve seriamente preoccupare il tipo di concezione e di struttura del partito che c’è e che non gira come dovrebbe: i soggetti del pluralismo interno si considerano in permanente competizione tra di loro, il risultato è che il partito in quanto tale è offuscato, gli incarichi prescindono spesso dalle competenze a causa della “spartizione” correntizia e il ruolo degli organismi dirigenti a tutti i livelli risulta troppo spesso formale e non incisivo. La cosa non va.
Questo modo di praticare il pluralismo è semplicemente dissolvente, perché non potrà mai esserci una singola parte autosufficiente e che possa prescindere dall’unità e dall’autorevolezza dell’insieme. Serve riportare il Pd a unità, plurale, ma unità.
Di questo modo d’essere del Pd l’ecologismo già subisce le conseguenze negative e corre il serio rischio di essere relegato a corrente interna invece di rappresentare una grande e fertile cultura comune, parte del patrimonio genetico del partito.

Dov’è l’Italia? (Newsletter n° 3 – marzo 2011)

In fondo a destra, proprio sull’orlo del baratro, verrebbe da rispondere all’interrogativo posto dal titolo di questo editoriale. E l’ha condotta lì una maggioranza, solo parlamentare e non più nel Paese, prona agli interessi del suo Capo e attaccata alla poltrona come un’ostrica avvinghiata allo scoglio.

Ci siamo lasciati alle spalle un mese che avrebbe dovuto celebrare l’orgoglio nazionale nel 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, e che invece ha visto forze di governo mortificare la patria. Un mese che si è concluso con il vergognoso spettacolo delle istituzioni offese da una destra che non ha il minimo senso dello Stato e da un Presidente del Consiglio che continua a scambiare le regole della democrazia con quelle del mercato delle coscienze e della compravendita di parlamentari e ministri per salvaguardare i suoi interessi personali, mentre gli italiani stanno sempre peggio.

Ma il Paese reale non è più rappresentato da questa maggioranza, che da mesi ormai non governa e sfregia le istituzioni, obbligandole a torsioni inaudite.

L’Italia di cui andare orgogliosi è quella scesa in piazza a difesa della Costituzione e della scuola pubblica. Scuola e Costituzione hanno tenuto assieme il Paese anche nei momenti più difficili e rappresentano le risorse vere per il nostro futuro, nonostante il Presidente del Consiglio, con la complicità dei sui ministri, invece di investire e sostenere la scuola e rispettare la Carta, è impegnato a scardinarle entrambe.

L’Italia di cui andare orgogliosi è quella delle donne che hanno manifestato il loro sdegno per un Premier ormai ingabbiato nelle sue stesse barzellette.

Ormai è evidente a tutti che agitare i problemi è una cosa, risolverli un’altra, e per risolverli ci vuole una classe dirigente seria e competente, in grado di occuparsi dell’interesse collettivo. Oggi tutti i problemi stanno venendo al pettine, come dimostra ciò che è accaduto a Lampedusa.

Di fronte alla crisi libica ed alla necessità di intervenire davanti alle minacce di Gheddafi di fare scorrere fiumi di sangue a Bengasi, il Governo è stato ondivago e incerto, passando dal baciamano alle bombe a mano, dal sostegno all’intervento alla tentazione di invertire la rotta. La crisi ha misurato da un lato le divisioni dell’Europa e dall’altro l’inesistente credibilità di cui godiamo verso le cancellerie europee, dopo un quindicennio di politica estera berlusconiana fatta di barzellette e feste private presso le proprie magioni.

Il terremoto e lo tsunami che hanno sconvolto il Giappone hanno confermato quanto sia necessario investire in energie rinnovabili e abbandonare la via nucleare che il Governo vuole perseguire.

Sulla scuola, oltre alle favole del ministro, i tagli indiscriminati voluti dal Governo non risparmiano nemmeno i disabili; per la cultura pensavamo non ci potesse essere un ministro peggiore di uno inesistente, ma i primi segnali inducono a credere che forse dovremmo perfino rimpiangere il predecessore; la condizione giovanile non è mai stata così drammatica, col 30% di senza lavoro.

Dalle donne, dai giovani, dai lavoratori e dagli imprenditori, dalla parte più sana e vitale della nostra società, mortificata da un ventennio berlusconiano, deve arrivare la riscossa di un Paese che è stato grande proprio nei momenti più difficili. La responsabilità delle opposizioni è tanto grande quanto è grave il momento. Dobbiamo interpretare e tradurre questo sentimento di sdegno che nel Paese esiste, anche se i telegiornali di regime non lo vogliono raccontare.

Ecco dov’è l’Italia, quella che può risorgere e svegliarci da un incubo che sembra interminabile.

 

Manuela Ghizzoni

 

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

 

Idee democratiche

Il ministro che non rispetta le leggi

Un’interrogazione dei deputati PD chiede al ministro Gelmini di procedere ad un piano straordinario di immissioni in ruolo e di bloccare la terza tranche dei tagli dei posti in organico. […]

www.orizzontescuola.it, 03.04.11

 

Su la testa. Le proposte del PD per il cinema e l’audiovisivo

Iniziativa pubblica insieme agli operatori della filiera del cinema e audiovisivo […]

www.partitodemocratico.it, 02.04.11

 

8 aprile, Notte bianca per la Scuola e la Democrazia

Cinque città da sud a nord ospiteranno l’evento promosso dal PD. La difesa della scuola e della democrazia marciano insieme perché il futuro delle giovani generazioni è anche il futuro del Paese. […]

www.partitodemocratico.it, 02.04.11

 

Immigrazione: piano del PD per emergenza 

Accordi con la Tunisia. Applicazione della direttiva 55 dell’UE. Abbandonare la strategia delle tendopoli e gestire l’accoglienza con Regioni, Enti locali, associazioni di volontariato e Protezione civile. […]

www.partitodemocratico.it, 01.04.11

 

Il PD pilastro per la riscossa del Paese. Sintesi relazione di Bersani alla Direzione nazionale PD

Il Pd propone una nuova riforma repubblicana e un nuovo patto sociale: un programma che ricostruisca il Paese dopo il fallimento del berlusconismo. […]

www.partitodemocratico.it, 29.03.11

 

Stagisti, tirocinanti e praticanti: dal PD tre proposte a precarietà zero

Damiano, Fassina e Raciti presentano il progetto di legge per tutelare i giovani, incentivare gli imprenditori che assumono chi fa uno stage, introdurre il contratto di praticantato. […]

www.partitodemocratico.it, 29.03.11

 

“Franceschini lancia il patto delle opposizioni”, di Giovanna Casadio

“Il Pd chiami i mille talenti italiani”. «Il Pd deve aprirsi, perché è sotto i nostri occhi che la fascia dei cosiddetti “aggiunti” si è ristretta, rischiamo di tornare alla vecchia somma di Ds e Margherita». […]

La Repubblica, 28.03.11

 

 

Orfini e Galan, botta e risposta sulle proposte PD per rilanciare la cultura a costo zero

Matteo Orfini denuncia le incongruenze del governo ed elargisce “consigli patriottici” al nuovo ministro così da evitare l’aumento della benzina. E Galan si dichiara interessato […]

www.partitodemocratico.it, 26.03.11

 

Europa – Italia, un progetto alternativo per la crescita Presentato il contributo del Pd al Programma nazionale di riforme

Due obiettivi: crescita del tasso di occupazione femminile al 60% in 10 anni (3 milioni di donne occupate in più) e l’innalzamento della specializzazione produttiva dell’Italia. […]

www.partitodemocratico.it, 21.03.11

 

Le dieci risposte del Partito democratico all’Unione degli studenti

Giovedì scorso i ragazzi dell’UDS hanno rivolto alla politica 10 domande attraverso questo sito. In calce le nostre 10 risposte integrali. […]

www.partitodemocratico.it, 15.03.11

 

Per il Futuro dei Beni Culturali

Relazione d’apertura di Matteo Orfini all’incontro organizzato dal PD per discutere del futuro dei Beni culturali. […]

www.partitodemocratico.it, 14.03.11

 

Patrioti, autonomisti, riformatori. Siamo solo noi: i democratici

“Quest’assemblea è un punto d’inizio per un PD che ha in prima fila gli amministratori” dice Pier Luigi Bersani concludendo l’incontro nazionale degli amministratori locali del PD. […]

www.partitodemocratico.it, 11.03.11

 

Al via l’Assemblea nazionale Amministratori locali Pd – Interventi

Le proposte del Pd per una “vera riforma delle pubbliche amministrazioni”. […]

www.partitodemocratico.it, 11.03.11

 

Le mimose che diamo all’Italia sono le firme di Berlusconi dimettiti

“Mettiamoci in cammino per una fase nuova. Nel cuore della crisi italiana c’è la condizione delle donne: è crisi economica e morale, il berlusconismo ha incrinato lo spirito civico con pensieri cattivi e sbagliati. […]

www.partitodemocratico.it, 09.03.11

 

Donne: Bersani, Bindi ed Agostini denunciano i tagli del governo e presentano le proposte Pd

8 marzo manifestazione a Roma e consegna delle firme raccolte dal Pd per chiedere le dimissioni del premier. Provvedimenti del governo peggiorativi della vita delle donne. […]

www.partitodemocratico.it, 03.08.11

 

In caduta libera

 

“Deriva pericolosa”, di Michele Ainis 

Una roba così non era mai successa. Il capo dello Stato che convoca i capigruppo al Quirinale, li mette in riga come scolaretti, gli chiede conto dei fatti e dei misfatti. […]

Il Corriere della Sera, 01.04.11

 

“Barbarie a Montecitorio”, di Curzio Maltese 

Come si sono ridotti così? Prima un po´ alla volta, poi tutto insieme. Il volto, i volti della classe dirigente riflettono ormai la deriva di un´agonia politica. […]

La Repubblica, 01.04.11

 

“Lo specchio deformato del Paese”, di Mario Calabresi 

Il presidente Napolitano sta probabilmente vivendo sulla sua pelle la sensazione che assale qualunque italiano che torni a casa dopo una breve vacanza o un viaggio di lavoro. […]

La Stampa, 01.04.11

 

“Spettacolo al di sotto della decenza”, di Luigi La Spina

Faceva impressione, ieri sera su tutti gli schermi delle tv italiane, vedere il ministro della Difesa urlare in aula e insultare il presidente della Camera per le contestazioni sul «processo breve» […]

La Stampa, 31.03.11

 

“Il timore che la rissa si prolunghi fino al 2013 – Bagarre sul processo breve”, di Stefano Folli

Nella disordinata giornata di ieri a Montecitorio non ci sono vincitori. Semmai c’è un senso di smarrimento diffuso. […]

Il Sole 24 Ore, 31.03.11

 

Processo breve, discussione lunga

 

“Il Pd in piazza per la giustizia”, di Goffredo De Marchis

Il Pd chiude la porta alla riforma della giustizia del governo. Il segretario Bersani accusa il ministro della Giustizia, Alfano, di essere «servile, saremo contro le sue norme in piazza e nel Parlamento». […]

La Repubblica, 04.04.11

 

Processo breve rinviato. Il PD vince la sua battaglia

Dopo il rinvio alla Camera, la discussione riprenderà la prossima settimana. Con l’iniziativa parlamentare e la mobilitazione dei nostri militanti e simpatizzanti, il Pd ha battuto la maggioranza. […]

www.partitodemocratico.it, 01.04.11

 

Giustizia: continua il presidio del PD contro il processo breve. Bersani: “Fare insieme fronte comune contro lo sfregio alla Costituzione e alla democrazia italiana

Bindi: “Siamo in una dittatura della maggioranza”. Oggi la maggioranza è andata di nuovo sotto sulla votazione del processo verbale contenente gli insulti del ministro La Russa. […]

www.partitodemocratico.it, 31.03.11

 

Costituzione, addio «Si viola il principio costituzionale di eguaglianza», di Felice Diotallevi

Già oggi 150 mila processi evaporano «Sarà un disastro». Situazione drammatica a Roma. L’allarme dei magistrati: «Colpo mortale per la giustizia» […]

L’Unità, 31.03.11

 

Prescrizione breve, bagarre alla Camera A La Russa saltano i nervi: «Affan…» in aula

Davanti alla Camera ci sono stati momenti di tensione. Soprattutto quando è arrivato La Russa: slogan da manifestanti contro il ministro. […]

L’Unità, 30.03.11

 

Processo breve, blitz di Pdl e Lega Bagarre in Aula. Il Pd: “Vergogna”

La maggioranza chiede e ottiene di invertire l’ordine del giorno per dare un via libera immediato alla legge che sta a cuore al premier. Insorge l’opposizione. […]

La Repubblica, 30.03.11

 

Giustizia: riforma epocale o iniquità colossale?

 

“Una legge contro i giudici”, di Giancarlo De Cataldo

Proviamo a esaminare i principali argomenti portati a sostegno dell´ormai famoso emendamento-Pini. Numero uno: i giudici che sbagliano devono pagare. […]

La Repubblica, 28.03.11 

 

«Quando la giustizia è alle dipendenze del governo», di Nadia Urbinati

La battaglia sulla giustizia è un capitolo importante di una grande mutazione in corso nel nostro Paese che riguarda l´equilibrio delle forze sociali in generale e, per conseguenza, dei poteri dello Stato. […]

La Repubblica, 25.03.11

 

“Riformano i magistrati, non la giustizia” di Gian Carlo Caselli

La sedicente riforma della Giustizia ideata dal governo, non è un’operazione indolore per la sicurezza dei cittadini. Le ripercussioni negative sul versante delle indagini saranno tante. […]

Il Fatto quotidiano, 16.03.11

 

Giustizia: ecco la proposta del partito democratico

Interventi sui tempi dei processi e garanzie. L’indipendenza della magistratura garantita da norme costituzionali ma basata anche su prestigio e autonomia. […]

www.partitodemocratico.it, 15.03.11

 

“L’indignazione necessaria”, di Guido Crainz

Neppure l´oppositore più prevenuto avrebbe potuto attribuire a Berlusconi le parole che ha realmente pronunciato presentando il suo progetto sulla giustizia: con questa legge – ha detto – non vi sarebbero mai state le indagini di Mani pulite. […]

La Repubblica, 14.03.11

 

«Nessun dialogo. Democrazia a rischio», Simone Collini intervista Andrea Orlando

Il responsabile Giustizia Pd «E’ una riforma della sola magistratura Confronto solo se cambiano le priorità e si procede con legge ordinaria». […]

L’Unità, 12.03.11 

 

“La giustizia come piace a lui: punire i pubblici ministeri”, di Clauda Fusani

Oggi il Consiglio dei Ministri approva 16 articoli che fanno piazza pulita dell’equilibrio fra i tre poteri dello Stato. Una riforma «epocale», come dice il Cavaliere. […]

L’Unità, 10.03.11

 

«I tre “corpi” del Cavaliere», di Ilvo Diamanti

Tra Silvio Berlusconi e i magistrati, ormai, è un corpo a corpo. L´attività del governo e del Parlamento, infatti, ruota intorno a un solo problema. Immunizzare il premier. […]

La Repubblica, 07.03.11

 

Ministro nuovo, storia vecchia

 

«Romano? Toccato il punto più basso della Repubblica», di Simone Collini

«La nomina di Saverio Romano è uno dei punti più bassi della storia della Repubblica, fino al punto da dover indurre il Quirinale a obiettare». […]

L’Unità, 26.03.11

 

“Gli ir-Responsabili famelici: «Urge ddl per nuove poltrone»”, di C. Fusani e N. Lombardo

«Io mi accontento di due settimane alle Maldive», dice il capogruppo Sardelli al premier. Ma gli altri no: vogliono poltrone, sottosegretariati, ministeri. Berlusconi deve fare in fretta, prima del voto su Ruby. […]

L’Unità, 25.03.11

 

“Una nomina in cambio di due voti”, di Marcello Sorgi

Fino a un po’ di tempo fa (e verrebbe da dire fino a qualche giorno fa) fare ministro un indagato era considerato inopportuno, se non proprio impossibile. […]

La Stampa, 23.03.11

 

Rimpasto, Romano neo-ministro dell’Agricoltura indagato per mafia. Riserve dal Quirinale

Indagato in concorso esterno in associazione mafiosa dopo il giuramento replica a Napolitano. Migliavacca: “Berlusconi sotto ricatto”. […]

www.partitodemocratico.it, 23.03.11

 

Gheddafi, la guerra in Libia e noi

 

«Quel Gheddafi è un mascalzone e bisognava pur fermarlo…», intervista a Pietro Ingrao di Bruno Gravagnuolo

Parla Pietro Ingrao. I novantasei anni del leader che fu direttore de «l’Unità» dal 1947 al 1957. La guerra, la pace, l’idea di patria e l’urgenza di un soggetto politico della sinistra italiana ed europea. 96 anni. […]

L’Unità, 30.03.11

 

Napolitano parla al Palazzo di Vetro “Contro Gheddafi bisognava reagire”, di Umberto Rosso

Le violazioni massicce dei diritti umani rendono un regime “illegittimo”. Una critica ai flirt pericolosi del passato con il colonnello Gheddafi, che Giorgio Napolitano pronuncia dinanzi all´Assemblea generale dell´Onu. […]

La Repubblica, 29.03.11

 

“Il nemico francese”, di Filippo Ceccarelli

Ecco, ci mancava giusto il nemico francese. «Alla Francia il petrolio, a noi gli immigrati» si legge su certi manifesti comparsi in questi giorni a Roma. […]

26.03.11

 

Libia, l’Aula di Montecitorio vota la risoluzione del Pd

Il documento presentato da Pd, Idv e Terzo polo è stato approvato dalla Camera con 547 sì, 10 voti contrari e 29 astenuti. A favore anche la maggioranza. […]

www.partitodemocratico.it, 24.03.11

 

Libia, Bersani: non voteremo la risoluzione che copre le miserie della maggioranza

Il Partito democratico non voterà una risoluzione sulla Libia che copra le divisioni del centrodestra. A termine della riunione del Coordinamento del PD è stato il segretario Pier Luigi Bersani ha ribadirlo […]

www.partitodemocratico.it, 23.03.11

 

“Il male minore”, di Luigi Manconi

Nella società del rischio, può accadere di trovarsi sotto ricatto. Può succedere più di una volta nell’esistenza del singolo così come nella vita sociale. […]

L’Unità, 22.03.11

 

Non abbiamo un governo. Le polemiche sulla Libia lo dimostrano

Il segretario PD a RaiNews24: “I diversi ministri stessero zitti. Intervento necessario e legale”. E sul nucleare: “Tremonti non sa se ci farà risparmiare o indebitare. […]

www.partitodemocratico.it, 21.03.11

 

Libia, “Sì al ruolo attivo dell’Italia sotto l’egida dell’ONU”

“La Libia è una cosa seria, non facciamo gli strateghi”, questo il monito del Segretario del Pd Pier Luigi Bersani lanciato al governo […]

www.partitodemocratico.it, 19.03.11

 

«Libertà e petrolio le voci di Tripoli», di Giuliano Amato

Lo so che il tema che più desta la nostra attenzione, e le nostre preoccupazioni, è oggi la Libia. […]

Il Sole 24 Ore, 07.03.11

 

Gheddafi/Berlusconi, affari in comune e conflitto d’interessi con la Quinta Comunication

Fiano e Orfini:”Italia e Berlusconi recidano i legami con i fondi libici. Di fronte alle stragi del dittatore nessuna connivenza può essere tollerata”. […]

www.partitodemocratico.it, 07.03.2011

 

Migranti o clandestini?

 

“Se io fossi un tunisino”, di Adriano Sofri

Mettiamo che io sia un tunisino di vent´anni su uno spiazzo di Lampedusa. Aspetto di essere imbarcato ma sotto il maestrale il mare urla e biancheggia. […]

La Repubblica, 02.04.04

 

“Tutti contro il piano tendopoli di Maroni”, di Vincenzo Ricciarelli

La tregua è durata meno di ventiquattro ore. Dopo aver siglato l’accordo con il Viminale sul piano di accoglienza dei profughi, gli enti locali sono di nuovo sul piede di guerra con il ministro Maroni […]

L’Unità, 01.04.11

 

Lampedusa, PD: “Se sono capaci gestiscano il problema. Altrimenti se ne vadano a casa”

Vergognosa la ricetta del ministro Bossi per risolvere l’emergenza degli sbarchi sull’isola: “immigrati? Fora da i ball”. […]

www.partitodemocratico.it, 30.03.11

 

«Sulla pelle di Lampedusa», di Federico Geremicca

Fotogrammi che fanno il giro del mondo. Immortalano centinaia di uomini accampati con tende e fuochi su una collina come fossero apaches […]

La Stampa, 26.03.11 

 

L’immigrazione si affronta con solidarietà e ragione

Bersani alla prima Conferenza Nazionale sull’Immigrazione del PD: “siamo in condizione di dimostrare che l’umanità determina la governabilità”. […]

www.partitodemocratico.it, 26.03.11

 

La lezione di Fukushima

 

“Il nucleare e l’acqua: nessun dorma”, di Stella Bianchi

Il 12 e il 13 giugno prossimi i cittadini avranno la possibilità di decidere su tre questioni importanti che riguardano la vita e il futuro di ognuno di noi. […]

L’Unità, 30.03.11

 

«Giappone, cresce l’allarme nucleare»

L’Agenzia nipponica per la sicurezza nucleare ha indicato oggi che potrebbe rialzare la valutazione della crisi dell’impianto di Fukushima n.1 […]

La Stampa, 25.03.11

 

“Perché è possibile rinunciare al nucleare”, di Mario Pirani

Ho sempre avuto grandissima stima ed affetto per Umberto Veronesi come uomo e come Maestro delle scienze medico-chirurgiche. […]

La Repubblica, 21.03.11

 

“La paura del referendum”, di Francesco Merlo

E’ scilipotismo termonucleare, trasformismo atomico. Questo non è un governo che ha cambiato idea e sta responsabilmente e dolorosamente rinunziando al nucleare, ma è un governo che non ha idee […]

La Repubblica, 18.03.11

 

“Atomo e arroganza ideologica”, di Roberto Della Seta e Francesco Ferrante

La situazione della centrale di Fukushima è in drammatica evoluzione, e i tentativi volti a minimizzare gli effetti del disastro in corso hanno ormai definitivamente lasciato il posto a timori fondati di un incidente atomico che legherà per sempre il nome della città giapponese a quello di Chernobyl e Three Mile Island. […]

Europa Quotidiano, 16.03.11

 

“Il dovere della paura”, di Barbara Spinelli

Ci sono momenti così, nella storia degli uomini: dove si reagisce con l’emozione oltre che con la razionalità, perché l’emozione sveglia, incita a stare all’erta. […]

La Repubblica, 16.03.11

 

Nucleare, la scelta sbagliata

Il terremoto giapponese mette in allarme il mondo sui rischi imponderabili che la scelta dell’atomo può provocare. Bersani: siamo stati, siamo e saremo contro il piano nucleare del governo […]

www.partitodemocratico.it, 14.03.11

 

“Il Nucleare e Noi”, di Sergio Rizzo

Sarebbe sbagliato sottovalutare quello che sta accadendo alle centrali atomiche in Giappone, Paese che 65 anni fa ha già visto in faccia lo spettro dell’olocausto nucleare. […]

Il Corriere della Sera, 14.03.11

 

Scuola: organici all’osso, classi pollaio e precari in Tribunale

 

“La scuola non reggerà i nuovi tagli di precari”, di Dario Franceschini

Immaginate che domani mattina in una classe su sei non suoni la campanella, le lezioni non inizino e l’aula rimanga vuota. […]

Il Tirreno, 03.04.11

 

Marche: Tagli alla scuola: Flc-Cgil: “In regione meno 512 docenti”

Il sindacato denuncia: “Sono 194 i posti in meno per la scuola primaria: 51 ad Ancona, 59 ad Ascoli Piceno e Fermo, 49 a Macerata e 35 nella provincia di Pesaro Urbino”. […]

Il Resto del Carlino, 03.04.11

 

“L´ultima beffa a scuola ora l´inglese lo insegna la maestra di matematica”, di Corrado Zunino

L´ultima beffa a scuola ora l´inglese lo insegna la maestra di matematica. La riforma Gelmini taglia 11mila docenti. […]

La Repubblica, 31.03.11

 

“Docenti, tornano i concorsi. Ecco il piano del Ministero”, di Alessandra Migliozzi

Aggiornamento delle graduatorie, ma senza spostamenti degli insegnanti in province diverse dalla propria. […]

Il Messaggero, 30.03.11

 

“Precari, i ricorsi valgono sei miliardi”, di Lorenzo Salvia

La stima fatta dai tecnici del ministero dell’Istruzione dice che, se il caso Genova dovesse fare scuola, il costo sarebbe compreso fra i 4 ed i 6 miliardi di euro. […]

Il Corriere della Sera, 29.03.11

 

Scuola, Pd: appalti pulizia? Ministero conferma tagli e licenziamenti

Ghizzoni: scuole più sporche e meno sicure. “Le risposte del governo alla nostra interrogazione sugli appalti per i servizi di pulizia nelle scuole sono del tutto insoddisfacenti. […]

29.03.11

 

«Scuola: rischio ricorsi a valanga», di Gianni Trovati

Sull’organizzazione della scuola rischia di abbattersi un nuovo diluvio di ricorsi. […]

Il Sole 24 Ore, 27.03.11

 

“Tagli nella scuola. Emilia Romagna 881 cattedre in meno”, di Claudio Visani

Meno 881 insegnanti. L’incontro tra sindacati e Ufficio scolastico conferma i pesanti tagli al personale mentre crescono gli iscritti e gli alunni per classe salgono a 21,93. […]

L’Unità, 26.03.11

 

“Precari, sentenza shock nella scuola. maxi risarcimento a 15 prof. E ora…”, di Salvo Intravaia

Maxirisarcimento a 15 precari della scuola. La sentenza è a Genova, ma a questo punto il ministero dell’Istruzione rischia di rimanere travolto dalle richieste degli altri supplenti. […]

La Repubblica, 26.03.11

 

Scuola: PD a Gelmini, invece di risarcimenti era meglio stabilizzare

”Quella di oggi e’ solo l’ultima sentenza in ordine di tempo sulle mancate stabilizzazioni dei lavoratori precari della scuola”. Lo dichiara la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni […]

25.03.11

 

“Allarme precari, 34 mila a rischio”, di Alessandra Ricciardi

Fortuna che ci saranno circa 30 mila pensionamenti. Fortuna, ché così bilanciano i 19 mila tagli e anzi lasciano sul mercato circa 11 mila posti da far coprire con nuove assunzioni, a tempo indeterminato o determinato lo si vedrà nelle prossime settimane. […]

italiaOggi, 22.03.11

 

«Allarme occupazione ora la società reagisca con noi. Pochi vessati come i docenti», Intervista a Patrizio Bianchi* di Adriana Comaschi

Usa toni che non ti aspetteresti da un assessore, Patrizio Bianchi, per raccontare l’allarme della Regione e la sua indignazione per la cancellazione di quei seimila posti di lavoro. […]

L’Unità, 19.03.11

 

Scuola, Pd: su tagli Berlusconi smentisce Gelmini

Ghizzoni, ministro li nasconde premier li denuncia. “Berlusconi smentisce la Gelmini e conferma i tagli alla scuola che il ministro cerca da tempo di nascondere”. […]

15.03.11

 

Scuola, Pd: Tar riconosce tagli scellerati Gelmini

Ghizzoni: personale Ata tagliato del 17% solo per esigenze di cassa. […]

15.03.11 

 

La vendetta del governo contro la scuola statale Di cosa parla il Ministro dell’Istruzione a “Che tempo che fa”?, di Attilio Paparazzo

Di cosa parla il Ministro dell’Istruzione a “Che tempo che fa”? A parole, e senza contraddittorio, difende la scuola pubblica, dichiara che con le sperimentazioni sulla premialità i lavoratori avranno bonus da 7000 euro, lamenta la proletarizzazione dei lavoratori della scuola, li gratifica con la promessa restituzione degli scatti di anzianità che la legge 122/2011 ha tagliato. […]

ScuolaOggi, 15.03.11

 

“Insegnante a chiamata. I viaggi della speranza dei supplenti senza cattedra”, di Gioia Salvatori

Decine di insegnanti campani si radunano la mattina alla stazione Tiburtina di Roma in attesa di una chiamata per una supplenza. […]

L’Unità, 12.03.11

 

“In dieci anni fuori 270 mila prof”, di Alessandra Ricciardi e Franco Bastianini

Secondo una stima di ItaliaOggi, entro il 2021 i pensionamenti libereranno circa il 40% di posti. Solo nel 2012 saranno 38 mila le cattedre senza titolare. […]

ItaliaOggi, 08.03.11

 

“«Troppi allievi nelle aule». E al preside arriva la denuncia”, di Marina Amaduzzi

Sopralluogo dei vigili del fuoco in una scuola: gli studenti dovevano essere 25, erano di più […]

www.corrieredibologna.corriere.it, 08.03.11

 

Scuola, Pd: ministro ha le traveggole, da lei solo ‘tagli epocali’

Ghizzoni: mossa pre-elettorale, Gelmini sa che sua azione erode consenso maggioranza. […]

07.03.11

 

“Scuola, arriva la nuova sforbiciata. A settembre 19.700 prof in meno”, di Alessandra Migliozzi

Scuola, arriva la nuova sforbiciata. A settembre 19.700 prof in meno […]

Il Messaggero, 05.03.11

 

I diritti traditi degli alunni disabili

 

“Tagli al sostegno, la resa del ministero”, di Flavia Amabile

Seconda bocciatura in pochi giorni per il ministero dell’Istruzione: i tagli alle ore destinate al sostegno vanno cancellati, gli studenti disabili hanno diritto all’insegnamento pieno. […]

La Stampa, 30.03.11

 

”Tagli ai disabili «Così discrimina». Gelmini bocciata ancora una volta”, di max di Sante

Un altro schiaffo per la Gelmini. Il tribunale della Spezia ha individuato una «condotta discriminatoria» del ministro dell’istruzione che ha ridotto le ore di insegnamento di sostegno a favore di uno studente disabile di un istituto superiore della Spezia. […]

L’Unità, 29.03.11

 

“Niente campionati perché sono disabile”, di Antonio Giaimo

La delusione di Elisa: «Mi fanno sentire un’italiana di serie B» Elisa, esclusa dalle finali nazionali: per noi non ci sono soldi. Nel cuore il dolore e la rabbia per essere stata esclusa. […]

La Stampa, 28.03.11

 

“Tagli ai disabili, Gelmini condannata. E scoppia il caso Giochi studenteschi”, di Salvo Intravaia

Il Tribunale della Spezia ha giudicato discriminatoria la condotta del Ministero denunciato da uno studente: dovrà ripristinare le ore di sostegno e pagare le spese. […]

La Repubblica, 27.03.11

 

“Quando la scuola non aiuta a vincere”, di Gian Antonio Stella

La laurea in lettere conquistata a Palermo dalla dottoressa Giusi Spagnolo, affetta da sindrome di Down, raccontata ieri da Laura Anello sulla Stampa, è una sconfitta per tutta la scuola italiana. […]

Il Corriere della Sera, 23.03.11

 

“La Gioventù non è per i disabili. Giochi negati ai bambini”, di Chiara Paolin

Nel Vicentino gli alunni con disabilità non hanno potuto partecipare ai Giochi della Gioventù: mancavano i soldi per l’assistenza durante le gare. […]

Il Fatto quotidiano, 22.03.11

 

«Ecco le risposte che vogliamo, Ministro Gelmini!», di S.B.

Perché le studentesse e gli studenti con disabilità sarebbero stati esclusi dalla partecipazione alla Finale Nazionale di Corsa Campestre dei Giochi Sportivi Studenteschi, come è stato anche denunciato in un’Interrogazione Parlamentare? […]

www.superando.it, 18.03.11

 

Scuola: Ghizzoni (PD), “Disabili esclusi da corsa campestre dei giochi studenteschi, è il Miur a mentire” 

La capogruppo PD in commissione Cultura: la Gelmini e il governo garantiscano i fondi al Cip, risoluzione bipartisan alla Camera […]

17.03.11

 

Denuncia PD: «Esclusi i disabili dai giochi studenteschi»

Interrogazione di Ghizzoni «Come il ministero intende superare questa discriminazione?» […]

L’Unità, 15.03.11

 

Disabili esclusi dai Giochi studenteschi, il Pd: “Scandaloso”

Per la prima volta i ragazzi disabili saranno esclusi dalle finali nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi di corsa campestre che si svolgeranno domenica 20 marzo a Nove, in provincia di Vicenza. […]

14.03.11

 

Per una scuola libera, che non deve “inculcare”

 

“La scuola, organo centrale della democrazia”, di Pippo Frisone

Le manifestazioni nelle cento piazze d’Italia del 12 marzo, a Roma come a Milano, hanno voluto dimostrare a tutti i cittadini che la difesa della Costituzione passa anche dalla difesa della Scuola statale […]

ScuolaOggi, 15.03.11

 

“Un milione per Costituzione e scuola”, di Curzio Maltese

Il tricolore e la Costituzione, l´inno di Mameli e «Bella ciao». Le cento piazze italiane hanno sapute leggere, fin dai simboli, la storia di questi anni, l´essenza della scontro politico in atto da quindici anni. Assai meglio di quanto non sappiano fare i partiti. […]

La Repubblica, 13.03.11

 

“Dalla scuola il futuro nazionale”, di Alberto Asor Rosa

Continuo a frequentare le aule e i luoghi d’incontro e di riunione della scuola italiana (intendo qui soprattutto la scuola media, perché per l’Università mi accade più o meno la stessa cosa, ma nel caso suo il discorso sarebbe più difficile o più complesso), e mi sento di esibire a tal proposito le seguenti testimonianze. […]

Il Manifesto, 12.03.11

 

“In piazza anch’io per la Costituzione e la scuola pubblica”, di Manuela Ghizzoni

Con la manovra estiva del 2008 – primo atto politico-finanziario del Governo appena insediato – alla scuola sono stati tagliati poco meno di 8 miliardi di euro. […]

11.03.11

 

“Noi prof, nemici come i magistrati e i giornalisti liberi”, di Annamaria Palmieri

Per «non inculcare…» ci hanno tagliato le ore di lezione hanno costretto i ragazzi a stare in 30 per classe, hanno tolto il sostegno a chi ne aveva bisogno. […]

11.03.11

 

“Scuola pubblica e Costituzione. Due valori sacri”, di Marco Rossi Doria

Andiamo nelle piazze per difendere la Costituzione e la scuola pubblica. Perché pensiamo che l’Italia, che noi tutti, non ne possiamo fare proprio a meno […]

L’Unità, 11.03.11

 

“Insultano la Carta e tagliano 81mila prof: fermiamoli il 12″, intervista a Giovanni De Luna di Oreste Pivetta

«Delegittimare la scuola vuol dire spaccare l’Italia». «Il governo sta attaccando ciò che rappresenta il primo grado di inclusione del Paese, il luogo dove si forma la comunità e l’identità di un popolo». […]

L’Unità, 10.03.11                

 

Scuola: Franceschini, ministro Gelmini difende solo Berlusconi, non quella pubblica

Per questo sabato il Pd sarà in piazza insieme all’Italia che vuole cambiare pagina. […]

09.03.11

 

“La scuola libera dall’ignoranza. Al premier fa paura”, di Rosamaria Maggio

La sua frase è sbagliata politicamente e pedagogicamente. In classe non si va per vedere confermati i valori dei genitori. […]

L’Unità, 08.03.11

 

«L’istruzione pubblica è l’architrave dell’unità d’Italia», di Luigi Berlinguer

La scuola è un bene ad altissima rilevanza sociale per il Paese le dichiarazioni del premier sono un’offesa agli insegnanti. Si delegittimano così i docenti e la libertà di insegnamento […]

L’Unità, 07.03.11

 

“Stipendi degli insegnanti inadeguati”. Il premier: mai attaccato la scuola pubblica. Cgil: solito gioco delle tre carte””, di C.L.

Aveva detto: Non si può essere costretti a mandare i figli in una scuola di Stato in cui gli insegnanti inculcano valori diversi da quelli delle famiglie. […]

La Repubblica, 06.03.11

 

Scuola, Pd: grave che premier dica che scuola pubblica non garantisce cattolici

“La pezza è peggio del buco, con le dichiarazioni di oggi il premier arriva addirittura a prefigurare che le famiglie cattoliche non dovrebbero mandare i propri figli nella scuola pubblica perché gli insegnanti sarebbero estranei ai loro principi valoriali. […]

05.03.11

 

«L’istruzione a tutti per non essere inculcati dalle sue tv», di Chiara Valerio

Si impara prima della scuola, dopo la scuola, nonostante la scuola. Tuttavia purché questa esperienza comune non si trasformi in metafisica, la scuola deve esserci. […]

L’Unità, 04.03.11

 

“Se l´istruzione per tutti diventa un bersaglio” di Stefano Rodotà   

In pubblico, con toni veementi (esagitati?), il Presidente del Consiglio è andato all´attacco della scuola pubblica come luogo di cattivi maestri, dalla quale a buon diritto genitori liberi e pensosi vogliono tenere lontani i figli. […]

La Repubblica, 03.03.11

 

“Quel silenzio in aula per salvare la scuola”, di Carlo Galli

Nelle sue recenti esternazioni sulla scuola Silvio Berlusconi è riuscito ad argomentare nelle modalità più disparate e apparentemente sconnesse. […]

La Repubblica, 02.03.11

 

Opposizione, movimenti e docenti. Tante iniziative contro l’affronto del premier

La protesta contro le parole di Berlusconi si allarga sul web: c’è chi raccoglie adesioni, di comuni cittadini ed intellettuali, chi ricorda lo spessore di Calamandrei. […]

Tecnica della Scuola, 02.03.11

 

Scuola, Gelmini dovrà riferire su inaccettabili parole di Berlusconi. I Democratici presentano question time

Non ci sarà per ‘colpa’ della fiducia il question time di domani con cui i democratici chiedevano al ministro Gelmini di riferire sulle parole del Presidente del consiglio […]

02.03.11

 

“Adesso basta, meritiamo rispetto”, di Sofia Toselli

C’è una classe politica che offende e mortifica continuamente la scuola italiana. Contro la democrazia, contro la Costituzione. Adesso basta, basta insulti. […]

L’Unità, 02.03.11

 

“La distruzione della scuola pubblica”, di Salvatore Settis

È bello che l’onorevole Gelmini, nel commentare le dichiarazioni del presidente del Consiglio sulla scuola, abbia citato la Costituzione. […]

La Repubblica, 01.03.11

 

“12 marzo: per la Costituzione e per la Scuola”, di Federico Orlando

Per una volta, vorrei ricordare di essere (stato) figlio di due insegnanti, che per tutta la vita si sono considerati sacerdoti dello Stato unitario. […]

www.articolo21.org, 01.03.11

 

Credere nella scuola pubblica

 

«La notte bianca per illuminare la scuola», di Giovanni Belfiori

Venerdì 8 aprile a Bologna, Milano, Torino e Napoli un evento grande per passione e organizzazione: l’Italia dice sì al futuro, e guarda oltre i tagli, le denigrazioni, le battute infelici di un ministro e un governo capaci solo di demolire. […]

www.partitodemocratico.it, 25.03.11

 

“La scuola fa, il mondo disfa”, di Marina Boscaino

“L’amministrazione dello Stato, come la tutela privata, deve essere gestita nell’interesse di coloro che le sono stati affidati, non di coloro ai quali è stata affidata”. […]

Il Fatto quotidiano, 30.03.11 

 

“Quando i piccoli maestri fanno grande la scuola”, di Mariapia Veladiano

“La scuola ha un problema solo. I ragazzi che perde”, scrivevano nel 1967 i ragazzi di Barbiana. […]

La Repubblica, 17.03.11

 

«Studiare è più utile che mai», di Irene Tinagli

E’ già abbastanza difficile essere giovani e prendere decisioni sul proprio futuro. Lo è ancora di più in contesti in cui si ricevono informazioni confuse, superficiali, o addirittura sbagliate. […]

La Stampa, 09.03.11

 

«La scuola è il segreto del successo», di Barack Obama

Ho fatto qui in Massachusetts (il presidente parla agli studenti della TechBoston, ndr) parte dei miei studi. […]

La Stampa, 09.03.11

 

“Ma davvero è tutta colpa di Rodari e Don Milani?”, di Giorgio Pecorini

«Don Milani, che mascalzone!» proclamava su Repubblica del 30 giugno 1992 Sebastiano Vassalli. […]

Il Manifesto, 06.03.11

 

“Un paese fondato sulla scuola: così l’istruzione ha unito l’Italia”, di Benedetto Vertecchi

L’imbarazzo che in modo sempre più evidente le forze politiche di maggioranza manifestano nei confronti delle celebrazioni per il centocinquantesimo anniversario della proclamazione dello Stato unitario sta avendo come conseguenza la rinuncia a considerare la ricorrenza come un’occasione per riflettere su che cosa è cambiato nel secolo e mezzo che ci separa dal 1861. […]

L’Unità, 01.03.11

 

Effetto Gelmini e Tremonti sull’università e sulla ricerca

 

Nella ricerca la Cina insidia gli Usa

La Cina insidia gli Stati Uniti anche sul fronte della ricerca scientifica: la potenza asiatica è schizzata dal sesto al secondo posto a livello mondiale ed entro pochi anni salirà in prima posizione scalzando gli Usa. […]

Il Sole 24 Ore, 31.03.11

 

“Anarchia in università”, di Giliberto Capano

Le università stanno lavorando alla predisposizione dei nuovi statuti. La legge Gelmini concede loro sei mesi (più tre di deroga) per cambiare gli assetti statutari del governo dell’ateneo e alla sua organizzazione interna. […]

Europa Quotidiano, 30.03.11

 

«L’ateneo fa i conti con il blocco assunzioni», di Gianni Trovati

Il peggioramento dei bilanci porta a quota 16 il numero delle università condannate alla tagliola  […]

Il Sole 24 Ore, 28.03.11

 

Campagna 3R per i precari dell’Università: Ricorsi, Rinnovi, Reclutamento

C’è un primato tutto italiano di cui non dobbiamo andare fieri: l’Italia è il primo esportatore di ricercatori in Europa. […]

www.flcgil.it, 27.03.11

 

“Esami spostati, lauree in forse, più tasse. L’effetto-Gelmini è il caos negli atenei”, di Manuel Massimo

Non solo il blocco per l’organizzazione di didattica e ricerca. La riforma sta producendo disagi e ostacoli enormi per gli studenti che vedono cambiare all’improvviso i loro percorsi di studio. […]

La Repubblica, 24.03.11

 

“Grandi manovre sull’università La disfida per la guida dei rettori”, di Lorenzo Salvia

Continuità o alternativa? I due fronti dopo le dimissioni di Decleva. «È come quando si sceglie la città che si prende le prossime Olimpiadi» […]

Il Corriere della Sera, 24.03.11

 

Nei dipartimenti il futuro dell’università”, di Paolo Bertinetti

Caro direttore, la riforma dell’università prevede che i Dipartimenti, luogo della ricerca, siano anche il luogo della didattica; e che i corsi di laurea facciano capo ai Dipartimenti e non alle Facoltà. […]

La Stampa, 23.03.11

 

“Se i giovani fuggono dalle università”, di Tito Boeri

Il ministro dell´Istruzione, Università e Ricerca è intervenuta più volte nelle ultime settimane sui mass media. […]

La Repubblica, 23.03.11

 

“Così la riforma Gelmini ha fermato le università”, di Corrado Zunino

Allarmi e proteste ormai non si contano: la legge – e si sapeva – ha bisogno di molteplici decreti che il governo dimentica: le funzioni della ricerca (tutte), la chiamate di progettisti, associati e docenti sono bloccate. […]

La Repubblica, 22.03.11

 

«I cervelli in fuga all’estero costano 200 milioni l’anno», di Marco Alfieri

Così l’Italia perde competenze, competitività e nuove opportunità di crescita […]

La Stampa, 14.03.11

 

“La laurea non batte la crisi. Fuga di iscritti all’Università”, di Flavia Amabile

L’ università pubblica italiana è in calo costante. Quella privata invece aumenta. Del 2%, qualche centinaio di studenti, ma aumenta. […]

La Stampa, 08.03.11

 

“Laureati travolti dalla crisi bassi stipendi e più precarietà”, di Federico Pace

Peggiorano ancora i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità. Raddoppia il fenomeno di chi non ha neppure un contratto. I laureati di famiglie operaie guadagnano quasi duecento euro al mese in meno dei colleghi di estrazione borghese. […]

La Repubblica, 07.03.11

 

Un altro taglio alla ricerca italiana salta l´avamposto nella Silicon Valley”, di Federico Rampini

Per l´Italia da oggi ufficialmente la Silicon Valley non esiste più. Scaduto il mandato per l´addetto scientifico uscente, presso il consolato italiano di San Francisco, questo incarico non sarà affidato ad altri. […]

La Repubblica, 06.03.11

 

“Napolitano: no a tagli col machete sulla spesa pubblica”, di Claudio Tucci

«Anche in questa fase di tagli della spesa pubblica, di rigore in seguito all’accumulo di un grande stock di debito pubblico, ritengo che i tagli della spesa pubblica non possano essere fatti con il machete. Non si possono mettere sullo stesso piano tutte le spese» […]

Il Sole 24 Ore, 05.03.11

 

“Effetto Gelmini” sull’università

Terza e ultima tappa del viaggio nel mondo della scuola e dell’università organizzato dal circolo Pd di San Possidonio in collaborazione con i Giovani Democratici della bassa Modenese. […]

02.03.11

 

La questua della cultura

 

“Il governo ha reintegrato i fondi per lo spettacolo. Ma per i teatri è sempre notte.”, di Michele Smargiassi

Vesti la giubba e la faccia infarina. Col cuore che lacrima, si va in scena. Davanti a duemiladue poltroncine rosse si prova Pagliacci di Leoncavallo. […]

La Repubblica, 04.04.11

 

“Che ci azzecca la benzina con la cultura?”, di Marzio Galeotti

Per compensare la rinuncia ai tagli alla cultura, il governo ha deciso di inasprire la tassazione sui carburanti. […]

LaVoce.info, 30.03.11

 

“Il ministro e la battuta sui Bronzi La Calabria contro il «leghista» Galan”, di Gian Antonio Stella

Giù le mani dai bronzi di Riace!» . È bastato che buttasse lì il dubbio se sia sempre opportuno lasciare lì sul posto i tesori ritrovati, scegliendo c o m e esempio (ahi…) le statue elleniche, e il neoministro alla Cultura Giancarlo Galan è stato investito da un fitto lancio di missili terra-aria calabresi. […]

Il Corriere della Sera, 27.03.11

 

“La cultura batte il governo”, di Luca Del Fra

È la più poderosa disfatta del governo Berlusconi in

tre anni: sulla cultura tutte le richieste urgenti fatte da movimenti, sindacati, associazioni di categoria sono state accettate. […]

L’Unità, 24.03.11

 

Beni culturali: Pd, marcia indietro su Fus è vittoria del paese 

De Biasi: ”Galan venga in parlamento per illustrare nuova linea governo”. “Il ripristino del Fus è un grande successo del mondo della cultura e di quella politica che ha a cuore il futuro dell’Italia. […]

23.03.11

 

Cultura massacrata, Carandini si dimette

Si è dimesso Andrea Carandini presidente del Consiglio superiore dei beni culturali. Lo si è appreso dal ministero dei beni culturali. […]

L’Unità, 14.03.11

 

“Muti: io, ribelle del podio un urlo per salvare la cultura”, di Ernesto Assante

I direttori d´orchestra non devono parlare ma era necessario: la nazione che perde la propria cultura perde l´identità. Riccardo Muti in prima fila contro i tagli alla cultura. […]

La Repubblica, 14.03.11

 

Tagli alla cultura, si lamenta persino Bondi

Arriva un’altra sforbiciata di 77 milioni. Ghizzoni: “Cosa replica il consigliere Enrico Aimi del Pdl? Se la prenderà ancora con la propaganda della sinistra? […]

11.03.11

 

“Signori si chiude lo spettacolo è finito”, di Michele Serra

Duecentotrentuno milioni di euro è la cifra che lo Stato italiano intende spendere per cinema, teatro e lirica nell´anno corrente. […]

La Repubblica, 11.03.11

 

“Abbracciati al Colosseo per riprenderci la cultura”, di Luca Del Frà

«La difesa della cultura è una battaglia per la libertà», taglia corto dal palcomontato davanti l’arco di Costantino il segretario della Cgil Susanna Camusso. […]

L’Unità, 06.03.11

 

La crisi che c’è e il lavoro che manca

 

In Italia la disoccupazione a febbraio scende all’8,4%, 9,9% nell’Ue. Senza lavoro il 29,8% dei giovani

Il tasso di disoccupazione a febbraio scende all’8,4%, con una diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio e di 0,1 punti su base annua. […]

Il Sole 24 Ore, 01.04.11

 

“Precari Ispra, dal tetto al nulla Pronti a protestare ancora”, di Luciana Cimino

Strano destino quello dell’Ispra. L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, ente vigilato dal Ministero dell’Ambiente, ha sempre più compiti e emergenze da seguire ma ha sempre meno soldi per assumere personale e per svolgere le sue preziose attività di ricerca e controllo. […]

L’Unità, 01.04.11

 

Fumata nera per la Gambro

Nulla di fatto dall’incontro tra la direzione dell’azienda biomedicale, le Rsu ed i sindacati. Che hanno dunque deciso di proclamare 8 ore di sciopero per venerdì 1° aprile. […]

31.03.11

 

Inflazione record: + 2,5% per il boom di benzina e gasolio. Ma l’agenda di Berlusconi si occupa di altro

La benzina cresce del 12,7% in un anno e il gasolio del 18,5% ma il governo si preoccupa solo di processi. […]

www.partitodemocratico.it, 31.03.11

 

“Tre lavoratori su quattro? Precari”, di Cesare Damiano

Ormai l’allarme sociale è altissimo e investe soprattutto i giovani. Il fallimento del governo è totale. Ora bisogna voltare pagina. Meno lavoro e sempre più precario. […]

L’Unità, 30.03.11

 

Economia, il Pd sfida il governo. «Pronti a discutere le riforme», di Simone Collini

«Noi siamo pronti a discutere in Parlamento di riforme economiche, se si vogliono fare sul serio». […]

L’Unità, 22.03.11

 

“Altro che generazione mille euro, il primo impiego ne vale appena 800?, di Francesca Barbieri

Dimenticate la generazione mille euro. Oggi la busta paga di un giovane al primo impiego è ben più leggera: 823 euro netti al mese. […]

Il Sole 24 Ore, 14.03.11

 

“Il nostro tempo è adesso” giovani e precari in piazza il 9 aprile

La proposta lanciata da 14 rappresentanti di reti sociali che si sono unite per dire basta ad una condizione di vita basata sulla precarietà, per dire basta anche alla fuga all’estero. […]

La Repubblica, 11.03.11

 

“Laureati travolti dalla crisi bassi stipendi e più precarietà”, di Federico Pace

Peggiorano ancora i dati su retribuzioni, occupazione e stabilità. Raddoppia il fenomeno di chi non ha neppure un contratto. […]

La Repubblica, 07.03.11

 

Federalismo de no’artri

 

“Perequazione: chi l’ha vista?”, di Alberto Zanardi

La riforma del federalismo fiscale è arrivata finalmente alle questioni di peso con l’approvazione del decreto sulla finanza regionale, dopo quello sulla finanza comunale. […]

LaVoce.info, 25.03.11

 

Via libera al fisco regionale. Il PD si astiene in Commissione Bicamerale marzo

La Bicamerale per il federalismo fiscale ha approvato oggi pomeriggio il parere di maggioranza sul decreto legislativo in materia di fisco regionale. […]

www.partitodemocratico.it, 25.03.11

 

“Federalismo, stangata subito sbloccate le addizionali regionali”, di Roberto Petrini

Costi da 230 euro. Nuove tasse sul rumore e sui Suv. Manovra anticipata. Chi ha un reddito oltre 28 mila euro pagherà 862 euro in più nel 2015. Si appesantisce la stangata che il federalismo porterà nelle tasche degli italiani. […]

La Repubblica, 20.03.11

 

“Con il federalismo municipale più tasse per 16 milioni di italiani”, di Felicia Masocco

Più tasse per tutti. Per chi le paga, ovviamente, e i lavoratori dipendenti e i pensionati le pagano “alla fonte”. Per loro, più che per altri, il governo Berlusconi ha apparecchiato una bella stangata […]

L’Unità, 13.03.11

 

“Federalismo, le Regioni tornano all´attacco”, di Silvio Buzzanca

“Impegni disattesi su trasporti e patto di stabilità”. Calderoli: il governo li rispetterà. Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legislativo sui Comuni. […]

La Repubblica, 04.03.11

 

“Sì al federalismo, Berlusconi con fazzoletto Lega”, di Andrea Carugati

La fiducia numero 40, la più inutile di tutta la legislatura, passa a ora di cena. I leghisti sventolano le bandiere dei “popoli del Nord”, Berlusconi si mette addirittura un fazzoletto verde al taschino per suggellare l’intesa con l’alleato. […]

L’Unità, 03.03.11

 

Fiducia sul federalismo: Intervento di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente, cari colleghi, siamo al quarantaquattresimo voto di fiducia in due anni e mezzo […]

02.03.11

 

“Il finto federalismo”, di Marina Sereni

La decisione del governo di porre la fiducia sul federalismo municipale ha un significato politico rilevante, indipendente anche dal merito del decreto che stiamo per votare. […]

Europa Quotidiano, 02.03.11

 

150 volte Unità d’Italia

 

“Il Carroccio disunito”, di Michele Brambilla

I leghisti hanno boicottato le celebrazioni o vi hanno partecipato obtorto collo. Era scontato. […]

La Stampa, 18.03.11

 

“La festa di un popolo”, di Ezio Mauro

Grazie allo spirito unitario, costituzionale e repubblicano della sua presidenza, Giorgio Napolitano è infine riuscito a trasformare in una festa nazionale e di popolo il centocinquantenario dell´unità d´Italia. […]

La Repubblica, 18.03.11

 

Intervento del Presidente Napolitano alla Seduta comune del Parlamento in occasione dell’apertura delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia

Sento di dover rivolgere un riconoscente saluto ai tanti che hanno raccolto l’appello a festeggiare e a celebrare i 150 anni dell’Italia unita […]

18.03.11

 

“PD, partito patriottico”, di Rudy Francesco Calvo

Il partito di Bersani evidenzia la sintonia con il Quirinale. Fischi a destra, applausi a sinistra. È una celebrazione “patriottica” anomala questa per i 150 anni dell’Unità d’Italia. […]

Europa Quotidiano, 18.03.11

 

“Italia unita alle radici della nostra democrazia”, di Pier Luigi Bersani

L’anniversario è di tutti, o dovrebbe esserlo. Cominciamo col dire questo. Lo si capirà bene oggi pomeriggio, nell’Aula della Camera, quando il Parlamento in seduta comune ascolterà le parole solenni di Giorgio Napolitano, capo dello Stato e mai come oggi vero garante del patto costituzionale e repubblicano. […]

L’Unità, 17.03.11

 

Italia 150. La Lega della vergogna

Il Carroccio diserta l’anniversario, disprezza l’Unità e il tricolore. Il PD: “Troppo facile fare i leghisti con i soldi degli altri! Se la Lega non c’è, noi ci saremo due volte”. […]

www.partitodemocratico.it, 17.03.11

 

“Dobbiamo desiderare il futuro”, di Mario Calabresi

Un secolo e mezzo ci appare come un tempo lunghissimo: il 1861 sembra appartenere soltanto ai libri di scuola, eppure 150 anni altro non sono che sei generazioni. […]

La Stampa, 17.03.11

 

Italia 150, Bersani: “Il Pd è il Partito della nazione, per una nuova Unità d’Italia”

In occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, una delegazione del Partito Democratico si recherà all’Altare della Patria per deporvi una corona d’alloro. […]

www.partitodemocratico.it, 17.03.11

 

«150°, quel filo tra Risorgimento ed Europa. Intervista a Ciampi», di Dino Pesole

«Infandum regina iubes renovare dolorem», «tu mi constringi, regina, a rinnovare un indicibile dolore». […]

Il Sole 24 Ore, 12.03.11

 

«Piccole Italie fanno la vera unità d’Italia», di Daniele Marini

L’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia si avvicina in un clima politico rovente, da «curva Sud»: il tifo è a prescindere, prevalgono l’invettiva e l’insulto reciproco. […]

La Stampa, 07.03.11

 

Le donne protagoniste, oltre l’8 marzo

 

“Donne e media: la forza di essere unite. Il documento bipartisan del Senato”, di Vittoria Franco

Quest’anno in Senato la settimana dell’8 marzo qualche risultato positivo per le donne lo ha portato: un ddl sulla presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società pubbliche e private quotate in borsa (che dovrà però essere ancora confermato dalla Camera) e una mozione su donne e media. […]

L’Unità, 20.03.11

 

“L’abc del ddl sulle quote rosa nei cda delle società”, di Nicoletta Cottone

Tre articoli per far entrare per legge le donne nei consigli d’amministrazione delle società quotate. […]

Il Sole 24 Ore, 16.08.11

 

“Le donne agli Stati generali”, di Fabrizia Bagozzi

Dopo l’8 marzo, le prospettive del movimento. Se l’otto marzo è arrivato di slancio, come una sorta di prosecuzione naturale delle piazze del 13 febbraio […]

Europa Quotidiano, 10.03.11

 

Napolitano: il livello di dignità e di considerazione di cui godono le donne sono tra i principali indicatori della maturità dei sistemi democratici

“In Italia, come in tutti gli stati democratici, le donne hanno raggiunto molti obiettivi, ma in questo viaggio verso la parità c’è stata una forte accelerazione nell’ultimo cinquantennio”. […]

www.quirinale.it, 09.05.11

 

“8 marzo, cresce in Italia la disuguaglianza tra uomo e donna”, di Manuela Ghizzoni

Cento anni ci separano dall’incendio (25 marzo 1911) nella camiceria “Triangle Shirtwaist”, a New York, nel quale morirono centoventinove ragazze, perlopiù immigrate. […]

08.03.11

 

“Più rispetto per il corpo, più diritti sul lavoro”, di Anais Ginori

Le quote rosa per dare un aiuto all’uguaglianza tra generi. Il Parlamento sta per approvare quelle nei consigli d’amministrazione. Un segnale importante per una festa dell’8 marzo che, quest’anno più che mai, ha il sapore della protesta. […]

La Repubblica, 08.03.11

 

Potere, cultura e sentimenti i sogni per un’Italia diversa

Come può cambiare il Paese e cosa sarebbe bello che succedesse per rendere migliore la condizione femminile? Ecco quello che immaginano e vorrebbero per il domani giornaliste, scrittrici, studiose e filosofe […]

La Repubblica, 08.03.11

 

“Sorelle d’Italia, queste le donne che hanno costruito il paese e lottato per la democrazia”, di Serena Danna

Quando apprende di essere stata citata tra le donne che hanno fatto l’Italia, Rossana Rossanda raffredda il tono della voce: «L’umiltà non è tra le mie qualità migliori, ma per cortesia dica all’amica Gae di non commettere questo errore di valutazione». […]

Il Sole 24 Ore, 07.03.11

 

«Troppi ostacoli. Serve un piano per l’occupazione femminile», di Simone Collini

Quello di domani «sarà l’8 marzo più difficile degli ultimi anni per le donne italiane, che in questa fase di crisi devono fare i conti con un precariato e una disoccupazione che fanno spavento». […]

L’Unità, 07.03.11

 

«L’8 marzo della Gelmini», di Pippo Frisone

Nel 1908 in una fabbrica di New York, 129 operaie che scioperavano da giorni contro le terribili condizioni di lavoro, venivano dal padrone prima rinchiuse dentro e poi lasciate morire, bruciate vive. […]

ScuolaOggi, 07.03.11

 

“L’ultimo rogo delle donne”, di Vittorio Zucconi

Era il 25 marzo 1911, un incendio divampò nella camiceria “Triangle Shirtwaist”, a New York. […]

La Repubblica, 06.03.11

 

“8 marzo, le donne crescono”, di Irene Tinagli

Per quest’anno si prevede un 8 Marzo meno stucchevole e più pragmatico del solito. […]

La Stampa, 06.03.11

 

“Donne al comando in azienda? L’Italia è ultima in Europa”, di Paolo Barone

L’8 marzo il Parlamento approverà finalmente la nuova legge per correggere l’anomalia del nostro Paese nella Ue: e fra un anno la geografia del potere economico verrà rivoluzionata. […]

La Stampa, 05.03.11

 

“Inferni di famiglia: ecco dove nasce la nuova violenza”, di Lea Melandri

Lea Melandri è una delle figure più note del femminismo italiano. Anticipiamo la sua prefazione al nuovo saggio edito da Bollati Boringhieri […]

L’Unità, 03.08.11

 

«In Italia dopo il primo figlio il lavoro diventa un miraggio», di Alessandra Arachi

Come si muovono le donne italiane nel mondo del lavoro? Linda Laura Sabbadini, direttrice centrale dell’Istat, che fotografia ci può fare? […]

Il Corriere della Sera, 02.03.2011

 

Letture per aprire la mente

 

“Un governo fantasma e un paese allo sfascio”, di Eugenio Scalfari

Il Presidente della Repubblica questa volta è andato più in là che in altre precedenti esternazioni. […]

La Repubblica, 03.04.11

 

“L’Italia vista da Berselli”, di Filippo Ceccarelli

Nei suoi ultimi testi la fantasia reclamava indipendenza e libertà il diritto di svolazzare sopra i luoghi comuni. Colpisce l´estrema varietà dei generi che poi riescono a fondersi grazie alla scrittura […]

La Repubblica, 01.04.11

 

“Il Cavalier Laqualunque”, di Francesco Merlo

È venuto a svuotare l´isola così come andò a svuotare Napoli. Lì i rifiuti e le lordure furono caricati sui Tir, dispersi via terra con destinazione ignota, e qui sulle navi, onda su onda il mare li porterà al largo dell´Italia degli egoismi regionali e del ricatto secessionista. […]

La Repubblica, 31.03.11

 

“Bossi comanda E Silvio rischia i voti siciliani”, di Marcello Sorgi

Oltre a segnare una nuova esplicita occasione di attrito tra il Quirinale e Palazzo Chigi, l’emergenza Lampedusa che ha superato ogni limite di tollerabilità è una chiara conseguenza dell’indebolimento del governo e del centrodestra in versione ridotta, con Bossi che, o detta la linea, o si mette di traverso. […]

La Stampa, 30.03.11

 

“Gran confusione nei cieli d’Europa”, di Eugenio Scalfari

I giornali di tutto il mondo, i nostri compresi, scrivono da giorni che c´è grande confusione. Lo dicono anche i governi, gli stati maggiori delle varie forze armate, i politici e le persone interrogate per strada. […]

La Repubblica, 27.03.11

 

“Un premier sotto ricatto”, di Massimo Giannini

Un presidente del Consiglio sotto ricatto. Un governo a responsabilità e a sovranità limitata. Da qualunque parte la si osservi, l´Italia offre di sé un´immagine da fine Impero. […]

La Repubblica, 24.03.11

 

“Il processo breve di re lanterna”, di Franco Cordero

Vanno in scena trucchi berlusconiani. Sui tribunali e corti d´Italia pende la minaccia d´una mutazione mai vista nella monstrorum historia. […]

La Repubblica, 22.03.11

 

“Crisi politica. Ecco perché siamo caduti così in basso”, di Vincenzo Visco

Perchè ha vinto sempre il Cavaliere? E’ che con la crisi della prima Repubblica si è aggirato il tema vero: una ristrutturazione profonda del sistema di potere. […]

L’Unità, 19.03.11

 

“Dalle Alpi fino allo zibibbo perché qui la vita è dolce”, di Michele Serra

L´identità di un paese è fatta di gioie piccole e grandi, abitudini, parole e personaggi da non dimenticare […]

La Repubblica, 17.03.11

 

“Giappone esempio di etica pubblica”, di Lorenzo Mondo

L’immane tragedia che si è abbattuta sul Giappone rischia di cancellare come insignificante, almeno dal nostro punto di vista, una notizia pervenuta pochi giorni prima da Tokyo. […]

La Stampa, 14.03.11

 

“Una legge ad castam”, di Massimo Giannini

La giustizia italiana, per poter esser davvero utile ai cittadini, aveva bisogno di tutto. Ma non certo di questa «rivoluzione» celebrata con un evviva dal capo del governo. […]

La Repubblica, 11.03.11

 

«Le procure sotto tutela», di Barbara Spinelli

Quando giudichiamo il conflitto fra potere politico e giustizia, conviene sempre alzare gli occhi, guardare oltre i nostri confini, usare la memoria, per capire se davvero chi governa ha in mente una soluzione che migliora le cose o una regressione formidabile, dissimulata dietro finte promesse. […]

La Repubblica, 09.03.11

 

“Una vedova che si chiama Cultura”, di Michele Ainis

Centocinquant’anni per uno Stato, un popolo, una cultura. Per un’identità nazionale che si riflette nei principi scolpiti sulla nostra Carta. […]

Il Sole 24 Ore, 06.03.11

 

“La democrazia contro le oligarchie”, di Gustavo Zagrebelsky

Che sulla democrazia – come su ogni altra forma di governo – incomba il pericolo del disfacimento, è un dato d´esperienza che non può essere negato. […]

La Repubblica, 05.03.11

 

“Referendum, i rischi del voto politico”, di Marcello Sorgi

La decisione del ministro dell’interno Maroni di fissare le elezioni amministrative il 15 e 16 maggio (con ballottaggi il 29 e 30) condanna i referendum, che dovrebbero svolgersi il 12 giugno, a una probabile morte per astensione e mancanza di quorum. […]

Il Sole 24 Ore, 04.03.11

 

Risoluzioni, interpellanze e interrogazioni presentate in marzo

 

Risoluzione in Commissione contro l’esclusione degli alunni disabili dalle finali dei Giochi sportivi studenteschi e per garantire il finanziamento del Comitato italiano paraolimpico – Atto n. 7-00525 del 23 marzo 2011

 

Interpellanza urgente sulla sentenza emessa dal tribunale di Genova in merito al ricorso di docenti precari e sulla necessità di procedere ad un piano straordinario di immissioni in ruolo e non procedere con la terza tranche dei tagli dei posti in organico previsti dal decreto-legge n. 112 del 2008 – Atto n. 2-01026 del 29 marzo 2011

 

Interrogazioni:

 

– sulle 330 scuole dell’Emilia Romagna che hanno il dirigente a “mezzo servizio” – Atto n. 5-04507 del 31 marzo 2011

 

– sulla carenza di magistrati e di personale amministrativo del tribunale di Modena – Atto n. 5-04416 del 22 marzo 2011

 

– sulla esclusione degli alunni disabili dalle finali dei Giochi sportivi studenteschi – Atto n. 5-04404 del 16 marzo 2011

 

– sulla rimozione del vincolo di non esportabilità di una preziosa commode, rarissima opera di Antoine-Robert Gaudreaus – Atto n. 5-04394 del 15 marzo 2011

 

– sulla necessità di reinserire l’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche nei bienni dei percorsi liceali – Atto n. 5-04369 del 10 marzo 2011

 

– sulle conseguenze della nuova disposizione del comma 1, lettera b), dell’articolo 19 della Legge 240/2010 in relazione alla figura del «dottorando senza borsa di studio» – Atto n. 5-04300 del 2 marzo 2011

 

"Ribellarsi all’instabilità", di Luciana Cimino

I giovani precari prendono la parola. Lo faranno sabato 9 aprile manifestando in tutto il Paese. «Il nostro tempo è adesso», lo slogan. Iniziative senza bandiere politiche in quasi trenta città. Una generazione espulsa dalla vita produttiva e sociale del paese che vuole riprendersi la scena pubblica. Sono respinti dal mercato del lavoro, che quando li accetta lo fa solo a condizioni paraschiavistiche, sono impossibilitati a formarsi una famiglia, ad avere una casa, a coltivare passioni e sogni. Non hanno uno stipendio e non avranno una pensione. Sono i precari italiani. Un’intera generazione, ma c’è chi dice siano due (se si includono tutti quelli che il posto lo hanno perso causa crisi), finora silente ma che adesso si compatta dietro l’appello lanciato in rete dal comitato «Il nostro tempo è adesso» e scende in piazza. Anzi, nelle piazze. Il 9 aprile a Roma, (dove è prevista la manifestazione principale con un corteo che partirà alle 14 da piazza della Repubblica destinazione Colosseo) così come a Milano, Torino, Firenze, Napoli, Palermo, Catanzaro. E in altre 28 città italiane. Ma anche Bruxelles e Washington. Una mobilitazione che è nata dal basso e che vuole rimanere senza “padrini”. Tutti i partiti di sinistra hanno aderito (da Sel, fin dalla prima ora, al Pd e all’Idv) ma per adesso la richiesta dei promotori è di scendere in piazza senza bandiere. Immediato l’appoggio della Cgil con il segretario Susanna Camusso che ha anche diffuso in internet un video appello. Così come al video si sono prestati alcuni volti noti della cultura e dello spettacolo come Ascanio Celestini, Moni Ovadia, Caterina Guzzanti, Dario Vergassola, David Riondino. Ma saranno le storie di ordinaria disperazione dei precari e delle loro famiglie a prendere la scena. Quelli che non se ne vanno, perché ogni anno sono 45mila i laureati che lasciano l’Italia per cercare lavoro altrove. Ci sarà in piazza, sperano gli organizzatori, tanta parte di quel milione e 500 mila circa di giovani sotto i 34 anni che svolge un lavoro precario e che sono operatori di call center, interinali dello spettacolo, archeologi, ricercatori, insegnanti. E ci saranno anche i giornalisti precari, gli studenti e i giovani imprenditori.
PADRI E FIGLI
E i genitori, come questo che dice in conferenza stampa: «Ho un figlio di 22 anni che stiamo facendo studiare con immensi sacrifici, io e sua madre sognavamo che i nostri sforzi e la sua grande volontà potessero dargli un futuro che fosse migliore del nostro, io sarò in piazza e griderò con forza la mia rabbia». Ma il 9 non sarà solo una giornata in cui «si metteranno in piazza questi temi – fa notare Claudia Pratelli, del comitato “Il nostro tempo è adesso” – vogliamo costringere il Governo a mettere in cima all’agenda la precarietà e non la riforma della giustizia a uso e consumo di qualcuno. La crisi economica ha massacrato i giovani, non è un problema solo nostro: è un problema del Paese se manda al macero una generazione. Si riempiono la bocca in campagna elettorale, poi però sulla precarietà l’azione politica è assente. È insopportabile quello che fa il Governo, adesso basta».

L’Unità 05.04.11

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“Il nostro tempo è adesso”, i precari in piazza.
di Ste. Fel.

Si chiama “Giornata nazionale di mobilitazione”, perché non è uno sciopero (i precari non possono scioperare) e neppure una protesta o una manifestazione. Il 9 aprile, in tutta Italia e non solo, ci saranno iniziative e cortei, a cominciare da quello che attraverserà Roma. “Il nostro tempo è adesso, la vita non aspetta”. Questo è lo slogan del comitato promotore, che ieri ha presentato l’iniziativa in una conferenza stampa. Tra i 14 che si sono inventati l’evento ci sono archeologi freelance, imprenditori emigrati all’estero, giornalisti più o meno precari, operatori dello spettacolo. C’è anche una sindacalista “tradizionale”, Ilaria Nani, della Cgil giovani, ma non è una manifestazione sindacale. Soprattutto perché i precari non si fidano dei sindacati (Cisl e Uil, all’inizio, hanno anche approvato il collegato lavoro che ostacola i ricorsi contro i rapporti di lavoro illeciti per i precari). “Vogliamo risollevare le coscienze dei precari, dare un messaggio di riscatto”, dicono dal comitato.
Sul sito ilnostrotempoea desso.it   ci sono le ragioni della manifestazione. Una delle rubriche è dedicata ai numeri della crisi di una generazione silenziosa. Oltre all’ormai cronico 30 per cento di disoccupati tra i ragazzi che hanno tra i 15 e i 24 anni (l’Istat non registra miglioramenti nelle sue stime mensili), ci sono altri dati, come quello pubblicato ieri sugli infortuni sul lavoro. Subiscono un incidente 5,06 lavoratori ogni 100 tra chi ha meno di 35 anni. Per i più vecchi la percentuale scende al 3,7. Altro numero: 45 mila laureati ogni anno fuggono dall’Italia, diventano “Expat”, espatriati.
Il momento non aiuta: tra processi berlusconiani, la guerra in Libia, la catastrofe nucleare in Giappone e un numero di manifestazioni di piazza ormai così frequenti da renderle un appuntamento settimanale. Ma il gruppo de “Il nostro tempo è adesso” confida nel-l’approccio a rete. Sia nel senso del web, affidandosi a donazioni volontarie sul sito della manifestazione, con finanziamento dal basso in stile Obama per garantire l’indipendenza. Ma il modello rete è applicato anche nel mondo reale, preferendo una molteplicità di eventi a un unico grande raduno. Da Trieste a Taranto, da Verona a Siracusa, dalla mattina al pomeriggio.
Sul sito continuano ad arrivare adesioni dalle associazioni di precari che stanno cercando di riempire il vuoto di rappresentanza dovuto allo scarso impegno dei sindacati e dei partiti. Tra le ultime adesioni, quella del gruppo “Fitness precario” di Terni che partecipa alla mobilitazione “per rivendicare il diritto alla malattia, il diritto al riposo retribuito per maternità, i contributi che danno diritto alla pensione, una copertura assicurativa Inail contro gli infortuni sul lavoro, la paga stabilita dal contratto collettivo nazionale di settore”.

Il Fatto quotidiano 05.04.11

"Biblioteche. La Braidense senza lampadine e Manzoni si legge al buoi", di Michele Smargiassi

In mutande e reggiseno tra incunaboli e cinquecentine. Uno spogliarello, e nella Sala Teologica, per giunta. Ma persino Maria Teresa d´Austria, la fondatrice della Biblioteca Braidense, sarebbe stata d´accordo. «Con quello spot della Golden Lady abbiamo sistemato e ridipinto gli infissi e sostituito i vetri rotti». Aurelio Aghemo era da poco soprintendente: «Non fu un sacrificio. La sala restò chiusa un giorno solo, fecero tutto con grande velocità e rispetto per il luogo. E la modella, una ragazza francese, devo dire, era bellissima…».
La cultura si arrangia anche così, nell´Italia dei tagli che vanno, e vengono, e magari rivanno, del doman non v´è certezza, quest´anno dalla vergogna del disastro ci ha salvato una fermata al distributore di benzina, due centesimi d´accise in più sul litro per salvare il genio italico, ma cosa accadrà con la prossima finanziaria nessuno lo sa, si naviga a vista. E allora perché scandalizzarsi se ci si adatta ingegnosamente a sopravvivere nella precarietà, facendosene una ragione, quasi una filosofia. Sulla parete dietro la scrivania del suo ufficio, Aghemo ha appeso un ritratto di Napoleone, come memento: «per ricordarmi che da grandi altezze si può sempre precipitare in grandi insuccessi».
Finora non è accaduto, nonostante tutto. Da duecentoquarant´anni la Braidense è uno scrigno delle patrie lettere incastonato a Brera, quarta biblioteca italiana per importanza, un milione e mezzo di volumi, un fondo antico inestimabile, gli archivi di Foscolo, Manzoni, Pascoli, una mediateca multimediale aperta da poco nella vicina ex chiesa di Santa Teresa. La biblioteca aumenta i servizi, cresce di 18 mila volumi l´anno. Ma ha sempre meno denaro, e perde personale. Centoventi dipendenti fino a tre anni fa, entro l´anno coi pensionamenti senza turnover scenderanno a 69: è vicino il dimezzamento. «Ma non abbiamo tagliato neanche un minuto dell´orario di apertura», rivendica con orgoglio il sovrintendente. Certo, «è una partita a dama». Due o tre giorni a settimana, i catalogatori interrompono il lavoro sugli archivi per sedersi al banco del prestito e della consegna dei libri ai visitatori. Ci si adatta. Anche con gli acquisti si stringe la cinghia. Nel 2006 il fondo era di 320 mila euro l´anno. Oggi 70 mila, quasi un quinto. Bene, si taglia. Con «oculatissimo dolore». Si sacrificano gli abbonamenti a riviste meno lette, si rinuncia a completare quell´area di studio marginale. Il lettore medio non se ne accorge. Ma le lacune un giorno peseranno. La Braidense è un archivio del sapere, e un sapere coi buchi che sapere è?
Nell´augusta saletta che custodisce l´archivio manzoniano manca il celebre ritratto dell´Hayez: per le celebrazioni unitarie è andato in prestito al Quirinale. Vorrà pur dire che ci tiene, l´Italia, al romanziere della Patria. Daniela Goffredo, che ne è la conservatrice dal 1981, apre con cautela il faldone dei manoscritti, la grafia minuta di don Lisander recita: «Ei fu come al terribile / segnal della partita», è l´originale del Cinque Maggio, sì, quella che abbiamo imparata a memoria è una poesia diversa, vuol dire che l´arte è fatta di correzioni, che la manutenzione è una necessità delle parole come dell´edilizia.
Infatti le tegole si rompono. Il tetto della Braidense, da dove Schiapparelli scopriva i canali di Marte, ha qualche problemino. Niente di drammatico, ma è stato necessario sgomberare un paio di ambienti e metterci teloni impermeabili. Mica può piovere sul Manzoni. Allora s´è dato da fare il Fondo ambiente italiano, che assieme all´associazione Amici di Brera ha animato una colletta da 27 mila euro. Bene? Sì. Cioè no, perché la Braidense, essendo una proiezione del Ministero dei Beni culturali, non ha una contabilità autonoma, dunque non può accogliere e spendere donazioni private. Dovrebbe girarle al bilancio generale dello Stato, e poi chiedere per via burocratica un finanziamento straordinario per lavori. E avete già capito cosa significa. Così, ci si arrangia di nuovo. I privati pagano direttamente le fatture ai lattonieri, ai muratori, agli elettricisti. Anche con lo spot dello spogliarello andò così. Il dottor Aghemo si pente di avermi raccontato lo stratagemma non procedurale, «nulla di irregolare, ma se può sfumi sui dettagli…». La burocrazia non tollera certe creatività, ancorché sacrosante.
Nell´imponente sala Maria Teresa tutti i ragazzi seduti ai tavoli hanno un laptop acceso. Da un anno tutta la biblioteca offre il wireless gratuito. E solo per questo i frequentatori sono aumentato di colpo del 50%, da 300 a 450 in media al giorno. Però nella Braidense interconnessa si fatica a cambiare le lampadine. Bruciano, è inevitabile, e bisogna cambiarle. Non si dice “semplice come svitare una lampadina”? Bene, questo alla Braidense, che pure fu la seconda biblioteca del mondo illuminata elettricamente, non vale. Con soffitti da nove metri, ogni volta bisogna chiamare gli operai con il trabattello, l´impalcatura mobile, aprire un cantiere con piano sicurezza a norma antinfortunistica. Un investimento oneroso. Ma al buio non si legge. Solo che il fondo spese correnti, per la manutenzione ordinaria e le bollette, quest´anno è stato tagliato del 30%. Che si fa? «Non so, accenderemo le luci mezz´ora dopo. Oppure cambieremo una lampadina su due…».
Eppure ci fu un´età dell´oro anche per la Braidense. Quando il ministro Veltroni inventò il “lotto del martedì” riservato alla cultura, piovvero denari per le spese extra, per le iniziative. Poi anche quella manna s´inaridì, tagliata per esigenze di bilancio dalle successive finanziarie. Chissà se alla tassa culturale sulla benzina accadrà la stessa cosa. Alla Braidense sono già abituati da anni ai soldi che vanno e vengono, ai bilanci decisi a Roma senza poter spostare neppure un euro da un capitolo all´altro, versati sempre in ritardo, a spese già fatte. S´arrangeranno ancora. Finché si può. «Manca la carta per le fotocopie, ricordiamoci di trovare uno sponsor».

La Repubblica 05.04.11

"Precari, partita doppia del governo", di Alessandra Ricciardi

Ministero dell’istruzione ed Economia alla ricerca frenetica di una via di fuga dal contenzioso. Respingere l’ondata dei ricorsi, evitando di dover mettere mano al portafogli, e al tempo stesso dare una risposta se non definitiva di certo di svolta sul fronte del reclutamento. Per farlo, ministero dell’istruzione ed Economia stanno lavorando febbrilmente in queste ore a un piano precari così strutturato: da un lato una modifica normativa (si vedano le anticipazioni di ItaliaOggi di giovedì scorso) che depotenzi il contenzioso intentato dai supplenti per ottenere risarcimenti o addirittura l’assunzione in pianta stabile; dall’altro, un decreto pluriennale di assunzioni sui posti liberi e disponibili sia dei docenti che degli Ata.

Una doppia partita che deve concludersi in tempi brevi non solo per questioni giudiziarie (sta partendo la class action dei precari contro il ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini) ma anche burocratiche (le eventuali assunzioni per il prossimo anno vanno fatte entro luglio). E poi soprattutto congiunturali. Già, perché sull’intero pacchetto gravano gli spettri di un’economia ancora in affanno e di conti pubblici da tenere sempre, rigorosamente sotto controllo. Tanto da non potersi escludere ulteriori interventi di contenimento della spesa.

Ecco perché le prossime settimane saranno decisive. Ma andiamo con ordine. Sul primo fronte, quello del contenzioso dei precari, è in fase di presentazione alla Comunitaria, alla camera, un emendamento del governo che interviene sull’articolo 10 del decreto legislativo n. 368/2001 e sulla legge 124/199: in pratica si esclude dal novero dei contratti a tempo determinato, per i quali vale la ricostruzione di carriera e la sanzione dell’assunzione a tempo indeterminato nel caso in cui siano reiterati per più di tre anni, le supplenze del personale docente e Ata.

La motivazione addotta sarebbe quella della specificità del settore, dove le supplenze rispondono a una flessibilità del servizio che non può essere preventivata. Un discorso che regge solo a patto (è questo uno dei nodi più spinosi) che i precari lavorino non sui posti dell’organico di diritto, che rappresentano vacanze strutturali per le quali la normativa europea prevede il divieto di reiterazione dei contratti a tempo. Ecco perché Istruzione e Tesoro potrebbero avere la necessità di inserire già all’ interno di questo emendamento un rinvio al piano di assunzioni. Il quale servirebbe anche a supportare con il Quirinale l’emendamento che depotenzia il contenzioso intentato dai precari in questi mesi. Tema, quello del precariato, a cui il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, si è mostrato finora molto sensibile.

Il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, avrebbe fatto aperture per un pacchetto di assunzioni da autorizzare più consistente degli scorsi anni. Secondo indiscrezioni, si tratterebbe di coprire, ancora da decidere in quali tempi, i posti vuoti e disponibili per insegnanti e Ata, al netto dei agli che finiscono quest’anno: complessivamente circa 65 mila posti. Se ci sarà o meno una contropartita non è ancora dato sapere.

da ItaliaOggi 05.04.11