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"Quegli incroci pericolosi tra stampa e TV", di Sergio Rizzo

Bene ha fatto Giorgio Napolitano a imporre di correggere la piega indecente che aveva preso il decreto Milleproroghe. Bene ha fatto, anche se non era difficile immaginare quanto la sua iniziativa sarebbe stata mal digerita dal presidente del Consiglio, indispettito dal fatto che «quando il governo decide di fare una legge» , parole sue, «lo staff» del presidente della Repubblica «intervenga puntigliosamente su tutto» .
Così «puntigliosamente» , in questa circostanza, da avere però determinato forse involontariamente un risultato paradossale, del quale proprio l’editore Silvio Berlusconi non potrebbe non rallegrarsi. Alludiamo alla norma che consentirà a chi possiede più di una rete televisiva di sbarcare nella carta stampata a partire dal prossimo primo aprile. Le cose sono andate nel modo seguente. La legge Gasparri prevede il divieto di incrocio fra televisioni e stampa quotidiana fino al 31 dicembre 2010. Due giorni prima della scadenza, con il decreto Milleproroghe, viene deciso uno slittamento di quel termine che non piaceva alle opposizioni: ma fino al 31 marzo 2011. Perché soltanto tre mesi? Il governo dice che vuole prendere un po’ di tempo in una materia tanto controversa. Per l’opposizione, invece, non può che trattarsi di una pistola carica in mano alla maggioranza in vista di probabili elezioni. Solo una certezza: la decisione se far scattare o meno quel grilletto il primo aprile è nelle mani di Berlusconi. La norma che allunga di tre mesi il divieto è infatti seguita da un’altra che dà al presidente del Consiglio la facoltà di stabilirne, con un proprio decreto, «l’ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2011» . L’opposizione s’infiamma, urlando contro il conflitto d’interessi del premier. E anche l’Autorità per le comunicazioni di Corrado Calabrò fa presente che proprio perché la materia è così delicata bisogna andarci con i piedi di piombo: se ci dev’essere uno slittamento, che almeno sia serio. Ne viene così fuori un emendamento del governo che sposta tutto al 31 dicembre 2012. Dove si precisa che il divieto di comprare giornali deve riguardare «qualunque piattaforma» , vale a dire anche le tivù satellitari. Una sottolineatura perfino ovvia nel mercato ormai globale delle comunicazioni. Che però si traduce in una pillola avvelenata per il principale concorrente del magnate televisivo Berlusconi: Sky di Rupert Murdoch. L’emendamento sta per andare in porto quando il Quirinale ferma tutto, ma per ben altre ragioni. Il fatto è che sul carretto del Milleproroghe sono state caricate cose assolutamente estranee alla funzione originaria di quel provvedimento, ovvero mettere una pezza a scadenze previste dalle leggi che per ragioni tecniche non possono essere rispettate. Per dirne una, è finito lì dentro anche l’aumento del numero degli assessori per le grandi città. Una schifezza fra altre schifezze, che va epurata. Ma il tempo stringe: l’esecutivo rimette mano al provvedimento in fretta e furia e lo fa approvare proprio sul filo di lana. Il Quirinale «prende atto che governo e Parlamento hanno provveduto a espungere dal testo molte delle aggiunte sulle quali erano stati formulati rilievi da parte del capo dello Stato» . Aggiungendo però che «restano comunque disposizioni in ordine alle quali potranno essere successivamente adottati gli opportuni correttivi» . Per la serie: qua nessuno è fesso. Anche perché, nella concitazione della ripulitura chiesta dal Colle, sono rimaste nel piatto pietanze indigeribili come l’ennesima scandalosa sanatoria per i manifesti elettorali abusivi. Mentre invece la modifica che rimandava al 2013 la possibilità per i proprietari di più reti tivù di acquistare giornali è saltata. E il boccino torna così nelle mani di Berlusconi. Tanto basta per alimentare nuovi rancori, nuovi veleni, nuovi sospetti su piani di conquista dei grandi giornali da parte delle reti televisive del premier. Viene da chiedersi: in un momento come questo, con il mondo in fiamme, l’economia che arranca e le riforme al palo, c’era bisogno di altra benzina sul fuoco?

dal Corriere della Sera del 1° marzo 2011

Scuola, Gelmini dovrà riferire su inaccettabili parole di Berlusconi. I Democratici presentano question time

Non ci sarà per ‘colpa’ della fiducia il question time di domani con cui i democratici chiedevano al ministro Gelmini di riferire sulle parole del Presidente del consiglio che, dal palco dei Cattolici riformisti ha detto ‘libertà vuol dire anche non essere costretti a mandare i nostri figli in una scuola di Stato dove ci sono insegnanti che vogliono inculcare principi che sono il contrario di quelli delle famiglie’. “Si tratta di giudizi inaccettabili che discreditano la scuola statale e l’operato del personale scolastico su cui il ministro Gelmini dovrà al più presto riferire in parlamento”. Il primo firmatario del question time è il presidente dei deputati del Pd, Dario Franceschini, a seguire la capogruppo nella commissione Cultura Manuela Ghizzoni, l’intero ufficio di presidenza del gruppo e tutti i componenti democratici della commissione Cultura.

"I "suggeritori" che Silvio si vanta di non conoscere", di Marcello Sorgi

Chi sono gli uomini di Napolitano e perchè non piacciono al premier. Quando parla di Quirinale, l’incubo di Silvio Berlusconi ha ancora il volto e il sorriso suadente di Gaetano Gifuni, l’indimenticabile braccio destro di due Capi dello Stato come Scalfaro e Ciampi, uscito dalla prima linea e divenuto oggi, con Napolitano, segretario generale onorario. Un ruolo più appartato, anche se solo apparentemente, dato che il suo compito è anche quello di fornire consigli nei momenti più delicati: e per come vanno le cose in Italia di questi tempi ciò vuol dire intervenire ogni giorno che Dio manda in terra. Adesso che il suo ufficio è nel palazzo di fronte alla Presidenza della Repubblica, don Gaetano, l’indimenticabile «Prudenziano» (questo il suo nome di battaglia), con chiunque glielo chieda minimizza, accenna alla scrivania sgombra di pratiche e dossier, divaga su certe ricerche storiche a cui il maggior tempo a disposizione gli consente di dedicarsi, e si guarda bene dal commentare in qualsiasi modo la gran confusione politica che non trova pace e la guerra istituzionale che quasi quotidianamente oppone Palazzo Chigi al Quirinale, alla Corte Costituzionale e alla presidenza della Camera.

Ma appunto, che in un momento come questo un uomo come Gifuni possa dedicarsi solo ai suoi studi e alle sue amate riflessioni, non ci crede nessuno. Don Gaetano è infatti la memoria vivente delle due Repubbliche, la Prima e la Seconda, e l’archivio pulsante di una materia specifica, come i precedenti giuridici e di principio, che nessun computer e nessun motore di ricerca è in grado di consultare meglio di lui. Così, per Berlusconi, Prudenziano non incarna soltanto il ricordo terribile di quel Natale di sedici anni fa in cui il ribaltone, ordito ai suoi occhi con la promessa mancata di elezioni anticipate che non ci furono, dall’inflessibile segretario generale che allora affiancava Scalfaro, lo precipitò di colpo da Palazzo Chigi all’opposizione e alle aule dei tribunali in cui i magistrati lo aspettavano per cucinarselo.

Gifuni rappresenta anche la serie infinita dei più delicati frangenti in cui le soluzioni escogitate dal Cavaliere per risolvere i suoi problemi venivano demolite passo dopo passo e punto per punto dalle corrosive obiezioni di don Gaetano: leggi decisive come quelle sulla tv, lodi indispensabili, norme ad personam, pensate per sfuggire alle tagliole della magistratura, venivano vanificate orestavano impigliate nella fitta rete burocratica stesa dal Colle. Conseguentemente, nell’immaginario berlusconiano, l’idea che il potente avversario si sia fatto da parte è incredibile, è solo apparenza, riconoscendosi facilmente in tutto ciò che accade tra Palazzo Chigi e il Quirinale la traccia evidente del suo metodo infallibile e della sua testarda volontà. Berlusconi, si sa, si fida solo di se stesso e del suo intuito.

Ma non a caso negli ultimi tempi, quando i suoi consiglieri più stretti hanno ricominciato ad insistere con lui per convincerlo a moderare i toni almeno su Napolitano, lui ha promesso di trattenersi, anche se poi non c’è riuscito, spiegando che non ce l’aveva con il Presidente ma con i suoi suggeritori. La sortita contro il cavilloso staff del Quirinale «che interviene puntigliosamente su tutto» è nata di qui. Per Berlusconi non conta il fatto che in tutti i Paesi evoluti del mondo lo Stato sia composto anche di funzionari e di organi che esercitano i dovuti controlli sulle decisioni del governo, né il principio che ogni potere, secondo la Costituzione, sia bilanciato da un contropotere e ad ogni peso debba necessariamente corrispondere un contrappeso.

Il Cavaliere vede piuttosto se stesso come unico rappresentante della spinta che viene dal basso, appunto la volontà dei cittadini, e tutti gli altri come suoi nemici impegnati attivamente – e abusivamente – ad impedirgli di fare quel che vuole. In cima alla lista degli autocrati mette naturalmente lo staff del Quirinale. Non il Presidente, del quale anzi, anche in conciliaboli privati, parla bene, ricordando di aver fatto di tutto in ogni occasione per mantenere inalterati i rapporti personali. Ma i suoi pignoli funzionari, quegli occhi cerchiati di doppie lenti con i loro polverosi scartafacci, per il Cavaliere sono la zavorra che rende impossibile il cambiamento in questo Paese. Invano gli uomini di Palazzo Chigi, in testa l’instancabile Gianni Letta, cercano di convincerlo che non è così, lo frenano, lo trattengono, gli spiegano a tutte le ore che da una guerra con il Quirinale il governo non ha nulla da guadagnare.

Per Berlusconi la fila di quei grand commis, vestiti tutti uguali, che formano il seguito del Presidente, non rispondono al Capo dello Stato ma a loro stessi e forse ancora perfino al loro vecchio capo Gifuni. Con gli attuali membri dello staff, Berlusconi si vanta di non aver alcun rapporto. Con il segretario generale Donato Marra, con il capo della segreteria Carlo Guelfi, che assistono Napolitano nei suoi incontri ufficiali, il premier è orgoglioso di aver scambiato sì e no qualche saluto. Buongiorno e buonasera, e così con quasi tutti gli altri, di cui ignora anche i nomi. Nelle inquietudini del Cavaliere, oltre al già temuto Prudenziano, alla fine sono in due quelli da tener d’occhio. Uno è il consigliere per gli affari dell’ amministrazione della giustizia Loris D’Ambrosio, magistrato di grande esperienza già al vertice del ministero della giustizia prima di salire sul Colle: passeranno per le sue mani le nuove leggi ad personam in preparazione a Palazzo Chigi per limitare l’impatto dei processi ripresi a Milano.

L’altro è il consigliere per gli affari finanziari Giuseppe Fotia, il «signor No» della copertura finanziaria delle leggi, secondo solo a Tremonti e ai funzionari della Ragioneria nel bloccare le riforme più agognate dal Cavaliere. In questo senso l’avvertimento di Berlusconi contro lo staff è da intendersi preventivo, generale e particolare, ma soprattutto, non c’è neppure bisogno di dirlo alla vigilia di una stagione come quella appena cominciata, rivolto direttamente a Napolitano. Lui che è un politico – il premier parla a suocera perché nuora intenda – pensi a tenere a bada la carica dei burocrati che vogliono bloccare il governo. Altrimenti, la guerra tra i palazzi e tra le istituzioni non finirà. E potrebbe anche inasprirsi.

La Stampa 01.03.11

"Adesso basta, meritiamo rispetto", di Sofia Toselli

C’è una classe politica che offende e mortifica continuamente la scuola italiana. Contro la democrazia, contro la Costituzione. Adesso basta, basta insulti. La fatica di insegnare e apprendere, la fatica di crescere, merita rispetto, attenzione e cura.
E una classe politica che non è capace di capire questa verità elementare offende e mortifica continuamente la scuola italiana,con ogni atto e con ogni parola da quasi tre anni, fa al Paese l’offesa più grande.
Qui non si tratta solo di non investire sul futuro dei nostri figli, questo purtroppo gran parte dell’Italia lo ha capito da tempo, qui si tratta, se possibile, di vero e proprio disprezzo.
Tutti i giorni gli insegnanti sono impegnati, attraverso il confronto delle idee, nello sforzo di istruire e educare cittadini liberi, colti, capaci di pensiero autonomo.
Questo è il compito prioritario della scuola pubblica. Come si fa perciò a dire che gli insegnanti vanno contro l’interesse dei genitori?
In realtà si vuole attaccare la scuola pubblica per imporre omologazione, aggredire la Costituzione e in sostanza il futuro democratico del nostro paese.

L’Unità 01.03.11

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“Credere, obbedire, inculcare”, di Marco Simoni

Quando ho letto le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulla scuola pubblica «ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli» mi sono chiesto: ma che principi voglio “inculcare” io ai miei figli? Faccio già abbastanza fatica a spiegare che non si può guardare la Tv per più di venti minuti, e ho dalla mia la possibilità di impormi fisicamente spegnendo l’apparecchio, l’idea di poter quindi inculcare “inculcare”, non “spiegare”, “raccontare”, “suggerire” dei principi addirittura, mi sembra un impresa improba, impossibile.
In effetti, come tutti i genitori ho il desiderio che i miei figli mi seguano per alcune cose, per altre meno, e sarei gratificato nel testimoniare scelte che assomiglino alle mie; credo che il narcisismo abbia in questo un ruolo almeno pari alla convinzione che i principi che cerco di seguire siano giusti. Tuttavia, penso anche che alla fine faranno quello che vogliono. Le scelte che compiono i figli dicono qualcosa dei loro genitori e della loro scuola, ma dicono molto soprattutto di loro stessi. Non credo dunque di poter scegliere una scuola che “inculchi” alcunché, ma posso cercare di esporre i miei figli a conoscenze ed esperienze che li aiutino a dare significato alle scelte che compiranno.
Proprio in queste settimane ho conosciuto meglio i caratteri profondamente classisti della scuola pubblica inglese, in particolare nelle città come Londra, in cui le opportunità di una vita possono dipendere dalla scuola elementare che si frequenta. Le riforme del New Labour nel quindicennio passato hanno fatto molto, affrontando una situazione eccezionalmente grave, ma non sembra abbastanza. Tuttavia, così come è difficile migliorare una grande istituzione in difficoltà, è difficile affossare una istituzione forte, che dipende soprattutto dalla cultura, e dal lavoro di chi la scuola la fa.
Per questo, nonostante la mancanza delle attenzioni che meriterebbe, la scuola italiana rimane una straordinaria fonte di riflessioni sul Paese (basti pensare ai recenti libri di Paola Mastrocola e Silvia Dai Prà) e uno degli assi fondamentali su cui poter ragionevolmente basare il nostro futuro. Non si tratta di ignorare le sue sofferenze, che non dipendono come al solito solo dalla destra, ma di una considerazione fredda sulle forze dell’Italia, una delle quali secondo me è la sua scuola, pubblica, diffusa, di buona qualità e spesso eccellente. Ieri sul Sole24Ore Andrea Ichino ha spiegato il lavoro prezioso che sta compiendo l’Invalsi per capire quali scuole funzionano meglio e quali peggio: primo passo necessario per migliorare le seconde e assicurarsi che le prime continuino così.

l’Unità 01.03.11

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“Quanto vale una scuola”, di Giancarlo De Cataldo

In Italia, l’arte e la scienza sono libere, e libero ne è l’insegnamento. In Italia, la Repubblica detta le norme generali sull’istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e i gradi. In Italia, anche enti e privati hanno il diritto di istituire scuole e istituti di educazione, purché senza spese per lo Stato. La legge fissa i diritti e gli obblighi delle scuole non statali e ha l’obbligo di assicurare la loro piena libertà e di garantire agli alunni lo stesso trattamento delle scuole statali. Sul piano operativo, in Italia la scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. Per questo motivo la Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altri contributi assicurati per concorso.
Tutto quello che avete letto sinora proviene dagli articoli 33 e 34 della Costituzione. Era necessario, per i padri costituenti, stabilire la libertà d’insegnamento perché si usciva da una dittatura che aveva esercitato un controllo capillare sulla formazione dei giovani, vietando ogni forma di conoscenza non aderente ai canoni del regime. Se il quadro di riferimento è così chiaro, le recenti polemiche sulla scuola pubblica investono direttamente il disegno costituzionale. Un paio d’anni fa, d’altronde, autorevoli pensatori “liberali” si pronunciarono contro l’insegnamento della Costituzione nelle scuole, sostenendo che un testo “storico”, e dunque soggetto a modifiche nel tempo, non doveva diventare, attraverso l’insegnamento, oggetto di culto. C’è, insomma, una certa insofferenza per questa nostra Costituzione che è pensata per evitare, o almeno contenere al massimo, il rischio che un nuovo “pensiero unico”, imposto dall’alto, si impossessi delle coscienze, forgiandole a propria immagine e somiglianza.

L’Unità 01.03.11

Il calendario della politica: l’autunno del patriarca, l’inverno del governo e la primavera delle donne (Newsletter n° 2 – febbraio 2011)

L’inverno del governo potrebbe durare ancora a lungo, ma l’accelerazione di questi mesi ha fatto comprendere a tutti che dobbiamo prepararci ad un cambio di stagione politica. Magari non seguirà il ritmo delle stagioni, ma non si può non vedere che è urgente, necessaria e inevitabile una svolta netta.

Questa newsletter riguarda febbraio, che, sebbene sia il mese più breve dell’anno, è stato generoso di spunti per il dibattito politico. Lo ricostruisco brevemente, anche per i pochi affezionati del TG1, che di molte di queste vicende hanno potuto apprendere solo aspetti marginali. Febbraio comincia con il decreto legislativo sul federalismo comunale che non supera la prova della commissione bicamerale (dove la maggioranza non è più tale), ma il Consiglio dei Ministri tira dritto, salvo farsi stoppare dal Presidente della Repubblica, perché la “forma” se viziata, deturpa la “sostanza”. Ci penserà una doppietta di voti di fiducia nelle Aule parlamentari a condurre in porto l’agognato decreto, ma il giudizio nel merito non cambia: il “vedo, voto, pago” caro a Calderoli, lascia il posto ad un più prosaico “pago di più, ovunque io sia”.

Si prosegue con il decreto legge sulle proroghe di termini, che da agile e snello diventa un pachiderma durante l’estenuante esame del Senato (ben 5 settimane), per quella sorta di bulimia normativa che generalmente colpisce maggioranza e governo a fine legislatura. E se non fosse giunto il monito del Presidente (a ricordare qual è l’iter appropriato per convertire un decreto in legge), il corpaccione del decreto sarebbe stato ancor più florido.

In questa occasione, anche l’avaro Tremonti ha vestito gli inusuali abiti dell’elargitore di prebende per gratificare gli amici e macinare veloce consenso, e a rimetterci sono sempre i soliti. Qualche esempio? E’ stata gratificata la fedeltà politica della Scala di Milano e l’Arena di Verona (con 3 milioni ciascuno) mentre analogo trattamento non è stato riservato, ad esempio, al Carlo Felice di Genova o al San Carlo di Napoli; i ribelli padani delle quote latte riceveranno in premio 5 milioni in parte sottratti ai malati; i cittadini che amano il cinema si beccheranno la tassa di 1 euro su ogni singolo biglietto (del resto, si sa, i cinefili sono tutti comunisti), mentre a ben 36 Atenei sarà imposto il blocco del turn over (con buona pace di coloro che aspiravano ad un contratto da ricercatore, anche se a tempo determinato, o ad una legittima progressione di carriera). Ma le prelibatezze di questo Milleproroghe (o Millefregature) non finiscono qui: non si può infatti non citare l’incremento dell’addizionale Irpef sui cittadini vittime di calamità naturali (insomma, la manifestazione plastica di quell’idea di Federalismo del “cornuti e mazziati” che piace tanto alla Lega), così come le tasse sulla benzina e sulla luce per pulire le città dai rifiuti e la reintroduzione della fallimentare social card non più affidata al destinatario ultimo, ma a non meglio identificati enti caritativi… e molto altro. Alla Camera, il “decretone” non è stato discusso: troppo poco tempo, troppe materie e nessuna maggioranza nelle commissioni referenti, in cui si è assistito all’ostruzionismo di PDL e Lega per evitare che si votassero emendamenti al testo e si potesse così andare in Aula senza modifiche al testo giunto dal Senato, per poter votare la 50esima fiducia al Governo. Alla faccia del potere legislativo, ammesso che ce ne sia ancora uno nel nostro Paese!

Nel frattempo si è perduta qualsiasi traccia della “scossa” all’economia attraverso la modifica dell’articolo 41 della Costituzione: evidentemente, il Governo è troppo impegnato a disporre l’ennesimo attacco bi-frontale all’informazione (la direttiva Rai è davvero degna dell’impero sovietico) e alla giustizia, a barcamenarsi sulla tragedia libica senza troppo dolere l’amico fraterno Gheddafi, nonché a litigare sul 17 marzo, 150esimo dell’Unità d’Italia. Che alla fine abbia prevalso il buon senso (ossia, onoreremo con una Festa il nostro essere Nazione, come tutti i Paesi normali) non ci toglie l’amaro in bocca e non dissipa la preoccupazione per un Esecutivo che non crede all’elemento nazionale del Paese che governa (ma c’è forse un analogo esempio al mondo?).

Qualsiasi altro Premier proverebbe a governare la barca, squassata da tanti marosi, oltre che per evitare scivoloni istituzionali, incidenti diplomatici e discredito internazionale soprattutto per ottemperare alla priorità del suo incarico: affrontare i problemi del Paese (a febbraio, il reddito è diminuito del 2,7% mentre la percentuale di disoccupazione giovanile è salita al 29%, tanto per citarne due a caso). Ma, si sa, il Cavaliere temporaneamente Premier è impegnato a predisporre la linea difensiva del processo che lo vedrà imputato a partire dal 6 aprile (e non si sogni di indicare la visita all’Aquila come legittimo impedimento: possiamo assicurargli che offenderebbe la dignità degli aquilani) e a frenare la caduta dei consensi, attaccando i comunisti, i gay e i docenti della scuola di Stato e – notizia giunta mentre scriviamo – il Quirinale. Un assalto rozzo, grossolano, ma che non va sottovalutato perché dimostra (una volta di più) l’incapacità di Berlusconi di credere nei principi costituzionali e quindi la sua inadeguatezza a svolgere la funzione di Primo Ministro.

Insomma, questo breve mese di febbraio ci ha risparmiato ben poche amarezze. Eppure… Eppure questo febbraio 2011 sarà da tutti ricordato (anche quelli che non ne voglio sapere) come il mese della precoce primavera. Rispondendo ad un semplice appello, domenica 13 febbraio migliaia di donne (e di uomini) hanno pacificamente invaso le piazze d’Italia per restituire dignità al Paese. Quelle piazze hanno dimostrato  che l’OLTREBERLUSCONI è a portata di mano. Tocca a noi, e soprattutto al Pd, tradurre in proposta politica le istanze del 13 febbraio per l’etica pubblica, per i diritti, per restituire valore alle istituzioni, per tornare a crescere: disattendere questo compito significherebbe riservare all’Italia un destino costruito volgendo il capo indietro (come fa il Premier, che propina al Paese la stessa propaganda stantia del ’94).

Ho aperto con riferimenti stagionali. Qualcuno ricorderà  “L’autunno del patriarca” di Gabriel Garcìa Màrquez, che narra l’archetipo del tiranno sudamericano, circondato da persone avide di potere, che depreda il suo popolo e lo soffoca nella dittatura. Non siamo nella stessa situazione: il clima caraibico è certamente migliore. Fuor di metafora, non vorremmo ritrovarci, in occasione del 150esimo dell’Unità d’Italia, in una “Repubblica delle banane”, come la disegna a volte Altan, perché l’Italia, tutti noi, meritiamo molto di più.

 

Manuela Ghizzoni

 

P.S.: l’Associazione Openpolis ha presentato il Rapporto Camere aperte 2011 sull’indice di produttività parlamentare che, se applicato alla mia attività, mi pone al nono posto della classifica generale della Camera (prima delle donne). Al di là dei singoli posizionamenti, la meritoria iniziativa di Openpolis ha l’obiettivo di rendere più trasparente l’attività svolta nelle Aule parlamentari, per consentire ai cittadini una consapevole valutazione e per favorirne la partecipazione. Esattamente ciò di cui l’Italia ha bisogno.

 

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

La forza delle donne

Corpo, potere e sentimento il vocabolario al femminile”, di Michela Murgia

Ho avuto la sfortuna di nascere quando il movimento delle donne non era più raggiungibile dalla mia posizione geo-anagrafica, se mai lo era stato. […]

La Repubblica, 23.02.11

 

“Se non ora quando?”, di Daniela Del Boca

In Italia le donne sono la maggioranza e la parte più istruita della popolazione, ma solo il 47 per cento ha oggi un lavoro. Sono sistematicamente discriminate anche sul piano dei guadagni. […]

LaVoce.info, 16.02.11

 

“Basta stereotipi, difendiamo la dignità”, lettera della giornaliste del Sole 24 Ore

Caro direttore, ti scriviamo per prendere nettamente le distanze dal fondo del giornale di domenica 13 febbraio che, a cominciare dal titolo “Sciarpe e mutande e in mezzo il niente” […]

Il Sole 24 Ore, 15.02.11

 

«La sfida è partita: Più donne nella politica, più politica per le donne», di Concita De Gregorio

Da oggi chiunque voglia dare una prospettiva alla straordinaria energia che ha attraversato le piazze di domenica dovrà far questo: mettere le donne al centro della politica. […]

L’Unità, 15.02.11

 

“Un grido al Paese”, di Natalia Aspesi

Duecentomila a Roma, centomila a Milano e Torino, 50mila a Napoli, 30mila a Firenze, 20mila a Palermo, persino a Bergamo 2000. In tutte le 230 piazze italiane, più una trentina straniere, almeno un milione, forse di più, non ha importanza. […]

La Repubblica, 14.02.11

 

“Il paradosso del sultano”, di Nadia Urbinati

“Chiediamo insieme le dimissioni di Berlusconi”.Con questo slogan le donne rompono il silenzio. E lo fanno in massa a Milano come a New York. […]

La Repubblica, 13.02.11

 

L’urlo da Roma: «Creare stati generali delle donne»

La manifestazione in piazza del Popolo si è svolta nel migliore dei modi possibili. Anche perché c’erano tutte le generazioni: dalle nonne alle nipotine, dalle ragazze alle madri. […]

L’Unità, 13.02.11

 

Emma Marrone: «Ragazze venite in piazza con me», di Mariagrazia Gerina

Martedì prossimo debutterà a Sanremo con Arriverà. «Parla del fatto che quando tutto sembra andare male, poi c’è il momento del riscatto», racconta Emma Marrone, classe 1984, l’ultima “creatura” di Maria De Filippi, vincitrice della nona edizione di Amici. […]

L’Unità, 13.02.11

 

“Il realismo delle donne”, di Barbara Stefanelli

In Italia esiste un divario di genere da colmare. Magari con una legge che fissi quote di presenza femminile. […]

Il Corriere della Sera, 12.02.11

 

“Per le regole, non per la virtù”, di Federico Orlando

Domani donne e uomini manifesteranno in tante piazze d’Italia per contestare – ha spiegato la promotrice dell’iniziativa, Cristina Comencini – la rappresentazione che del rapporto uomini- donne ha dato il presidente del consiglio. […]

Europa Quotidiano, 11.02.11

 

“Pari dignità oltre le “grazie” del corpo l´etica pubblica non è moralismo”, di Roberto De Monticelli

Sono felicemente accorsa all´appello di Libertà e Giustizia, ed ero con le anime belle del Palasharp, “miserabili” azioniste, come qualcuno ha scritto. […]

La Repubblica, 11.02.11

 

“Donne in piazza, manifestazioni in 70 città”, di Anna Bandettini

L´adesione della Fracci: lo scandalo Ruby mette in imbarazzo l´Italia intera. Non era mai successo: domenica ci saranno manifestazioni di piazza, cortei, letture di poesie contemporaneamente in dieci, trenta, cinquanta… fino ad oggi settanta città italiane. […]

La Repubblica, 08.02.11

 

“Il sogno tradito delle partigiane”, di Liliana Cavani

Il fatto che il consenso al premier sia sempre alto è il sintomo del nostro Regresso. […]

La Repubblica, 07.02.11

 

“La ribellione degli uomini”, di Gad Lerner

Il maschio italiano schierato con le donne che si ribellano all´offesa della loro dignità? Tale è la sfida allo stereotipo del vitellone nazionale, da esporlo come minimo a sospetti e ironie. […]

La Repubblica, 02.02.11

 

«Donne in una società bloccata. Dobbiamo ripartire dal via?», di Daniela Monti

Ballestra: va reclamata la parità. Bossi Fedrigotti: bisogna educare i figli maschi. C’è una vignetta di Pat Carra, due amiche, una di fronte all’altra. […]

Il Corriere della Sera, 01.02.11

 

“Le donne dicono basta Se non ora, quando?”, di Michela Marzano

Bella immagine dell´Italia! Per chi sembrava ossessionato dall´idea che ci si poteva fare all´estero del nostro Paese, accusando alcuni intellettuali di “tradire l´Italia” con i propri libri e i propri articoli, il risultato è eccellente. […]

La Repubblica, 31.01.11

Le donne e il PD

«Nessun uomo cederà senza una regola che glielo imponga», di Maria Grazia Gerina

La platea apprezza l’impegno del segretario. «Nessuna pietà per i maschi: se gli toglieremo il posto sarà per il loro bene» Dopo la manifestazione del 13 «alleanza tra politica e società» […]

L’Unità, 20.02.1

 

Bersani: “Con le donne l’8 marzo a Palazzo Chigi consegneremo le firme per le dimissioni di Berlusconi”

Il segretario pd chiude la Conferenza Nazionale delle Donne Democratiche”Le donne devono prendere il Pd per mano e condurlo verso nuove frontiere culturali e di civiltà”. E annuncia: “Legge d’iniziativa popolare per le quote rosa” […]

www.partitodemocratico.it, 19.02.11

 

«E se il prossimo premier fosse donna?», di Maria Zegherelli

Ci ha pensato a lungo prima di prendere una decisione. «Poi ho capito che devo farlo qui e oggi. Devo parlare della mia candidatura lanciata da Vendola e di come la penso sulla leadership femminile», confessa prima di aprire i lavori della prima Conferenza nazionale delle donne pd. […]

L’Unità, 19.02.11

 

Bindi: le democratiche protagoniste dell’oltre Berlusconi

L’intervento di Rosy Bindi alla Conferenza delle donne democratiche […]

www.partitodemocratico.it, 18.02.11

 

A Roma la Conferenza nazionale delle donne democratiche

Si aprirà domani a Roma al teatro Capranica la Conferenza nazionale delle donne democratiche. I lavori inizieranno alle 14.30 e proseguiranno fino alle 20.00. […]

L’Unità, 17.02.11

 

“La dignita` delle donne riguarda tutti”, di Anna Finocchiaro

Domani in piazza per dirlo. C’e` in quello che sta avvenendo una importante assunzione di responsabilita` collettiva che decidera` della reale modernita` del nostro Paese. […]

L’Unità, 12.02.11

 

Il Pd in piazza Matteotti per “la dignità delle donne”

L’adesione delle democratiche e dei democratici modenesi alla manifestazione di domenica prossima. Saranno in piazza anche l’on. Ghizzoni e la sen. Bastico. […]

11.02.11

 

“L’indignazione non basta. Per le donne serve la politica”, di Emilia De Biasi

Il bello delle donne è che sono fra loro diverse. Lo dimostra il dibattito, acceso e finalmente pubblico, sulle motivazioni per cui essere ( o non essere) in piazza il 13. […]

L’Unità, 11.02.11

 

Le donne del Partito democratico: “Non siamo bambole”

Una trentina di modenesi hanno partecipato alla Conferenza regionale delle donne Pd. Dieci di loro saranno delegate alla Conferenza nazionale di Roma del 18 e 19 febbraio. […]

25.01.11

Milleproroghe e millefregature

Via libera al Milleproroghe, più tasse e più disoccupati

«Adesso mangiatevi il fegato», semplifica il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: la promulgazione del Milleproroghe è la dimostrazione che «il governo va avanti e fa crescere pure i propri numeri ». […]

L’Unità, 27.02.11

 

“Milleproroghe, zero Camere, un presidente – l’Abc del provvedimento – L’ultimo ok dal Senato”, di Michele Ainis

Milleproroghe zero Camere, un presidente. Dietro al terzo voto di fiducia imposto dal governo al Parlamento nell’arco d’una settimana (un record di cui non c’è da menar vanto), dietro l’ennesimo maxiemendamento votato dai deputati a denti stretti […]

Il Sole 24 Ore, 26.02.11

 

“I soldi per le quote latte tolti alle cure per il cancro”, di Roberto Petrini

La denuncia del Pd arriva attraverso quanto scrive il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, su Twitter: «L´ultima vergogna del decreto Milleproroghe: la proroga delle quote latte pagata togliendo fondi alla cura dei malati oncologici». […]

La Repubblica, 26.02.11

 

“Milleproroghe per il nuovo millennio”, di Tito Boeri e Giuseppe Pisauro

Duecentoventuno commi, centonovantasei in più del testo originario. […]

LaVoce.info, 25.02.11

 

Letta a Berlusconi: “Cali il sipario su questo governo. Si vada dagli elettori”

Il terzo voto di fiducia in soli 7 giorni. Il vicesegretario del PD: “Voi alzate la tassa su rifiuti, sull’energia, mettete la tassa sul cinema e create la nuova tassa della disgrazia. I cittadini colpiti da calamità dovranno pagare più tasse per venire incontro ai costi”. […]

www.partitodemocratico.it, 25.02.11

 

“L’attacco al Corriere è vicino. Salta il divieto di incrocio stampa-tv”, di Natalia Lombardo

Con un blitz notturno il governo ha eliminato dal Milleproroghe il divieto per chi possiede tv di acquistare giornali. […]

L’Unità, 25.02.11

 

Milleproroghe, Governo nel caos. La fiducia oggi alla Camera

Da decreto a maxiemendamento, il milleproroghe cambia pelle per evitare la bocciatura da parte di Napolitano che aveva inviato una lettera a Berlusconi e ai Presidenti delle Camere per spiegare che il testo approvato in Senato conteneva elementi di incostituzionalità data l’ampiezza e l’eterogeneità delle modifiche. […]

www.partitodemocratico.it, 25.02.11

 

Milleproroghe, alt da Napolitano. PD: “Governo incompetente”

Il Capo dello Stato scrive a Berlusconi: è quasi una Finanziaria, d’ora in poi rinvio su casi analoghi. Bindi e Finocchiaro: l’avevamo previsto. […]

www.partitodemocratico.it, 23.02.11

 

“Addio welfare comunale, tagli dell´80% neppure un euro a nidi e non autosufficienti”, di Luisa Grion

Meno servizi per i disabili, meno aiuti agli anziani, un taglio ai programmi d´integrazione per gli immigrati, le politiche per l´infanzia e per la famiglia costrette ad aspettare. […]

La Repubblica, 22.02.11

 

«Una riforma strabica a favore delle rendite», di Maria Cecilia Guerra

Il decreto milleproroghe contiene tra l’altro la revisione del regime di tassazione dei fondi comuni di investimento […]

LaVoce.info, 19.02.11

 

Milleproroghe, salta il voto delle commissioni. Il governo non rischia e porta il testo in Aula

La maggioranza, facendo auto-ostruzionismo, si era iscritta in massa a parlare. Martedì il passaggio alla Camera, inevitabile la fiducia per blindare il testo del decreto […]

La Repubblica, 18.02.11

 

“Un sistema paternalistico e datato non aiuta chi ha davvero bisogno”, di Chiara Saraceno

Le novità introdotte nel milleproroghe non intervengono sui criteri ancora troppo restrittivi dell´età e della cittadinanza. […]

La Repubblica, 18.02.11

 

“Milleproroghe, sì alla fiducia Il Pd: una valanga di tasse sui deboli”, di Bianca Di Giovanni

In Senato passa la fiducia sul decreto Milleproroghe (158 sì, 136 no e 4 astenuti). Nessuna novità, se non fosse che alla prima prova di voto dopo la costituzione del Fli, i finiani si dividono. […]

L’Unità, 17.02.11

Milleproroghe per la scuola: graduatorie e valutazione

Scuola, cade la norma che congela le graduatorie dei precari

Dal maxiemendamento al Milleproroghe, che ha ottenuto la fiducia alla Camera, è stata infatti stralciata la norma congela graduatorie. I precari della scuola possono tirare un sospiro di sollievo. […]

Il Messaggero, 26.02.11

 

“La valutazione si fa una e trina”, di Alessandra Ricciardi

La riforma spunta nel decreto milleproroghe. La sfida ora si sposta sul regolamento attuativo. Il modello di valutazione è tutt’altro che definito. […]

ItaliaOggi, 22.02.11

 

«Insegnare in trasferta sarà un miraggio per i docenti precari. L’esecutivo mette mano al sistema delle supplenze», di e.r.

Nel decreto Milleproroghe approvato in prima lettura al Senato si elimina la migrazione dei docenti […]

Il Mattino, 18.02.11

 

“Scuola, tornano gli ispettori: daranno le pagelle agli istituti e agli insegnanti”, di Alessandra Migliozzi

Approvato il decreto milleproroghe: il Miur farà il regolamento. Il ministro Gelmini mette in campo la riforma del sistema di valutazione della scuola […]

Il Messaggero, 17.02.11

 

“Precari ma in casa propria. Bloccate tutte le graduatorie”, di Pippo Frisone

A pochi giorni dalla sentenza della Consulta che ha giudicato incostituzionali le code alle graduatorie ad esaurimento, passa nelle Commissioni Bilancio e Affari costituzionali un emendamento della Lega che ne vanifica in larga parte gli effetti. […]

ScuolaOggi, 16.02.11

 

Graduatorie ad esaurimento. Primo incontro al MIUR sulla sentenza della Corte Costituzionale

Ancora nessuna soluzione definitiva in attesa del parere dell’Avvocatura dello Stato e della conversione in legge del “Milleproroghe” […]

flcgil.it, 15.02.11

 

“E ora è emergenza graduatorie”, di Alessandra Ricciardi

Dopo la Consulta, il ministero è a caccia di una soluzione. L’emendamento Pittoni non basta. […]

ItaliaOggi, 15.02.11

 

“Scuola, la Lega “congela” le graduatorie fino al 2012 Passa l’emendamento. Supplenti solo dalla provincia”, di Alessandra Migliozzi

Graduatorie degli insegnanti, l’odissea continua: la Lega, con un emendamento inserito ieri nel Milleproroghe, ne ha imposto il congelamento fino al 31 agosto 2012. […]

Il Messaggero, 12.02.11

 

“Scuola, la Consulta boccia la norma. Da rifare le graduatorie dei precari”, di Alessandra Migliozzi

Un docente che decide di spostarsi in una provincia diversa dalla propria per lavorare non può essere ‘punito’ infilandolo in coda alla graduatoria della nuova città senza tenere conto del suo punteggio. […]

Il Messaggero, 10.02.11

 

Scuola, Pd: da Consulta sonora bocciatura della Gelmini. Ghizzoni: ministro getta scuola nel caos normativo

La dichiarazione di illegittimità costituzionale delle “code” nelle graduatorie dei docenti precari pronunciata dalla Consulta rappresenta una sonora bocciatura del ministro Gelmini. […]

09.02.11

 

“Merito dove sei? Stenta a decollare il progetto di valutazione dei prof”, di Flavia Amabile

Quanto è lunga la strada che porta al merito? Davvero molto, a giudicare da quanto sta accadendo intorno alla riforma voluta dal ministro Brunetta per intordurre criteri di valutazione all’interno della pubblica amministrazione. […]

La Stampa, 09.02.11

 

La scuola boicotta il merito, il ministero: «Uso politico», di Alessandra Migliozzi 

Il Sud traina i progetti di valutazione dei professori e delle scuole lanciati a novembre dal ministro Gelmini e incappati nel no compatto degli insegnanti delle città del Centro-Nord selezionate per partecipare. […]

Il Messaggero, 02.02.11

 

“Graduatorie in attesa di consulta”, di Alessandra Ricciardi e Carlo Forte

Pressing parlamentare di Lega e Fli per congelare le liste e bloccare l’inserimento a pettine. […]

ItaliaOggi, 01.02.11

 

“Valutazione docenti: Firmato il decreto applicativo”, di Reginaldo Palermo

Il testo del decreto, di cui diamo una anticipazione, è formato da 16 articoli. Si potrà premiare non più del 75% dei docenti in servizio e sarà vietata la distribuzione “a pioggia”. […]

La Tecnica della Scuola, 01.02.11

 

“A Torino, il progetto sperimentale di valutazione dei docenti proprio non passa…”, a cura di flcgil.it

Ma il MIUR non si arrende all’evidenza e insiste, estende… Il messaggio è chiaro: va bene tutto purchè si faccia qualcosa, purchè si possa dire che il progetto è partito. […]

flcgil.it, 31.01.11

Scuola: organici all’osso

Il MIUR annuncia 30.000 posti vacanti, ma per le immissioni in ruolo meglio non illudersi

Il calcolo deriva dalla somma dei prossimi 27.000 pensionamenti agli attuali 23.000 posti vacanti, meno i previsti 19.700 tagli eredità della Legge 133/08. […]

La Tecnica della Scuola, 22.02.11

 

“Precari, assunzione o risarcimento”, di Antimo Di Geronimo

Via libera alle immissioni in ruolo dei precari oppure agli aumenti di stipendio legati all’anzianità di servizio. […]

ItaliaOggi, 08.02.11

 

“Scuola, no alle abilitazioni prese dai docenti all’estero Il ministero: non più valide. Tagli per 19mila docenti”, di Alessandra Migliozzi

Niente più viaggi della speranza in Spagna o in Romania per diventare insegnanti. Le abilitazioni prese fuori dall’Italia da oggi (in attesa di chiarimenti) non verranno più riconosciute valide per entrare nelle graduatorie di istituto o in quelle provinciali […]

Il Messaggero, 07.02.11

 

“Organici 2011/2012: Altri tagli in arrivo”, di R.P.

Si parla di 35mila posti in meno fra docenti e Ata, ma potrebbero essere anche di più dal momento che nei primi due anni di applicazione del Piano programmatico le riduzioni di organico sono state inferiori a quanto previsto dalla legge. […]

Tecnica della Scuola, 06.02.11

Cronache dalla scuola

“Ma a quella scuola che dice di difendere ha tolto 8 miliardi”, di Virginia Lori

Oggi il premier smentisce e si fa paladino di un’istruzione che ha massacrato di tagli: – 130 mila insegnanti, – 45 mila tecnici Ata. […]

L’Unità, 28.02.11

 

Scuola: Franceschini, in piazza per difenderla dagli insulti del premier

Dario Franceschini ha lanciato la proposta di una grande mobilitazione in difesa della scuola pubblica, dopo le critiche del premier Silvio Berlusconi. […]

27.02.11

 

“Istituti statali e paritari, tagli per tutti,ma non allo stesso modo”, di Alessandra Migliozzi

A subire i colpi più duri è stata la scuola di Stato, che ha dovuto incassare un taglio importante di fondi, classi e insegnanti. Un trend che va avanti fin dall’insediamento dell’esecutivo. […]

Il Messaggero, 27.02.11

 

“Se l’imputato dà lezioni su scuola e famiglia”, di Fabio Lupino

Ma cosa ne sa Berlusconi della scuola e della famiglia italiana? Il premier imputato per concussione e prostituzione minorile si è ieri permesso un giudizio, a suo dire esemplare: gli insegnanti di Stato inculcano cose diverse dai valori familiari. […]

L’Unità, 27.02.11

 

“La buona educazione”, di Marco Lodoli

Signor Presidente, ieri questa Camera ha votato per la decima volta la fiducia al Governo, un Governo che ha varato trenta decreti-legge contro i diciotto che, nello stesso periodo, aveva varato il Governo Prodi. […]

25.02.11

 

“La scuola per i nati bene”, di Marina Boscaino

Nel discorso di accettazione della candidatura, aveva detto: “Questo è il momento di affrontare il nostro obbligo morale di garantire a ogni bambino un’educazione di primo livello, perché questo è il minimo che serve per competere in un’economia globale. […]

Il Fatto Quotidiano, 24.02.11

 

“Pulizia nelle scuole, si deve risparmiare. A rischio l’igiene e 15mila posti di lavoro”, di Massimo Franchi

Colpo di mano di Gelmini: il servizio può essere assegnato dai presidi anche a ditte familiari. Per il 2011 prevista la copertura per meno di 12mila addetti su 26mila. […]

L’Unità, 24.02.11

 

“Ripartiamo dalla voglia di educare”, di Marco Rossi Doria

A 150 anni dall’Unità d’Italia qual è il bilancio riguardo al formare le nuove generazioni? E’ possibile farne oggetto «di riflessione seria e non acritica e di valorizzazione di tutto quel che ci unisce», come ci ha invitato a fare il Presidente Napolitano? […]

La Stampa, 21.02.11

 

“Libri di testo: Violati i principi della libera concorrenza?”, di R.P.

A porre la questione è la deputata PD Alessandra Siragusa che ha presentato una interrogazione che verrà discussa in Commissione il 24 febbraio. […]                       

La Tecnica della Scuola, 20.02.11

 

“E la lotta di classe si sposta tra i banchi”, di Marco Lodoli

Per decenni le aule sono state il luogo di incontro e di avvicinamento tra ceti diversi. Oggi le cose sono cambiate radicalmente: sotto il velo della “meritocrazia” il nostro Paese è tornato ad essere classista in modo feroce. […]

La Repubblica, 10.02.11

 

La battaglia delle gite scolastiche lo sciopero dei prof divide gli studenti

Gli insegnanti: “Troppe responsabilità e ci hanno anche tolto la diaria Meglio restare in classe”. Una scuola su tre, e dentro le singole scuole una classe su tre, nella stagione 2011 non porterà i ragazzi in gita scolastica. È un diluvio di no. […]

La Repubblica, 10.02.11

 

“Che cosa resta della scuola dopo la cura dimagrante” di Franco Buccino

Come si sa, le iscrizioni a scuola si fanno entro il 12 febbraio. Per tutte le scuole: infanzia, primo e secondo ciclo. Secondo il ministero non ci sono i rinvii e le incertezze degli anni scorsi: si sono superate le criticità riguardanti l´applicazione della riforma.  […]

La Repubblica, 09.02.11

 

Scuola, record di insuccessi “dispersi” 16 alunni su cento

Mentre l´Unione europea lancia un´iniziativa per ridurre l´abbandono scolastico, nelle medie di Palermo è record di bocciati e desaparecidos. […]

La Repubblica, 05.02.11

 

Italia, allarme della commissione Ue sui 15enni “Semianalfabeta uno su 5?, di Salvo Intravaia

Nei test Ocse-Pisa 2010 pubblicati a dicembre l’Italia fa registrare il 21% di quindicenni “con scarsi risultati in lettura”. E i commissari li giudicano a rischio per il loto futuro, sociale e sul lavoro. […]

La Repubblica, 04.02.11

 

I brutti voti del ministro Gelmini

Appunti in ordine sparso per ragionare sui disastri del governo Berlusconi: dai tagli indiscriminati a risorse e personale, alle scuole meno sicure di quelle albanesi, dal tempo pieno che non c’è al flop sulla valutazione degli insegnanti […]

www.partitodemocratico.it, 04.02.11

 

“Il Decreto Interministeriale n.3 del 14 gennaio è idoneo a salvare il taglio delle anzianità?”, di Osvaldo Roman

Il D.I. n.3 del 14 /1/2011è attualmente all’esame della Corte dei Conti ma ha già prodotto un effetto consentendo l’introduzione, nei cedolini recanti lo stipendio mensile del mese di gennaio 2011, di una modifica dell’annotazione che riguarda il passaggio nel successivo scalone retributivo. […]

ScuolaOggi, 02.02.11

 

“Meno fondi ai corsi di recupero. Lezioni spostate al mattino”, di Lorenzo Salvia

I corsi di recupero ci sono dal 2007, dice la legge che le scuole li devono organizzare per sostenere chi è rimasto indietro dopo gli scrutini di metà anno. […]

Il Corriere della Sera, 01.02.11

 

“La macchina del tempo della signora Gelmini”, di Giovanni Belfiori

L’India avanza con una scolarizzazione di massa, l’Italia arretra con abbandoni scolastici tra i più alti in Europa. […]

www.partitodemocratico.it, 27.01.11

 

Quello che nel milleproraghe non c’è per l’università

“Atenei, quest’anno niente “sconto”, si rischia il blocco delle assunzioni”, di Alessandra Migliozzi

Stop allo scorporo delle spese: è allarme per 36 università su 66. Blocco delle assunzioni e conti in rosso. […]

Il Messaggero, 21.02.11

 

Milleproroghe, anche Modena tra gli atenei colpiti

L’Università di Modena e Reggio rischia il blocco del turn over nonostante le spese di personale non superino il 50 per cento del bilancio consolidato. […]

18.02.11

 

“Niente sconto per gli atenei. A scuola punteggio nordista”, di Jolanda Bufalini

La rete 29 Aprile: il governo vuole la morte dell’Università. Consulta: aggirata la sentenza, congelate le graduatorie territoriali. […]

L’Unità, 12.02.11

 

Università, Pd: da governo ancora ostacoli per atenei

Ghizzoni: è un nuovo taglio a fondo di finanziamento ordinario. […]

10.02.11

Università: i primi effetti della Legge Gelmini

“Inizia l’era Gelmini Super poteri ai rettori”, di Roberto Ciccarelli

Con la «riforma» del governo, entro l’autunno gli atenei dovranno dotarsi di nuovi Statuti. Così in tutta Italia è partita la corsa alla scrittura delle nuove regole. […]

Il Manifesto, 17.02.11

 

“Riforma Gelmini, dottorandi senza risposte e nel frattempo i concorsi non si fanno”, di Manuel Massimo

L’Adi denuncia di non aver ottenuto nessun chiarimento dal ministro, malgrado l’impegno assunto il 19 gennaio scorso. […]

La Repubblica, 12.02.11

 

Inaugurazione dell’anno accademico scoppia la protesta dei ricercatori

Uno striscione rosa srotolato nell’aula magna di Economia con le firme di ricercatori che chiedono la votazione a suffragio universale per l’elezione della commissione per lo Statuto dell’ateneo. […]

La Repubblica, 01.02.11

 

“Atenei, caos per la riforma. I “ribelli” dei tetti nel CUN”, di Alessandra Migliozzi

La riforma dell’università entra ufficialmente in vigore da oggi, a quindici giorni dalla pubblicazione in Gazzetta ufficiale. […]

Il Messaggero, 29.01.11

Cronache dall’università

“L’anno zero dell’Italia, il Paese che ha dimenticato la ricerca”, di Pietro Greco

Il resto del mondo ci crede e produce economia, sviluppo, commercio, conoscenza. Noi siamo rimasti al palo. […]

L’Unità, 21.02.11

 

“Per le ragazze la laurea è con lode”, di Francesco Semprini

Nuovo record negli Usa: all’università le studentesse hanno il 60% di possibilità in più dei maschi. […]

La Stampa, 12.02.11

 

Università, Pd: maggioranza si spacca su nomine Anvur, Lega sbandiera manuale Cencelli. Ghizzoni: Carroccio vota contro proposte Gelmini

“La maggioranza si è spaccata sulle nomine dell’Anvur, la Lega ha votato contro i componenti del consiglio direttivo proposti dal ministro Gelmini per l’Agenzia di valutazione dell’università e della ricerca”. […]

09.02.11

 

Ghizzoni e Bastico: bene il Rettore, Gelmini “centralista”

Le parlamentari del Pd: “Un Ateneo dalle buone performance didattiche e scientifiche quale quello di Modena e Reggio non viene affatto premiato dalle politiche del Governo”. […]

28.01.11

 

I rettori: l’Europa investa di più in ricerca

L’ appello. Venerdì prossimo i Capi di Stato e di governo dell’Ue si incontreranno per parlare di innovazione e ricerca. […]

Il Corriere della Sera, 28.01.11

 

Studenti in fuga, Sos Università”, di Flavia Amabile

Calo costante nel numero di iscrizioni: in 8 anni perso il 10%. E i migliori scelgono atenei privati. Nemmeno l’Università è più quella di una volta e gli italiani l’hanno capito. […]

La Stampa, 27.01.11

Milleproroghe per la cultura: senza vergogna

“Dal decreto milleproroghe sparisce l’emendamento su Pompei”, di Salvo Sapio

Pompei nelle mani del peggior dilettantismo politico: la maggioranza, in pieno delirio confusionale, riesce per l’ennesima volta a lasciare il sito nel più completo abbandono. […]

Eddyburg.it, 21.02.11

 

«Arena sì, Fenice no. I favoriti per decreto», di Sergio Rizzo

Vinca il più forte. E’ la nuova regola del federalismo muscolare consacrato dall’ultima straordinaria impresa di questa maggioranza: il «Milleproroghe». […]

Il Corriere della Sera, 19.02.11

 

“Milleproroghe, Bondi lascia a secco la Lirica e lo Spettacolo”, di Luca Del Frà 

Alla Scala di Milano e alla Arena di Verona arriva un contentino, ma per il resto delle fondazioni liriche e dello spettacolo italiano la partita del “Mille proroghe” si chiude malissimo. […]

L’Unità, 12.02.11

 

“Governo contro i precari. Cinema più cari da luglio”, di Bianca Di Giovanni

Il governo sarebbe orientato a non inserire nel maxiemendamento per l’aula la proroga della «tagliola» sui ricorsi dei precari. […]

L’Unità, 11.02.11

La cultura al tempo di Bondi e Tremonti

«La cultura è un secondo pane Ma i politici non vogliono capirlo», di Roberta Scorranese

Tredici anni fa, a inaugurare «l’era Escobar» al Piccolo fu proprio Peter Brook, con un famoso «Don Giovanni» in jeans, più simile a un fanciullo capriccioso che a un tragico seduttore. […]

Il Corriere della Sera, 20.02.11

 

“Il dovere di tutelare i nostri capolavori”, di Salvatore Settis

Nel naufragio della tutela a cui assistiamo, le incaute esportazioni di oggetti d´arte con lo specioso argomento che non furono prodotti da artisti italiani sono un capitolo non marginale. […]

La Repubblica, 16.02.11

 

“Se l’Italia distrugge la Bellezza”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

In «Vandali» Rizzo e Stella raccontano come e perché l’Italia stia distruggendo la sua unica ricchezza: l’arte. Un Paese da salvare: I 45 siti Unesco in Italia. […]

Il Corriere della Sera, 11.02.11

 

“Senza cultura e informazione non c`è futuro”, di Vincenzo Vita

Nessun dorma`, come evoca la notissima romanza della Turandot`. Se non ci si sveglia, già nelle prossime ore quella – come tante altre opere – cesseranno di essere rappresentate nei teatri lirici italiani. Come si bloccherà lo straordinario risveglio del cinema italiano. […]

L’Unità, 07.02.11

 

“Caro ministro Tremonti con Verdi si può mangiare”, di Umberto Eco

Gentile ministro Tremonti, scrivo a Lei perché qualcuno, probabilmente uno sciocco e un suo nemico, le ha attribuito la frase che la cultura non si mangia, o qualcosa di simile. […]

La Repubblica, 28.01.11

 

«Non solo Pompei: così il ministro ha umiliato il Belpaese», di Luca Del Fra

Dopo ogni annuncio in pompa magna ecco i tagli, e poi i crolli e nei casi più drammatici anche le inchieste. Fenomenologia del filosofo che ha trasformato il permanente in transeunte… […]

L’Unità, 27.01.11

Buona informazione? Una chimera in Italia

Rai, Bersani: Inaccettabile la direttiva sul bavaglio

“Ogni tentativo di mettere camicie di forza agli spazi informativi della Rai sarebbe una violazione del pluralismo, dell’autonomia e della liberta di informazione. […]

12.02.11

 

“Rai, pronta una ricetta da soviet”, di Michele Brambilla

Siamo tutti d’accordo nel dire che non ne possiamo più delle risse in tv con i politici che urlano, si insultano, si parlano addosso, quindi escono di scena con il beau geste di un abbandono che chissà come mai viene deciso sempre ai titoli di coda. […]

La Stampa, 10.02.11

 

“Minzolini modello Fede”, di Stefano Balassone

Che lenza quel Minzolini. Mentre tutti sbertucciano il direttore dalla carta di credito facile perché perde ascolti, arriva il gennaio del 2011 ed ecco che, almeno rispetto allo stesso mese del 2010, li riguadagna. […]

Europa Quotidiano , 03.02.11

 

“E sul Tg1 va in onda l´intervista brezneviana”, di Sebastiano Messina

C´era una volta il videomessaggio a reti unificate, con librerie di scena e telecamere velate. Oggi anche Berlusconi s´è adeguato ai tempi: gli bastano quattro minuti all´apertura del Tg1. […]

La Repubblica, 03.02.11

 

“Rai, Masi: applausi bipartisan”, di Maria Zegarelli

Il pubblico «attivo» ospite nei programmi di approfondimento dovrà essere sapientemente dosato o, se volete, equamente schierato, a prescindere da quello che si dirà in studio. […]

L’Unità, 28.01.11

 

“Spegniamo il premier che insulta in tv”, di Giovanni Valentini

“Postribolo televisivo”. Coniata da un personaggio come Silvio Berlusconi, che è esperto e cultore della materia, la sprezzante definizione del talk-show di Gad Lerner rischia di risultare un complimento. […]

La Repubblica, 26.01.11

Berlusconi contro la giustizia

“Intercettazioni: avanti tutta anche con la fiducia”, di Claudia Fusani

A passo svelto e deciso, con schemi precisi, orizzonte largo e tempi contingentati. Ma mica per fronteggiare l’inquietante scenario nord africano. […]

L’Unità, 25.02.11

 

“Quell’insopportabile attacco alla Consulta” Arnaldo Sciarelli

Obiettivamente il comportamento del presidente del consiglio pro tempore, al di là di quello osannante dei suoi parlamentari ed incredibilmente giustificatorio dei suoi fan, per simpatia o per interesse, è anti istituzionale. […]

Europa Quotidiano, 23.02.11

 

Immunità, il Pd si schiera contro “Da parte nostra nessuna ambiguità”

Il capogruppo alla Camera: “Non esiste che per bloccare i processi di Berlusconi si dia l’immunità a lui e ad altri 944 parlamentari”.  […]

La Repubblica, 21.02.11

 

“Il premier: le toghe contropotere politico Anni di galera a chi passa le intercettazioni”, di Lorenzo Fuccaro

Il Pd: sordità istituzionale. L’Udc: così scava un fossato incolmabile.  […]

Il Corriere della Sera, 21.02.11

 

«Berlusconi ci vuole tutti zitti, subito legge bavaglio», di Ninni Andriolo

Avanti tutta sulla giustizia: carriere separate per giudici e pm, doppio Csm, immunità parlamentare, alta corte di disciplina per le toghe e chi più ne ha più ne metta. […]

L’Unità, 19.02.11

 

“La misura è ormai colma” l´ira dei pg all´anno giudiziario”, di Liana Milella

Alfano reagisce: corporazione che ostacola l´efficienza. Berlusconi vuole «punirli» per via del Rubygate. Loro, i giudici, nel giorno in cui aprono l´attività del 2011, protestano “istituzionalmente”. […]

La Repubblica, 30.01.11

Il declino di Berlusconi

“Cambia il vento dei sondaggi, in picchiata la fiducia del premier”, di Mauro Favale

Berlusconi ha perso 8 punti di consenso nel giro di due mesi. Ora i rilevamenti danno il centrosinistra in vantaggio. Pagnocelli: “Il 60% chiede le dimissioni del presidente del Consiglio”. […]

La Repubblica, 28.02.11

 

Ohi ohi, Berlusconi sarà processato

Il Gip di Milano ha disposto il giudizio immediato nei confronti del premier. Il processo si aprirà il prossimo 6 aprile. […]

www.partitodemocratico.it, 15.02.11

 

“Le verità rovesciate del caso Ruby”, di Luigi Ferrarella

Non è facile, guardando alla salute delle istituzioni scosse dall’inchiesta Berlusconi-Ruby, capire se la minaccino di più le bugie, che almeno con la verità hanno un rapporto […]

Il Corriere della Sera, 13.02.11

 

Affondo del Times: “Abuso di potere dimissioni subito per far cessare la farsa”, di Enrico Franceschini

«Una farsa avvilente e distruttiva, un abuso di potere incompatibile con la carica istituzione ricoperta». E´ il durissimo giudizio di un editoriale del Times di Londra su Silvio Berlusconi, completato dalla richiesta di «dimissioni immediate». […]

La Repubblica, 11.02.11

 

Caso Ruby, Bersani: “Con Berlusconi credibilità Paese distrutta”

Il segretario del PD smonta la persecuzione giudiziaria denunciata dal premier. E su lavoro e federalismo avvisa: “Possibili solo riforme condivise. […]

www.partitodemocratico.it, 09.02.11

 

Saviano, Eco e gli altri: l’ultima sfida contro Berlusconi riempie i palazzetti

Un appello che sanno cadrà inascoltato, ma non vogliono rinunciare al lusso di lanciarlo. […]

La Stampa, 06.02.11

 

Oltre Berlusconi con i nostri valori: onestà, serietà, civismo, solidarietà

Bersani conclude l’Assemblea Nazionale e illustra i punti principali di quello che sarà il programma di governo del PD. […]

www.partitodemocratico.it, 05.02.11

 

“Le notti di Arcore e la notte italiana”, di Gustavo Zagrebelsky

Perché siamo qui? Che cosa abbiamo da dire, da chiedere? Niente e tutto. Niente per ciascuno di noi, tutto per tutti. […]

La Repubblica, 03.02.11

 

Franceschini: alza un polverone per nascondere vicende giudiziarie imbarazzanti. “Dal premier una mossa disperata il dialogo è possibile solo senza di lui”, di Goffredo De Marchis

Non ci saremmo sottratti, anche dall´opposizione, ad un appello contro la crisi lanciato da un governo di emergenza o da un esecutivo di centrodestra guidato da un altro premier. […]

La Repubblica, 01.02.11

 

Bersani: “Berlusconi tolga paese e se stesso da imbarazzo. Faccia un passo indietro”

Respinta al mittente la proposta lanciata oggi dal premier tramite una lettera Corriere della Sera per una collaborazione tra il governo e l’opposizione per fare le riforme economiche. […]

www.partitodemocratico.it, 01.02.11

La beffa del Federalismo

«Perchè l’aliquota di equilibrio dell’IMU è più alta del 7,6 per mille», di Marco Causi

Una delle ipocrisie del decreto sul fisco comunale, che nei prossimi giorni verrà portato al voto nelle aule del Parlamento dopo la bocciatura in Commissione bicamerale, è la fissazione al 7,6 per mille dell’aliquota di equilibrio della futura Imposta municipale propria (Imu). […]

Nelmerito.it, 19.02.11

 

«Nessuna alleanza. Sfidiamo la Lega sul federalismo». Intervista a Pier Luigi Bersani, di Benedetta Ravizza

«Ricordo che sono stato io, negli ultimi mesi, a sollevare il tema di una Lega che dice Roma ladrona e poi vota le leggi per i quattro ladroni di Roma; io ho fatto scrivere i manifesti “Slegati” […]

L’Eco di Bergamo, 18.02.11

 

“Pronto il nuovo testo sul federalismo municipale. Ai comuni l’Iva sui consumi”, di Eugenio Bruno

Nella “fabbrica di San Pietro” del federalismo i lavori non si fermano mai. […]

Il Sole 24 Ore, 17.02.11

 

“Troppa fretta sul federalismo”, di Marco Causi

Per andare avanti nell’attuazione della legge 42 (cosiddetto “federalismo fiscale”) ci vogliono serenità, equilibrio e saggezza, il contrario della fretta e del nervosismo che in questi giorni contraddistinguono l’azione del governo e della Lega. […]

Europa Quotidiano, 16.02.11

 

Legge delega sul Federalismo Fiscale. Lo studio del PD

I documenti elaborati dal Gruppo Pd in Commissione bicamerale per il federalismo fiscale di Walter Vitali, Antonio Misiani, Giuliano Barbolini. […]

www.partitodemocratico.it, 13.02.11

 

“Senza regole non c’è governo. Il no di Napolitano al decreto sottolinea il legame tra forma e sostanza”, di Michele Ainis

Forma e sostanza, norme scritte e regole non scritte. Lo stop di Napolitano al decreto sul federalismo municipale corre lungo questi due binari, ma per una volta le parallele s’incontrano, disegnano un’unica linea nereggiante. […]

Il Sole 24 Ore, 06.02.11

 

“Il circolo vizioso della riforma”, di Michele Brambilla

Atteso da anni come panacea di tutti i mali, il federalismo rischia ora di diventare il pasticciaccio brutto del Nord. […]

La Stampa, 05.02.11

 

Non sussistono le condizioni per procedere all’emanazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell’articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio […]

Quirinale.it, 04.02.11

 

Federalismo bocciato. Bersani: “Bossi e Berlusconi si fermino”

La Commissione Bicamerale respinge il testo sul federalismo. Il voto di pareggio (15 a 15) boccia un decreto sconclusionato. […]

www.partitodemocratico.it, 03.02.11

 

“Il Pd: il federalismo nasconde una patrimoniale per negozianti”, di Luisa Grion

Il federalismo nasconde una patrimoniale a danno di commercianti e artigiani: l´accusa – respinta dal governo – arriva dal Pd e alza ancor di più lo scontro attorno al provvedimento che domani passerà al voto della Commissione bicamerale. […]

La Repubblica, 02.02.11

 

“Federalismo, i nuovi oppositori”, di Luca Ricolfi

«Item di tipo Thurstone». Nella disciplina alquanto esoterica che insegno all’università (Analisi dei dati) si parla di «item di tipo Thurstone» quando, su un certo tema, si può essere ostili a qualcosa per ragioni opposte. […]

La Stampa, 31.01.11

 

“Lega Predona e la stangata del federalismo”, di Massimo Giannini

Con il decreto di Calderoli c’è una sola certezza: più tasse per tutti […]

La Repubblica, 31.01.11

La crisi che c’è e il lavoro che manca

“Precari, la scadenza del collegato al lavoro slitta al 31 dicembre”, di A.G.

A posteriori non si può definire inutile, ma sicuramente evitabile l’affannosa corsa contro il tempo intrapresa a gennaio da almeno 40.000 di precari per non incappare nella perdita di alcuni diritti […]

Tecnica della Scuola 10.02.11

 

“A Marchionne chiediamo”, di Cesare Damiano

Adesso il governo deve intervenire. L’ipotesi lanciata da Marchionne (e poi subito ridimensionata secondo uno schema ormai collaudato) di una possibile fusione Fiat-Chrysler, con conseguente trasferimento a Detroit della testa del gruppo, impone all’esecutivo di battere un colpo. […]

Europa Quotidiano 08.02.11

 

“Se anche le italiane diventano badanti”, di Vladimiro Polchi e Chiara Saraceno

Delia ha 46 anni, vive a Roma, è single. Carolina ha dieci anni di più, è sposata, ha tre figli grandi. […]

La Repubblica, 07.02.11

 

“Lo smacco del Lingotto”, di Luciano Gallino

L’Amministratore delegato Sergio Marchionne ha annunciato che il gruppo Fiat-Chrysler, una volta che fosse interamente unificato, potrebbe stabilire la propria sede legale negli Stati Uniti. Sarebbe un fatto senza precedenti. […]

La Repubblica, 06.02.11

 

“È come navigare in un mare di risorse sprecate”, di Oreste Pivetta

Il lavoro negato ai giovani riguarda tutti. Un paese non dovrebbe rinunciarvi. Sacconi li rimprovera se rifiutano un lavoro manuale. Ma a chi dovrebbero rivolgersi? […]

L’Unità, 03.02.11

 

“Famiglie, indietro tutta. Reddito diminuito del 2,7%”, di Marco Ventimiglia

Il 2009 è periodo recentissimo,ma presi dalle incombenze quotidiane si finisce spesso per dimenticare qualche cosa di importante. […]

L’Unità, 03.02.11

 

Disoccupazione giovanile al 29% 

I dati Istat parlano chiaro: mai così tanti disoccupati dal 2004 ad oggi. […]

www.partitodemocratico.it, 01.02.11

 

“Mille sfide per un lavoro. Viaggio nella generazione che non riesce a guadagnare e a crescere”, di Serena Uccello

Mentre Roberto risponde trafelato al telefono, Betty sta preparando la cena per il compagno, la figlia, la nipote. […]

Il Sole 24 Ore, 30.01.11

La crisi da noi

“Maserati, i silenzi di Sergio Marchionne”, lettera aperta dei parlamentari modenesi del Pd

I parlamentari modenesi del Partito democratico – Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli, Giulio Santagata, Giuliano Barbolini e Mariangela Bastico – intervengono in merito alla vicenda Maserati all’indomani dell’audizione dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne davanti alla commissione Attività produttive della Camera. […]

20.02.11

 

Gambro, iniziato il confronto sul futuro dell’azienda

Incontro interlocutorio oggi a Roma al ministero delle Attività produttive. Già programmato un secondo incontro, probabilmente il primo marzo. […]

10.02.11 

 

Gambro, i parlamentari modenesi del Pd incontrano Romani

Si apre a Roma il confronto con il governo sulla vicenda dello stabilimento di Medolla dopo l’annuncio dei 400 licenziamenti. Al tavolo anche Ghizzoni, Santagata e Barbolini. […]

09.02.11

 

Gambro, il Pd manifesta assieme ai lavoratori 

Una delegazione dei democratici ha partecipato questa mattina al presidio dello stabilimento e al corteo di protesta a Mirandola. […]

29.01.11

 

Gambro, il Pd: “Decisione inaccettabile”

Baruffi: “Occorre reagire immediatamente e nel modo più efficace coinvolgendo subito i Comuni, la Provincia, la Regione Emilia-Romagna, il governo nazionale”. […]

28.01.11

La ribellione della Libia, senza diritti e senza libertà

“Il rituale storico dell’orrore”, di Vittorio Zucconi

Sullo sfondo delle fosse, oltre la spiaggia dei morti che seppelliscono i morti che traboccano dal cimitero di Tripoli dopo giorni di strage, si vede benissimo il Mediterraneo, la stessa acqua nella quale noi nuotiamo e l´Italia vive. […]

La Repubblica, 24.02.11

 

Libia, il massacro continua. Bersani: “Europa svegliati”

Caro Berlusconi, oltre il baciamano, c’è la dignità dell’Italia. Il PD in piazza a Roma, al Pantheon, “per la Libia, per fermare la violenza e aiutare la democrazia”. […]

www.partitodemocratico.it, 24.02.11

 

“Onori, regali, baci. I tempi (non lontani) del Muammar Show”, di Gian Antonio Stella

«Per dirla alla beduina: sparita la tenda, sparito il problema» . Sono passati solo sei mesi da quando Luca Zaia rise delle polemiche scandalizzate contro il «Muammar Show» concesso a Gheddafi sul suolo italiano. […]

Il Corriere della Sera, 22.0.2.11

 

Libia: Segreteria Pd chiede forte correzione atteggiamento Governo

Bersani: “Dobbiamo essere noi a dire all’Europa cosa fare. Per tradizione politica e per collocazione geografica, l’Italia è sempre stata un Paese guida per l’Europa nei rapporti con la sponda sud del Mediterraneo”. […]

www.partitodemocratico.it, 22.02.11

Viva L’Italia: il 150° dell’Unità

«Dalla Patria alla Matria. Ecco perché è la lingua che ci ha fatto italiani», di Maria Serena Palieri

Massimo Cacciari dice che la sua devozione va non alla Patria, ma alla Matria. Cioè alla nostra madre lingua, l’italiano di Dante. […]

L’Unità, 21.02.11

 

«Venti milioni di italiani per il rabdomante Benigni», di Curzio Maltese

Che cosa rappresenta Roberto Benigni per i quasi venti milioni di italiani che giovedì sera hanno seguito il suo show sul palco dell´Ariston? Un grande attore, un comico immenso, un poeta della risata? Ma questo ormai Benigni lo è per tutto il mondo. […]

La Repubblica, 19.02.11

 

Festa 17 marzo, Lega: follia. Bersani: vergogna

Al decreto legge che ha istituito la festa il 17 marzo non hanno aderito tre ministri. Lo ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. […]

L’Unità, 18.02.11

 

«Perché Pdl e Lega litigano sul 17 marzo», di Gianni Del Vecchio

Giorno di festa per l’unità d’Italia, giorno di guerra nel governo: il Carroccio parla di «follia» […]

Europa Quotidiano, 19.02.11

 

“Quando il paese si divide sulla festa dell´Unità d´Italia”, di Carlo Galli

Le polemiche sul giorno di vacanza per celebrare il 150° dello Stato unitario rivelano la carenza di una “religione civile” condivisa dalla nazione […]

La Repubblica, 17.02.11

 

“I presidi: scuole chiuse il 17 marzo. Gelmini:No, ma deciderà il Governo”, di Alessandra Migliozzi

La festa per i 150 anni dell’Unità d’Italia spacca il Paese. La politica si muove in ordine sparso in direzione del 17 marzo, giorno della ricorrenza, e i cittadini assistono allo spettacolo di un governo che non riesce a decidere se la festa sarà tale davvero, se si dovrà o no andare a scuola o al lavoro. […]

Il Messaggero, 11.02.11

 

“Perché è giusto non lavorare nel giorno dell´Unità d´Italia”, di Adriano Prosperi

Il 17 marzo 1861 si riunì a Torino il primo Parlamento e venne proclamato il Regno d´Italia. […]

La Repubblica, 10.02.11

 

Il 17 marzo di Confindustria “Al lavoro anche se è festa”, di Giorgio Ruffolo

Emma Marcegaglia si preoccupa assai della perdita delle ore di lavoro destinate alla celebrazione dell´unità d´Italia. […]

La Repubblica, 05.02.11

L’impegno della memoria

“Per Lino, Angelo e Maria”, di Manuela Ghizzoni

Ieri, 66 anni fa, questa comunità viveva una delle pagine più cupe e dolorose dell’occupazione tedesca, che negli ultimi mesi del conflitto, con la piena complicità dei fascisti, si fece più feroce, più accanita e fanatica. […]

13.02.11

 

Proposta Pd: Fossoli monumento nazionale

Il progetto di legge presentato oggi dall’on. Manuela Ghizzoni. è stato sottoscritto da parlamentari di diverso orientamento. […]

10.02.11

 

Giornata del ricordo: Napolitano “Non restare ostaggi del passato”. Berlusconi assente alla cerimonia al Quirinale

Il capo dello Stato guarda al futuro europeo per superare, senza dimenticarle, antiche ferite. […]

La Repubblica, 10.02.11

Letture per aprire la mente

“Il Cavaliere pronto a tutto per l´appoggio della Chiesa”, di Nadia Urbinati

Quanto ci costerà in termini di beni pubblici – come la legge, la scuola, i diritti individuali – la sopravvivenza di questo governo? […]

La Repubblica, 28.02.11

 

“L’acquisto delle anime”, di Franco Cordero

Esistono malattie etniche e l´Italia è caso antico, nella cui storia scenari mobili, talvolta vertiginosi, mascherano un marasma organico: immobili strutture polverose sotto apparenti novità. […]

La Repubblica, 25.02.11

 

“Egoismi e Paure”, di Gian Antonio Stella

Ma se si chiamassero Pedro o José e fossero bombardati da un golpista sudamericano? Se si chiamassero Pak o Koo e fossero mitragliati da un carnefice nordcoreano? […]

Il Corriere della Sera, 24.02.11

 

“Welfare, l’inganno della carità”, di Tito Boeri

L’Italia è il paese dell’Unione europea che spende meno per politiche di contrasto alla povertà: lo 0,1% del reddito nazionale contro circa 13 volte tanto negli altri paesi, compresi i nuovi entrati dell’Est europeo. […]

La Repubblica, 23.02.11

 

“Il sabotaggio della giustizia”, di Nadia Urbinati

Il Consiglio dei ministri ha dunque approvato all´unanimità la relazione del ministro della Giustizia Angelino Alfano sul ddl che contiene la riforma costituzionale della giustizia. […]

La Repubblica, 22.02.11

 

“Don Giovanni all’inferno e Benigni in paradiso”, di Eugenio Scalfari

Tanto era stato retorico e melenso il Festival di Sanremo, con le sue canzoni nuove e mediocri e quelle antiche ridotte ad ali di farfalla appiccicate al muro con lo spillo […]

La Repubblica, 20.02.11

 

“Uno scandalo della democrazia”, di Massimo Giannini

Forse avrà qualche ragione Umberto Bossi, che nella sua deriva neo-dorotea dichiara «oggi è un buon giorno per la maggioranza». Ma una cosa è certa: l´ulteriore compravendita di parlamentari appena conclusa dalla coalizione forzaleghista è una giornata nera per la democrazia. […]

La Repubblica, 18.02.11

 

“Se i cattolici mollano Silvio”, di Mimmo Lucà

Provo con questo articolo a sintetizzare l’esito di un importante sondaggio, svolto dalla Swg per conto dei Cristiano sociali, sull’atteggiamento dei cattolici praticanti nei confronti del governo e degli scandali legati al presidente Berlusconi. […]

Europa Quotidiano, 17.02.11

 

“Le elezioni sono il male minore”, di Luigi La Spina

Un futuro da brivido. E’ quello che aspetta l’Italia nei prossimi mesi sull’asse Milano-Roma. […]

La Stampa, 17.02.11

 

“La misura è colma”, di Ezio Mauro

Ci sono elementi di prova sufficienti per mandare subito Silvio Berlusconi a processo. […]

La Repubblica, 16.02.11

 

“Berlusconi, fiducia a picco è tornato ai livelli del 2005?, di Ilvo Diamanti

Metà degli italiani crede ai pm. Gli elettori spaesati guardano a Napolitano, l’80% è con lui: Lega e Pdl compresi. Premier a parte, i leader aumentano i consensi, Tremonti il più gettonato nel centrodestra. […]

La Repubblica, 14.02.11

 

“Il Colle, Ruby e Bossi gli incubi di Silvio”, di Claudio Tito

«Il destino della legislatura si decide questa settimana». C´è un filo invisibile che lega le parole pronunciate nel weekend da Umberto Bossi e gli avvertimenti di Giorgio Napolitano. […]

La Repubblica, 14.02.11

 

“Il falso teorema del golpe morale”, di Giuseppe D’Avanzo

Il presidente del Consiglio, settantacinque anni, si tiene accanto in villa – a pagamento – una prostituta minorenne per un paio di mesi, nel 2010. […]

La Repubblica, 13.02.11

 

“Il papi padrino”, di Barbara Spinelli

Cari elettori berlusconiani, vi sarà giunta voce, immagino, che gli italiani sono divenuti un enigma per le democrazie alleate. […]

La Repubblica, 09.02.11

 

“La palude è peggio del voto”, di Federico Geremicca

C’è qualcosa di peggio delle elezioni anticipate nell’anno del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia e con l’economia in una situazione di profondo rosso? […]

La Stampa, 09.02.11

 

“Le intenzioni e la realtà, il sentiero stretto della maggioranza”, di Stefano Folli

Il dilemma ben riassunto da Ernesto Galli Della Loggia sul «Corriere della Sera» è sempre lo stesso. […]

Il Sole 24 Ore, , 08.02.11

 

Democrazia e decadenza”, di Adriano Prosperi

Perché, nonostante le prove schiaccianti di ripetute e numerose illegalità e turpitudini morali, gli italiani continuano a sostenere Silvio Berlusconi? […]

La Repubblica, 03.02.11

 

“Governo, due anni di ingiustizie”, di Michele Ainis

Abbiamo provato a esaminare, una per una, tutte le leggi approvate dalle ultime elezioni a oggi. […]

L’Espresso, 31.01.11  

 

“Quel fango su tutti noi”, di Roberto Saviano

Per vedere quello che abbiamo davanti al naso – scriveva George Orwell – serve uno sforzo costante. […]

La Repubblica, 28.01.11

 

“Nuovi segreti. La verità mediatica”, di Carlo Galli

«La tendenza a nascondere le cose a ha contagiato anche le democrazie. Mistificare assume una rilevanza pubblica perché nessuno può più esercitare il diritto di critica». […]

La Repubblica, 27.01.11

Interrogazioni presentate in febbraio

Interrogazione sui rinnovi sospesi degli assegni di ricerca dopo l’approvazione della L. 240/2011 – Atto n. 5-04231 del 16 febbraio 2011

 

Interrogazione sugli appalti di pulizia nelle scuole – Atto n. 5-04229 del 16 febbraio 2011

 

Interrogazione sull’emanazione dell’insegnamento del restauro nelle strutture accreditate – Atto n. 5-04207 del 15 febbraio 2011

 

Interrogazione sui fondi raccolti con la sottoscrizione nazionale Maratonarte e come assicurare il consolidamento della necropoli punica di Sulky – Atto n. 5-04120 del 27 gennaio 2011

Il governo dei record. Negativi.

Record di disoccupazione giovanile, record di disoccupazione nel Sud, record di cassa integrazione, record di recessione. Complimenti a Berlusconi, Bossi e Tremonti. Prosegue la crescita del tasso di disoccupazione giovanile, che raggiunge il dato record (dal gennaio 2004) del 29,4% in aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente (28,9%), e del 2,8% rispetto a gennaio 2010 (26,6%).
Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, rileva l’Istat, aumentano dello 0,5% (80 mila unità) rispetto al mese precedente. Il tasso di inattività è pari al 37,8%, dopo tre mesi in cui risultava stabile al 37,6%.

“Record di disoccupazione giovanile, record di disoccupazione nel Sud, record di cassa integrazione, record di recessione, record di anemia nella ripresa, record di inflazione, record di pressione fiscale. Il governo Berlusconi-Bossi-Tremonti è, indubbiamente, il governo dei record. Quanti altri record disastrosi dobbiamo raggiungere prima di aprire una stagione di riforme?” è quanto si domanda Stefano Fassina, responsabile Economia e Lavoro del PD.

Per Antonio Lirosi, responsabile Pd consumatori e commercio, “il balzo dell’inflazione a febbraio fa toccare al nostro Paese un record di fronte al quale il governo non può continuare a fare orecchie da mercante. Da mesi denunciamo l’assenza di qualsiasi azione credibile per il controllo dei prezzi dei beni e delle tariffe ma il governo ha lasciato volutamente correre le tariffe dei servizi pubblici. E adesso, con il caro carburanti e l’aumento dei prezzi dei beni alimentari, il conto di questa incuria lo pagano ancora una volta lavoratori e famiglie con redditi bassi e medi che subiscono una iniqua tassa occulta. Il prezzo dei carburanti è ormai a livelli insostenibili non solo per l’effetto inflattivo che sta causando. Questo aspetto dovrebbe da solo essere un motivo valido per un immediato intervento del Governo che non vuole neanche dare attuazione alla Finanziaria 2008 del Governo Prodi per abbassare subito le accise sui carburanti di qualche centesimo di euro”.

“E ancora: perché il Governo non interviene per eliminare le limitazioni alla concorrenza presenti nella filiera petrolifera? Che fine ha fatto il disegno di legge annuale sulla concorrenza? Il Presidente dell’Antitrust aveva già un anno fa inviato una specifica segnalazione al Governo che è rimasta lettera morta. Lo stesso Catricalà, che oggi sollecita sul Foglio il Governo a definire l’agenda delle liberalizzazioni, dimentica però di dire che le uniche proposte politiche (41 articoli ad effetto immediato) in campo
sono quelle che Bersani ha presentato lo scorso mese, mentre finora la maggioranza di centro-destra ha approvato emendamenti di stampo corporativo che hanno smontato parti significative delle lenzuolate di Bersani del 2006 e 2007. L’inflazione non si combatte e l’economia non si fa crescere se il Governo si occupa ossessivamente solo di iniziative sulla giustizia”.

Anche il federalismo a colpi di fiducia

Nuova forzatura del governo sul federalismo municipale dopo le bocciature in commissione e le perplessità del Colle. Uno schiaffo al Parlamento
Anche per il federalismo il governo porrà la fiducia alla Camera. Nella giostra medioevale che contraddistingue questo fallimentare governo, la scelta per l’ennesima volta è caduta sul voto di fiducia mortificando ancora di più il ruolo del Parlamento.

La volontà della Lega è chiarissima: noi appoggiamo tutte le leggine ad personam sulla giustizia per Berlusconi, chiudiamo tutti gli occhi sugli scandali sessuali, facciamo orecchie da mercante sulle cricche tanto care a qualcuno ma sul federalismo andiamo avanti senza ascoltare nessuno. “Meglio essere sicuri” assicura il leader della Lega Bossi in merito della fiducia. Nessuna interferenza sulla relazione del ministro Calderoli nonostante la bocciatura nella commissione bicamerale e le perplessità procedurali del Presidente Napolitano. E così il federalismo municipale cacciato dalla porta rientra dalla finestra per portare nuove tasse e tagli per i comuni.

Tasse? Quali tasse ha tuonato in Aula Calderoli. Il federalismo è fatto per unire! Forse il ministro si riferiva alla Lombardia con il Veneto ma il significato della parola unità (leghista) è bel lontano dal valore universalmente inteso come “unità”. Soprattutto nell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia.

Per Davide Zoggia, responsabile Enti locali del PD, “con la fiducia sul federalismo municipale la maggioranza condensa in un atto un’intera stagione di governo: mortifica per l’ennesima volta il ruolo e la funzione del Parlamento e contraddice lo slogan ripetuto migliaia di volte dal premier, cioè aumenta le tasse. Tutto questo, compresa la patrimoniale per artigiani e commercianti, per un solo scopo. Perché Bossi e Calderoli possano sventolare la bandierina del federalismo, anche se pasticciato e vuoto.

Esso è invece una materia così delicata e complessa che non può certo essere affrontata, come fosse un nodo di Gordio, a colpi di fiducia. Si tratta di un’inaccettabile e irresponsabile forzatura. Approvato così com’è il provvedimento si allontana dalle linee guida che, secondo il Partito Democratico, sono indispensabili per un federalismo virtuoso come la responsabilità dei territori, diminuzione dell’imposizione fiscale, riaffermazione del principio dell’unità nazionale”.

“La proposta del Governo non dà vera autonomia ai Comuni e non costruisce un principio di beneficio tra amministratori e comunità amministrate” . Lo ha dichiarato Marco Causi, vicepresidente Pd nella commissione per l’Attuazione del federalismo fiscale, in aula a Montecitorio”.

“La riforma – ha spiegato Causi – colpisce i redditi da lavoro e d’impresa; mette i Comuni italiani in una situazione di maggiore dipendenza dai trasferimenti, sotto forma di compartecipazione o di perequazione: un esito paradossale se pensiamo che dovremmo attuare qualcosa che abbiamo chiamato federalismo”.

“La proposta del Pd è una vera e propria alternativa – ha continuato Causi – rispetto a quella del Governo. Prevede infatti l’abolizione delle addizionali comunali Irpef lasciando l’addizionale come strumento di autonomia fiscale alle sole regioni. Il Governo, invece, sblocca tutte le addizionali , comunali e regionali , e percuote con una mini-patrimoniale le attività produttive. Noi proponiamo di definire dei veri fondi perequativi di carattere verticale, al contrario del Governo che si limita a varare un fondo provvisorio con marcato carattere orizzontale. Infine, la nostra proposta prevede una vera e propria autonomia impositiva per i comuni, non basata su un’imposta patrimoniale, preclusa dalla legge 42 , ma su uno strumento ispirato al principio di beneficio. Il Governo invece fa un ulteriore regalo alla rendita e spera che nessuno si accorga che si stanno aumentando le imposte sul lavoro e sulle imprese”.

“Ecco i guasti che può produrre un Governo – ha concluso l’esponente democratico – impegnato principalmente a coprire i guai giudiziari del Presidente del Consiglio, senza rendersi conto che riforme così importanti non si fanno con patti scellerati su cui si chiede la fiducia non disponendo di una vera maggioranza politica”.

Dello stesso parere anche Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati PD: “la Lega non si fida dei parlamentari meridionali della sua stessa maggioranza e non vuol correre rischi perché sventolare la bandiera del federalismo per Bossi è molto più importante che realizzare una vera riforma federale dello Stato. E così in questo gioco di debolezze e ricatti , eccoci sottoposti all’ennesima fiducia, all’ennesimo schiaffo al Parlamento. Che aspettarsi, del resto, da questo governo e dal suo presidente del Consiglio che anche ieri ha trovato il modo di offendere il capo dello Stato?”.

Per Sergio D’Antoni, responsabile Pd dell’organizzazione e delle politiche sul territorio, “il voto di fiducia sul federalismo fiscale e’ uno schiaffo al Colle, al Parlamento e al Mezzogiorno. Ma è anche un clamoroso atto di vigliaccheria politica. La Lega ha paura, sa di non poter piu’ contare sui numeri di Montecitorio”. Lo afferma in una nota Sergio, deputato e responsabile Pd delle politiche e dell’organizzazione sul territorio. “Una cosa e’ certa, questo pessimo provvedimento non ha nulla a che vedere con il vero federalismo e serve solo a far sventolare una misera bandierina al Carroccio. Aumenta le tasse a commercianti, imprese e cittadini, impoverisce gli enti e le autonomie locali, mortifica il principio di perequazione e di solidarieta’ nazionale. Questo obbrobrio va solo combattuto”.

A.Dra

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