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Torino dice no alla sperimentazione per il merito

Continua sempre più faticosamente il percorso di sperimentazione per la premialità dei docenti e delle scuole, secondo due progetti lanciati nel novembre scorso dal ministro Gelmini. Viste le difficoltà di adesione da parte dei collegi dei docenti, il ministero aveva deciso nelle scorse settimane di estendere ad altre due province (Milano e Cagliari) la proposta di sperimentazione riservata inizialmente a Pisa e Siracusa (premialità per le scuole) e Napoli e Torino (premialità docenti).

Proprio da Torino viene un nuovo rifiuto di adesione alla sperimentazione, tanto da costringere l’Usr Piemonte a cercare nella regione altri istituti scolastici disposti a provare il nuovo progetto della premialità degli insegnanti.

Già a novembre e dicembre la città di Torino aveva rifiutato in modo massiccio la proposta di sperimentare il merito per gli insegnanti (in palio a fine anno la 14.ma mensilità per i migliori).

L’Amministrazione scolastica era stata costretta a prorogare il termine di richiesta di adesione dall’11 gennaio al 14 febbraio, estendendo l’offerta alle scuole di tutta la provincia, ma, come riferisce l’edizione torinese di Repubblica, anche dalla provincia i collegi dei docenti interessati hanno declinato decisamente l’invito.

Per far partire il progetto occorrevano 15 scuole che ancora non si trovano e ora l’Ufficio scolastico regionale ha deciso di estendere l’iniziativa a tutta la Regione.

Il direttore generale dell’Usr Piemonte, Francesco De Sanctis, ha deciso infatti di inviare una circolare in cui annuncia che “il campione delle scuole partecipanti viene esteso a tutta la regione, recependo le richieste già pervenute da scuole di altre province e valorizzando in tal modo la ricchezza e la varietà delle esperienze piemontesi nel campo della valutazione e dell’autovalutazione”.

da Tuttoscuola 28.01.11

"Rai, Masi: applausi bipartisan", di Maria Zegarelli

Il pubblico «attivo» ospite nei programmi di approfondimento dovrà essere sapientemente dosato o, se volete, equamente schierato, a prescindere da quello che si dirà in studio. Altrimenti, la Rai farà meglio a rinunciarci, come annuncia il direttore generale, Mauro Masi, tornato ieri alla carica con una circolare vincolante. Per dovere di cronaca: a porre la questione del pubblico era stata nei giorni scorsi la sottosegretaria Daniela Santanché che si era vista negare l’ingresso ad Annozero di una sessantina di suoi supporter. Qualche collegamento? Sicuramente una coincidenza. Sta di fatto che ieri mattina la missiva del Dg è stata recapitata ai direttori di Rete e a quelli di Testata della Rai per ricordare che la presenza del pubblico in sala è da ritenere «un elemento di responsabilità precipuamente gestionale e pertanto pienamente riconducibile alla specifica responsabilità dei Direttori di Rete e di Testata (e quindi non può essere attribuita, più o meno tacitamente, a scelte autonome dei conduttori e/o autori di prodotti editoriali)».

Bilancia o blindatura?
Pubblico pesato con il bilancino dunque, nessun riferimento ad una trasmissione in particolare, ma fari accesi su Santoro, dal momento che il Dg considera sicuramente bilanciato il pubblico di Ballarò e piuttosto silenzioso quello di Porta a Porta. «Il pubblico attivo – scrive Masi – quando non è rappresentato in misura paritetica delle posizioni assunte dagli ospiti, nel momento in cui, attraverso applausi e/o brusii o altre forme di partecipazione attiva manifesta il proprio sostengo alle posizioni assunte dagli ospiti in studio, potrebbe ingenerare la falsa convinzione che quella posizione sia più corretta rispetto ad altre alterando, indirettamente ed in modo subdolo e fuorviante, le dinamiche del contraddittorio e così l’obiettività e l’imparzialità dell’informazione segnatamente in tema di rappresentazione delle vicende giudiziarie».

Dunque, conclude Masi, o i direttori di Rete e di Testata, sono in grado di garantire composizione paritetica o è meglio rinunciare alla presenza del pubblico. E sarà un bene per tutti se gli applausi dei fronti opposti dureranno esattamente lo stesso tempo perché anche in quel caso potrebbe accadere – scatterà un’altra circolare? – che un applauso più lungo induca lo spettatore a credere che quella posizione sia in fondo la più giusta. Idem sentire per i brusii: se ci sono quando, per dire, telefona un Berlusconi inferocito, devono necessariamente replicarsi se il conduttore prova a difendere il proprio punto di vista. Ovvio che dietro alla circolare di Masi c’è come interesse quello di non confondere quello che deve considerare un povero telespettatore ormai abituato ad orientarsi solo in base all’applausometro e non anche per quello che gli ospiti dicono.

«Una circolare irricevibile e inapplicabile- commenta a caldo Carlo Verna, segretario Usigrai – che tenderebbe a lottizzare anche il pubblico, ingessandone preventivamente le opinioni. Mi sembra piuttosto chiaro che in Rai ci sia una forte insofferenza verso i talk show già sospesi durante l’ultima campagna elettorale». Duro anche Roberto Natale, presidente Fnsi: «È strano che con tutto quello che sta avvenendo in Rai il direttore generale trovi il tempo di occuparsi del pubblico. Se vuole regolamentare qualcosa gli faccio due proposte: intervenga sull’uso dei videomessaggi – che ormai sono prerogativa pressoché esclusiva del premier che ne sta facendo uso continuo e non regolamentato – e sulle telefonate in diretta di Berlusconi: martedì scorso ci ha provato con Ballarò e non è escluso che ci riprovi ancora. Cosa intende fare Masi al riguardo?». Aspettiamo la risposta.

L’Unita 27.01.11

Carpi, Pd in piazza “per la dignità delle donne e del Paese”

Sabato dalle 10 alle 13 raccolta di firme per chiedere le dimissioni del premier. Anche a Carpi le democratiche e i democratici si mobilitano per la dignità delle donne e del Paese, denigrata dal comportamento del Presidente del Consiglio. Sabato 29 gennaio dalle 10 alle 13, saranno in piazza a Carpi per affermare che il Presidente Berlusconi deve dimettersi. Hanno assicurato la loro presenza, tra gli altri, il segretario Davide Dalle Ave, l’on. Manuela Ghizzoni, il Sindaco Enrico Campedelli.

“Anche a Carpi – dichiara l’on. Ghizzoni – il Pd si impegnerà nella raccolta di firme per risvegliare le coscienze cittadine, per sollevate un moto di indignazione contro l’incapacità a governare di Berlusconi. Questo governo costringe l’Italia a compiere solo passi indietro, incapace di mettere in campo strategie efficaci per affrontare finalmente i problemi del Paese: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con l’incapacità a governare e con l’impaccio di interessi personali, Berlusconi è diventato un ostacolo alla rinasciata dell’Italia. Per questo si deve dimettere.

L’Italia ce la può fare – conclude la parlamentare carpigiana – dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore”.

Gambro, il Pd: “Decisione inaccettabile”

Baruffi: “Occorre reagire immediatamente e nel modo più efficace coinvolgendo subito i Comuni, la Provincia, la Regione Emilia-Romagna, il governo nazionale”. La decisione unilaterale di Gambro di delocalizzare o esternalizzare parti significative della produzione dello stabilimento di Medolla è inaccettabile. Questo il giudizio del segretario provinciale del Pd Davide Baruffi sul piano di ristrutturazione comunicato questa mattina dalla direzione della multinazionale.

“Si tratta di un piano che non ha in sé nulla di condivisibile – prosegue Baruffi – 400 persone a casa nel giro di un anno, nella migliore delle ipotesi. Una decisione irricevibile, prospettata stamane ai lavoratori, senza alcuna indicazione minimamente credibile di riconversione e assorbimento della manodopera. Uno smottamento che mette a rischio la stessa capacità di tenuta sociale della bassa modenese e della provincia di Modena”.

Il Partito democratico non si limita a esprimere solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle famiglie. “Occorre reagire immediatamente e nel modo più efficace – dichiara il segretario del Pd – coinvolgendo da subito i Comuni, la Provincia, la Regione Emilia-Romagna, il governo nazionale. Senza un confronto che escluda ogni scelta unilaterale e coinvolga immediatamente le istituzioni non esiste nemmeno lo spazio minimo di interlocuzione”.

Gli amministratori locali e i rappresentanti modenesi del Pd in Regione e in Parlamento si stanno facendo parte attiva affinché non solo la Regione Emilia-Romagna, ma il Governo nazionale assumano un’iniziativa forte. “Non solo il Ministero per lo sviluppo economico – aggiunge Baruffi – ma lo stesso Ministro della salute dovrebbero sentirsi parte in causa: la rilevanza dello stabilimento e il numero di lavoratori coinvolti da un lato, dall’altro la committenza strategica che questo Paese e il sistema sanitario nazionale rappresentano per tutte le aziende del settore biomedicale sono tali – conclude Baruffi – da non consentire a nessuno di chiamarsi fuori o rimanere spettatori neutrali”.

Già stamane, oltre agli amministratori locali, per il Pd modenese era presente tra i lavoratori il responsabile Lavoro Paolo Pirazzoli, che dichiara: “Sorprende questa notizia, stanti i numeri complessivamente positivi che il comparto biomedicale, a differenza di altri, ha avuto pur nella crisi. Nel caso di Gambro, siamo davanti ad uno stabilimento che nel tempo ha costruito accordi significativi per accrescere produttività ed efficienza dell’azienda: produzione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per 365 giorni l’anno, che coinvolge nei turni notturni anche le donne. Lavoratori e sindacato hanno dato e stanno dando molto a questa impresa, non meritano in alcun modo un trattamento così severo e incomprensibile”.

Sul filo della memoria, per ritrovare la strada del futuro (Newsletter n. 1 – gennaio 2011)

Questa Newsletter esce nel Giorno della Memoria, la ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano per commemorare le vittime del nazionalsocialismo, del fascismo e dell’Olocausto.

Una scelta non casuale, anche per sconfiggere la nausea prodotta dalle intercettazioni e dalle testimonianze sullo scandalo (anche internazionale) che coinvolge il Presidente del Consiglio – e non si tratta di gossip, perché al centro delle meticolose indagini vi sono imputazioni gravissime, che vanno dalla concussione allo sfruttamento della prostituzione, anche quella minorile – che ha gettato nella vergogna le istituzioni e calpestato la dignità delle donne, insieme a quella del Paese.

Ferruccio De Bortoli, in un recente editoriale sul Corsera, paventa il rischio di rimanere schiacciati in un disperato presente e di precipitare in “un senso di vuoto che mette in forse anche la nostra incerta identità italiana” e sottolinea come “nell’indifferenza etica cresc[a]no i pregiudizi, nell’ignoranza si cement[i]no gli odi e i sospetti; nella perdita dei valori della cittadinanza, scritti mirabilmente nella nostra Costituzione, ferment[i]no i germi di nuove violenze; le comunità regredisc[a]no a forme tribali”.

Calare questa riflessione nella situazione che il nostro Paese sta attraversando non è un mero esercizio intellettuale o culturale, ma ci consente di provare a ritrovare una bussola che sembra smarrita.

Dalla mia città, Carpi, dove aveva sede il Campo di concentramento di Fossoli, dal 2005 partono per un viaggio della memoria centinaia di ragazzi che ripercorrono in treno il medesimo tragitto dei deportati che raggiungevano l’inferno di Auschwitz. Non è una gita scolastica, non è un viaggio qualsiasi. È un percorso di formazione e di conoscenza. Grazie anche all’attività di approfondimento che precede il viaggio, l’osservazione nell’universo concentrazionario di Auschwitz è elaborata e trasformata in consapevole testimonianza. Certo, si può fare ancora di più e meglio per scongiurare – come temono in molti e non senza ragione – che la memoria dell’Olocausto e delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo non si riduca a sterile ricordo o a pratica retorica, e divenga responsabilmente un pilastro della nostra storia, della nostra etica civile. Ma siamo sulla buona strada e tutti dobbiamo contribuire alla funzione etica e di conoscenza del “Treno per Auschwitz”, affinché i ragazzi siano in grado di interpretare il presente e prefigurare il futuro attraverso la consapevolezza del passato. Siano in grado di “fare memoria”, per superare quell’indifferenza etica e sconfiggere quei germi di violenza che evoca De Bortoli.

Una volta conosciuto e compreso l’orrore del passato, i giovani hanno il diritto di guardare con speranza al futuro e, a questo proposito, la responsabilità della classe politica e dirigente del Paese è massima. Così come è accaduto alla mia generazione e a quelle che l’hanno preceduta, dobbiamo consentire loro, nel presente, di costruire, progettare e sognare il loro futuro, di nutrire legittime ambizioni, aspettative, sogni. Lo stiamo facendo?

In questo momento di profonda crisi economica, politica e sociale, accentuata da un Governo distante, assente e incapace (perfettamente incarnato dal ministro Bondi, salvato dalla sua maggioranza ma non dal giudizio negativo che forte si leva dal mondo della cultura), l’Italia appare come un Paese scoraggiato, con tassi di disoccupazione giovanile tra i più alti in Europa e quelli sulla povertà minorile tra i più alti nei paesi OCSE. Abbiamo anche il primato europeo di giovani, in maggioranza donne, che non sono all’interno di un percorso di formazione o di lavoro e che sono avviati verso un destino di marginalità ed esclusione sociale.

È ormai urgente e indilazionabile una svolta. Lo hanno capito ormai tutti, tranne chi, come il Presidente del Consiglio, continua a voler legare il suo destino ormai segnato a quello dell’intero Paese. Ma l’Italia non può permettersi di precipitare nel baratro con lui.

 

Manuela Ghizzoni

 

p.s.: ho da qualche giorno depositato la mia proposta di legge “Dichiarazione di monumento nazionale del Campo di concentramento di Fossoli e misure di sostegno per le attività della Fondazione ex campo di Fossoli”. A breve, potrete leggerne il contenuto a questo link. Sono molti i colleghi di opposizione e maggioranza che hanno deciso di sottoscriverla. È una notizia positiva, che riconosce il forte valore simbolico e la funzione educativa dell’ex campo di Fossoli, pochi ettari di terra su cui si sono condensati i fenomeni più drammatici della nostra storia recente e che ora a noi spetta di trasformare in spazio di memoria e di conoscenza.

I principali aggiornamenti del sito, le notizie, i commenti e le riflessioni dell’ultimo mese

La“memoria” apre la strada al futuro

“L’orrore si racconta così” di Wlodek Goldkorn

Il 27 è il Giorno della Memoria. Ma gli ultimi testimoni della Shoah stanno morendo. Così il museo di Auschwitz ha deciso di cambiare. Perché il campo diventi anche uno spunto di riflessione sul nostro domani. […]

L’Espresso, 27.01.11

 

“Bidussa: La giornata della memoria è in affanno, cambiamola”, di Simonetta Fiori

“La commemorazione ufficiale dell´Olocausto ormai è diventato solo un esercizio mnemonico. Manca la presa di coscienza”. Lo storico sociale dell´Istituto Cervi s´interroga su quanto sia ancora adeguata la ricorrenza del 27 gennaio […]

La Repubblica, 26.01.11

 

“Prima e dopo la Shoah: tutte le responsabilità italiane”, di Frediano Sessi   

Alcuni storici sostengono oggi la necessità di riscrivere la storia della persecuzione e dello sterminio degli ebrei d’Europa in modo «integrato» […]

Il Corriere della Sera, 25.01.2011

 

“La memoria è giustizia”, di Ferruccio De Bortoli    

Viviamo schiacciati in un disperato presente e a volte ci assale un senso di vuoto che mette in forse anche la nostra incerta identità italiana. […]

Il Corriere della Sera, 24.01.2011

 

61° anniversario eccidio Fonderie Riunite Modena. Commemorazione di CGIL CISL UIL

Commemorazione di CGIL CISL UIL domenica 9 gennaio 2011 del 61° anniversario dell’eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, dove il 9 gennaio del 1950 furono uccisi dalla polizia 6 operai durante la manifestazione per la riapertura della fabbrica […]

09.01.11

 

«Padova, il calendario della discordia cancellati 25 aprile e Primo maggio», di Filippo Tosatto

Iniziativa della Provincia per le scuole. Insorge il Pd: ritiratelo. Nessun accenno a Liberazione e Festa dei lavoratori: in compenso c´è il Capodanno veneto […]

La Repubblica, 05.01.11

Viva l’Italia: il 150° dell’Unità

“Teniamoci stretto questo tricolore”, di Lorenzo Mondo

I 150 anni dall’unità d’Italia offrono l’invito a ripensare e riaggiustare anche in senso federalista, secondo le esigenze dei tempi e le accertate manchevolezze, il patto fondativo che ci ha fatti nazione. […]

La Stampa, 23.01.11

 

Viva l’Italia. Tutta intera

Festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia è un dovere morale, politico e culturale. Lo è ancora di più domandarsi il significato dei 150 anni d’Unità oggi. […]

www.partitodemocratico.it, 14.01.11

 

“Oggi come centocinquanta anni fa un altro Risorgimento è possibile”, di Pippo Civati

Così il Risorgimento è uscito dai sussidiari e dai libri di testo un po’ polverosi, per tornare a parlare, attraverso le parole misurate e sensibili alla critica del nostro Presidente, alle italiane e agli italiani. […]

L’Unità, 08.01.11

 

“150 candeline per ricordare che lo stato siamo noi”, di Michele Ainis

Se 150 anni vi sembran pochi, forse non avete tutti i torti. Se l’unità nazionale è ancora una creatura acerba, nonostante abbia un secolo e mezzo di vita sul groppone, dev’esserci pure una ragione. Intanto si moltiplicano gli effetti di questa condizione, ciascuno può stilarne un inventario. […]

Il Sole 24 Ore, 08.01.11

 

Napolitano: celebrare l’Unità d’Italia, rispettare il Tricolore. No ad impulsi disgregativi che possono minare la coesione della nazione

“Vorrei rivolgere un vivo incitamento a tutti i gruppi politici, di maggioranza e di opposizione, a tutti coloro che hanno responsabilità nelle istituzioni nazionali regionali e locali […]

www.quirinale.it, 07.01.11

 

Unità d’Italia, via alle celebrazioni

Napolitano oggi a Reggio Emilia consegnerà una bandiera storica ai sindaci delle tre città “capitali”. […]

La Stampa, 07.01.11

La dignità delle donne e del Paese

“Spegniamo il premier che insulta in tv”, di Giovanni Valentini

“Postribolo televisivo”. Coniata da un personaggio come Silvio Berlusconi, che è esperto e cultore della materia, la sprezzante definizione del talk-show di Gad Lerner rischia di risultare un complimento. […]

La Repubblica, 26.01.11

 

Le donne del Partito democratico: “Non siamo bambole”

Una trentina di modenesi hanno partecipato alla Conferenza regionale delle donne Pd. Dieci di loro saranno delegate alla Conferenza nazionale di Roma del 18 e 19 febbraio. […]

25.01.11

 

“Ma noi siamo donne o bambole?”, di Irene Tinagli 

Molte donne in questi giorni si stanno interrogando sul loro ruolo nella società italiana, come è accaduto ogni volta che, in questi ultimi anni, qualche scandalo sessuale ha scosso il mondo della politica. […]

La Stampa, 25.01.11

 

“Il premier e il fattore sessuale”, di Nadia Urbinati

Citando la massima evangelica “chi è senza peccato…” il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha commentato che «quello che sta venendo a galla [a proposito del presidente del Consiglio] non è qualcosa di confortante […]

La Repubblica, 21.01.11

 

Berlusconi Ruby, come umiliare l’Italia. Firma l’appello

“Il mondo ci guarda, allora visto che ce l’ha così intensa, Berlusconi si ritiri a vita privata” così Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani attacca il presidente del Consiglio dopo l’uscita degli atti sull’inchiesta sul caso Ruby. […]

www.partitodemocratico.it, 19.01.11

 

Le parlamentari Pd: Berlusconi calpesta la dignità delle donne

L’on. Ghizzoni e la sen. Bastico tra le firmatarie della richiesta di dimissioni del premier. […]

19.01.11

 

Donne pd: indignatevi. Le colleghe pdl: è fango

Non si scandalizza Giorgia Meloni, ministra della Gioventù. Anzi è certa che si tratti «dell´ennesima inchiesta per finalità di lotta politica». […]

La Repubblica, 19.01.11

 

“Le altre donne” di Concita De Gregorio

Esistono anche altre donne. Esiste San Suu Kyi, che dice: «Un’esistenza significativa va al di là della mera gratificazione di necessità materiali. […]

L’Unità, 19.01.11

Il lento e inesorabile declino di Berlusconi

“L’amara vittoria del Premier”, di Michele Brambilla

Bondi non è stato sfiduciato, e resterà ministro. La Camera l’ha salvato con 314 voti. Coloro che gli contestavano la gestione dei beni culturali, e i crolli a Pompei, si sono fermati a quota 292. […]

La Stampa, 27.01.11

 

“E se il Cavaliere uscisse di scena”, di Ilvo Diamanti 

E se domani Berlusconi uscisse di scena, travolto dagli scandali e dalle inchieste giudiziarie, più che dall´opposizione politica. Lasciato solo dagli alleati. […]

La Repubblica, 24.01.2011

 

“Il vero “orrore” è isolare i magistrati”, di Roberto Saviano

Ho ricevuto la laurea honoris causa in Giurisprudenza, mi è stata conferita dall´Università di Genova; è stata una giornata per me indimenticabile. […]

La Repubblica, 23.01.11

 

“Le dieci bugie del Cavaliere”, di Giuseppe D’Avanzo

Si contano dieci menzogne nell´intervento televisivo di Silvio Berlusconi. Qui di seguito dimostriamo come le parole del premier siano variazioni falsarie. […]

La Repubblica, 21.01.11

 

“Il suo destino non è quello del Paese”, di Luigi La Spina

Il videomessaggio con il quale il presidente del Consiglio ha comunicato agli italiani la decisione di non presentarsi alla procura di Milano e la volontà di varare una legge per punire quei pm che lo accusano annuncia, purtroppo, una linea di difesa inquietante. […]

La Stampa, 20.01.11

 

“Il sermone della decenza”, di Barbara Spinelli

Dovrebbe esser ormai chiaro a tutti, anche a chi vorrebbe parlar d´altro e tapparsi le orecchie, anche a chi non vede l´enormità della vergogna che colpisce una delle massime cariche dello Stato, che una cosa è ormai del tutto improponibile […]

La Repubblica, 19.01.11

 

L’ira di Bersani «Ma il premier si rende conto del danno che sta arrecando al Paese?», di Simone Collini

Prospettive Il segretario ai suoi: «Prepariamoci a tutto». Le telefonate con i leader Fli e Udc. «È indegno di governare l’Italia Salga al Quirinale e si dimetta». […]

L’Unità, 18.01.11

 

“Il disprezzo delle regole”, di Claudio Tito

Il meccanismo è sempre lo stesso. Evitare il contraddittorio, sostituire il reale con il virtuale. Silvio Berlusconi anche stavolta vuole utilizzare la tattica sperimentata da tempo. […]

La Repubblica, 17.01.11

 

“Cosa rischia davvero Silvio”, di Alessandro Gilioli

Cinque domande e cinque risposte per capire l’ultima tempesta giudiziaria sul Cavaliere e le sue possibili conseguenze: le accuse, la difesa, i tempi dell’eventuale processo. […]

L’Espresso, 16.01.11

 

«La madre di tutte le inchieste», di Michele Brambilla

Berlusconi indagato: dov’è la novità? Sono anni che è indagato e sono anni che le inchieste e i processi contro di lui non spostano un voto perché ormai gli italiani sono tutti preventivamente schierati. […]

La Stampa, 15.01.11

 

“Ristabilita l’uguaglianza”, di Carlo Federico Grosso

La Corte Costituzionale ha deliberato nei tempi previsti. Con uno stringato, ma esauriente, comunicato diffuso ieri pomeriggio, ha reso pubblici i contenuti della sua importante decisione sul legittimo impedimento. […]

La Stampa, 14.01.11

 

Legittimo impedimento bocciato in parte a decidere dovranno essere i giudici 

Sentenza sostanzialmente sfavorevole a Berlusconi da parte della Consulta sulla legge pensata per mettere il premier al riparo dai processi che lo vedono imputato. […]

La Repubblica, 13.01.11

 

“Berlusconi l’Intoccabile” di Michele Ainis

In nessun Paese al mondo – nessuno – il capo dell’esecutivo gode di un salvacondotto come quello che martedì prossimo sarà giudicato dalla Corte Costituzionale. […]

L’Espresso, 09.01.11

Corrotti e corruttori

Appalti G8, verso il processo “A Bertolaso case, soldi e sesso”, di Carlo Bonini

Da Anemone a Balducci, in 22 sotto accusa: un patto criminale. Chiuse le indagini: “Per 11 anni hanno truccato il mercato e saccheggiato le risorse pubbliche”. […]

La Repubblica, 27.01.11

 

“L´Aquila, indagati i vertici della Protezione civile”, di Giuseppe Caporale

La Procura contesta il reato di frode nelle pubbliche forniture: appalto “orientato” per favorire tecnologie ancora non omologate. “Illegali i sistemi antisismici delle nuove case”. […]

La Repubblica, 11.01.11

 

“Caprera: la cricca e i suoi affari ultimi oltraggi all’Unità”, di Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella

L’Italia di oggi nell’esemplare vicenda della Maddalena e del G8. «Il cielo quasi si velò come alla morte del Giusto, e gli elementi scatenati aggiunsero il loro fragore a quello del cannone, e i venti schiantarono le bandiere…» […]

Il Corriere della Sera, 28.12.10

Il PD si prepara a governare

«La lezione di Bologna serve a tutto il Pd per battere Berlusconi», di Andrea Bonzi  

Il vincitore «Ora tutti uniti per conquistare il Comune al primo turno Frascaroli e Zacchiroli li vorrei in squadra. Il mio esempio? Chiamparino» […]

L’Unità, 25.01.11

 

“La forza delle primarie è il futuro del centrosinistra”, di Pietro Spataro

Nessuno ci avrebbe scommesso un euro. Ma anche questa volta, a sorpresa, il popolo del centrosinistra si dimostra più maturo di quello che a volte pensano i suoi leader. […]

L’Unità, 24.01.11

 

“Ritorna in scena il partito democratico”, di Eugenio Scalfari

È molto difficile in queste settimane di tensione politica, giudiziaria, mediatica, che ci sia in Italia un evento tale da esimerci dallo scandalo Berlusconi. […]

La Repubblica, 22.01.11

 

Bersani a le Invasioni barbariche: “Se si vota vinciamo noi”

Intervistato da Daria Bignardi il segretario PD evidenzia la necessità di una buona politica, torna a chiedere le dimissioni di Berlusconi e non esclude la sua candidatura in caso di elezioni anticipate. […]

www.partitodemocratico.it,  22.01.11

 

“Rappresentanza sindacale,il Pd accelera in Parlamento”, di Laura Matteucci

La risposta della Cisl non s’è fatta attendere: «La proposta della Cgil su democrazia e rappresentanza sembra più mirata alla soluzione di un problema interno di organizzazione che a trovare una base proficua per un accordo interconfederale, di cui la Cisl conferma la opportunità ed urgenza». […]

L’Unità, 18.01.11

 

Il Pd si metta alla guida della riscossa del Paese o l’Italia si disgrega

Sintesi della relazione di Bersani alla Direzione del Pd […]

www.partitodemocratico.it, 13.01.11

 

“Bersani: «Primarie da rivedere, ma prima programma e alleanze»”, di Simone Collini

Il segretario del Pd: «Se vogliamo salvarle vanno riformate». Veltroni: «Rilanciamo il partito». […]

Corriere della Sera, 04.01.11

 

Strage in Egitto, PD presenta mozione alla Camera e lavora per risoluzione al Parlamento Europeo

Fioroni deposita il testo a Montecitorio invitando tutti i gruppi a firmare. Pittella annuncia iniziativa comune con il presidente degli eurodeputati PDL: “E’ una campagna di civiltà e libertà”. […]

www.partitodemocratico.it, 03.01.11

 

«Il Pd e il grande equivoco delle primarie. La scelta che cambia il futuro del partito», di Ilvo Diamanti

Non è un passaggio solo tecnico, ma nel centrosinistra assume un forte carattere simbolico. Eppure tra gli elettori di sinistra solo un terzo le giudica indispensabili. […]

La Repubblica, 03.01.11

 

Una sfida per l’Italia, per i nostri giovani. Che il PD raccoglierà

Napolitano: “Dedico il messaggio ai giovani che vedono avvicinarsi il tempo delle scelte e cercano lavoro”. Bersani: “Libereremo loro la strada” […]

www.partitodemocratico.it, 01.01.11

 

“Buon 2011, Pd: è l’anno decisivo”, di Stefano Menichini

Hanno ragione le persone sagge che invitano a non considerare la vicenda di Mirafiori come il nuovo paradigma sul quale misurare meriti e demeriti, innovazione e conservazione, sinistra e destra […]

Europa Quotidiano, 31.12.10

Università: dopo l’approvazione della Legge Gelmini

Riforma atenei, nuove regole per i prof Il Pd: “Ci risiamo, solo annunci”, di Manuel Massimo

Il governo vara il regolamento “per porre fine ai concorsi truccati”. Introdotta l’abilitazione nazionale. “regole più stringenti per scongiurare accordi sottobanco”. […]

La Repubblica, 22.01.11

 

Università, Ghizzoni: dopo due anni il ministro ripete sempre le stesse parole

“La Gelmini pare un disco rotto: annuncia l’approvazione del primo provvedimento attuativo della legge sulla università come il regolamento che porrà fine ai concorsi truccati e colpirà baronie, privilegi e sprechi. […]

21.01.11

 

“Sei mesi per riscrivere gli statuti. Università: la riforma Gelmini entra in vigore il 29 gennaio”, di Ro.Ci.

La riforma Gelmini dell’università è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale del 14 gennaio (supplemento ordinario n°11) ed entrerà in vigore il 29 gennaio 2011. […]

Il Manifesto, 16.01.11

 

«Riforma Gelmini. La sostanza del sistema che tagliando lo studio macina le generazioni», di Benedetto Vertecchi

L’orario di funzionamento della scuola equivale a quello delle lezioni. Così, colpevolmente, si tralascia il resto delle attività educative. […]

L’Unità, 05.01.11

 

«Studenti a prova di fiducia», di Roberto Ciccarelli

Dopo il 14 dicembre e l’incontro con Napolitano, i giovani più «sfiduciati» d’Europa preparano le nuove iniziative per bloccare la riforma dell’università. A partire dallo sciopero Fiom del 28 gennaio […]

Il Manifesto, 05.01.11

 

“E gli studenti anti-Gelmini esultano”, di G.D.M.

Ci ha messi al centro della scena”. Dai partiti applausi bipartisan. Polemica del Carroccio sui 150 anni dell´Italia Borghezio: “Unita dalla mafia”. […]

La Repubblica, 02.01.11

 

“L’Arroganza sconfitta”, di Stefano Rodotà

L´anno si chiude con un significativo segnale istituzionale e civile. Il presidente della Repubblica ha firmato la legge sull´università (non oso definirla “riforma”), e ciò conferma il suo scrupolo nell´esercizio del delicatissimo potere di dare il definitivo via libera alle leggi […]

La Repubblica, 31.12.10 

 

“Tra i quattro “vizi” indicati dal Colle i sussidi regionali voluti dalla Lega”, di Alberto D’Argenio

Ecco la lettera a Berlusconi: attuare le promesse sui fondi. Il testo prevede che il 10% degli assegni sia riservato a chi vive nella regione sede dell´università. […]

La Repubblica, 31.12.10

 

Presidente Napolitano firma il Ddl Gelmini ma con rilievi

Ghizzoni: su riforma resta il giudizio negativo ma siamo disponibili al confronto per il futuro del Paese. […]

30.12.10

 

“Giù dal tetto ma stop alla didattica” Architettura, la protesta scende in aula”, di Gaia Scorza Barcellona

Il presidio sopra la sede di Fontanella Borghese è durato più di un mese. Ma ora gli universitari scendono e prevedono altre forme di agitazione. Blocco delle lezioni contro le ’storture’ della riforma. Un manichino appeso alla Facoltà di Architettura […]

La Repubblica, 29.12.10

 

«Non bocciate questa università», di Ezio Pelizzetti

Mentre la legge di riforma dell’università attende di essere definitivamente attuata, è forse utile riflettere ancora brevemente su uno dei più abusati luoghi comuni che vengono addotti per contrastare le motivazioni di chi giudica la legge inadeguata e dannosa per il sistema universitario italiano: le classifiche. […]

Il Sole 24 Ore, 29.12.10

 

“Le omissioni di Quagliariello”, di Massimo Vaira

Bisogna dare atto al professore-senatore Quagliariello (e ringraziare Il Fatto per aver promosso l’iniziativa) di aver fatto ciò che il ministro Gelmini non ha fatto per due anni […]

Il Fatto Quotidiano, 24.12.10

 

«Gli atenei senza fondi non saranno autonomi», di Mauro Ceruti, Massimo Livi Bacci, Tiziano Treu

Caro direttore, Autonomia, Valutazione e Merito: sono i principi fondanti per la riforma del sistema universitario condivisi da chi vuole un rapido e vigoroso cambiamento. […]

Corriere della Sera, 24.12.10

 

“Gelmini fa la riforma. Ma ora deve attuarla”, di Fabrizia Bagozzi

Non sarà una passeggiata applicare la legge sull’università approvata ieri definitivamente. […]

Europa Quotidiano, 24.12.10

 

Riforma Gelmini è legge. Finocchiaro: Una foglia di fico”, di Maria Zegarelli

Con 161 sì, 98 no e 6 astenuti nella votazione di ieri al Senato la riforma dell’Università è legge. Come da programma ieri la Riforma dell’Università firmata Gelmini è legge […]

L’Unità, 24.12.10

 

Lassù qualcuno li ascolta. Napolitano incontra i ragazzi

Il Capo dello Stato riceve una delegazione di dodici studenti: «Fate un salto di qualità». […]

L’Unità, 23.12.10

 

“Una legge senza futuro. La sfida del PD alla «riforma» Gelmini”, di Marco Meloni

Il Senato della Repubblica trasformato in votificio. Il dibattito, fuori e dentro il Parlamento, macchiato da una sequela di luoghi comuni, forzature, bugie. […]

L’Unità, 23.12.10

Nubi sull’ANVUR

La rivolta degli umanisti “Discriminati dal governo”, di Simonetta Fiori  

Solo scienziati e università del Nord nell´agenzia che valuta gli atenei. Le discipline umanistiche? Non esistono per il governo italiano. Non esiste la storia. […]

La Repubblica, 25.01.11

 

“Voti alle università, lite sull’agenzia Tremonti: sono tutti di sinistra”, di Lorenzo Salvia

Il decreto è stato approvato dal consiglio dei ministri appena due giorni fa. Ma potrebbero già riaprirsi i giochi per l’Anvur, l’Agenzia per la valutazione che dovrà dare i voti alle università pesando anche sulle distribuzione dei fondi pubblici. […]

Corriere della Sera, 23.01.11

 

Ghizzoni: nomine Anvur? Meglio tardi che mai

Universita’, Pd: sprecati tre anni per accentuare controllo politico su Anvur  […]

21.01.11

Università e ricerca: finanziamenti all’osso

«Atenei, ora arriva la stangata», di Manuel Massimo

Ecco tutti i tagli della Gelmini. La Cgil ha sommato tutte le voci che tolgono fondi all’Università, dal 2008 in poi. Lo Stato sposterà finanziamenti per il 12,95% in meno. […]

La Repubblica, 19.01.11

 

“Per il rientro dei cervelli il bonus non basta”, di Luigi Filippini

Al “rientro dei cervelli” è stata destinata un’ampia produzione normativa. Misure il cui esisto è finora stato incerto e deludente. Perché è importante il rientro dei cervelli? Perché lo sviluppo di un Paese dipende anche dal capitale umano esistente. […]

Il Sole 24 Ore, 17.01.11

 

“Fondi, al Nord le università più meritevoli”, di Alessandra Migliozzi

Sbloccati i finanziamenti: i migliori atenei costretti a cederne parte ai peggiori. Le università con le performance migliori in termini di didattica e ricerca restano quelle del Nord, mentre il Sud arranca, con la Sicilia e la Campania che fanno da fanalino di coda. […]

Il Messaggero, 12.01.11

 

“Ricerca, perchè l’Italia non è la Corea”, di Pietro Greco

Sacconi, Tremonti e l’editto di Costantino. Ha iniziato Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, sostenendo che la cultura non si mangia e che in tempo di vacche magre è lì che bisogna risparmiare. […]

L’Unità, 11.01.11

 

“Finanziamenti alle università: arrivano (tagliati) a fine esercizio”, editoriale di Flcgil

Gli atenei avranno assegnate le risorse sulla base del Decreto Ministeriale n. 655 del 21 dicembre 2010. Il Ministro Gelmini batte se stessa. […]

07.01.11

 

I migliori cervelli? Sono nel pubblico. Bologna vince la hit della ricerca italiana

L’Alma Mater in cima alla classifica stilata da Via-Academy, accademia virtuale nata ‘bottom-up’, dal basso, a Manchester, per volontà di cervelli emigrati. I migliori istituti di ricerca italiani non sono privati, ma pubblici […]

Repubblica Bologna, 06.01.11

 

«Nuove regole per investire sull’università», di Francesco Profumo

Caro direttore, nell’ormai lontano 1989 fu approvata la legge dell’autonomia universitaria (legge Ruberti), che consentì agli atenei di essere istituzioni che devono rispondere del loro operato ad un soggetto esterno di valutazione. […]

La Stampa, 05.01.11

 

“È vero, siamo un Paese per vecchi anche se abbiamo le università migliori”, di Elena Dusi

L´oncologo Gattinoni a 30 anni è andato negli Usa: qui ti prendono sul serio a prescindere dall´età. «Ero un medico specializzando e con alcuni colleghi riuscii a pubblicare una ricerca su una rivista importante. […]

La Repubblica, 02.01.11

CNR: scampato pericolo?

“CNR salvo a metà. La Gelmini non riesce a commissariarlo”, di Pietro Greco

Il nuovo statuto del Consiglio votato dal CdA viene reso pubblico oggi. La sensazione è quella di scampato pericolo. Il nostro massimo Ente pubblico di ricerca, il Cnr, fondato da Vito Volterra nel 1923, non sarà commissariato e gestito da un burocrate scelto dal Ministro. […]

L’Unità, 24.01.11

 

“Ricerca, le nomine le decido io” diktat della Gelmini, rivolta al Cnr”, di Elena Dusi

L´ipotesi di un ministro nomina-tutto ha fatto saltare la rabbia del Consiglio Nazionale delle Ricerche. […]

La Repubblica, 14.01.11

Scuola tra aule o pollai

“Scuola, il Tar boccia le aule-pollaio”, di Salvo Intravaia

“Sì alla class action, basta accorpamenti”. La Gelmini: ricorso infondato. Interessati 50mila alunni. Il Codacons: “Si può chiedere un risarcimento fino a 2.500 euro” […]

La Repubblica, 22.01.11

 

“L’edilizia scolastica é ignorata nei decreti sul Federalismo fiscale!”, di Osvaldo Roman

Nell’ annuale relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta su infortuni sul lavoro e morti bianche che è stata illustrata in Senato il 12 gennaio si conferma l’ipotesi della creazione di “Scuola Spa” […]

Scuolaoggi.org, 21.01.11

 

“Disabili, il 30% delle scuole ha barriere architettoniche”, di Paolo Ferrario

Migliora l’integrazione degli alunni disabili nelle scuole pubbliche italiane (statali e non statali), ma resta ancora tanto lavoro da fare, soprattutto sul versante dell’abbattimento delle barriere architettoniche. […]

Avvenire, 20.01.11

 

“Classi pollaio: ci vada il ministro!”, di Giovanni Belfiori

Il Tar del Lazio accoglie la class action del Codacons e boccia le classi di 35-40 alunni. Ordina a Gelmini e Tremonti di approvare entro 120 giorni il Piano dell’edilizia scolastica […]

www.partitodemocratico.it, 21.01.11

 

Riconoscere, valutare, valorizzare: parliamone ancora

Un documento della Segreteria Nazionale del MCE a proposito della valorizzazione e valutazione degli insegnanti. […]

www.flcgil.it, 11.01.11

Scuola: scatti o non scatti?

“L’inghippo sugli stipendi dei prof solo una parte prenderà gli aumenti”, di Salvo Intravaia

Ministero e parte dei sindacati avevano assicurato che gli scatti, bloccati dalla manovra, erano stati reintegrati. Ma ora, guardando le buste paga, per circa 400mila, questo avverrà con tre anni di ritardo. […]

La Repubblica, 24.01.11

 

“Decreto salvascatti, Tremonti firma”, di Alessandra Ricciardi

Risolto il giallo sul provvedimento che ripristina le progressioni di carriera degli insegnanti. […]

ItaliaOggi, 11.01.11

 

Scuola: Ghizzoni (Pd), nostra interrogazione su mancata restituzione scatti di anzianità a docenti

“Mentre Tremonti si preoccupa del menù della cena degli ossi, agli insegnanti non lascia nemmeno l’osso”. […]

09.01.11

 

Un’altra beffa per i professori Tremonti non restituisce i soldi

Il ministro non firma, resta il blocco degli scatti di anzianità. La firma era attesa per il 28 dicembre. Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti avrebbe dovuto scrivere il suo nome accanto a quello del ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini […]

La Stampa, 09.01.11

Valutazione: flop Gelmini

“Valutazione dei prof la via giusta è il dialogo”, di Giovanni Bachelet

Sul Sole del 12 gennaio Andrea Ichino non riesce a spiegarsi come mai, nelle quattro città che dovevano servire (alla Gelmini e al comitato scientifico-tecnico di cui egli è parte) come campione per la valutazione di scuole e docenti […]

Il Sole 24 Ore, 19.01.11

 

“Chiarimenti che non chiariscono ancora sulle sperimentazioni ministeriali per premiare la qualità nelle scuole”, di Antonio Valentino

Chiariscono poco in verità i “chiarimenti” forniti dal Comitato Tecnico Scientifico – CTS – (Nota ministeriale del 20 dicembre u.s.) sulle sperimentazioni che dovrebero premiare, in alcune province italiane, i docenti più apprezzati e le scuole con performance migliori. […]

ScuolaOggi, 06.01.11

 

«Il flop dei voti ai prof: niente pagelle su di noi», di Corrado Zunino

Flop della pagella ai prof “Non ci faremo valutare”. Insegnanti sul piede di guerra. E la riforma viene rinviata […]

La Repubblica, 04.01.11

Cronache dal pianeta scuola

“Una valanga di impugnative rischia di travolgere la Gelmini”, di Pippo Frisone

Soltanto nella scuola si stimano in almeno 50mila le raccomandate inviate dai precari docenti e ata all’indirizzo del Miur in viale Trastevere. […]

ScuolaOggi, 25.01.11

 

“Formazione iniziale docenti. La Corte dei Conti chiede numerose modifiche. A quando i nuovi percorsi? E le graduatorie?”, a cura della Federazione Lavoratori della conoscenza

Dopo oltre tre mesi dall’annuncio del Ministro, la Corte dei Conti non ha ancora registrato il regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti. […]

www.flcgil.it, 24.01.11

 

Il Paese degli Smemorati: “Abbiamo perso l’idea di quale sia il valore della scuola”, di Giovanni Belfiori

Angela Nava è presidente nazionale del Coordinamento Genitori Democratici , associazione fondata nel 1976 da Marisa Musu e Gianni Rodari. […]

www.partitodemocratico.it, 24.01.11

 

“Alle elementari arriva la pratica musicale”, di Lorenzo Salvia

Un decreto del ministro dell’Istruzione prevede per la prima volta la sperimentazione della musica ma il problema è che l’iniziativa dovrà essere a costo zero. […]

Il Corriere della Sera, 24.01.11

 

“La scienza riscopre poesie e tabelline”, di Andrea Tarquini

Uno studio americano rivaluta un metodo didattico passato di moda e spiega perché è più efficace. Ricordare un testo, dei versi o una sequenza di numeri non è nozionismo ma aiuta a elaborare i concetti. […]

La Repubblica, 24.01.11

 

“Lo sport a scuola, questo sconosciuto”, di Pasquale Coccia

L’Italia è il primo paese in Europa per abbandono dell’attività sportiva in età adolescenziale. […]

Il Manifesto, 23.01.11

 

Pulizia nelle scuole, scongiurati (per ora) i licenziamenti

Soddisfazione degli on. Ghizzoni e Santagata del Pd: “Gli appalti sono stati prorogati. fino al 30 giugno 2011. Sospiro di sollievo per una settantina di potenziali esuberi” […]

21.01.11

 

“Scuole, arriva la lista dei libri proibiti”, di Carlo Brambilla

La Regione: no agli autori pro-Battisti. Censure a Saviano nelle biblioteche. […]

La Repubblica, 20.01.11

 

Scuola, Istat: “Italia fanalino di coda per risorse, in pole position per abbandoni”

La responsabile Scuola del PD Francesca Puglisi commenta i dati dell’indagine “Noi Italia” che confermano il declino del sistema di istruzione italiano, smantellato dai tagli di Tremonti e mortificato da politiche umilianti per insegnanti e studenti. […]

www.partitodemocratico.it, 20.01.11

 

“Riforma: Bocciata!”, di Marina Boscaino

Nel corso di un convegno, la Cisl ha comunicato i risultati di un’indagine Swg, secondo cui il voto medio dei docenti italiani alla riforma della scuola è di 3,6 punti su 10. […]

www.adistaonline.it, 17.01.11

 

“Classi strapiene e professori decimati la Lombardia scivola sotto la sufficienza”, di Franco Vanni 

L´allarme trova conferma nelle cifre: ecco i settori in cui gli standard regionali risultano inferiori alla media nazionale. […]

La Repubblica, 14.01.11

 

Scuola, Puglisi: “Nessuna apertura del Pd ad albi regionali per i professori”

Dichiarazione di Francesca Puglisi, responsabile scuola del Partito Democratico. […]

www.partitodemocratico.it, 14.01.11

 

Addio al tempo pieno nelle scuole alle medie resiste una classe su cinque”, di Salvo Intravaia

Lazio, Marche ed Emilia-Romagna le Regioni più colpite. Al top Basilicata, Sardegna e Calabria. […]

La Repubblica, 13.01.11

 

Scuola, il tribunale di Milano boccia i tagli del sostegno ai disabili: è discriminazione

Il giudice Gattari ha accolto il ricorso dei genitori di 17 alunni di tre scuole cittadine contro il ministero dell’Istruzione, l’Ufficio scolastico regionale lombardo e quello provinciale milanese. […]

La Repubblica, 11.01.11

 

«Scuole occupate, raffica di denunce a Milano», di Davide Carlucci

La procura indaga sugli studenti. Il vicesindaco: il Comune parte civile nei processi. La protesta: “Ragazzi sotto accusa solo per aver manifestato, mai successo” […]

La Repubblica, 05.01.11

 

«Medie, l´inglese non decolla solo il 2% lo approfondisce», di Salvo Intravaia

L´insegnamento “potenziato” della lingua straniera non è andato a segno. Colpa di tagli e burocrazia […]

La Repubblica, 04.01.11

 

«Direttiva 87/2010: continua l’erosione dei fondi per l’autonomia scolastica», di Gc

Sul fronte dell’autonomia scolastica (e delle risorse finanziarie ad essa collegate) continuano le docce fredde. […]

www.notiziedellascuola.it, 04.01.11

 

“Presidi, mai bandito il concorso:«E’ tardi, rischiamo la paralisi»”, di Alessandra Migliozzi

«Entro il 2010 verrà bandito un nuovo concorso per assumere 2.800 presidi». Parola di Mariastella Gelmini. […]

Il Messaggero, 03.01.11

 

“Cattivi maestri? No, cattiva politica” La replica dell’on. Ghizzoni del Pd alle dichiarazioni del sottosegretario Carlo Giovanardi sugli insegnanti

Il Sottosegretario alla Presidenza del consiglio Carlo Giovanardi definisce “cattivi maestri” gli insegnanti solidali con gli studenti che nei giorni scorsi hanno occupato alcuni istituti scolastici per protestare contro le politiche scolastiche del ministro Gelmini. […]

28.12.10

La cultura ai tempi di Bondi

Sfiducia al ministro Bondi: intervento dell’On Michele Ventura

Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con la dovuta attenzione la replica del Ministro Bondi al quale vorrei ricordare che non ci si può limitare ad un rendiconto soltanto relativamente a ciò che hanno prodotto coloro che hanno avuto quella responsabilità prima. […]

26.01.11

 

“Il paese dei libri vietati”, di Carlo Luccarelli

La vicenda è più complessa di come appare, e lo è almeno in tre punti. […]

L’Unità, 21.01.11

 

Battisti, Pd: Gelmini e Bondi riferiscano alla Camera su boicottaggio libri

Ghizzoni e De Biasi: siamo a censura antidemocratica. “Vietare la lettura di un testo non servirà a sbloccare l’estradizione di Cesare Battisti. […]

21.01.11

 

“Forza Terzo polo, magari su Bondi…”, di Mario Lavia

Aria strana, ieri, in Transatlantico. Molto nervosismo, dietro la scorza granitica del “non mollare”, a destra. Clima di attesa, e di speranza, a sinistra. […]

Europa Quotidiano, 19.01.11

 

“La strage dei teatri”, di Claudio Martini

I guasti prodotti dai tagli lineari alla spesa pubblica svelano già tutta la loro pesantezza. […]

L’Unità, 14.01.11

 

“I guai del ministro”, di Concetto Vecchio

Il crollo della Schola Armaturum di Pompei, sbriciolatasi lo scorso 6 novembre, è stato l’inizio del calvario per Sandro Bondi […]

La Repubblica, 11.01.11

 

“I tagli di Tremonti Editoria e cultura. Non può finire così”, di Roberto Natale, Presidente FNSI

Volete voi che cento milioni di euro vadano agli studi per combattere la sclerosi laterale amiotrofica oppure alla stampa di partito e cooperativa? […]

L’Unità, 30.12.10

 

“Fermate Tremonti, killer dei piccoli giornali”, di Gianni Del Vecchio

Anche quest’anno Tremonti ci sta riprovando. Ormai per il ministro dell’economia quella manciata di milioni che lo stato ogni anno passa ai piccoli giornali per tener vivo uno dei corollari della democrazia, e cioè il pluralismo dell’informazione, è diventata una specie di ossessione. […]

Europa Quotidiano, 25.12.10

 

“Lirica, così si chiude”, di Alberto Mattioli

Si chiude. Giù il sipario. L’opera in Italia è sopravvissuta a invasioni, pestilenze, dittature, incendi e a due guerre mondiali. […]

La Stampa, 23.12.10

Federalismo o Lega

“Federalismo, il governo dà sette giorni: ma non basta”, di Raffaella Cascioli

Concessa solo una mini-proroga, insuffi ciente per Pd e Terzo polo. Lega come Giano bifronte per cambiare tutto o per non cambiare niente. Con il volto dialogante del ministro Calderoli che ottiene in consiglio dei ministri una proroga di una settimana […]

Europa Quotidiano, 22.01.11

 

“Belluno se ne va e la Lega si spacca”, di Luca Romano

C’è sempre qualcuno più autonomista di te: il Veneto che perde pezzi è una bomba. Ieri sera il consiglio provinciale di Belluno ha approvato quasi all’unanimità (21 favorevoli e due contrari) il via libera al referendum per l’annessione alla regione Trentino-Alto Adige. […]

Europa Quotidiano, 12.01.11

 

“Veneto, comuni virtuosi colpiti dal governo: allora vendiamo tutto…”, di Toni Jop

Stanno pensando di vendere le scuole, i parchi, gli edifici dei municipi. Intanto chiudono i musei, e mercoledì sospenderanno tutti i servizi comunali, perché, come sostengonoi sindaci dei molti comuni in ginocchio, si tratta di «chiudere un giorno per non chiudere per sempre». […]

L’Unità, 08.01.11

 

«Numeri in libertà sul federalismo», di Massimo Bordignon

Giorni di festa con i giornali pieni di stime degli effetti del federalismo sulle entrate dei comuni capoluogo di provincia italiani, con tanto di vincitori e vinti. […]

www.lavoce.info, 06.01.11

 

“Altro che ultimatum la Lega è implosa”, di Francesco Lo Sardo

La leadership calante di Bossi, la gestione della crisi, il federalismo monco: il Carroccio non è più una macchina da guerra. […]

Europa Quotidiano, 06.01.11

 

«La riforma federalista già tradita da Tremonti e dalla Lega», di Davide Zoggia

I tagli drastici del Tesoro, il colossale bluff del demanio e i pasticci sul patto di stabilità affossano di fatto l’autonomia finanziaria di comuni ed enti locali, facendo prevalere sperequazioni ed egoismi […]

L’Unità, 04.01.11

 

«Ai sindaci non piace il federalismo: ci toglie 2,5 miliardi. Calderoli: subito la riforma o il voto», a cura di Gianni Trovati

Ai sindaci i conti del federalismo fiscale non tornano. Mentre il decreto attuativo è dovuto approdare in parlamento senza il parere dei diretti interessati, proprio a causa delle incertezze sui fondi […]

Il Sole 24 Ore, 03.01.11

 

“Una mano federa l’altra”, di Innocenzo Cipolletta

In politica, si sa, le parole valgono più dei fatti. Ma le parole senza fatti poi hanno le gambe corte e i nodi vengono sempre al pettine. […]

Il Sole 24 Ore, 29.12.10

 

“Federalismo, tagliate fuori le città del Sud. Inchiesta Pd: senza misure compensative perdono oltre la metà delle attuali risorse”, di Lucio Cillis

Per tutti i Comuni, tra l´Imu e il taglio dei trasferimenti, si creerebbe un buco di 450 milioni. […]

La Repubblica, 27.12.10

 

“Lega di lotta e di cemento”, di Alberto Statera

Ancora non è finita la conta dei danni provocati dall’alluvione che ha devastato il Veneto all’inizio di novembre, facendo due morti e gravi danni in 328 comuni e 3433 imprese […]

La Repubblica, 24.12.10

Il fallimento di Alemanno

“Alemanno, bel federalista”, di Vannino Chiti

Alemanno, bel federalista. Alla faccia del federalismo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ne è un vero campione: discute del rinnovo della sua Giunta con i capigruppo del Pdl e con il presidente del consiglio. […]

Europa Quotidiano, 14.01.11

 

“In bancarotta e con l´incubo Tremonti così è fallito il sogno dei “bravi camerati””, di Curzio Maltese

In queste ore Gianni Alemanno, dopo decine di estenuanti incontri, è rimasto solo a decidere sulla nuova giunta, dopo l´azzeramento delle deleghe. […]

La Repubblica, 12.01.11

 

Roma. Città sparita

Con lo scioglimento della Giunta romana, Alemanno certifica il suo fallimento. E’ ora che si dimetta. Roma merita di più. […]

www.partitodemocratico.it, 11.01.11

 

“Un marziano a Roma”, di Curzio Maltese

Siamo alle comiche finali, come direbbe il suo ex capo, Gianfranco Fini. L´ultima trovata di Gianni Alemanno, sindaco per caso della capitale, sarebbe quella di chiamare come vice Guido Bertolaso, il Capitan Terremoto appena pensionato dalla Protezione civile. […]

La Repubblica, 11.01.11

Noi e la Fiat

“Sul caso FIAT precari contro operai”, di Bruno Ugolini

Nel grande dibattito aperto su giornali e Tv attorno al caso Fiat, c’è stato qualche precario che ha lamentato il troppo scalpore suscitato. […]

L’Unità, 23.01.11

 

“Effetto Fiat. Picconate sul contratto nazionale”, di Luigina Venturelli

Eccolo, infine, il tanto annunciato e temuto «effetto valanga» scatenato da Marchionne sulle relazioni industriali italiane: un contratto aziendale alternativo a quello nazionale […]

L’Unità, 20.01.11

 

«Peggiorando le condizioni di lavoro non si va lontano», intervista a Giulio Sapelli di Oreste Pivetta

Marchionne che fa l’arrogante e non presenta uno straccio di piano, la Cisl che se ne infischia della Fiom, Sacconi che fa il tifo… […]

L’Unità, 19.01.11

 

Marchionne e la Fiat “L´accordo non si tocca darò gli utili agli operai”, di Ezio Mauro

Dottor Marchionne, lei ha vinto il referendum, ma mezza fabbrica le ha votato contro. Eppure era in ballo il lavoro, il posto, il destino di Mirafiori. Si aspettava questo risultato? […]

La Repubblica, 18.01.11

 

“La classe operaia deve tornare in Paradiso”, di Eugenio Scalfari

Anzitutto l’aritmetica. A Mirafiori ha votato il 94 per cento dei dipendenti, 5.136, tra i quali 441 impiegati, capireparto e capisquadra. […]

La Repubblica, 16.01.11

 

Mirafiori, Bersani: “FIAT mantenga gli impegni. Ora rispettare l’accordo”

54% dei voti per il sì all’accordo contrattuale. Il segretario PD: “Ora nuove regole per rappresentanza e partecipazione. […]

15.01.11

 

A Mirafiori vince il sì con il 54,1% dei voti. La lunga notte dello stabilimento Fiat»

L’accordo tra Fiat e sindacati per il rilancio dello stabilimento di Mirafiori è stato approvato con il 54% dei sì. Lo rivela l’Ansa citando fonti sindacali. […]

Il Sole 24 Ore, 15.01.11

 

«L’eredità che resta all’Italia», di Luigi La Spina

Conclusa la votazione sul futuro di Mirafiori e in attesa di conoscerne il verdetto, si può osservare che l’altissima affluenza alle urne ha testimoniato la profonda consapevolezza dell’importanza di questa scelta per i destini individuali e concreti sia dei 5500 lavoratori direttamente interessati […]

La Stampa, 15.01.11

 

“Le ragioni di Marchionne e le ragioni di tutti”, di Ezio Mauro

Due, tre cose sulla Fiat e il Paese prima che si conoscano i risultati del referendum di Mirafiori. […]

14.01.11

 

“Basta opacità. Il Pd deve scegliere da che parte stare”, di Cesare Damiano

Sulla Fiat i democratici hanno discusso, come deve avvenire in un partito aperto. Ma poi bisogna arrivare a sintesi chiare e condivise su questi che sono i veri contenuti, altro che alleanze. […]

L’Unità, 13.01.11

 

“Un premier irresponsabile”, di Stefano Fassina

È vero che, dopo 20 anni di “Silvio”, come lo chiamano i suoi giornali, non dovremmo più stupirci di nulla. Tuttavia, colpisce la contraddizione tra le due destre ieri a Berlino. […]

L’Unità, 13.01.11

 

Fiat: è inaccettabile l’assenza da parte del governo. Il Pd farà la sua parte

Qualunque risultato verrà dal referendum dei lavoratori della Fiat dovrà essere rispettato. Così Bersani al termine di una riunione con il segretario della Fiom, Maurizio Landini. Dal Pd punti di convergenza con il sindacato. […]

www.partitodemocratico.it, 11.01.11

 

“La regola del più forte”, di Stefano Rodotà

Le parole, i toni, l’argomentare sono di fastidio di fronte alla critica, alla discussione pubblica che pure è il sale della democrazia. Pare evidente che Sergio Marchionne voglia mostrare la regola della forza. […]

La Repubblica, 11.01.11

 

“Piccoli Marchionne crescono”, di Bruno Ugolini

Il modello Marchionne di relazioni tra sindacati e imprenditori, basato sul prendere o lasciare, in nome della crisi e della globalizzazione, sta trovando imitatori. […]

L’Unità, 10.01.11

 

“Se la Fiat detta legge”, di Giorgio Galli

La vicenda Fiat Mirafiori ha un’intrinseca complessità: rinvia a questioni in materia di lavoro, come la legge – o un accordo tra le parti sociali – sulla rappresentanza sindacale. […]

La Repubblica, 08.01.11

 

“Arretrare nei diritti o perdere il lavoro:è questa la modernità?”, di Stefano Fassina

L’essenza della cultura riformista è fare un’analisi autonoma ed empiricamente fondata della realtà, tentare i risultati possibili in base ai rapporti di forza dati, valutare gli esiti effettivi dell’azione intrapresa, costruire le condizioni per equilibri più avanzati. […]

L’Unità, 07.01.11

 

«Caso Fiat, l’appello di Napolitano «Ritrovare un dialogo costruttivo»”, di Marzio Breda

«Ci attendono prove molto impegnative. Occorre uno scatto, una mobilitazione. E bisogna soprattutto tenere aperta la linea di comunicazione con le generazioni più giovani, i cui problemi sono esattamente quelli del futuro dell’Italia» […]

Corriere della Sera, 05.01.11

 

«Cari Cofferati e Damiano questa è una sconfitta…», di Carlo Ghezzi

Ho letto ieri su l’Unità le interviste di Cesare Damiano e di Sergio Cofferati sul caso Fiat e devo francamente dire che entrambe non mi hanno convinto a partire dall’analisi di fondo su quanto accaduto. […]

05.01.11

 

“Sistema Marchionne”, di Massimo Giannini

Nel Paese degli opposti estremismi, il caso Fiat è diventato un paradigma della Modernità. […]

La Repubblica, 30.12.10

 

Fiat, “Investimenti preziosi, ma strappi sulle regole”, di Paola Bragantini, Gianfranco Morgando e Stefano Fassina

Documento congiunto di: Stefano Fassina, Responsabile economia e lavoro PD, Gianfranco Morgando, Segretario PD Piemonte, Paola Bragantini, Segretaria PD Torino […]

www.partitodemocratico.it, 30.12.10

 

“L´america a torino”, di Luciano Gallino

L´accordo per la nuova società che gestirà Mirafiori segna una brutta svolta nelle relazioni industriali in Italia. Esclude la Fiom, che sin dagli anni del dopoguerra è stato il sindacato di maggior peso nel grande stabilimento torinese. […]

La Repubblica, 23.012.10

La crisi che c’è e il lavoro che manca

«Quattro euro l’ora ma chi vuole lavorare deve cederne una parte», di Giuseppe Vespo  

Stefania Crogi, segretaria generale Flai-Cgil, cos’è il caporalato in agricoltura? «È il mercato delle braccia, che ha sostituito il collocamento pubblico: quando un’azienda ha bisogno di raccogliere o stoccare prodotti agricoli si rivolge ai caporali. Questi selezionano le persone da portare nei campi o nelle aziende agroalimentari ». […]

L’Unità, 25.01.11

 

“Cig 2010, la stangata in busta paga: ogni lavoratore ha perso 8mila euro”, di Laura Mateucci

Una perdita di 4,6 miliardi di euro in busta paga, circa 8mila euro per ogni lavoratore. […]

L’Unità, 23.01.11

 

“Le previsioni di Bankitalia: pil fermo, disoccupazione e le famiglie più indebitate”, di Marco Ventimiglia

Una raffica di dati che fotografa un Paese nella migliore delle ipotesi fermo e per il quale non c’è da aspettarsi nulla anche nel prossimo futuro. […]

L’Unità, 19.01.11

 

Il 28,9% dei giovani italiani è disoccupato. Record dal 2004

I dati Istat per in Italia evidenziano una fase drammatica e Sacconi dice che va tutto bene. Fassina: “Larga parte delle generazioni più giovani transitano dalla precarietà all’esclusione mentre il governo tira a campare”. […]

www.partitodemocratico.it, 07.01.11

 

«Nel 2010 seimila aziende in cassa integrazione», di Cristina Casadei

2010: l’anno delle 6mila aziende in cassa integrazione straordinaria. Della cassa in deroga che cresce del 250% rispetto all’anno prima. […]

Il Sole 24 Ore, 05.01.11

 

“L’anno si apre con 170 aziende in crisi”, di Luigi Grassia

Il 2011 si trascina dietro tanti problemi: comincia con 170 tavoli di crisi aziendale aperti al ministero dello Sviluppo economico e 92 imprese in amministrazione straordinaria. […]

La Stampa, 02.01.11

 

“Troppi disoccupati? Per il ministro del Welfare è colpa dei cattivi maestri”, di A.G.

Secondo Sacconi l’alto numero di giovani senza lavoro si deve spesso agli insegnanti, qualche volta ai genitori, che li hanno condotti a competenze che non sono richieste dal mercato del lavoro. […]

Tecnica della Scuola, 29.12.10

Il “governo” degli aumenti

Benzina su, raddoppia inflazione. Il dato più alto dal 2008

A dicembre 2010 l’inflazione e’ balzata all’1,9% su base annua, dall’1,7% da novembre. Si tratta del dato piu’ alto dal dicembre 2008. […]

L’Unità, 04.01.11

 

«Pensioni, bollette, multe, fisco, conti correnti: più dolori che gioie nel 2011» di Marco Bellinazzo

Sul piano normativo il 2011 si annuncia come un anno denso di novità per i cittadini, i contribuenti e i lavoratori italiani. Alcune positive, altre decisamente meno. […]

Il Sole 24 Ore, 03.01.11

 

Stangata in arrivo, mille euro a famiglia Crescono benzina, tariffe e servizi bancari

È in arrivo una stangata di oltre 1.000 euro a famiglia. Secondo i calcoli di Adusbef e Federconsumatori, tra rincari di alimentari, benzina, tariffe, assicurazioni e servizi bancari, il 2011 sarà “un anno infelice”, con un impatto di 1.016 euro annui a famiglia. […]

La Repubblica, 29.12.10

L’ambiente dimenticato

“Munnezza, la camorra impera”, di Enzo De Luca 

Crisi come quella in cui versa da diciassette anni il ciclo dei rifiuti in Campania non si chiudono con i decreti legge. […]

Europa Quotidiano, 25.01.11

 

“Basta con le ruspe salviamo l’Italia”, di Carlo Petrini

In 15 anni edificati tre milioni di ettari di territorio, l’equivalente di Lazio e Abruzzo messi insieme. E con il piano casa il processo ha avuto un’accelerazione. […]

La Repubblica, 18.01.11

 

“Le false promesse del nucleare”, di Mario Tozzi

Un’intensa campagna pubblicitaria, fintamente imparziale, cerca di indurre da qualche settimana nelle teste dei cittadini l’idea che sia ora di tornare all’energia nucleare. […]

La Stampa, 12.01.11

 

“L´ultima promessa di Berlusconi: Napoli sarà pulita entro Capodanno”, di Conchita Sannino

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a parlare dell´emergenza rifiuti nel capoluogo campano e promette di risolvere il problema. […]

La Repubblica, 30.12.10

 

“Inceneritori fantasma e discariche in tilt tre anni di crisi, promesse e rivolte”, di Cristina Zagaria

Gli interessi della camorra e il flop della raccolta differenziata, ferma al 20 per cento. Un´emergenza continua che ha fatto saltare tutte le regole del ciclo dei rifiuti. […]

La Repubblica, 27.12.10

 

“Lo spezzatino dello Stelvio e le battaglie tradite di Cederna”, di Vittorio Emiliani

Le finestre di casa Cederna, a Ponte in Valtellina, si aprivano sulla luminosa vallata, in pieno Parco Nazionale dello Stelvio. In particolare quella dello studio di Antonio. […]

L’Unità, 26.12.10

Letture per aprire la mente

“La linea d’ombra”, di Barbara Spinelli 

Viviamo, da ormai quasi un ventennio, nella non-politica. Della politica abbiamo dimenticato la lingua, il prestigio, la vocazione. […]

La Repubblica, 26.01.11

 

“La difesa del bene comune”, di Vito Mancuso 

Nel discorso di ieri, atteso dall´Italia con un interesse forse mai avuto prima per le parole di un Presidente della Cei, il cardinal Bagnasco ha disposto le artiglierie, ha caricato i proiettili, ha puntato nella direzione giusta. […]

La Repubblica, 25.01.11

 

“Vergognatevi, così nasce l´etica quelle riflessioni da Leopardi a Marx”, di Nadia Urbinati

L´indignazione è un moto dell´animo nutrito dal senso di vergogna, un´emozione fondamentale nella fenomenologia dell´etica sociale. […]

La Repubblica, 22.01.11

 

“Il confine superato”, di Ezio Mauro

Abbiamo evidentemente superato il livello di guardia se il Papa e il capo dello Stato devono intervenire con un richiamo alla correttezza morale e civile dei comportamenti pubblici. […]

La Repubblica, 22.01.11

 

“Dov´è finita la vergogna”, di Guido Crainz

Ogni fase della vita di una nazione contiene in sé una rivelazione, nel bene come nel male, e i giorni che stiamo vivendo sembrano farci cogliere la progressiva “scomparsa della vergogna”. […]

La Repubblica, 20.01.11

 

“La sindrome della giovinezza”, di Ilvo Diamanti

La gioventù manifesta segni di disagio sempre più vistosi. Proteste e ribellioni si alternano a ondate di violenza urbana. In Europa e oltre. […]

La Repubblica, 17.01.11

 

«Cittadini, ribellarsi è giusto!» Incontro con Ste´phane Hessel di Luca Sebastiani

In Francia è diventato un caso che sta varcando i confini nazionali. S’intitola «Indignatevi!» ed è un pamphlet che esorta alla mobilitazione contro gli orrori del nostro presente. […]

L’Unità, 16.01.11

 

“La fuga del sovrano”, di Giuseppe D’Avanzo

Quale che sia oggi la decisione della Consulta sulla costituzionalità del «legittimo impedimento», Berlusconi può starsene tranquillo ché l´uso privatistico del Parlamento ha raggiunto il suo scopo. […]

La Repubblica, 13.01.11

 

“La rabbia dei giovani senza futuro”, di Vittorio Emanuele Parsi

Egitto, Tunisia, Algeria: sembra che il Nord Africa rischi di saltare in aria in una miscela esplosiva di regimi più o meno brutalmente autoritari e insieme sempre più deboli. […]

La Stampa, 09.01.11

 

“Perché le nuove generazioni sono rimaste senza futuro”, di Benedetta Tobagi

Il presidente Napolitano li ha messi al centro del suo discorso di fine anno. Evidenziando le contraddizioni di un´epoca che sembra togliere speranze e possibilità. […]

La Repubblica, 06.01.11

 

«Più ricchi e più poveri: foto di gruppo di un Paese diviso» di Luca Lando

La strana unità d’Italia. Un ricco Paese di poveri: ecco l’Italia che si appresta a celebrare i 150 anni di Unità nel segno della diseguaglianza e delle difficoltà. […]

L’Unità, 06.01.11

 

“Ricordiamo i morti sul lavoro del 2010?, di Marco Bazzoni

Il 2011 è arrivato, ieri tutta Italia a festeggiare per l’arrivo del nuovo anno, ma c’erano anche delle persone che non avevano nulla di cui festeggiare, e sono i familiari dei 1080 lavoratori, che nel 2010 hanno perso la vita perchè sono morti sul lavoro. […]

www.articolo21.org, 02.01.11

 

“Generazione tradita”, di Massimo Giannini

Cani randagi nella notte scura, la vita no, non fa paura. Nelle parole di una vecchia canzone c´è la nuova fotografia di tanti giovani di oggi. Vagano irrequieti, a volte arrabbiati, quasi sempre sfiduciati. […]

La Repubblica, 02.01.11

 

Napolitano: “Investire sui giovani per un futuro degno del nostro grande patrimonio storico”

“Dedico questo messaggio soprattutto ai più giovani tra noi, che vedono avvicinarsi il tempo delle scelte e cercano un’occupazione, cercano una strada. […]

www.quirinale.it, 31.12.10

 

“I profughi e gli ignavi”, di Luigi Manconi

Quello che segue è un “racconto di Natale” pur se per nulla edificante. Ma è un errore, e grave, pensare che la letteratura natalizia si debba rifare necessariamente a un canone zuccheroso e consolatorio. […]

L’Unità, 31.12.10

 

“La stagione del fango”, di Stefano Rodotà

In una bene ordinata repubblica si dovrebbe riflettere in primo luogo su una crisi che sta distruggendo l’intero tessuto istituzionale, senza farsi ogni giorno depistare da questa o quella microfibrillazione. […]

La Repubblica, 29.12.10

 

“Quell´Italia spezzata che guarda al Quirinale”, di Andrea Manzella

Il gioco a indovinare quel che dirà, a fine anno, il Presidente della Repubblica, questa volta è facile. Aiuta molto il suo discorso del 20 dicembre: uno dei più impegnati ragionamenti che siano mai usciti dal Quirinale. […]

La Repubblica, 28.12.10

 

“Le amnesie dei cattolici in politica”, di Gian Enrico Rusconi

I cattolici torneranno a condizionare direttamente la politica? Ma hanno forse mai smesso di contare nel berlusconismo in tutte le sue fasi: dal trionfo di ieri sino alla sua virtuale decomposizione? […]

La Stampa, 28.12.10

 

“I tre voti che pesano sul futuro del paese”, di Eugenio Scalfari

Inizio questo articolo con un´ipotesi. So bene che l´ipotesi configura una realtà virtuale che spesso non coincide con quella reale ma ci aiuta spesso a capire meglio quello che è accaduto. […]

La Repubblica, 27.12.10

 

“Le tre lady che diedero pari dignità ai salari”, di Leonardo Maisano

«Sally era con te, Vera?». «Certo. Questa, invece, è Rose. Sì, quella lì, quella dietro a tutte noi. E lavorava di fianco a te, Sheila». «No, Gwenn, ti sbagli non con me…». […]

Il Sole 24 Ore, 26.12.10

Interrogazioni presentate in gennaio

Interrogazione sulla richiesta di procrastinare l’applicazione del DM 17/2007 sui requisiti necessario alla attivazione dei corsi di studio universitari – Atto n. 5-04110 del 26 gennaio 2011

 

Interrogazione sull’accoglimento da parte del TAR della class action sulle cosiddette “classi-pollaio”- Atto n. 5-04107 del 26 gennaio 2011

 

Interrogazione sulla proposta di censurare opere letterarie da parte degli assessori veneti Speranzon e Donazzan – Atto n. 5-04091 del 25 gennaio 2011

 

Interrogazione sulla carenza di capi squadra e capi reparto dei Vigili del Fuoco della provincia di Modena – Atto n. 5-04089 del 25 gennaio 2011

«Sette treni di libertà», di Francesco Sangermano e Valentina Buti

Un sogno. E una legge che rendeva possibile trasformarlo in realtà. Ugo Caffaz, nel 2001 era direttore generale del dipartimento cultura e istruzione della Regione Toscana. Furono lui, l’allora presidente Claudio Martini e l’assessore Paolo Benesperi a dire che, sì, ci potevano, ci dovevano provare. Così nacque il Treno della Memoria. Dall’Italia alla Polonia a bordo di un convoglio per compiere quello che non è solo un viaggio fisico. E nemmeno solo un appuntamento simbolico. Era il 2002 quando per la prima volta il treno lasciò la stazione di Firenze in direzione di Oswiecim (Auschwitz in polacco) e Birkenau. Quasi 1300 chilometri di binari attraverso la neve dell’Austria e della Repubblica Ceca. Quasi due lustri dopo, sono sette i treni partiti dallo Stivale. Firenze, Torino, Milano, Brescia, Bolzano, Fossoli-Carpi, perfino Foggia. A bordo migliaia di ragazzi (studenti e universitari) e i loro professori. Che hanno ripercorso le orme di altre migliaia di giovani che in questo lasso di tempo hanno potuto toccare conmanol’orrore della Shoah. Il Treno li ha portati a camminare nel silenzio assoluto dei campi, ad ascoltare le parole di chi ha vissuto l’inferno e neè miracolosamente uscito vivo, a vedere per davvero quello che una foto sui libri di storia non può neppure lontanamente raccontare. «Dobbiamo ricordare affinché certi orrori non si ripetano. Portare i nostri ragazzi nei luoghi dove si è consumata una delle più grandi tragedie del Novecento serve a questo» ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, salendo per la prima volta a bordo del Treno. Il sogno e una legge, si diceva. È grazie alla 211/2000, nata per iniziativa di Furio Colombo e approvata all’unanimità solo dopo un travagliato percorso osteggiato da anime delle destre, che venne istituito, il 27 gennaio, il Giorno della Memoria. La Toscana decise di onorarlo, nel 2001, organizzando un grande concerto. «Ma io avevo quel sogno di portare le scuole ad Auschwitz in treno e non in aereo» ricorda Caffaz. Lui, sotto la scritta “Arbeit macht frei” (“il lavoro rende liberi”) che introduce al campo, c’era passato per la prima volta nel 1982 in compagnia di Primo Levi. E voleva che quelle sensazioni potessero rivivere anche nell’animo dei giovani. Nel 2002 partirono in 500 «e andò tutto male» ricorda. Il riscaldamento sul treno che smise di funzionare, i controlli alla frontiera con la comitiva costretta a scendere di notte in mezzo alla neve, la commemorazione pronunciata conunmegafono perchénonc’erano microfoni ed Enrico Fink che fece risuonare il suo canto ebraico solo grazie alla sua voce. «Ma è stata l’edizione più bella.Efu così sconvolgente per chi partecipò che tutti ci chiesero di ripeterla». Ecosì, quell’esperienza, si è replicataa ogni dodici mesi fino al 2005 toccando anche Majdanek e il ghetto di Varsavia e facendo partire due convogli (con oltre 1300 persone a bordo) in occasione del 60° anniversario della Liberazione del campo di Auschwitz. Poi, dal 2006, il Treno viaggia ogni due anni intervallandosi conunforum dedicato al ricordo e allo studio della Shoah. Alla voce dell’unico testimone del primo viaggio (Mario Piccioli, deportato politico fiorentino morto lo scorso agosto a cui è dedicata questa edizione) se ne sono aggiunge altre come le sorelle ebree Andra e Tatiana Bucci (furono scambiate per gemelle e scamparono ai diabolici esperimenti di Mengele) ola staffetta partigiana Marcello Martini. A non cambiare negli anni, invece, è quello con cui i giovani tornano a casa. «Ricordare il milione e mezzo di bambini bruciati nei lager – conclude Caffaz – serve a pensare ai tanti che oggi muoiono di fame. Se non si ricordano i primi ci dimentichiamo anche dei secondi.Non esiste un antidoto per il razzismo ma esistono i vaccini. E il treno è un modo per essere sicuri di fare periodicamente un richiamo necessario».

da www.unita.it

Primo Levi «Dal fascismo ad Auschwitz c’è una linea diretta» L’intervista ritrovata, di Marco Pennacini

Il grande scrittore in una conversazione inedita del 1973 con un giovane studente. «Oggi “Se questo è un uomo” lo riscriverei completamente, per mettere in luce le responsabilità italiane nella Shoah».
La politica:
«Il mio libro? Oggi verrebbe fuori una cosa completamente diversa: metterei in risalto il suo valore politico…»
Nel campo:
«Immagazzinavamo tutto voracemente, ci interrogavamo a vicenda per sapere ciascuno la storia degli altri»
Invenzioni tricolori:
«Lo sterminio industriale è tedesco. Ma la violenza a scopo politico in questo secolo è un’invenzione italiana»
I giovani:
«Queste cose vengono sentite come arcaiche, come i garibaldini, come la rivoluzione francese, qualcosa di molto lontano…»

Primo Levi, come mai ha voluto scrivere «Se questo è un uomo»? «Perché ero appena ritornato dalla prigionia, e avevo un tremendo bisogno di raccontare queste cose, un bisogno che diventava ossessione.(…) Nel lager cercavo di immagazzinare tutto, di mettere tutto in una specie di tasca».
Allora vedevi già con un occhio più distaccato quel che ti succedeva… «No, non era possibile. Nel lager c’era il problema di sopravvivere. Sì, avevo una vaga idea di sopravvivere per scrivere, questo sì, mi ricordo di averlo detto a qualcuno. Addirittura quando ero in laboratorio e avevo una matita e un quaderno ho scritto qualche pagina». Che poi hai perso…
«L’ho persa, l’ho scritta così, per l’urgenza di scrivere, sapendo benissimo che poi l’avrei persa». Certo.
«Ma era molto importante per me allora la possibilità di diventare un testimone, lo sentivo già allora. Non solo io, ma un po’ tutti, tutti quelli con cui si parlava dicevano: “È importante sopravvivere per poterlo raccontare perché il mondo le sappia queste cose”. Avevamo piena consapevolezza: però non è che questo ci permettesse di fare gli esploratori del lager. Non era possibile, c’erano questioni immediate, come quello di trovare un pezzo di pane, di proteggersi, di aver salva la vita. Quindi io e altri immagazzinavamo tutto voracemente, tutte le esperienze. Anzi, ci interrogavamo a vicenda per sapere ciascuno la storia degli altri. Ed effettivamente cadevano su un terreno buono, perché queste cose sono indimenticabili. Io ancora adesso mi ricordo le facce di gente vista trent’anni fa».
Le facce?
«Le facce. Tanto che quando mi è successo, come mi è successo, di ritrovarne qualcuno, l’ho subito riconosciuto, e lui me. Ho riconosciuto, ho ritrovato Pikolo, quello del canto di Ulisse… Jean…»
E questa discussione su Ulisse, si è svolta veramente?
«Non c’è niente di inventato nel libro. Non c’è nulla di inventato. non una parola.(…) L’unica autocritica che potrei fare è quella che non ho messo in luce abbastanza questa validità politica del libro».
Parli di “Se questo è un uomo”?
«Se non lo avessi scritto allora lo scriverei adesso». Ma lo scriveresti con le stesse intenzioni?
«No».
Come un documento?
«No: lo scriverei, in primo luogo, con lo stile di un uomo che ha trent’anni di più, e trent’anni di più vogliono dire molta esperienza in più e molta vitalità in meno. Quindi non so cosa verrebbe fuori: verrebbe fuori una cosa completamente diversa. Soprattutto però lo scriverei oggi con riferimento preciso al fascismo di oggi che nel libro non c’è. Quando ho scritto Se questo è un uomo il fascismo era finito, non c’era più, era chiaro come il sole che non c’era. Era finito di fatto, era stato sepolto, come partito politico non c’era né in Italia né in Germania. Ma se lo scrivessi oggi… userei il mio libro come uno strumento». Lo strumentalizzeresti, diciamo… «Sì, già lo userei come strumento. Lo faccio quando vengono i ragazzi a parlarmi. Tendo a mettere in chiaro che c’è una linea diretta che parte dalle stragi di Torino del ’22, Brandimarte (capo delle squadre d’azione fascista: è lui a guidare la strage che a Torino, il 18 dicembre del 1922, porta alla morte di 14 antifascisti e alla distruzione della Camera del Lavoro. Nel novembre del 1971, al funerale, un reparto di 27 bersaglieri del 22 ̊ reggimento fanteria della divisione Cremona, al comando di un ufficiale, rende gli onori militari alla sua salma, ndr), e finisce ad Auschwitz. C’è una continuità abbastanza evidente».
Sì, c’è una continuità, ma hai detto che lo sterminio riguardava i tedeschi, no? «Stiamo parlando di qualcosa che è stato inventato in Italia e perfezionata in Germania»
Ah! è stata inventata in Italia…
«Le prime stragi fasciste sono italiane… sono torinesi». Pensavo che… «Lo sterminio industriale è tedesco. Ma la violenza a scopo politico in questo secolo è un’invenzione italiana».
Ho capito.
«Il fascismo è un brevetto italiano, eh!» Purtroppo… «Torinese, voglio dire. Insomma la strage del ’22…. Era una caccia, una caccia per le strade. Non so se hai letto qualcosa in proposito…». Sì, qualcosa…
«Brandimarte (…), è morto nel suo letto (…). È stato assolto per insufficienza di prove». Sì, ma c’è tanta gente ancora che gira…
«Sì, veterani».
Sì,sì.
«Federali. Capi di gabinetto, capi giunta, Almirante: appunto, se scrivessi oggi, metterei più in chiaro questa cosa (…). Quando ho scritto Se questo è un uomo ero convinto che meritasse la pena di documentare certe cose perché erano finite. Adesso non sono più finite, bisogna parlarne di nuovo».
Allora diciamo che lo scriveresti sotto un profilo meno scientifico, più… «No, penso che non toglierei niente, però aggiungerei molto».
Ah! capisco, e perché non lo fai?
«Perché non si può scrivere due volte lo stesso libro. (…)Come ti dicevo prima, che c’è una linea diretta fra Brandimarte e Auschwitz. Questa linea non finisce ad Auschwitz, continua in Grecia, è continuata in Algeria con i francesi. È continuata in Unione Sovietica, puoi dire di no?» (…)
A proposito di “Se questo è un uomo” e di “La tregua”: credi che servano, diciamo, per educare ad una certa coscienza? «Dipende dall’insegnante. Il fatto stesso che venga scelto quel testo, testimonia che l’insegnante ha delle buone intenzioni, cosa poi ne nasca non so dirtelo. Ho l’impressione che in generale perché vengono molti ragazzi qui, o mi telefonano per avere delle informazioni che queste cose vengono sentite, appunto, come passato remoto, una cosa un capitolo arcaico, come i garibaldini insomma, come la rivoluzione francese, una cosa molto, molto lontana. Infatti è abbastanza lontana nel tempo, ma… solo nel tempo è lontana»… (…)
Con che spirito l’hai scritta “La tregua”? «Ho scritto La tregua nel ‘61-‘62 quando era appena crollato il mito della Russia monolitica, della Russia paese del socialismo, della Russia perfetta, paradiso secondo i comunisti e inferno secondo gli americani, o secondo i nostri democristiani. Erano due visioni talmente manichee, talmente assurde, sia l’una sia l’altra, che mi sembrava molto importante raccontarla così come io l’avevo vista».

L’UNita 27.01.11