Dopo una battaglia all’ultimo voto vanno 7 regioni al centrosinistra, con il blocco dell’Italia centrale che conferma il proprio orientamento e il Sud dove spicca l’affermazione di Nichi Vendola in Puglia. Nel Lazio i giochi sono fatti a favore del centrodestra, che al Nord conquisterebbe Piemonte, Lombardia e Veneto e segnala una forte avanzata della Lega.
E’ il quadro che esce dalle elezioni regionali mentre lo scrutinio e’ alle battute finali.
PIEMONTE – La Regione sembra passare al centrodestra. Il leghista Roberto Cota ha dato filo da torcere a Mercedes Bresso, governatore uscente che si e’ ripresenta per il centrosinistra, ma il distacco si mantiene attorno a un punto. Con Zaia in Veneto, Cota inaugura quindi la stagione dei governatori ‘made in Carroccio’. E in Piemonte la lista del Carroccio incassa oltre il 17%.
LOMBARDIA. Roberto Formigoni, centrodestra, si avvia ad affrontare il suo quarto mandato alla guida della giunta lombarda. Con il 56% delle preferenze e uno stacco di circa 23 punti dal suo avversario, Filippo Penati, appoggiato da Pd, Idv e una serie di liste del centrosinistra, la sua vittoria non e’ piu’ in discussione. Boom della Lega: la lista del Carroccio sfiora il 27%.
VENETO – Il centrodestra resta alla guida, ma la leadership va alla Lega. Archiviata l’era Galan, esponente Pdl, ora e’ la volta di Luca Zaia, leghista della prim’ora, attuale ministro delle Politiche agricole, che ha battuto Giuseppe Bortolussi, col doppio dei voti e una percentuale sul 60%. E il Carroccio in Veneto prende piu’ voti del Pdl: circa 10 punti percentuali in piu’.
LIGURIA – La Liguria riconferma Claudio Burlando sulla poltrona di presidente. Nel corso dello spoglio dei voti, l’attuale governatore, sostenuto dal centrosinistra, e’ sempre stato in testa su Sandro Biasotti, con una percentuale superiore al 50%. ”Abbiamo fatto una bella campagna elettorale, pensavo di farcela, hai vinto tu. In bocca al lupo”, si e’ gia’ complimentato l’esponente del centrodestra.
EMILIA ROMAGNA – La vittoria di Vasco Errani, presidente uscente tornato in pista, per la terza volta, con Pd e centrosinistra, non e’ mai stata in dubbio e resta solida: la lista Pd e’ vicina al 41%, lui ha quasi il 52% delle preferenze.
Anna Maria Bernini, parlamentare Pdl, ha tentato la sfida a Errani, ma si e’ fermata sotto la soglia del 40%.
TOSCANA – Anche in Toscana netta affermazione del centrosinistra.
Enrico Rossi, ex assessore alla Sanita’, parla gia’ da governatore: ”Saro’ il presidente di tutti”, ha detto. Con quasi il 60% dei voti, ha tenuto a netta distanza Monica Faenzi, che si e’ fermata qualche punto sopra il 30%.
MARCHE – La Regione resta in mano al centrosinistra e va spedita verso la riconferma di Mario Spacca governatore. La quota dei votanti a suo favore viaggia sul 53% e il circa 40% di Erminio Marinelli (Pdl) ovviamente non intimorisce e non rischia certo di presentare dei colpi di scena.
UMBRIA – Anche l’Umbria si conferma a prevalenza centrosinistra. Il passaggio di testimone avverra’ tra due donne: Maria Rita Lorenzetti, che lascia la poltrona di governatore a Catiuscia Marini. Quest’ultima, con un risultato superiore al 57%, tiene a netta distanza la candidata del centrodestra Fiammetta Modena.
LAZIO – E’ L’affluenza alle urne qui e’ andata a picco. Tra Emma Bonino e Renata Polverini e’ stato un testa a testa estenuante sul filo della parita’. Ma via via che il quadro e’ andato definendosi, l’ex sindacalista in corsa per il centrodestra ha avuto la meglio per un pugno di voti.
CAMPANIA. Stefano Caldoro con circa il 53% è presidente nonostante il forte recupero di Vincenzo De Luca.
PUGLIA – ”Qui c’e’ il laboratorio di buona politica”. Dopo aver vinto le primarie, Nichi Vendola si riprende la guida della Regione forte di un risultato senza ombre, attorno al 50%.
Rocco Palese, candidato del centrodestra ‘sponsorizzato’ dal ministro Fitto, resta 10 punti dietro. Adriana Poli Bortone, che ha corso col sostegno dell’Udc, non raggiunge il 10%.
BASILICATA – Le previsioni sono state ampiamente rispettate.
Il governatore uscente, Vito De Filippo, Pd, e’ stato rieletto con oltre il 60% dei voti. Il suo rivale del Pdl, Nicola Pagliuca, si deve accontentare di molto meno e non raggiunge il 30%. E indica nell’Udc, che qui ha appoggiato il centrosinistra, il fattore chiave della sua sconfitta.
CALABRIA – La Regione guidata fino a ieri da Agazio Loiero, Pd, trasloca sotto le insegne del centrodestra. Giuseppe Scopelliti supera il 60% dei voti. E non ce n’e’ per nessuno. Loiero, che ritentava la corsa, si attesta poco sopra il 30%.
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Boom del grillini in Emilia Romagna: il candidato under 30 sfiora il 7%
Dopo l’astensionismo, piccola grande vittoria della cosiddetta “antipolitica” capitanata da Beppe Grillo: snobbato dai politici di razza, lontano da televisioni e giornali, il comico ha fatto a modo suo ed è sceso in piazza, quella reale e quella virtuale. I media non hanno prestato particolare attenzione al suo Movimento a cinque stelle ma in queste ore si profila un colpaccio. In Emilia è addirittura boom per il suo candidato Giovanni Favia, nato nel 1981, che vola al 7%.
«Sono soddisfatto ma sinceramente ce lo aspettavamo perchè ai nostri banchetti la gente si fermava e chiedeva mentre quelli del Pd e Pdl erano mezzi vuoti». Così Giovanni Favia, candidato alla presidenza della Regione Emilia Romagna per il Movimento 5 stelle-lista Grillo, commenta l’exploit elettorale che lo vede al 6,9% quando sono state scrutinate 3.698 sezioni su 4.513. «Il vero voto di protesta è quel 10% che non è andato a votare» prosegue Favia, precisando che «la gente ha visto che noi non siamo l’antipolitica, ma vogliamo fare la politica vera e lo possiamo fare anche all’opposizione». Quanto ad una possibile alleanza di governo con Vasco Errani, Favia spiega «da parte sua la proposta non c’è e se ci fosse non sarebbe giusto perchè noi abbiamo corso da soli». «Quando saremo alla Camera e al Senato – conclude Favia – sarà il coronamento». Non è un caso, dice Favia, che il successo del Movimento cinque stelle sia arrivato in Emilia-Romagna e non altrove: «Non basta una stellina di Grillo sullo stemma per prendere voti, se la proposta politica non è all’altezza i cittadini se ne accorgono». Vestito, come aveva promesso, da ‘Ienà (ma senza occhiali da sole), Favia ha confessato: «Un anno fa non avrei mai immaginato quello che è accaduto oggi». Ovvero prima l’elezione a sorpresa in Consiglio comunale a Bologna, poi il trionfo in Regione: «Tre anni fa entrai in un bar dove c’era una piccola assemblea di matti fan di Beppe Grillo, lì è iniziato tutto». Ora, ha raccontato, «ho realizzato un sogno: non capisco cosa sta accadendo, mi gira un pò la testa».
I voti di Grillo pesano soprattutto sul centrosinistra dove Mercedes Bresso in Piemonte sta lottando sul filo del fotofinish con Roberto Cota. E dove proprio Grillo si è speso strenuamente in favore del movimento no Tav. Le liste del movimento sono state presentate in: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Campania. Al momento il candidato in Lombardia Vito Claudio Crimi è al 2,3%; in Piemonte Davide Bono è al 3,4%; in Veneto David Borrelli è al 2,6%; in Emilia Romagna Giovanni Favia è al 6,9%; in Campania Roberto Fico all’1,6%.
Il programma del movimento fu lanciato a ottobre del 2009 con una forte impronta ecologista e antipartitica. Cardini del Grillo-pensiero sono: l’abolizione delle province, l’accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, l’abolizione del Lodo Alfano, l’eliminazione dei privilegi per i parlamentari per i quali prevede solo due mandati. Il suo cavallo di battaglia è la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati. In più massima trasparenza attraverso il web con una forma di partecipazione diretta on line.
Una discesa in campo, quella di Grillo, non in prima persona ma preparata a lungo con i suoi V day dove V sta per vaffanculo: il primo l’8 settembre del 2007 nelle piazze italiane per dire no ai parlamentari condannati, no al superamento delle due legislature per i parlamentari, no ai candidati scelti dalle segreterie di partito.
Grillo inizia la sua avventura senza curarsi di nessuno, senza puntare a stringere alleanze, solo con la forza del web dal quale organizza e unisce i ragazzi dei meet up che si muovono sul territorio in nome del comico. Il primo v day galvanizza Grillo che ne organizza un secondo, questa volta contro l’informazione, il 25 aprile del 2008, scegliendo Bologna come location: la mission è quella di dichiarare guerra al finanziamento pubblico ai giornali. Posizioni che lo rendono sempre più isolato, soprattutto dopo i numerosi attacchi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sintomo di una forte insofferenza per un sistema che vorrebbe demolire come recita il suo ‘mottò: «Loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno». Accusato di populismo, demagogia, qualunquismo, indicato come arruffapopoli, inviso alla destra come alla sinistra, vicino – se così si può dire – soltanto ad Antonio Di Pietro, Grillo sembra aver vinto oggi la sua scommessa.
L’Unità 29.03.10
Elezioni 2010, dalle 15 urne chiuse (aggiornamento in tempo reale)
Circa 41 milioni di italiani sono stati chiamati a rinnovare 13 amministrazioni regionali, quattro provinciali e 460 comunali. In forte calo l’affluenza, un dato che preoccupa entrambi gli schieramenti politici
21:54 Spoglio reale: Emma Bonino aò 50.03%, Polverini 49.40%
Spoglio reale: quando lo scrutinio nel Lazio ha superato i due terzi, meno di un punto separa Emma Bonino da Renata Polverini.I dati del Viminale relativi a 3.461 sezioni su 5.266 assegnano a Emma Bonino il 50,03% e a Renata Polverini il 49,40%.
21:51 Migliavacca (Pd): “Avanziamo di 2-3 punti rispetto europee 2009”
Maurizio Migliavacca (Pd): “Il Pd avanza sensibilmente rispetto alle europee del 2009, di 2-3 punti”.
21:48 Finocchiaro: “La vittoria delle Lega stravolge equilibri nel Pdl”
Anna Finocchiaro (Pd): “La stravittoria della Lega stravolge l’equilibrio tra Pdl e Lega. Poi ha definito “soddisfacente” il risultato del Pd, che ha finora conquista sette regioni. “Se poi ne arrivano altre due – ha concluso – sarà ancora più soddisfacente”.
21:46 Liguria: Biasotti telefona a Burlando: “Auguri, presidente”
Sandro Biasotti, candidato del centro destra in Liguria, ha telefonato a Claudio Burlando, candidato vincente del centro sinistra, congratulandosi con lui. “Presidente – ha detto Biasotti – ti faccio i complimenti e ti auguro un buon lavoro” .
21:43 Storace: “Alemanno rifletta sulle differenze fra Roma e provincia”
Francesco Storace, La Destra:”Nonostante la censura mediatica e il linciaggio della sinistra, contribuiamo alla grande performance di Renata Polverini. A Roma siamo sopra l’Udc, Alemanno dovrà riflettere sul dato profondamente diverso tra la capitale e la sua provincia”.
21:39 Spoglio reale, Lazio: la Bonino è al 50.20% in 3401sezioni su 5266
Spoglio reale, Lazio: concluso lo scrutinio di 3401 sezioni su 5266 nel Lazio, Emma Bonino risulta in vantaggio con 50,20%; Renata Polverini è al 49,23%.
21:31 Spoglio reale: la Bonino al 50.34% in 3328 sezioni su 5266
Concluso lo scrutinio di 3328 sezioni su 5266 nel Lazio, Emma Bonino risulta al 50.34%.
21:30 Spoglio reale: Emma Bonino in vantaggio con 50.44%
Spoglio reale: dopo lo scrutinio di 3.053 sezioni su 5.266, le regionali del Lazio vedono la candidata del centro sinistra Emma Bonino in vantaggio con il 50,44% e la candidata del centro destra Renata Polverini al 49 %. Dati resi noti dal Viminale.
21:19 Letizia Moratti: “A Milano Pdl è primo partito. Nessun sorpasso della Lega”
Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si è detta soddisfatta per i risultati del capoluogo che hanno confermato il Pdl il primo partito in città. “I dati su Milano sono buoni con un distacco di circa dieci punti sul Pd e non c’è stato nessun sorpasso della Lega”.
21:09 Proiezioni, Lazio: La Polverini in testa con 50.3%
Proiezioni, Lazio: secondo la nona rilevazione di Prgagma Emg, la candidata del centro destra, Renata Polverini, sarebbe in vantaggio su Emma Bonino con 50.3%. La leader radicale avrebbe invece il 49.1%.
21:05 Pannella: “Con Bersani i Radicali non più relegati”
“Con Bersani è finita l’epoca dei Radicali relegarli nella clandestinità”. Lo ha detto il leader storico dei Radicali, Marco Pannella in merito alle alleanze che il suo partito a stretto con il Pd.
20:54 Spoglio reale, Lazio: la Bonino in vantaggio con 50.09%
Spoglio reale, Lazio: su 2871 sezioni (5265 totali) Emma Bonino ha il 50.09% e la Polverini 49.35%.
20:50 Proiezioni: in Calabria Scopelliti in vantaggio con 56.3%
Proiezioni: l’ottava rilevazione di Pragma Emg dice che il candidato del centro destra, Scopelliti avrebbe il 56.3%; quello del centro sinistra, Loiero il 32.8%;l’aoutsider Filippo Callipo, il 10.9%.
20:47 Casini: “Se in Veneto vince Cota sarà per noi una sconfitta”
Pierferdinando Casini commenta: “Al nord ci eravamo dati l’obiettivo di frenare la Lega: in Liguria ci siamo riusciti, se in Veneto vince Cota siamo stati sconfitti”.
20:43 Vendola: “I voti dati a me sono un’indicazione per il centro sinistra”
“Eravamo un’anomalia e restiamo un’anomalia – ha detto Nichi Vendola – i voti alla mia persona che superano quelli della coalizione sono un’indicazione per il centro sinistra.C’è in Italia un bisogno disperato di alternativa, bisogna ricostruire il vocabolario dell’alternativa, qui abbiamo cominciato”.
20:41 Caroselli e bandiere a Napoli festeggiano Caldoro
Caroselli, bandiere e slogan per festeggiare quella che appare l’ormai scontata elezione di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania. Davanti al comitato elettorale di Caldoro, nel centro di Napoli, un gruppo di militanti e sostenitori sta esultando per i dati che, sia pure a scrutinio ancora in corso, danno nettamente in testa il candidato del Pdl.
20:39 Proiezioni: la Polverini 49.9%; Bonino 49.5%
In base all’ottava proiezione Pragma-Emg, nel Lazio la candidata del centro destra Renata Polverini, sarebbe al 49,9%. Emma Bonino è al 49,5%.
20:33 Spoglio reale, Lazio: la Bonino in testa con 52.9%
Spoglio reale, Lazio: su 1896 sezioni scrutinate di Roma (3759 totali) Emma Bonino ha il 52.9% e Renata Polverini il 46.5%.
20:30 Proiezioni:in Piemonte la Bresso riduce lo svantaggio su Cota
Proiezioni:Roberto Cota (centrodestra) ancora in testa nella corsa alla presidenza della Regione Piemonte, ma con un vantaggio sceso al solo 0,9% rispetto al 47,6% della presidente uscente Mercedes Bresso (centrosinistra).
20:27 Proiezioni: De Filippo (centro sinistra) primo in Basilicata con 59.6%
Secondo l’ultima proiezione di Pragma Emg, il candidato presidente del centro sinistra alla regione Basilicata, Vito De Filippo, avrebbe il 59.6%, mentre il suo avversario del centro destra, Nicola Giovanni Pagliuca il 28.4%
20:23 Polledri (Lega): “Bersani fa bene a preoccuparsi”
Massimo Polledri, deputato della lega, dice al segretario del Pd Bersani che: “Fa bene a preoccuparsi della Lega, visto che a casa sua, nel comune di Bettola, il Carroccio è il primo partito con il 34%, il Pdl è secondo con il 29,3% e il Pd solo terzo”.
20:14 A Sesto, Penati batte Formigoni di 6 punti
Filippo Penati a Sesto San Giovanni, sua città, batte di 6 punti Roberto Formigoni: 48,39 per cento contro il 42,50. Il Pd raggiunge il 34,5%. E’ questo il dato dopo lo scrutinio di 64 sezioni su 73 totali.
19:55 Proiezioni: Zaia in vantaggio su Bertolussi: 60%
Proiezioni: secondo Pragma Emg, Luca Zaia, candidato del centro destra nerl Veneto, avrebbe il 60% e la coalizione che lo sostiene il 60,8%, mentre Giuseppe Bortolussi, del centro sinistra, avrebbe il 28,8% e la sua coalizione il 28,8%.
19:49 Bortolussi: “Lega-Pdl, primo o poi l’incantesimo finirà”
Secondo il candidato del centro sinistra Giuseppe Bortolussi “l’onda anomala” della Lega che sorpassa il Pdl, “apre la possibilità di dialogo tra Pd e PdL.”All’inizio diranno di no, ma poi col tempo l’onda anomala del Carroccio apparirà preoccupante. La Lega è il rifugio dell’antipolitica – dice Bortolussi – quando uno è scontento di tutti vota Lega anche se è scontento del governo di cui la Lega fa parte. Ma prima o poi questo incantesimo finirà”.
19:40 A metà scrutinio a Roma, la Bonino in vantaggio con 54.16%
A metà scrutino delle sezioni elettorali di Roma, la Bonino ha il 54.16% e la Polverini 45.25%.
19:38 Bossi: “Il Pdl tiene, ma la Lega è scatenata”
“Non ho ancora sentito Berlusconi – ha detto Umberto Bossi – mi complimenterò con lui per la tenuta del Pdl. Ma la Lega è scatenata”. Lo ha sostenuto il leadar del Carroccio commentando il risultato delle elezioni regionali in via Bellerio a Milano.
19:36 Bossi: “Mio figlio ha lavorato bene”
“Mio figlio è entrato in politica perchè ha lavorato tanto”, ha detto Umberto Bossi. Adesso a Brescia è il primo degli eletti della Lega”.
19:32 Renzo Bossi il più votate in Valcamonica
Sembra aperta la strada di Renzo Bossi – figlio del leader della lega – verso il Consiglio regionale della Lombardia. In Val Camonica sarebbe per lui un quinto dei voti totali del Carroccio’.
19:28 Piemonte: lieve vantaggio della Bresso
Spoglio reale: dopo lo scrutinio di 1230 sezioni su 4835, la Bresso (centro sinistra) è in testa con 47.5% su Cota, 47.4%
19:20 Migliavacca (Pd): “Abbiamo dati ottimistici per Lazio e Piemonte”
Maurizio Migliavacca, responsabile organizzazione del Pd dice che nelle due regioni considerate in bilico, Lazio e Piemonte, “i nostri dati sono diversi e migliori di quelli delle proiezioni tv. Perciò siamo fiduciosi anche su queste due regioni”.
19:15 Proiezioni: si profila un 6 a 4 per il centro sinistra
Secondo le ultime proiezioni di Pragma Emg si profila un 6 a 4 per il centro sinistra, con altre tre regioni in bilico. Il centro destra vincerebbe in Lombardia, Veneto, Campania e Calabria. Mentre in Emilia-Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Basilicata, Puglia vinverebbe il centro sinistrai. In Lazio, Piemonte e Liguria i candidati presidenti sono al momento vicinissimi.
19:12 La Bonino fa una pausa ed esce dal suo comitato
Emma Bonino ha lasciato la sede del suo comitato a Trastevere. La candidata del centro sinistra ha voluto prendersi una pausa in attesa dei risultati, che dovrebbero arrivare tra ore. “E’ stata qui dalle tre – dicono – e la notte è lunga”.
18:59 Pd: c’è timore per il Piemonte e ottimismo per il Lazio
E’ tutta concentrata su Piemonte e Lazio l’attenzione dei vertici del Pd, riuniti tutti, D’Alema e Veltroni inclusi, nella sede nazionale. Ci sono timori per il Piemonte con i dati delle proiezioni che non corrispondono con le indicazioni delle sedi locali del partito. Non sembra aver premiato – si dice – lo sforzo per agganciare l’Udc. Più ottimismo per il Lazio dove, spiega un dirigente, “la partita si vince o si perde per 10mila voti”. Dai dati in possesso al Pd, Emma Bonino andrebbe bene a Roma e male nelle altre province.
18:56 Spoglio reale: nel Lazio vantaggio del centro sinistra
Nel Lazio il dato provvisorio dei partiti, dice che il centro sinistra vanta il 52,30% e centro destra il 47,39%. Il Pd è al 27,03% e l’Idv al 10,38% mentre la lista Polverini si situa al 30,22% l’Udc al 4,77% e il Pdl (che però non è presente sulla scheda, al 4,33% identica percentuale per la Destra di Storace.
18:46 Spoglio reale: lieve vantaggio della Bonino
Si conferma un testa a testa fra le candidate alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino e Renata Polverini, entrambe fra il 49 e il 50%, sebbene i voti scrutinati della città di Roma siano ancora relativamente pochi. Il Viminale dice che su 753 sezioni (5.266 totali) la Bonino ha il 49,89% e la Polverini il 49,58%.
18:44 Proiezioni: Bonino e Polverini pari, al 49.7%
Proiezioni: secondo Pragma Emg la bonino e la Polverini, nel Lazio, sarebbero ancora testa a testa al 49.7%
18:42 Spoglio reale: La Bonino ancora in testa 54.2%
A Roma Emma Bonino raccoglie il 54,2% delle preferenze contro il 45,3% di Renata Polverini. E’ il risultato dello scrutinio di poco meno del 20% delle sezioni nel territorio del comune. Su 217mila voti la Bonino ha raccolto poco meno di 118mila preferenze, contro le 98.500 della Polverini.
18:39 Spoglio reale: Campania, in vantaggio Caldoro 56.26%
Netto vantaggio di Stefano Caldoro dopo lo scrutinio dell’1,29% del voto, cioè 75 sezioni su 5.802. Il candidato del centrodestra ha il 56,26%. Il suo avversario, Vincenzo De Luca, è al 40,88%.
18:25 Spoglio reale: la Bonino in testa con il 50.17%
Su 727 sezioni scrutinate sulle 5266 totali, Emma Bonino è in testa su Renata Polverini con il 50.17%, rispetto alla sua avversaria che ha il 49.31%.
18:09 Proiezioni: in Piemonte il Pdl è il primo partito
Secondo la proiezione Pragma Emg, il Pdl è il primo partito del Piemonte con il 27,1%, seguito dal partito democratico al 21,8%. La lega è al 15,1%. La rilevazione ha una copertura del 19%.
17:59 I testa a testa nelle regioni “in bilico”
Proiezioni: le tre regioni “in bilico” – Piemonte, Liguria e Lazio – vedono, rispettivamente, Cota al 48.8% e Bresso al 46%; Burlando al 51.9% e Biasotti al 48.1%; Bonino e Polverini ferme al 49.8%.
17:55 Proiezioni: In Piemonte Cota in testa, 48.4%
Seconda proiezione Pragma-EMG: Cota – centro destra – avrebbe il 48,4%, mentre la presidente uscente, Mercedes Bresso (centro sinistra) sarebbe al 46,8%.
17:53 Latorre (Pd): “La maggioranza delle regioni è centro sinistra”
Latorre, Pd: “Questi primi dati, se confermati, hanno un significato politico importante. La maggioranza delle regioni al voto saranno del centro sinistra, un risultato significativo. Si va delineando, per noi, la maggioranza di governi al voto”.
17:48 Testa a testa Lega-Pdl in Lombardia
Testa a testa tra Lega Nord e Pdl per il primo partito in Lombardia. Quando sono state scrutinate 247 sezioni su 9.213, la Lega risulta al 30,2%, il Pdl al 30,12%.
17:39 Proiezioni regione per regione
Proiezioni: secondo Pragma Emg in Lombardia Formigoni 54.3%; Penati 35.5%. Veneto, Zaia 61.7%, Bortolussi, 27.5%; Liguria: Burlando 51.9%, Biasotti 48.1%; Emilia Romagna: Errani 51.7%, Bernini 36.4%; Umbria: Marini 56.3%, Modena 38.2%; Lazio: Bonino e Polverini al 49.8%; Campania: Caldoro 56.1%, De Luca 41.1%; Basilicata: De Filippo 60.5%, Pagliuca 27.7%; Toscana: Rossi 59% Faenzi 35.1%; Marche: Spacca 52.2% Marinelli 40.2%; Puglia: Vendola 47.1% Palese 44.1%; Calabria: Scopelliti 57% Loiero 31.1%.
17:36 Proiezioni: Liguria, Burlano in testa (59%)
Proiezioni: secondo Pragma Emg Claudio Burlando, candidato alla presidenza delle Liguria avrebbe il 51,9% e la coalizione di centro sinistra più Udc il 53,1%. Sandro Biasotti, centro destra, avrebbe il 48,1% e la sua coalizione 46,9%.
17:31 Berlusconi ha lasciato Arcore per raggiungere Roma
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha lasciato, in elicottero, Villa San Martino ad Arcore per raggiungere in aereo Roma, dove in serata lo attendono impegni istituzionali. Il premier seguirà quindi da Palazzo Grazioli gli sviluppi delle elezioni Regionali assieme ai suoi collaboratori.
17:27 Proiezioni: Errani in vantaggio sulla Bernini
Proiezioni: secondo Pragma Emg Vasco Errani, candidato uscente del centro sinistra in Emilia e Romagna, sarebbe al 50,1%, mentre la coalizione che lo sostiene al 49,3%. Anna Maria Bernini (centro destra) sarebbe al 37,8% e la sua coalizione al 39,1%.
17:22 Primo spoglio: la Lega supera Pdl in Lombardia
All’inizio dello spoglio delle elezioni regionali in Lombardia, la Lega Nord supera il Pdl. Dopo lo scrutigno di 133 su 9213 sezioni, la Lega ottiene il 33,3 % dei voti contro il 29,9 del Pdl.
17:20 Viaggio in pullman per votare di 48 emigrati in Belgio
Per votare alle elezioni regionali in Umbria, 48 emigrati italiani in Belgio hanno affrontato un lungo viaggio in pullman, rispettivamente da La Louviere, da Bruxelles e Liegi, dove vivono da anni con le loro famiglie.
17:16 Proiezioni: nelle Marche in vantaggio il centro sinistra
Proiezioni: secondo Pragma Emg, nelle Marche il candidato del centro destra, Gian Mario Spacca, sarebbe accreditato al 52,5%; nel centro sinistra, Enrico Marinelli, al 39,7%. Massimo Rossi, della Federazione di sinistra, sarebbe al 7,8%.
17:13 Proiezioni: al centro destra Piemonte, Calabria e Campania
Secondo le prime proiezioni, passerebbero al centrodestra il Piemonte, la Calabria e la Campania. Testa a testa nel Lazio. Le altre regioni resterebbero guidate dalle attuali maggioranze.
17:10 Proiezioni: in Basilicata in vantaggio il centro sinistra
Proiezioni: secondo Pragma-Emg, in Basilicata sarebbe in testa il candidato del centrosinistra Vito De Filippo, con il 59,7%; Nicola Pagliuca, del centro destra avrebbe il 28%.
17:09 Proiezioni: in Campania in vantaggio Caldoro
Proiezioni: Pragma-Emgi, nelle elezioni regionali della Campania, sarebbe in testa il candidato del centrodestra Stefano Caldoro, con il 55,7% rispetto a Vincenzo De Luca, del centro sinistra, con il 41,7%.
17:05 Proiezioni: in Calabria in vantaggio Scopelliti
Proiezione: secondo Pragma-Emg, nelle elezioni regionali della Calabria sarebbe in testa il candidato del centrodestra Giuseppe Scopelliti con il 57,8%. Il candidato del centrosinistra Agazio Loiero, presidente uscente, avrebbe il 33,2%.
17:02 Proiezioni: in Piemone un punto di scarto tra Cota e Bresso
Proiezioni: In Piemonte, roberto Cota (centro destra) e Mercedes Bresso (centro sinistra) sarebbero – rispettivamente – al 48.1% e al 47.8%.
16:59 Testa a testa fra Emma Bonino e Renata Polverini
Proiezioni: Emma Bonino e Renata Polverini sono praticamente pari, tutte e due al 49.7%
16:57 Toscana: affluenza del 60.9%
In Toscana i dati definitivi dell’affluenza dicono che a votare sono andati il 60.92% dei cittadini, rispetto il 71.94% del 2005.
16:52 Proiezioni, Umbria: In testa Catiuscia marini con 53.8%
Proiezioni relative all’Umbria: Catiuscia Marini, candidata del centro sinistra, avrebbe il 53,8, mentre la coalizione che la sostiene il 57,2%; Fiammetta Modena, del centro destra, avrebbe invece il 39,5% e la coalizione del centro destra il 37%; La Binetti, dell’Udc il 6,7% e la sua coalizione il 5,8%.
16:50 Affluenza, i dati del Viminale: meno 7%
Secondo i dati “pressocchè definitivi” del Viminale annunciati dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, l’affluenza alle urne nelle 9 regioni monitorate dal ministero si è attestata al 65%, il 7% in meno rispetto al 72% del 2005. “Il calo più vistoso nel Lazio, con un meno 10%; quello minore in Campania e Basilicata, con un meno 4%”.
16:42 Calabria: un calo di affluenza al voto di 5 punti
Calabria: il dato definitivo dell’affluenza è di 59.25%, rispetto al 64.40% registrato cinque anni fa.
16:35 Proiezioni: In Campania Caldoro al 49.6% e De Luca al 46.5%
Sarebbe in vantaggio di 3,1 punti il candidato del centrodetsra Stefano Caldoro su quello del centrosinistra Vicenzo De Luca. Lo riferisce l’exit poll di Ipsos.Caldoro sarebbe sul 49,6%, e De Luca sul 46,5.
16:33 Proiezioni: in Toscana in testa Rossi con 59%
Proiezioni Pragma EMG: In toscana sarebbe in testa il candidato del centrosinistra, Enrico Rossi con il 59%;Monica Faenzi, centro destra, avrebbe il 34%.
16:30 Proiezioni: nel Veneto, Zaia in vantaggio con il 62%
Proiezione Pragma EMG: nel Veneto sarebbe in vantaggio Luca Zaia (centro destra) con 62%; Giuseppe Bortoluzzi (centro sinistra) 28%
16:26 Proiezioni: Umbria, la Martini (centro sinistra) avanti con 53.8%
Altra proiezione Pragma-Emg: nelle elezioni dell’Umbria, è in testa la candidata del centrosinistra Catiuscia Marini con il 53,8%, mentre Fiammetta Modena (centro destra) al 39,5%. La candidata dell’Udc, Paola Binetti, è al 6,7%.
16:21 Proiezioni: Emilia e romagna, Errani al 52%; Bebbe Grillo al 7%
Le prime proiezioni Pragma EMG dicono che in Emilia e Romagna Vasco Errani è in vantaggio con il 52.8% e la coalizione di centro sinistra avrebbe il 50%. Anna Maria Bernini, candidata del centro destra avrebbe 35.3% e la coalizione a suo sostegno il 39%. Giovanni Favia (Movimento Beppe Grillo) avrebbe l’8.3% e il Movimento di Grillo il 7%.
16:15 L’affluenza al voto di alcune regioni
Un calo generale di affluenza. Ecco i dati di alcune regioni: Lombardia, 65.2% (73.7% nel 2005); Veneto, 66.2% (72.43%); Emilia e Romagna, 68.14% (76.76%); Umbria, 65.6% (74.3%); Lazio, 64.5% (75.3%); Campania, &3.15% (67.8%).
16:11 Bologna: un calo di votanti pari all’8.5%
Bologna, alla chiusura dei seggi la Prefettura ha annunciato che nel Comune di Bologna ha votato il 67,39% dei cittadini. Nel 2005 aveva votato il 76,02%. Un calo di 8,5 punti.
16:08 La Bresso segue da casa i risultati
Mercedes Bresso, candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione Piemonte, sta seguendo da casa, con il marito Claude Raffestin e i più stretti amici e collaboratori, lo spoglio dei voti. Solo in serata andrà al suo comitato elettorale.
16:06 A Sesto S. Giovanni disertano il voto il 9% dei cittadini
Crolla la partecipazione al voto anche a Sesto San Giovanni, la “Stalingrado d’Italia” e roccaforte della sinistra: l’affluenza alle urne, altissima da sempre, è scesa del 9%.
16:03 Polverini: “Arriverò al Comitato elettorale solo a dati certi”
Tutto pronto al comitato elettorale della candidata del centrodestra alle elezioni regionali del Lazio, Renata Polverini. Al momento, la Polverini non è al ‘Laboratorio Lazio’ e dallo staff fanno sapere che “arriverà a dati certi”.
16:01 Marche, dato definitivo: affluenza meno 9%
Nella regione Marche il dato definitivo dell’affluenza dice che ha vptatp oò 62.8% degli aventi diritto, rispetto al 71.5 della volta precedente.
15:55 Viminale: circa l’8% la diserzione al voto
Quando mancano ancora i dati relativi a circa cinquecento comuni sugli oltre cinquemila interessati al voto delle Regionali, il dato dell’affluenza sfiora il 65%. I dati del Viminale, riguardanti 4.576 comuni su 5.068, circa i nove decimi del totale, vedono la percentuale dei votanti al 64,77%, quasi otto punti in meno a confronto con il 72,48% del 2005.
15:52 A Parma il 10% di votanti in meno
Calo record dell’affluenza anche a Parma. Il dato definitivo dice che nelle 202 sezioni del territorio comunale ha votato il 63,81%; nel 2005 era il 73,57%. Un calo del 10%.
15:49 Astensione record in un paese calabrese: ha votato solo il 2.85%
a Bocchigliero, piccolo centro dell’entroterra Cosentino, c’è stato un vero e proprio sciopero del voto: solo 74 persone su 2594 aventi diritto sono andate a votare: il 2.85%.
15:46 Exit poll Puglia: Vendola confermato al 46% e Palese al 44%
Niki Vendola – stando agli exit poll di Piepoli in Puglia – si attesta al 46%, mentre il candidato di centrodestra, Rocco Palese sarebbe al 44,5%.
15:43 A Roma il 13% in meno di elettori
Circa il 13% in meno dei votanti a Roma si è recato alle urne rispetto alle regionali 2005. Quando mancano solo i dati di poche sezioni, infatti, l’affluenza nel comune di Roma è pari al 56,4%. Nel 2005 era stata del 69,65%. Oltre 13 punti percentuali in meno.
15:41 Un calo dell’8%, quando mancano meno di mille sezioni
Le sezioni scrutinate sono ora 4278 (su 5068) e il dato dell’affluenza è di 64.46%, rispetto al 72.2% di cinque anni fa.
15:37 Pd: ottimisti al quartier generale: possibile un 9 a 4
Un risultato di nove a quattro è possibile. Al quartier generale del Pd si leggono con sostanziale ottimismo i primi dati in arrivo dalle regioni.
15:33 Puglia, Piepoli: “Vendola vince e centro sinistra al 46%
Secondo un sondaggio dell’istituto Piepoli, Nichi Vendola vincerà le elezioni in Puglia. Quanto alle coalizioni, il sondaggista assegna il 46 per cento al centrosinistra ed il 44,5 al centrodestra, mentre ad Udc-Io Sud viene assegnato il 9 per cento e ad Alternativa comunista lo 0,5.
15:29 Vantaggio di Zaia in Veneto secondo gli house poll
Secondo gli “house poll” del Consiglio regionale del Veneto, il candidato del centro destra, Luca Zaia, avrebbe ottenuto tra il 57 e il 59% dei consensi. Il suo avversario del centro sinistra, Giuseppe Bortoluzzi avrebbe il 30-32%.
15:28 La Bonino è arrivata nella sede del suo Comitato elettorale
La candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino, ha raggiunto la sede del suo comitato elettorale in via Ripense, nel quartiere romano di Trastevere. “Tutto bene” è quanto ha brevemente risposto ai cronisti che le chiedevano come andasse.
15:24 In Campania calo di affluenza del 14%
L’affluenza ai 5.802 seggi elettorali in Campania è stata pari al 53,35%. Il dato è delle 15, a chiusura delle urne. Affluenza molto più bassa rispetto alle regionali del 2005, quando a votare fu il 67,7% degli aventi diritto. Gli elettori campani sono 4.945.381.
15:22 Vicino al 10% il calo della partecipazione al voto
Vicino al 10% il calo delle affluenze, rispetto al 2005. Quando sono state scrutinate 2111 sezioni su 5068, l’affluenza registrata è stata del 63.93%, rispetto al 71.73% dell’altra volta.
15:16 Affluenza del 63.56% nelle 1027 sezioni su 5068
L’affluenza alle urne nelle 1027 sezioni su 5068 è stata del 63.56%; nel 2005 era stata del 71.28.
15:12 Affluenza del 62.18%
L’affluenza alle urne alle ore 15 che ha sancito la chiusura dei seggi è stata del 62,18% e riguarda 9 regioni su 13. I dati sono stati diffusi dal Viminale e fanno riferimento a 354 comuni su 5068.
15:03 Testa a testa in Piemonte e Lazio
Sebbene non resi noti, i dati dell”intention poll” rappresentavano un testa a testa tra i candidati del centro sinistra e centro destra in Piemonte e Lazio, un netto vantaggio del centro sinistra in Liguria e Puglia e un netto vantaggio del centro destra in Campania.
14:51 Sky, “Troppa incertezza: niente “intention poll”
Sky aveva realizzato degli “intention poll” che avrebbero potuto dare una primissima tendenza del voto, ma – all’ultimo momento – è stato deciso di non renderli più noti per le troppe astensioni e, dunque, per responsabilità giornalistica si è deciso di non darli.
14:45 Alle 15 chiuse le urne
Urne aperte fino alle 15 per le elezioni regionali, provinciali e comunali. Sono quasi 41 milioni gli aventi diritto al voto. Alta l’astensione.
www.repubblica.it
"Macchè lamentosi, a chiedere soldi siamo costretti", di Maristella Iervasi
Per una scuola come la mia, con ottocento studenti frequentanti, se fossimo in Svezia riceveremmo 4milioni e 700mila euro». Ma siamo in Italia e l’istruzione pubblica è ridotta a Cenerentola. Al liceo Classico “Socrate” di Roma, nel popolare quartiere della Garbatella, la dirigente – professoressa Gabriella de Angelis – è costretta suo malgrado a chiedere un contributo di cento euro alle famiglie per tirare avanti.
Una “tassa” per il funzionamento che altrove è di 150euro l’anno e da volontaria sta sempre di più diventando un “obolo” obbligatorio. Il motivo di tutto questo? Le casse vuote delle scuole e la perenne “sofferenza” degli istituti scolastici che avanzano dallo Stato crediti per milioni di euro che il governo continua a negare. I fondi arrivano solo per le private, la pubblica è stata messa in mutande.
Ma la Gelmini, “maestra unica” dell’Istruzione, bacchetta i presidi e fare promesse che suonano come propaganda. Come l’ultimo “verbo” diffuso dalle colonne del Messaggero: «I presidi con troppa leggerezza chiedono contributi alle famiglie.Sono contraria, va evitata questa prassi lamentosa. La scuola è pubblica non deve costare. Sicuramente per il prossimo anno dovremmo stanziare risorse per le spese ordinarie: una cifra – promessa da ministro – di 10 milioni di euro».
Professoressa de Angelis, ha sentito? Arriveranno risorse per le spese correnti. È più tranquilla? «Basta una semplice divisione per far capire l’entità della promessa: 10 milioni di euro da dividere per il totale degli istituti scolastici che in Italia sono 10.500. Con mille euro copro appena il funzionamento spicciolo per venti giorni». Circa mille euro a scuola. Briciole…
«Il problema è stato mal posto. Le scuole sono in sofferenza da tempo. È accaduto nel 2006/2007 e anche in seguito,ma delle risorse anche se poche alla fine arrivavano. Quest’anno invece non arriverà un euro. Ci è stato detto chiaramente che il ministero non è in grado di saldare il debito che le scuole avanzano».
A quanto ammonta il credito del “Socrate”? «Negli ultimi due anni è di 150mila euro». E in cassa, quanto avete? «Per l’anno finanziario 2010 è stato preannunciato un fondo di 116mila euro. Al netto delle spese, ci restano però appena 5-6 mila euro. Nulla… ». Come spenderete questi soldi? «80mila euro circa servono per il fondo integrativo di istituto: pagare cioè il salario accessorio agli insegnanti e al personale non docente per le ore eccedenti e le attività non previste dal contratto. Altri 30mila euro per gli esami di Stato. Ci restano 5/6mila euro per il funzionamento amministrativo, didattico e le supplenze per tutto l’anno scolastico».
Non vi resta che battere cassa sulle famiglie? Ma non è una ingiustizia? «Il contributo volontario non è un’invenzione delle scuole: è previsto dalla legge 40 del 2007 ed è finalizzato a tre obiettivi: innovazione tecnologica e didattica (computer, laboratori multimediali, progetti per l’offerta informatica) e la piccola manutenzione degli edifici».
Anche voi rifiutate l’iscrizione di chi non salda il contributo volontario? «Non l’abbiamo mai fatto e pensiamo di non arrivare mai a questo. Noi chiediamo 100euro e quest’anno non l’abbiamo aumentato. Sono proprio le famiglie a determinare l’utilizzo di questo fondo volontario e a controllare come i circa 80mila euro vengono spesi».
Lei si definisce una “dirigente dalla mentalità gestionale rigida” come dice la Gelmini? «Il bilancio delle scuole non è rigido da tempo. Non c’è bisogno di interventi legislativi da quandoc’è l’autonomia.
Personalmente e anche i genitori l’hanno fatto, abbiamo raccolto l’invito della ministra a cercare sponsor. Abbiamo provato a cercare anche istituti di credito. Purtroppo abbiamo riscontrato una difficoltà delle banche persino a gestire la cassa della scuola: per loro c’era molto lavoro e poco guadagno».
L’Unità 29.03.10
"Non ci saranno più né sedi né insegnanti", di Mario Pirani
Un fenomeno assai allarmante, di cui in questa rubrica riassumo i termini, mi viene segnalato dal professor Mario Sechi, ordinario di letteratura italiana moderna all´ateneo barese, impressionato dalla martellante campagna pubblicitaria, lanciata da una università telematica nella sua città e verosimilmente anche altrove. L´università in questione – denominata E-Campus – risulta istituita con un decreto ministeriale del gennaio 2006, con sede operativa a Novedrate in Brianza e con sedi decentrate a Roma, Messina e Bari. Altre 8 università telematiche private, risultano a tutt´oggi registrate.
L´allarme di alcuni docenti più avvertiti nasce dal carattere della campagna pubblicitaria, imperniata su due principali argomenti: I) il «superamento» del concetto di frequenza dei corsi da parte degli studenti; II) l´efficacia in termini di produttività del metodo didattico e-learning (apprendimento elettronico) assistito.
Quanto al primo punto, si tratta di un ribaltamento radicale del principio formativo su cui tutta la storia dell´università europea ha operato per secoli: vale a dire il principio della vita comunitaria di docenti e studenti, in ambienti adatti a stimolare lo scambio e il confronto delle conoscenze e delle idee. È vero che tale principio ha avuto una applicazione assai parziale a causa degli insufficienti investimenti, cosicché la frequenza effettiva nei corsi delle Università pubbliche rimane ad oggi del tutto inadeguata, ma il ricorso a modalità di assistenza didattica extra-murale, e soprattutto informatica e mediatica, lo annullerebbe del tutto.
Quanto al secondo punto – la didattica assistita a distanza – esso sembra rappresentare la carta più efficace a favore delle Università telematiche, in quanto in effetti il criterio di produttività della didattica è uno dei parametri decisivi imposti dai Ministeri competenti per la valutazione di tutti gli Atenei.
Se l´obiettivo strategico è quello di aumentare percentualmente e in valori assoluti il numero dei laureati, e di accelerare i tempi di conseguimento delle lauree, la validità dell´offerta didattica deve essere misurata soltanto in base al raggiungimento di questi obiettivi, a prescindere da ogni verifica di qualità. La didattica più valida sarà dunque quella meglio confezionata e più facilmente assorbibile da parte degli studenti, e le modalità di somministrazione didattica saranno più efficaci se sostenute da un´assistenza capace di ridurre le difficoltà intrinseche allo studio. L´università telematica, oltre ad offrire una sofisticata strumentazione tecnologica per il contatto interattivo fra studente ed équipe didattica (non parlerei di docenti, perché queste figure sono rarissime e di puro e semplice richiamo d´immagine), aggiunge, nel caso della E-Campus il sostegno dei centri Cepu ad essa associati che hanno acquisito negli anni una notevole esperienza nell´assistenza alla gestione della prova d´esame.
Su tutto ciò nascono interrogativi di grande momento. Il primo riguarda le garanzie di formazione libera e culturalmente pluralistica dei laureati, che sono ridotti dall´approccio telematico alla condizione di pazienti in strutture ospedaliere d´avanguardia. Il secondo riguarda la mancanza assoluta di una piattaforma istituzionale democratica nel governo di questo tipo di Università. In piena contraddizione con la legge in discussione al Parlamento, non sono istituiti né Senato Accademico né Consigli di Facoltà, e non risultano neppure previste le strutture dipartimentali, che secondo la legge dovrebbero assicurare il nesso ricerca-didattica su cui si basa la riforma Gelmini.
La Repubblica 29.03.10
Galan: «Il Veneto è stato venduto. La Lega arriverà al 9%»
Il Veneto è stato «venduto», «non pretendevo di fare per la quarta volta il governatore, ma passare il testimone a uno degli assessori del Pdl che hanno lavorato meglio in questi anni: Renato Chisso o Fabio Gava, che ha portato la sanità veneta al primo posto in Italia». A parlare così, intervistato dal Corriere della Sera, è Giancarlo Galan, l’ormai ex governatore veneto che ha vissuto con sofferenza la mancata ricandidatura in Regione.
«I primi sentori che qualcosa non andava li ho avuti una settimana prima del matrimonio con Sandra», a giugno scorso, «poi le cose sembravano essersi aggiustate», spiega, con «Berlusconi che aveva detto che chi prendeva un voto in più alle Europee avrebbe avuto la presidenza della Regione». «Noi del Pdl – aggiunge – qui in Veneto abbiamo fatto un bel passo in avanti. Se a queste elezioni il centrodestra può attestarsi attorno al 60% un pò di merito mi sembra di averlo. Ma nessuno, tra i veneti che contano a Roma del mio partito, ha inteso dirmi grazie». Galan punta il dito contro il ministro La Russa e spiega di aver «avuto la certezza che le cose non andavano» quando l’ha visto «schierarsi spudoratamente» contro di lui: «per lui il Veneto poteva essere venduto».
Galan non ha risentimenti nei confronti di Luca Zaia, ministro leghista dell’Agricoltura e candidato del centrodestra in Veneto, al quale augura «di ottenere un buon risultato»: «è competente, rifugge da toni sgradevoli cari ad alcuni suoi compagni di partito». Tuttavia per Galan le elezioni regionali in Veneto «si sono trasformate in una competizione tra Lega e Pdl, con il sorpasso del Carroccio garantito: bisogna vedere – aggiunge – se sarà contenuto al 4-5% o arriverà all’8-9%. Un’ipotesi, quest’ultima, catastrofica». Galan dice infine di non sapere ancora se sarà ministro al posto di Zaia, «l’importante – afferma – è sedersi al tavolo dove si fa politica».
L’Unità 29.03.10
"Maturità, doppia tassa", di Flavia Amabile
Una doppia tassa sulla maturità finora non si era ancora sentita, ma nelle scuole ormai ci si è abituati a tutto. Non è più come anni fa, quando per frequentare un istituto pubblico bastava pagare il bollettino dell’iscrizione di qualche decina di euro, quello della mensa più o meno analogo, e non molto di più per un anno intero.
Ora a scuola si va con il tariffario. Consulti una delle pagine dei siti e sembra di guardare il link ad un albergo o un centro benessere: tutto (o quasi) si paga, dal ritiro del diploma alle lettere ricevute a casa, dai corsi di recupero all’esame di maturità per i privatisti per il quale i prezzi possono aumentare anche di dieci volte rispetto a quelli praticati agli alunni interni.
E’ la crisi, è l’effetto dei tagli di Tremonti, e di un miliardo di euro tra supplenze e fondi per il funzionamento ordinario che le scuole hanno anticipato e che ora il ministero fa finta di non dover restituire alle scuole, spiegano i sindacati e politici dell’opposizione. «Da quest’anno non solo le scuole corrono il rischio di avere trasferimenti inadeguati, ma anche di vedere cancellata qualsiasi possibilità di recuperare i propri crediti», avverte Mariangela Bastico del Pd. Mentre Manuela Ghizzoni, sempre del Pd, sulla vicenda ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo l’intervento del ministero che nonostante le denunce non aveva ancora assunto una posizione ufficiale.
Manca un miliardo nelle scuole, insomma. E’ una cifra di tutto rispetto: i dirigenti scolastici, sono costretti a inventare di tutto pur di far quadrare conti che in queste condizioni sembra impossibile far quadrare. Anche raddoppiare le tasse. Finora esisteva una sola tassa per la maturità, da versare allo Stato, di 12,03 euro. Quest’anno almeno una scuola su due ha chiesto agli studenti dell’ultimo anno una doppia tassa: quella regolare con bollettino intestato all’Agenzia delle Entrate, e la seconda invece con bollettino intestato alle scuole, a volte addirittura agli stessi dirigenti scolastici come accade all’Itc Cesare Beccaria di Carbonia.
Alcuni studenti e genitori hanno pagato senza protestare. Altri invece non hanno mandato giù la seconda tassa. All’istituto Piaget di Roma, ad esempio dove una decina di ragazzi si sono rifiutati di pagare. Anche perché la richiesta era di 100 euro, piuttosto cara rispetto alla media. Sono state minacciate ritorsioni da parte della dirigenza ma i ragazzi non intendono fare marcia indietro. La maggior parte degli istituti infatti si limita a chiedere un contributo di una ventina di euro. «Per le fotocopie, e le spese di segreteria. E’ solo doveroso nella condizione in cui sono costrette a andare avanti le scuole», spiega Antonio Gaeta dirigente scolastico del Polo Didattico di Passo Corese, in provincia di Rieti.
E in genere i genitori accettano il pagamento, a meno che le spese non risultino particolarmente elevate come al Piaget di Roma, oppure in Puglia a Ceglie Messapica, all’Istituto tecnico Agostinelli dove il tariffario prevede una «tassa per la maturità» di 50 euro o al liceo scientifico «De Sanctis» di Salerno dove se ne pagano 90. E’ a quel punto che qualcuno inizia a chiedersi se la seconda tassa è davvero una tassa o soltanto un contributo, e quindi se esista l’obbligo di pagarla oppure no.
Il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini lo ha finalmente chiarito pochi giorni fa, ricordando ai dirigenti scolastici che non hanno alcun diritto di chiedere soldi alle famiglie. Alcuni dirigenti però la pensano diversamente come Marco Bevilacqua, a capo dell’istituto Ambrosoli di Roma, che di fronte alle proteste per aver chiesto 200 euro per frequentare l’istituto ricorda l’esistenza di un Patto educativo di corresponsabilità sottoscritto da genitori al momento dell’iscrizione che prevede l’obbligatorietà dei contributi decisi dalle scuole.
Insomma, pagare si deve sostengono alcuni dirigenti. E quindi nascono le voci più varie. Doppie tasse sulla maturità, doppie tasse di iscrizione, ma anche molto altro. All’Istituto d’Arte Licini di Ascoli Piceno si chiede ogni anno una seconda tassa di iscrizione per la scuola di 90 euro obbligatoria anche per le famiglie che per legge sarebbero esentate dal pagamento della tassa imposta dallo Stato. E poi 10 euro per le «spese postali per comunicazioni alle famiglie e gestione informatizzata delle assenze», e ancora 1 euro per l’acquisto della pagella scolastica. Situazione simile al professionale Datini di Prato dove la seconda tassa sulla maturità è di 51 euro (i privatisti pagano il doppio), le doppie iscrizioni ai vari indirizzi sono tutte di oltre 100 euro a seconda dei vari indirizzi, ma comunque si chiede 1 euro a tutti per un non meglio identificato «fondo di solidarietà».
I prezzi non appaiono sui tariffari ufficiali ma spesso le scuole si fanno pagare anche i corsi di recupero organizzati per aiutare a metà anno gli studenti in difficoltà. Secondo un sondaggio del sito Skuola.net più di una scuola su 10 chiede una cifra in cambio del corso.
Un capitolo a parte sono i privatisti, da sempre territorio di caccia di fondi da parte di presidi di ogni epoca. Quest’anno all’Istituto Comprensivo Statale di Oppido Mamertina per la maturità gli interni pagano una tassa di 30 euro, i privatisti di 80, quasi tre volte di più. Ancora nulla rispetto al professionale Einaudi di Ferrara, dove gli interni pagano 25,82 euro e i privatisti 206,58, quasi nove volte di più. E’ l’autonomia scolastica: in tempo di crisi somiglia terribilmente a un suq, in cui ognuno fa come gli pare.
La Stampa 29.03.10
