Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Turisti cacciati e minacce dell’Unesco ecco l’ultima maledizione di Pompei", di Dario Del Porto

L’ultimo schiaffo ha il volto stupito di quei cinquecento turisti arrivati da tutto il mondo e rimasti per due ore in fila sotto il sole, davanti ai cancelli degli Scavi archeologici rimasti chiusi fino alle 11 per un’assemblea sindacale. «Abbiamo messo Pompei tra i patrimoni dell’umanità e l’umanità deve poterne fruire», scuote il capo Giovanni Puglisi, presidente della commissione nazionale italiana dell’Unesco. Dunque la lenta agonia di Pompei, iniziata una sera di novembre di tre anni fa, con il crollo della Schola Armaturarum, sembra destinata a non finire mai. Un paradosso, per un’area capace di attirare quasi dieci milioni di visitatori in tre anni ma si ritrova, adesso, nel mirino dell’Unesco, preoccupata per lo stato di conservazione del sito vesuviano che rischia l’inserimento nella lista dei “beni in pericolo”. E suonano come una beffa anche le parole dell’imprenditore Pietro Salini, amministratore delegato di Impregilo che, due giorni or sono, ha dichiarato: «Pompei sta crollando, voglio donare 20 milioni in un progetto di rilancio ma non riesco a fare l’operazione». Salini pensa a un investimento culturale …

"La violenza globale contro le donne", di Gavino Maciocco

La violenza contro le donne è un fenomeno globale, una tragedia di enormi dimensioni: in tutto il mondo circa un terzo delle donne ha sperimentato sulla propria persona episodi di violenza, nella gran parte dei casi commessi dal partner. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per la prima volta dedica un rapporto specifico a questo tema, descrivendone le dimensioni e le conseguenze sulla salute delle donne, indicando anche il ruolo essenziale che i servizi sanitari sono chiamati a svolgere. Le dimensioni del fenomeno “La violenza contro le donne non è un fenomeno nuovo, come non lo sono le sue conseguenze sulla salute fisica, mentale e riproduttiva delle donne. Ciò che c’è di nuovo è la crescente consapevolezza che gli atti di violenza contro le donne non sono eventi isolati, ma piuttosto un tipo di comportamento che viola di diritti delle donne e delle ragazze, che limita la loro partecipazione alla società e danneggia la loro salute e il loro benessere. Quando studiata sistematicamente, come è stato fatto in questo Rapporto, appare chiaro che la violenza contro …

"Femminicidio, adesso si muove il Parlamento" di Valeria Fedeli

Dal 2002, nel mondo, secondo dati OMS, la prima causa di uccisione di donne tra i 16 e i 44 anni è l’omicidio da parte di persone conosciute. E il 35% delle donne subisce nel corso della vita qualche forma di violenza. Mentre gli omicidi di uomini sono di solito commessi da sconosciuti, durante atti di criminalità, quando ad essere uccisa è una donna è spesso per mano di persone vicine, in particolare partner o ex partner. È un dato consolidato nella storia, ma di recente consapevolezza. Solo dagli anni ’90 si è iniziato a parlare di «femmicidio», per definire l’omicidio volontario di donne «perché donne», e poi di «femminicidio», per indicare ogni forma di discriminazione e violenza rivolta contro la donna, al di là dell’omicidio. Come accade sempre con il linguaggio, nominare femmicidio e femminicidio ha permesso di renderli evidenti, riconosciuti, esistenti. Di svelare il rapporto tra violenza e stereotipi, tra violenza e mentalità maschiliste che hanno da sempre governato il mondo. È nei modelli di famiglia, in concezioni del rapporto di coppia fondati …

"La rivincita del burocratese", di Francesco Merlo

Hanno abolito l’obbligo della chiarezza e dunque uno sfrattato non può più protestare quando lo chiamano «cittadino passivo di provvedimenti esecutivi di rilascio». Ma forse è l’ora di reagire. Darebbe certamente il via alla rivolta linguistica quel cameriere di bar che segnasse l’ordinazione dell’ex ministro Patroni Griffi usando il burocratese che gli piace tanto. E CHE consiste nello scrivere caffè senza mai chiamarlo caffè, ma «altresì assumendo che il liquido in oggetto non sia da iniettare e tenendo conto che trattasi di connubio tra acqua e piccoli semi tropicali». Conosco una signora che ha due codici fiscali. Le hanno chiesto «la cerzioriazione » per stabilire «la anteriorità al fallimento di formazione del documento di garanzia» e ovviamente con riferimento «al diritto ex adverso azionato». Ebbene, i funzionari che (non) le hanno spiegato come uscire dalla doppia identità da due giorni non violano più il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Dopo dodici anni infatti è stata cancellata la norma che li obbligava «ad adottare un linguaggio chiaro e comprensibile». Non che mai siano stati chiari …

"Il primato della civilità", di Alexander Stille

La decisionedella Corte suprema americana di annullare la legge federale in “difesa del matrimonio” – che vietava il matrimonio gay – rispecchia un cambiamento profondo nella vita americana. Quella legge era stata firmata meno di vent’anni fa da Bill Clinton, un presidente democratico con l’appoggio bipartisan. La legge fu approvata 342 contro 67 alla Camera e 85 contro 14 al Senato, rispecchiando la realtà politica dominante del momento. Era il 1996, c’erano elezioni in vista e molti democratici, pur non amando quella legge, avevano sentito l’esigenza di votarla per paura di essere massacrati alle urne. In teoria, la Corte suprema non dovrebbe badare né ai sondaggi né alle urne, ma non è casuale che questa decisione arrivi quando, per la prima volta, la maggioranza degli americani approva il diritto agli omosessuali di sposarsi. In soli cinque anni, da quando il presidente Barack Obama è stato eletto per la prima volta nel 2008, la percentuale di americani che appoggia il matrimonio gay è andata da una netta minoranza, 44 per cento, ad una netta maggioranza, il …

"L’eterna paura della trasparenza", di Filippo Ceccarelli

Uffa. Si fa peccato a esprimere il più disadorno scetticismo nei riguardi di Beppe Grillo che tanto per cambiare ha invocato ieri la cacciata dei giornalisti dal Parlamento? Non è il primo, infatti, e non sarà l’ultimo a esprimere la propria insofferenza proponendo di «disciplinare» l’informazione «in spazi appositi, esterni al Palazzo» (maiuscolo). A tal fine il leader del M5S mobilita un brano del Vangelo di Giovanni (sui mercanti cacciati dal tempio), corregge un manifesto disegnato da Boccasile durante la guerra fascista («Tacete, i giornalisti vi ascoltano») e non proprio irresistibilmente conclude il suo post con la parodia di una canzone di Ornella Vanoni, «Sapessi com’è strano/ fare il deputato/ nel Parlamento romano», perché dovunque vai, ti trovi sempre qualche giornalista fra i piedi, per giunta «senza tesserino» di riconoscimento. Sgradevole sensazione, quest’ultima, presente già nei romanzi parlamentari dell’ottocento (De Roberto, Serao). Vero che a quei tempi la reciproca avversione trovava sfogo in duelli più o meno sanguinosi (attorno a uno di essi nasce l’Associazione Stampa Parlamentare). Ma poi Giolitti, che detestava gli scontri all’arma …

"I monumenti diventano la fabbrica del futuro", di Bruno Ugolini

“Sembra una battuta. Nasce da un interrogativo. Pensate che cosa farebbero gli americano se possedessero al centro di New York, il Colosseo. Organizzerebbero ogni giorno e ogni sera uno spettacolo. Teatro, cinema, concerti. E attorno a quell’enorme spazio un museo, una biblioteca. Altro che i poveracci travestiti da centurioni. Una fabbrica di cultura ma anche una preziosa fonte di reddito. Trattasi di un pensiero improvvisato scaturito dall’ascolto di interessanti interventi (Paolo Guerrieri, Ronny Mazzocchi, Danilo Barbi, Silvano Andriani, Nicola Cacace), coordinati da Laura Pennacchi. È un confronto che prende lo spunto da un ponderoso volume curato dalla stessa Pennacchi. Trattasi del Libro bianco per il piano del lavoro 2013 (Ediesse), composto da numerosi saggi affidati a economisti di scuole diverse. Un’opera che ha accompagnato e accompagna l’ambiziosa iniziativa del sindacato. Anche se per ora questo «piano» non ha trovato l’eco meritata. Un po’ ripercorrendo le sorti di quel primo progetto voluto da Di Vittorio nell’altro secolo e accolto, spiega Pennacchi, «con freddezza da Togliatti e con opposizione da De Gasperi». Eppure rappresenta la smentita, come …