Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Se una donna uccisa è una notizia qualsiasi", di Natalia Aspesi

Sta diventando una notizia qualsiasi, anche un po’ ripetitiva, quindi sempre meno interessante, basta prima pagina e titoloni, quasi sempre sensazionali e sbagliati, inutili i commenti, tanto ormai si è detto tutto, e arzigogolato su tutto. Ne hanno ammazzato un’altra e un’altra ancora, una si sono accontentati di sfigurarla, e avanti così. È come se fosse diventata un’abitudine farlo e subirlo, e una barba venirne informati. Ci indigniamo? Riempiamo le piazze? Chiediamo giustizia? Pretendiamo che non succeda più? Mah, ci si è logorati anche a protestare. E poi, mentre si è lì a dire la nostra, con cartelloni e cori, ecco che da qualche parte ne ammazzano un’altra. Per le istituzioni era un impiccio prima, figuriamoci adesso, c’è ben altro da pensare con il casino politico sempre più contorto. Certo col famoso rinnovamento che per ora si è accasciato, si troverà forse il tempo di buttar lì un volonteroso pensiero: ma intanto chissà, persino in quella folla di italiani pro o contro Marini o Prodi o chiunque altro, che fuori da Montecitorio brucia la tessera …

Giornate per ricordare Edmondo Berselli

Edmondo Berselli ci manca, ancor più oggi, a poco più di tre anni dalla morte. Ci manca la sua capacità di leggere in profondità la realtà, la sua ironia, la sua passione contagiosa per il “pop”. Chissà cosa avrebbe scritto sulla giornata odierna… ****** Economia, televisione, politica. Anzi, in omaggio al suo libro “Post italiani, cronache di un paese provvisorio”, la “post economia”, la “post televisione”, la “post politica”. Territori oggetto delle esplorazioni e delle osservazioni sempre originali e acute di Edmondo Berselli, il giornalista e intellettuale modenese scomparso l’11 aprile di tre anni fa. Ambiti fondamentali, snodi e gangli imprescindibili per osservare i fenomeni che attraversano il Paese e lo cambiano, in superficie e in profondità. Saranno questi i temi affrontati nei tre incontri dedicati a Edmondo Berselli, che si svolgeranno a Modena il 18, il 22 e il 29 aprile per la terza edizione del ciclo “Quel gran genio del mio amico”, raccolti sotto il titolo “Cronache della post Italia”, con ospiti eccellenti come, tra gli altri, Ilvo Diamanti, Carlo Freccero, Michele Salvati …

"La lezione di Ruffilli", di Pier Luigi Bersani

Ricordare Roberto Ruffilli, non solo il suo sacrificio ma il suo servizio come intellettuale e come politico, significa rendere omaggio a uno di quei cattolici che nei decenni della Repubblica hanno custodito la Costituzione e le istituzioni dello Stato. Una lunga fedeltà alle idee dei padri che non diventava mai, però, conservazione. Fu lucidissimo a vedere per primo la crisi e l’affanno della prima Repubblica. Propose e provò ad attuare una via d’uscita. E quella strada – rendere il «cittadino arbitro» delle decisioni che riguardavano il governo – doveva servire nelle sue intenzioni a ricucire il rapporto che iniziava a logorarsi tra partiti e società. Ma la via d’uscita che indicava era ed è precisamente l’opposto delle scorciatoie antipolitiche e antipartitiche. Ruffilli credeva nella democrazia rappresentativa, e credeva nel ruolo dei partiti. Per questo lanciò per primo un’altra battaglia che abbiamo a cuore, purtroppo ancora oggi tutta da combattere: quella per dare all’Italia una legge sul funzionamento democratico dei partiti, in attuazione dell’articolo 49 dellaCostituzione. I partiti come istituzioni della democrazia, la riforma dei partiti …

"Piano europeo anti-evasione, sì da 10 Paesi", di Stefania Tamburello

«L’evasione fiscale? Tolleranza zero. È un crimine inaccettabile soprattutto nei periodi difficili di crisi economica». Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli sintetizza così la posizione espressa e condivisa dai ministri finanziari dei 5 maggiori Paesi — Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito — che a Dublino, dove si sono svolte le riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, hanno chiesto l’adesione degli altri partner sul loro piano di intervento per rendere effettivo lo scambio automatico delle informazioni sui conti bancari e per allargarne il raggio d’azione. «Si tratta di passare dalle parole ai fatti», ha aggiunto Grilli spiegando che occorre costruire «le infrastrutture tecniche» per rendere possibile il potenziamento delle regole già previste dall’Europa. L’adesione è arrivata da altri 5 Paesi: Belgio, Olanda, Polonia, Romania e Repubblica Ceca ed altri ancora si uniranno. Significativo il passo fatto da Lussemburgo che ha annunciato l’avvio del percorso per rinunciare nel 2015 al segreto bancario mentre l’Austria resiste a non volerlo abbandonare, come ha ripetuto a Dublino il suo ministro Maria Fekter. «È una questione di mesi» per rendere operativo il …

"La grande illusione della web-democrazia", di Giovanni Valentini

Una pena del contrappasso mediatico o un segnale di avvertimento sulle illusioni della cosiddetta democrazia elettronica? L´annullamento delle “quirinarie” online del Movimento 5 Stelle, può essere interpretato in entrambi i sensi,anche, contemporaneamente, nell´uno e nell´altro. Ma si tratta comunque di un flop, tanto più clamoroso perché colpisce un movimento che proprio sulla Rete ha fondato la sua natura costitutiva, la sua identità culturale e politica. Quale che sia ora il responso del “popolo di Internet” a cinque stelle sulle candidature al Quirinale, risulterà fatalmente viziato da una riserva di legittimità e attendibilità che ne compromette il valore. Dai brogli elettorali di antica memoria, nell´era della Democrazia 2.0 si passa così agli imbrogli informatici. Qualsiasi cosa sia successa (Grillo parla di un´intrusione di hacker, la società di controllo di semplici “anomalie”), il vertice del M5S, ha dovuto annullare questa prima tornata della consultazione online. E non è poco per un soggetto politico che finora non ha dimostrato una particolare responsabilità nel suo esordio parlamentare. Ma ora dovrebbe essere lo stesso Movimento a trarne le conseguenze, per …

"Il muro di Berna", di Paolo Berizzi

Alle sei della sera, nel vecchio quartiere della Matte dove un tempo c’erano gli artigiani, Rino, 56 anni, cameriere beneventano, osserva le acque dell’Aar che accarezzano la sua Berna. «E mo’, dunque, vogliono farci tornare a Surriento?». Così, pare. Gli svizzeri. «E che facciamo poi in Italia? Che fanno gli svizzeri senza di noi? Vogliono restare senza muscoli e cervello?». Chi mai avrebbe immaginato che centoventi anni dopo le valigie di cartone che partivano per l’America in cerca di fortuna, qui, molto più vicino di Little Italy, nei cantoni elvetici, nella capitale e più giù in Ticino, a cinque minuti dall’Italia, ci avrebbero paragonato a dei roditori in trasferta, oppure raffigurati nei panni tremendi di usurpatori di posti di lavoro? Rino è un piccolo pezzo di Italia che fa girare la Svizzera. Col suo vassoio e i suoi tremila franchi di salario, per altro, non sarebbe nemmeno tra gli immigrati più “pericolosi”. Non genera dumping salariale, è venuto su e ha messo radici, nel senso che lavora, vive, guadagna e spende a Berna: come gli …

"La grande alleanza europea anti evasori", di Roberto Bagnoli

Per contrastare l’evasione fiscale che ogni anno costa all’Europa oltre mille miliardi di euro, i cinque Paesi più importanti di eurolandia (Germania, Francia, Italia, Gran Bretagna e Spagna) stanno lavorando a un progetto pilota per stanare i furbi rafforzando lo scambio di informazioni. Se ne parlava nei giorni scorsi quando il portavoce della Commissione Olivier Bailly aveva invitato gli stati membri ad affrontare la questione soprattutto dopo la scandalo-inchiesta sui paradisi fiscali fatta da The international consortium of investigative journalists. Ora è ufficiale: i cinque ministri dell’Economia dei rispettivi Paesi hanno inviato una lettera alla Commissione per illustrare il progetto. Se avrà successo potrà costituire una boccata d’ossigeno ai malandati conti pubblici europei. Oggi, tra l’altro, il Consiglio dei ministri italiano affronterà la definizione del Def (Documento di economia e finanza) che potrebbe certificare un debito pubblico al 130% dopo l’operazione sblocca debiti, mentre il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo ammonisce che un’eventuale abolizione della Tares costerebbe 1 miliardo di euro di minori entrate. Le proposte dei cinque Paesi sul fisco si basano sulla «trasparenza» in …