Tutti gli articoli relativi a: cultura

I ragazzi di CM: “Insieme per portare la musica classica nel futuro”, di Maria Serena Natale

Pubblichiamo la storia di Ernesto, Federica, Fabio e Pasquale, quattro ragazzi che hanno unito amore per la classica, amicizia e tecnologie inventandosi un modo nuovo di fare musica e stare insieme: un social network rivolto a professionisti e appassionati per trovare l’accordo mancante tra note e byte – e mettere in circolo attraverso la Rete quella linfa vitale che si chiama passione. Ecco la loro testimonianza, raccolta da Valentina Marchioni: Tenacia. E’ questa la parola da cui è giusto iniziare a raccontare la nostra storia, che forse però è più appropriato chiamare avventura perché solo le avventure condensano entusiasmo, rischio, risultati imprevedibili, mistero… e spesso le avventure, proprio per quell’aura di pericolosa incertezza che le avvolge, sono esperienze intraprese da giovani e incoscienti anime. La nostra nasce da una combinazione di passioni e intuito contornata da amicizia, speranza, dedizione, pazienza e soprattutto amore verso lei, la musica classica, la moderna fenice, spesso data per morta e sempre riemersa dalle proprie ceneri. Tutto ha inizio nel 2007 dall’intuizione di Ernesto Casareto, flautista 23enne (allora) dell’Orchestra dell’Università …

"Quell’antipatia senza genialità", di Francesco Merlo

È vero che l’antipatia dei ribelli, come furono Longanesi a destra e Feltrinelli a sinistra, è stata una grande risorsa italiana, ma dare del precario ad un giovane giornalista e disprezzarlo perché è pagato 10 euro ad articolo, come stanno facendo da ben due giorni Beppe Grillo e i suoi replicanti con il cronista Vasco Pirri Ardizzone, non è più antipatia rivoluzionaria, ma banale acidità reazionaria, baronale e classista. E la “cittadina” deputata Gessica Rostellato, che alla Camera si rifiutò di stringere la mano alla signora Rosi Bindi, già bersaglio della miserabile derisione berlusconiana, non fu una purificatrice sia pure antipatica, ma solo un’antipatica mocciosa dell’Asilo Mariuccia. La stessa cittadina disse alle Iene di non sapere cos’è la Bce né chi è Mario Draghi: «Non lo so, sono fusa». Insomma, è vero che l’antipatia italiana è stata una specie di lievito del progresso, della cultura e dell’arte, a volte squadrista magari e altre volte persino bombarola, mai però così cretina. E’ infatti, diciamo così sempliciotta, l’antipatia supponente della cittadina Roberta Lombardi che all’appello accorato di …

"Lo scrivano di Melville e quel no dei grillini", di Valeria Viganò

C’è chi dice no. No, io non ci sto. No, io non ci sto.E’ presto detto, è presto fatto Basta dire no. Il valore del no è un valore assoluto. Il no è contro per principio. Può anche fregarsene dei contesti, è un’idea di per sé. Questo devono aver pensato gli uomini e le donne a stelle paladini della protesta contro un assoluto malaffare sul quale il compromesso non si può giustamente aprire. Nessun compromesso. Bartleby lo scrivano, eccelsa creatura di Melville, rispondeva a ogni richiesta con un «preferirei di no» certamente più aggraziato ma altrettanto definitivo. Come Gianni Celati sostiene nella stupenda prefazione al racconto di Melville, vi è un fondo di indifferenza in una simile risposta, una non appartenenza, un isolamento. Di un uomo che mette in atto il rifiuto costante e ripetuto come unica azione e manifestazione di libero arbitrio. Ma se Bartleby, invece di uno scrivano a cui, come sottoposto, non resta che ubbidire o, come fa lui, decidere se eseguire il compito oppure no, fosse stato un capoufficio, o meglio …

"I troll antesignani pre-web", di Gianluca Nicoletti

Finalmente qualcuno ha deciso di occuparsi della preoccupante rinascita del Troll. Lo ha fatto Beppe Grillo, con un’esemplare chiamata alle armi del suo popolo contro quegli sgradevoli scherzi della natura. Ora il Troll è stato ufficialmente messo al bando: non lo merita, ma potrà almeno gloriarsi di un’immeritata dignità di nemico da sterminare. Mai prima, il Troll ebbe tanta veemente valutazione del suo potere di disturbatore mercenario. Sappiamo che ora è al soldo del lato oscuro della forza, quella stessa forza del Web che, nella sua dimensione di luminosità penta stellare, é virtuosamente rappresentata dai manipoli che presidiano l’area sacra del blog di Grillo. Si pensi che l’evocazione del disturbatore compulsivo delle preistoriche comunità Internet risale ai gloriosi tempi di Usenet; fu infatti agli albori della Rete che avvenne la cyber riesumazione di questi mostriciattoli dalla narice colante, nativi della foresta nord europea (quindi euro-entusiasti). Fu allora strenua negli antichi Newsgroups la resistenza verso questi cocciuti portatori di pensiero deviante. La razza dei Troll inquinava i topics più rigorosi con il loro petulante reiterare obiezioni, …

"Un'incognita pesa sul 5 per mille", di Carlo Mazzini

Le organizzazioni non profit aspettano con crescente apprensione le liste sui dati del 5 per mille 2011 (numero di sottoscrittori e importi), necessari per valutare le attività realizzabili con le somme che si presume inizieranno a incassare a partire dal prossimo autunno. Quando avranno a disposizione le cifre complessive riportate negli elenchi, che si stimano di prossima diffusione, gli enti sapranno anche se il ministero dell’Economia avrà proceduto nuovamente al taglio di fatto delle somme destinate dai contribuenti, come successe lo scorso anno sui risultati del 2010, e come ammise il ministro dell’Economia Vittorio Grilli nel dicembre scorso. Quello che è certo è che, dalle statistiche complessive relativamente al gettito Irpef, si apprende che l’imposta netta procapite per i redditi 2010 è aumentata del 2,5% rispetto a quella del 2009; pertanto le somme – a parità di numero di contribuenti – dovrebbero registrare comunque un incremento. Frattanto, in relazione al pagamento del 5 per mille 2010, il ministero del Lavoro ha quasi completato l’erogazione delle somme e gli enti che non hanno ancora incassato l’importo …

"C’era una volta la Via Emilia", di Paolo Rumiz e Francesco Guccini

«Scusi dov’è l’antica via Emilia?». Rimini. All’ufficio informazioni davanti alla stazione mi mostrano senza esitare il periplo delle mura. La strada millenaria che spacca la città come una mela e taglia dritta dall’arco di Augusto fino a Piacenza, è ignorata. Diavolo, non c’è niente di così rettilineo in tutto il Nord, la vedi persino dal satellite, ma è come se fosse sparita. Piove, il mare è immobile, il divertimentificio in letargo; in un chilometro conto 17 banche, nove negozi chiusi, centinaia di immigrati e infinite badanti. Sono i 2200 anni della grande via romana — nel 187 a. C. il console Emilio Lepido la completava per tenere a bada i Galli della pianura — ma la regione ignora il mito fondativo della sua strada maggiore. Salvo un incontro voluto a giugno dalla soprintendenza e dall’editore Mulino in quel di Rimini, in vista c’è poco o nulla. Così vengo a dare un’occhiata, per dire cosa è diventata la più nobile delle antiche Le sorprese cominciano subito. Chiedo un bus per Cesena, ma non si può, si …

Riflessioni a margine de “La scuola diversa”, di Manuela Ghizzoni

Domenica pomeriggio a Buk, il festival della piccola e media editoria che si svolge a Modena (http://www.bukmodena.it/wordpress/category/buk-2013/ ), avrò l’onore di presentare l’ultima fatica letteraria di Daniela Tazzioli, una bravissima narratrice, nonché amica e persona che stimo. Non so scrivere recensioni, pertanto quanto seguirà sono solo alcune riflessioni sparse suscitate dalla lettura de “La scuola diversa”, di Infinito edizioni, che spero possiate condividere (e vi inducano a comprare il libro di Infinito edizioni, anche perché per un fraintendimento diffuso a mezzo stampa dell’invito alla presentazione, risulto essere coautrice del volume e Daniela mi ha assicurato che condividerà con me i lauti guadagni dei diritti d’autore…). Daniela è modenese fino all’osso (o nel profondo dell’anima, se preferite), ma è anche cittadina svizzera. Da alcuni anni vive a Basilea e nei confronti della Confederazione Elvetica ha maturato un odio e amore che a mio avviso non risolverà più: aspira a tornare a “casa” ma credo che non possa più vivere lontano dalle certezze e dalle rassicuranti regole (comportamentali e etiche) della società calvinista, non fosse altro per …