"Mettere al mondo un figlio nei giorni del terremoto", di Simona Vinci
Una scrittrice, un regista e uno scrittore raccontano com´è cambiata la vita quotidiana, tra ferite, lutti e nascite, nelle zone che sono state colpite dal sisma. Chissà se i neonati avvertono le scosse oppure le scambiano per i movimenti che hanno vissuto per nove mesi nella pancia della mamma. Il mio letto ogni tanto oscillava, e così la culla trasparente dove potevo vedere il viso sereno di Ettore che dormiva. Il mondo era lontanissimo. Sono una donna di pianura, e della pianura mi sono sempre fidata. È altrove che accadevano le catastrofi: ricordo le mappe che ci venivano mostrate a scuola, durante le lezioni di geografia, con le sfumature di colore che in genere viravano al rosso sangue là dove aumentava il rischio sismico, e di aver sospirato di sollievo. Il pericolo era altrove, lontano dal mio paese, Budrio, lontano dalla mia elegantissima scuola in stile liberty con le ninfee disegnate lungo le facciate, lontano dalla mia piazza, dalla statua di Quirico Filopanti, dal campanile antico della chiesa della Pieve, dal mio parco, dalla mia …
