Tutti gli articoli relativi a: cultura

La rabbia di Berlusconi " Nuove regole per colpirmi", di Goffredo De Marchis

Adesso Berlusconi è disperato. Più di Monti. «Questa sì che è una legge ad personam, una ritorsione contro di me. Voglio vedere come si attirano gli investimenti stranieri in uno Stato che cambia le regole in corsa». Furibondo, il Cavaliere si sente messo all´angolo sulla materia che gli preme davvero: Mediaset, quindi il patrimonio. Ma da venerdì ha perso la golden share sul governo proprio nella sfera degli interessi personali. Il voto degli ordini del giorno contro il beauty contest che regalava le frequenze del digitale a Cologno Monzese, Rai e Telecom, ha dimostrato che esiste un´altra maggioranza: Pd, Idv, Lega e Udc. Non servono i voti del Pdl per cambiare gli equilibri nel mercato televisivo. E le dichiarazioni di Corrado Passera fanno capire che l´esecutivo si prepara a lavorare con questi nuovi numeri per organizzare un´asta. La principale vittima di una vera competizione per le frequenze, dicono a Palazzo Grazioli, è Mediaset. La Rai infatti non parteciperà all´asta. Troppo negativi i conti di Viale Mazzini. Semmai la tv pubblica ha canali in eccesso, una …

"Frequenze TV asta avanti tutta", di Stefano Balassone

A tutti è chiaro che le frequenze dovevano essere assegnate al monopolio bicipite di Rai e Mediaset per consolidare gli assetti del mercato della pubblicità televisiva e arricchire il valore patrimoniale dell’azienda di proprietà del leader del centrodestra italiano. In questa fortezza del conflitto di interessi si è aperta una falla venti giorni dopo che la destra si è spaccata in malo modo fra ala populista (la Lega) e federazione delle corporazioni (il Pdl). A questo punto è naturale chiedersi se il varco che si è aperto in Parlamento sia abbastanza largo e duraturo per mettere in discussione l’intero sistema di protezione degli interessi di Mediaset. A favore del sì pende il sospetto che la Lega, nella versione Roberto Maroni, abbia interesse a ereditare per davvero il grosso dell’elettorato del Pdl e diventare definitivamenteuna specie di Csu (il partito cattolico bavarese federato ai cristiano democratici tedeschi) in dimensione padana. Per il no, cioè per tirare avanti con il duopolio anche rabberciato, milita la consapevolezza che il socio pubblico, la Rai, non sembra avere la minima …

"La vittoria della ragione", di Giovanni Valentini

È una vittoria del buon senso, prima ancora che della politica, quella ottenuta ieri alla Camera sull´asta delle frequenze televisive. E dimostra la forza dell´opinione pubblica quando si mobilita con le armi della ragione. Quando l´opinione pubblica impiega l´arma della protesta civile, neanche un governo tecnico – impegnato a imporre pesanti sacrifici a tutti i cittadini per salvare il Paese – può sottrarsi al dovere di rispettare la volontà popolare. Si impedisce così un misfatto, una rapina o uno scippo ai danni dello Stato. E si individua un´importante risorsa a cui attingere legittimamente, per ridurre o almeno alleggerire il peso della manovra economica e fiscale sulle spalle degli italiani. Non è una ritorsione né tantomeno una vendetta contro nessuno. Ma piuttosto un atto di giustizia e di equità nell´interesse esclusivo dei contribuenti, chiamati ora a sostenere il salvataggio della finanza pubblica. In una situazione come questa, non si poteva più pensare di “regalare” un pezzo rilevante dell´etere, e quindi del patrimonio statale, favorendo gli stessi soggetti – in primis Rai e Mediaset – che già …

"No ai milioni della Eternit Vogliamo giustizia, non soldi", di Raffaello Masci

All’ingresso dell’Associazione Famigliari delle vittime dell’amianto c’è un albero di Natale con un cartello: «Non accettiamo pacchi natalizi da Schmidheiny». Stephan Schmidheiny è un miliardario svizzero ed è stato l’ultimo proprietario della Eternit. Il pacco che ha offerto per Gesù Bambino contiene diciotto milioni di euro e dovrebbe risarcire la città per i danni che la sua fabbrica ha prodotto: milleottocento morti fino ad oggi, e chissà quanti altri in futuro. Il Comune ha deciso di accettare ma i familiari delle vittime non ci stanno: «Non si scende – dicono – a patti con il diavolo». La Eternit a Casale è aperta nel 1907 e ha chiuso a metà degli Anni Ottanta. Produceva un materiale tanto resistente da sembrare, appunto, eterno: ma l’eternità che procurava è quella dell’altro mondo. La polvere di amianto prodotta dal logoramento dei tetti, e soprattutto quella usata nei selciati come ghiaia e nei sottotetti come coibentante è entrata nei polmoni e ha provocato malattie terribili: l’asbestosi e soprattutto un cancro chiamato mesotelioma pleurico, che non dà scampo. Sono morti prima …

"Sì del governo agli odg sull'asta per le frequenze tv", da repubblica.it

Il governo ha accolto nell’aula della Camera due ordini del giorno analoghi, di Idv, Lega eed esponenti del Pd, che lo impegna ad annullare l’assegnazione gratuita delle frequenze Tv, e a indire una successiva asta “a titolo oneroso”. Il documento, essendo stato accolto, non è stato posto ai voti. Lo ha comunicato il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ha corretto una sua precedente indicazione in cui ne chiedeva l’accantonamento. Il “beauty contest”, cioé l’assegnazione a titolo gratuito delle frequenze tv liberate dal digitale terrestre era stato deciso dal governo Berlusconi e contestato dalle opposizioni 1in quanto assegnava agli operatori telefonici, senza alcun onere, 2 i canali analogici liberati. Il beauty Contest era stato all’epoca votato anche dalla Lega che oggi, invece, ha presentato un Odg di segno totalmente contrario. L’ordine del giorno della Lega, di cui il primo firmatario è Roberto Maroni, ricorda il cosiddetto “beauty contest”, cioè il bando di gara per l’assegnazione gratuito delle frequenze in digitale terrestre. Al contrario “la recente gara 4G per il mercato delle …

Il Louvre: «Vi dimostriamo che la cultura rende», intervista a Hervé Barbaret di Stefano Miliani

Con 8,7 milioni di visitatori nell’ultimo calcolo annuale, il Louvre stacca tutti i musei del globo: il British Museum di Londra segue a 5,8 milioni,il Metropolitan di New York 5,2, la Tate Modern londinese a 5 milioni. Il sottosegretario ai Beni culturali Roberto Cecci puntualizza che confrontando gli ingressi con la superficie espositiva allora il primo museo al mondo diventa gli Uffizi con 1,5 milioni, ciononostante la casa della Gioconda parigina resta in testa, imbattibile, ed eccelle anche in quantità e qualità di servizi. Hervé Barbaret è l’amministratore del museo parigino e partecipa al convegno organizzato dall’associazione italiadecide presieduta da Luciano Violante, «Darevalore Averevalore»: nell’auletta presso la Camera a Roma si parla di come salvare i beni culturali e della possibile unione delle forze tra pubblico e privato Barbaret al convegno parla per oltre mezz’ora, segno che l’argomento gli preme. Il vostro bilancio? Quanto dà lo Stato? Abbiamo un budget totale di 200 milioni di euro di cui la metà viene dallo Stato, 50 milioni dai biglietti, gli altri 50 dai mecenati, dall’affittare spazi per …

"Dall´assalto ai rom alla furia omicida l´Italia scopre la polveriera nera", di Carlo Bonini

La diaspora neo-nazista si è fatta “cultura egemone”, senso comune delle grandi cinture metropolitane. E in difesa dei militanti accusati di violenze si riaffacciano “vecchi maestri” come Franco Freda. Le mazze dei giustizieri nel campo Rom di Torino, il sangue senegalese innocente di Firenze, il culto osceno di “Militia” e il suo nazional-socialismo antisemita che dovrebbe farsi “avanguardia rivoluzionaria”. In quattro giorni, il vulcano di risentimento e odio sociale su cui è seduto il Paese torna a dare segni di sé. E interpella innanzitutto una “diaspora” neofascista e neo-nazista che, negli ultimi dieci anni, è stata “cultura egemone”, perché diventata “senso comune” nelle cinture urbane delle grandi aree metropolitane. «Purtroppo, temo che si sia arrivati oltre la soglia – dice Ugo Maria Tassinari, uno dei più acuti osservatori da sinistra della storia della destra in Italia dal dopo-guerra ad oggi – Perché nella radicalità della nostra crisi sociale ed economica, i codici di impazzimento dei singoli, come delle piccole comunità, si moltiplicano. Si rischia di non riuscire più a ricacciare il genio dalla lampada da …