Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Pompei cede ancora: giù due muri", di Alessandro Chetta

Nuovi crolli agli Scavi di Pompei. Anche se stavolta a cedere sono «solo» due muri di epoca moderna. A riferirlo è l’ufficio stampa del sottosegretario ai Beni culturali Riccardo Villari. Più precisamente, si tratta di un muro nell’area fuori Porta Ercolano lungo la via dei Sepolcri e di un altro nella zona occidentale del sito. Al momento, la soprintendente Teresa Cinquantaquattro e i carabinieri stanno effettuando un sopralluogo, in stretto contatto con il ministero. LO SBLOCCO DEI FONDI – Un nuovo caso, dunque, dopo lo sfarinamento dell’opus incertum in zona Porta di Nola avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì scorso, che ha indotto la Procura di Torre Annunziata ad aprire un fascicolo per crollo colposo. Tra l’altro, il nuovo episodio capita a 24 ore dalla visita del commissario europeo Hahn, l’uomo che deve decidere sul destino dei 105 milioni di finanziamenti comunitari per investimenti finalizzati alla salvaguardia di uno dei siti più visitati al mondo. P ASSUNZIONI IN STAND BY – Altro fattore di scontro sono le assunzioni dei tecnici promesse appena sette giorni …

"Italia commissariata dopo i crolli. L’Unesco pronta a salvare Pompei", di Giuseppe Salvaggiulo

Troppi ritardi, l’Organizzazione si occuperà del sito: caso unico al mondo. Un anno dopo l’allarme, non sono arrivati né soldi né tecnici Negli scavi c’è un solo archeologo I mecenati francesi Pronti a mettere 200 milioni, ma con garanzie che finora il ministero non è riuscito a dare. A salvare Pompei ci penserà l’Unesco. Tra un mese sarà siglato un inedito accordo con il ministero dei Beni Culturali con cui il massimo organismo internazionale in materia scende in campo per salvare il sito archeologico. Le formule ufficiali sono «collaborazione istituzionale e assistenza tecnica», ma la sostanza è che caso unico al mondo l’Unesco si occuperà in prima persona di un «patrimonio dell’umanità», svolgendo un ruolo che generalmente gli Stati sono in grado di esercitare da soli. «Niente scandalo né gelosie, in tanti campi l’Italia ricorre al “podestà straniero” spiega il sottosegretario Riccardo Villari -. Non ci sarà ingerenza nelle nostre prerogative, solo un rapporto più stretto». Se non si tratta di «commissariamento» (come anche nel ministero si temeva), poco manca. Anche perché non è stata …

"Biennale, La Lega ci ripensa in cambio di più soldi all’Arena", di Toni Jop

Mercoledì la commissione cultura della Camera darà il parere (consultivo) sulla nomina di Malgara alla Biennale di Venezia. Dopo lo stop iniziale, la Lega ora è possibilista. Ma chiede al ministro Galan alcune cose…E se invece Malgara, l’uomo di Berlusconi e di Galan, piacesse alla fine anche alla Lega? Stiamo parlando di chi, nelle intenzioni del ministro veneto, dovrebbe sostituire Paolo Baratta alla guida del più prestigioso ente culturale italiano. Quando Galan ha fatto il nome di Malgara, nei giorni scorsi, il paese ha assistito, e anche partecipato, ad una levata di scudi che ancora sta raccogliendo adesioni in ogni ordine delle gradinate di questa tormentata Italia. Non lo vogliono, non è gradito e non perché sia antipatico. Dicono, con molte ragioni, che non sia adatto allo scopo, gli mancano i fondamentali: molto addentro al mercato pubblicitario, cresciuto sfornando con successo cibo per animali domestici, poi patron dell’Auditel, nel 2005 candidato bollito alla presidenza della Rai, ha lo stesso rapporto con il mondo e la produzione culturale cheun leghista ha con il Risorgimento. Ma lui …

"E il Lazio ignora i Beni culturali" di Andrea Carandini*

La legge regionale del Lazio del 13 agosto 2011 sul «piano casa» ha scompaginato la disciplina dell’assetto del territorio per le aree vincolate, ma in base alla Costituzione e al Codice dei beni paesaggistici essa spetta allo Stato e la pianificazione paesaggistica prevede l’accordo fra Stato e Regioni. Al contrario, ad esempio, il piano casa approvato dalla regione Veneto nel 2009 non si applicava ai beni culturali, non ammetteva cambi di destinazione d’uso e imponeva il rispetto degli standard urbanistici. Ministero e Regione Lazio erano giunti a un accordo sul piano paesaggistico, quando, senza alcuna consultazione, all’insaputa del Ministero, è stata approvata questa legge, che contraddice il Codice e vanifica il lavoro di copianificazione fin qui svolto. La nuova legge, infatti, rinvia a generiche intese con il Ministero, ma su singoli interventi, che è altra cosa rispetto all’elaborazione congiunta di un piano organico di interventi, che solo consente quella visione d’insieme, necessaria per progettare il territorio secondo linee di sviluppo compatibili con la tutela paesaggistica. La legge prevede poi che l’individuazione e la riqualificazione delle …

"Pompei crolla ancora. Ma il governo prepara nuove speculazioni", di Luca del Fra

Un nuovo crollo, annunciato. Intanto il governo taglia 5 milioni di Fondi dal “Salva Pompei” e blocca le assunzioni di archeologi e tecnici. Salva invece la possibilità di nuove infrastrutture esterne in deroga. Pompei crolla di nuovo e stavolta con una puntualità che lascia a dir poco storditi, mentre gli scenari si fanno sempre più foschi e s’allungano minacciose le ombre di opache speculazioni che coinvolgono trasversalmente interi pezzi dell’attuale governo. È dell’altro ieri appunto l’ultimo crollo nel sito archeologico flegreo: un muro di circa due metri, realizzato con la tecnica a “Opus incertum” si è parzialmente sbriciolato nell’area nord degli scavi, in zona Porta Nola. Un fatto senz’altro grave poiché è l’ennesimo grano in un rosario di crolli che affliggono Pompeida circa quattro anni con una cadenza mai registrata in precedenza. Tuttavia, è bene precisarlo, non si tratta di un elemento pregiato, ma si inserisce in uno scenario che lascia notevoli perplessità. «È allucinante: dopo miliardi di annunci del governo su Pompei, la situazione è la stessa dell’anno scorso – sbotta Matteo Orfini responsabile …

"Genitori italiani e familismo italico", di Lorenzo Mondo

Non sappiamo quanti fossero i mascalzoni e gli imbecilli (insieme agli aspiranti criminali) che hanno messo Roma a ferro e fuoco. Certo erano tanti e il fatto che soltanto nove di loro siano finiti in carcere dimostra che la repressione è stata inadeguata o di mano leggera. Anche troppo. Non la pensano così i genitori dei dimostranti finiti a Rebibbia, dei quali si stanno accertando le effettive responsabilità. Sono i campioni del familismo italico, da non confondere con il senso della famiglia, che non disgiunge dall’affetto la severità e l’educazione al rispetto di certi principi elementari. L’espressione più radicale di questo sentimento deviato si trova nelle donne di mafia che inveiscono a difesa dei congiunti in manette; ma si manifesta per mille rivoli in più quiete e domestiche circostanze della vita associata. La Stampa 23.10.11 Non c’è punizione, anche tenue, ventilata tra i banchi di scuola o nei commissariati di polizia che non veda la reazione di genitori che giurano sulla correttezza e sull’innocenza dei figli, vittime di intenti persecutori. A Roma si sta recitando …

Pompei, Ghizzoni: Galan riferisca in parlamento su crollo

Ghizzoni: governo è in cortocircuito e mette a rischio finanziamenti europei “Per Pompei Bondi o Galan pari son. È passato un anno ma nulla è cambiato e con l’arrivo delle prime piogge abbiamo un altro crollo che dimostra tutta la debolezza dell’intervento messo in campo dal Governo. Il crollo di oggi certamente il frutto di anni di incuria, ma soprattutto di scelte gestionali sbagliate, come il commissariamento fortemente voluto da Bondi e confermati dall’esecutivo. Galan riferisca immediatamente in parlamento”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta il nuovo crollo di Pompei, dove ha ceduto una parte del muro romano di cinta esterno situato in una parte a nord degli scavi, nella zona di Porta di Nola. “Alla luce degli allarmi di Villari, che solo poche settimane fa sollecitava interventi urgenti in vista delle imminenti piogge, il crollo assume un rilievo politico ancora maggiore: la mano destra del governo non sa cosa fa la sinistra e questo corto circuito rende meno credibile il nostro paese nelle sede istituzionali mettendo addirittura a …