Tutti gli articoli relativi a: cultura

"L’antipolitica virale della Rete", di Fiorello Cortiana

Pensare che il crepuscolo di Silvio Berlusconi sia una faccenda sua e della sua coalizione, i cui esiti sono consegnati al triangolo Alfano-Maroni-Scilopoti, mentre chi è oggi all’opposizione ricaverà una rendita di posizione automatica, da condividere o da contendersi, costituirebbe un’irresponsabile velleità. Berlusconi non è la causa del disastro della politica italiana bensì il suo prodotto più probabile, colui che della reazione politica se ne è avvalso, confermando e formando l’individualismo furbo degli italiani attraverso le sinergie di un sistema mediatico pervasivo. Il senso comune dell’agire collettivo non cambierà per il solo venir meno della figura simbolica e di potere di riferimento. Occorre un salto, occorre produrre una discontinuità, un registro mediatico e una architettura istituzionale che rovescino la deriva personalistica e plebiscitaria fondata sul populismo. In Italia l’afasia autoreferenziale di un premier impegnato nelle sue vicende giudiziarie e sorpreso dalla disobbedienza civile, che ha prodotto il quorum ai referendum, ancora fa velo ad un montante sentimento antipolitico che non si limiterà all’astensione elettorale e ai neotribalismi dei patrioti padani. Mentre le scelte finanziarie avvengono …

"Beni culturali senza guida e senza custodi", di Vittorio Emiliani

Un recente rapporto stima il fatturato della cultura, nella Ue, sui 650 miliardi di euro, contro i 250 dell’industria dell’auto. E però, da noi, la cultura è sotto lo zero rispetto alla Fiat. Secondo lo stesso rapporto, la cultura produce il 2,6% del Pil europeo, contro il 2,1 delle attività immobiliari. E però – grazie all’immobiliarista Berlusconi – da noi la politica edilizia pesa tanto e la cultura niente. Nonostante 3500 musei, 500.000 complessi storici (il dato è del segretario generale del MiBAC, Roberto Cecchi), 95.000 fra chiese e cappelle, 2.100 aree archeologiche, ecc. Che muovono un terzo di tutto il turismo il quale, da solo, contribuisce al Pil quasi come la tanto esaltata edilizia. Nella crisi in atto, Francia e Germania hanno accresciuto gli investimenti nella cultura considerata motore di creatività e di sviluppo. Da noi il governo li ha assurdamente tagliati: dal 2004 a oggi la spesa del MiBAC è scesa dallo 0,34 (ed era già poco) allo 0,21% del bilancio statale, ultimo posto nella Ue. Al non-governo generale si è sommata la …

"Il cda Rai nell’ «interregno» del peperoncino", di Aldo Grasso

«A Rieti il cda della Rai al peperoncino» , visibile su corriere. it, è il più bel servizio giornalistico targato Rai degli ultimi anni. Peccato che non verrà mai trasmesso né dal Tg1, né dal Tg2 e, presumiamo, nemmeno dal Tg3. Eppure è un ritratto perfetto, uno di quei piccoli affreschi che ti permettono di capire le cose, più di tanti discorsi, più di tante analisi. «Targato Rai» significa, in questo caso, che il filmato ha per protagonisti alcuni vertici di Viale Mazzini in trasferta a Rieti. Il cda ha anticipato la tradizionale riunione del giovedì, in cui si dovevano prendere importanti decisioni su «Report» e su altre nomine, su richiesta del consigliere Guglielmo Rositani (ex finiano convertito a Berlusconi), impegnato nella sua città per la prima Fiera mondiale del peperoncino. Di più: l’ineffabile Rositani (scortesissimo con la stampa) ha pensato bene di invitare alla sagra anche alcuni amici consiglieri, il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, la governatrice Renata Polverini (arrivata sul luogo in elicottero e oggetto di forti contestazioni cui ha risposto in …

"Un paese impoverito e l'erosione della legalità", di Nadia Urbinati

Chi governa un Paese non dovrebbe sottomettere le proprie scelte a nessun´altra autorità che non sia la legge: qui sta il seme della libertà e anche la condizione del benessere, individuale e collettivo. Su questa massima si sono trovati d´accordo conservatori e democratici, i seguaci di Edmund Burke e di Jean-Jacques Rousseau. Nonostante la sua generale condivisione, però, questa massima di prudenza e di buon senso ha trovato forti resistenze. Chi scriverà la storia del nostro Paese e la potrà raccontare senza incontrare diffidenze ideologiche si troverà probabilmente a dover dar conto degli effetti sociali che questa resistenza ha prodotto nel corso degli ultimi decenni, per esempio della correlazione tra impoverimento generale e deperimento del senso della legge, e poi, immancabilmente, tra essa e il declino del senso di giustizia sociale. L´escalation delle manovre economiche è in qualche modo un riflesso e un´indicazione di questa storia. L´incontro nefasto di questi fattori ha accompagnato il graduale declino economico e sociale, un declino il cui inizio è databile agli anni ´80 e ai governi ispirati o guidati …

""Via gli ebrei". Sul web tornano le liste nere", di Marco Pasqua

Nel mirino professori universitari, magistrati e commercianti. Il sito subito oscurato. La preoccupazione della comunità: “Nomi che possono diventare obiettivi da colpire”. Professori, magistrati e commercianti. Nomi e cognomi, spesso accompagnati dagli indirizzi e dai loro numeri di telefono. Personalità che vanno «allontanate dagli atenei» e «dalle procure», mentre i loro negozi devono «essere boicottati». Tornano le blacklist di ebrei, ospitate da due blog di chiara ispirazione antisemita e neonazista. Nel primo, si ripropone una lista di 162 docenti italiani, membri di una cosiddetta «lobby ebraica». Molti sono della Sapienza di Roma, ma la lista cita tutti i principali atenei italiani. E ci sono anche quattro magistrati, accusati di «strumentalizzare politicamente le istituzioni giuridiche utilizzando la persecuzione giudiziaria contro i nemici dell´entità sionista comunemente definita Israele». Il sito che pubblica una delle blacklist si chiama “Rumors”, ed è ospitato sulla piattaforma del Cannocchiale. Ai 162 docenti viene attribuita l´appartenenza ad una lobby il cui fine è quello di «sostenere gli interessi politici di uno stato estero». L´anonimo estensore del blog, la cui identità potrebbe presto …

"Altro che restauri, l'acciaio incombe sulla Domus Aurea", di Luca Del Fra

La residenza di Nerone, chiusa dal 2005, va in rovina. Un progetto del commissario Marchetti e dei Beni Culturali prevede 45 pali conficcati tra gli affreschi per reggere un «tetto», 3 ascensori e un museo pensile. La damnatio memoriae rischia di abbattersi nuovamente sulla Domus Aurea di Nerone: se negli anni successivi al suicidio dell’imperatore avvenuto nel 68 d.C. per dimenticarlo i suoi concittadini ne sotterrarono la reggia, stavolta a sommergerla rischia di essere una colata di metallo. È quanto prevede il nuovo progetto di restauro, che porta la firma del commissario Luciano Marchetti e lo sponsor politico del sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Maria Giro (PdL): ben 45 pali d’acciaio confitti nella carne viva delle antiche vestigia, la presenza di tre ascensori e addirittura un museo pensile. Uno stupro archeologico o, se volete, un progetto in stile Las Vegas, dai costi altissimi e non risolutivo dei problemi che hanno portato alla chiusura e al commissariamento del monumento. Dopo 19 secoli di interramento la Domus è riaperta nel 1999 grazie a uno scavo dal basso, …

«La responsabilità è parola chiave per il cambiamento», intervista a Don Luigi Ciotti di Massimiliano Amato

Dobbiamo saldare le parole ai fatti, le speranze ai progetti, la memoria al fare, i diritti alle opportunità, la conoscenza alla responsabilità», dice don Luigi Ciotti al termine di una giornata intensa: mattinata a Palermo, per ricordare Paolo Borsellino e gli angelidella scorta, serata a Roma, in piazza del Pantheon, per una fiaccolata organizzata da Libera “contro tutte le mafie” con i giovani del Lazio. Una regione al sesto posto in Italia per beni confiscati alle cosche (199 immobili e 111 aziende), «a testimonianza cheRoma è diventata terreno di conquista perché c’è posto per tutti». Lei parla di rassegnazione come malattia mortale: ne vede parecchia in giro? «Ho fatto un richiamo alla responsabilità, parola svuotata di ogni significato. Se lo vogliamo veramente, il cambiamento dobbiamo viverlo in noi stessi. Altrimenti le cose resteranno immutabili. Si guardi in giro: cresce l’impoverimento delle famiglie, cresce il penale a scapito del sociale, e la gente ha smarrito profondità. Siamo nell’epoca del pensiero sbrigativo». E le mafie ingrassano. «Ingrassano perché riescono a dividere. Le ultime operazioni di magistratura e …