Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Bufale e storielle: la verità sull’immaginario leghista", di Vittorio Emiliani

Errori, sparate, leggende leghiste. Vent’anni di parole e letture storiche per creare un vocabolario e un immaginario della gente del Nord. Il Carroccio: nel 1176 la Lega Lombarda, fra Legnano e Busto, sconfigge l’imperatore Barbarossa in nome della “libertà dell’Italia” e non di una presunta Padania. Era presieduta, fra l’altro, da papa Alessandro III, che, per dirla tutta, era un Bandinelli (Rolando) di Siena. La Battaglia di Legnano è un melodramma di Giuseppe Verdi, libretto di Salvatore Cammarano, dato in “prima” assoluta a Roma, al Teatro Argentina, il 27 gennaio 1849 cioè alla vigilia della Repubblica Romana, con grande successo, in un delirio di slogan patriottici e di bandiere tricolori. Va’ pensiero: non è affatto un coro “padano”, ma è il coro degli Ebrei oppressi ed esiliati da Nabucodonosor. Giuseppe Verdi scrive l’opera Nabucco (di cui il coro fa parte) negli anni in cui, da mazziniano fervente, preconizza che l’Italia sarà presto «libera, una e repubblicana». Quindi un coro assolutamente “italiano” e patriottico. Come fu Verdi. Nel giugno 2010 il governatore veneto Luca Zaia lo …

"Pinacoteche. Bologna, turn over dell'arte: oggi niente Raffaello", di Michele Smargiassi

Oggi niente Estasi. Il cartello dice “sala chiusa”: Santa Cecilia va in deliquio senza spettatori. «Forse nel pomeriggio, dipende dai turni», avvisa con rammarico Daniele Biondino, custode laureato e specializzando in storia dell´arte. Complice il difficile mercato del lavoro intellettuale, la Pinacoteca di Bologna ha personale eccellente. Ma ne ha poco. Servono dieci custodi per turno e l´organico è all´osso. Basta un´influenza, e Raffaello diventa irraggiungibile. Se non lui, i Carracci, o Guido Reni: anche i grandi maestri fanno i turni. Ma anche quando nessuno li può vedere, esistono. E non devono assolutamente sudare. Anche l´impianto di climatizzazione, alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, è eccellente. Monitorato a distanza dall´Enea. Venti gradi e umidità stabile, con ammortizzatore graduale per le variazioni climatiche a breve e a lungo periodo. Un impianto modello. I dipinti sono al sicuro. Il portafogli molto meno. Pagate le bollette, le manutenzioni ordinarie e altre spese correnti, i 65 mila euro di finanziamento stanziati dal Ministero per il 2011 sono già esauriti, come ogni anno, anzi a volte non sono neppure sufficienti e …

"Quei precari del Bel Canto che fanno vivere Spoleto", di Michele Smargiassi

Dal Lirico Sperimentale fondato da Menotti nel 1947 sono usciti i migliori soprani e tenori italiani Ma ora il teatro fa i conti con stagioni a rischio, tagli al personale e una sede in attesa di restauro. Costa un milione di euro all´anno, nulla rispetto al faraonismo degli “stabili”. Qui lavorano solo cinque dipendenti, dimezzati negli ultimi tempi, più il direttore. «Ecco, noi gerarchicamente veniamo dopo questa buca qui nell´asfalto». La ghiaia crocchia sotto le scarpe nel cortile del duecentesco e malmesso ex convento di Santa Maria della Stella, una vera città nella città. «Qui è tutto provvisorio», sembra scusarsi il direttore Claudio Lepore, «questa sede è in prestito, in attesa del restauro della nostra, in centro, terremotata dal ´97». Forse invece è un moto d´orgoglio, il suo. In fondo è il provvisorio, in Italia, che ha dimostrato di saper resistere meglio dello stabile ai colpi del destino e all´indifferenza dei governi. E il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, la scuola da cui è uscito pressoché tutto il bel canto italico dell´ultimo mezzo secolo, resiste, …

"Biblioteche. La Braidense senza lampadine e Manzoni si legge al buoi", di Michele Smargiassi

In mutande e reggiseno tra incunaboli e cinquecentine. Uno spogliarello, e nella Sala Teologica, per giunta. Ma persino Maria Teresa d´Austria, la fondatrice della Biblioteca Braidense, sarebbe stata d´accordo. «Con quello spot della Golden Lady abbiamo sistemato e ridipinto gli infissi e sostituito i vetri rotti». Aurelio Aghemo era da poco soprintendente: «Non fu un sacrificio. La sala restò chiusa un giorno solo, fecero tutto con grande velocità e rispetto per il luogo. E la modella, una ragazza francese, devo dire, era bellissima…». La cultura si arrangia anche così, nell´Italia dei tagli che vanno, e vengono, e magari rivanno, del doman non v´è certezza, quest´anno dalla vergogna del disastro ci ha salvato una fermata al distributore di benzina, due centesimi d´accise in più sul litro per salvare il genio italico, ma cosa accadrà con la prossima finanziaria nessuno lo sa, si naviga a vista. E allora perché scandalizzarsi se ci si adatta ingegnosamente a sopravvivere nella precarietà, facendosene una ragione, quasi una filosofia. Sulla parete dietro la scrivania del suo ufficio, Aghemo ha appeso un …

"Il governo ha reintegrato i fondi per lo spettacolo. Ma per i teatri è sempre notte.", di Michele Smargiassi

Vesti la giubba e la faccia infarina. Col cuore che lacrima, si va in scena. Davanti a duemiladue poltroncine rosse si prova Pagliacci di Leoncavallo. Vestiti in borghese i coristi, i cantanti, i figuranti sembrano ragazzi in gita nel teatro d´opera più moderno del Paese dell´opera. Invece sono i lavoratori a orario dimezzato di una fabbrica in crisi. Lavorano meno, guadagnano meno, e il ricavato, cinque milioni di euro in due anni, lo regalano al Carlo Felice, il loro teatro, il teatro dei genovesi, perché non lo si debba chiamare, fra qualche tempo, Carlo Infelice, e piangerne la chiusura. «Siamo i maggiori sponsor privati del teatro», mastica amaro Giulio Luzi, delegato sindacale della Cgil del teatro. È vero: gli imprenditori privati, che il sindaco Marta Vincenzi ha invitato ad aprire i portafogli in nome dell´orgoglio civico, hanno finora raggranellato un milione 400 mila euro, «arriveremo a due, ma valgono doppio, in tempi di crisi», rivendica il presidente di Confindustria Giovanni Calvini che guida la colletta. Ma tutti questi sacrifici saranno inutili se lo Stato si …

"Un Paese che sprofonda nel degrado questa è l´ora della mobilitazione", di Gustavo Zagrebelsky

Navi affollate di esseri umani alla deriva,immense tendopoli circondate da filo spinato, come moderni campi di concentramento.Ogni avanzo di dignità perduta, i popoli che ci guardano allibiti, mentre discettiamo se siano clandestini, profughi o migranti, se la colpa sia della Tunisia, della Francia, dell´Europa o delle Regioni. L´assenza di pietà per esseri umani privi di tutto, corpi nelle mani di chi non li riconosce come propri simili. L´assuefazione all´orrore dei tanti morti annegati e dei bambini abbandonati a se stessi. Si può essere razzisti passivi, per indifferenza e omissione di soccorso. La parte civile del nostro Paese si aspetta – prima di distinguere tra i profughi chi ha diritto al soggiorno e chi no – un grande moto di solidarietà che accomuni le istituzioni pubbliche e il volontariato privato, laico e cattolico, fino alle famiglie disposte ad accogliere per il tempo necessario chi ha bisogno di aiuto. Avremmo bisogno di un governo degno d´essere ascoltato e creduto, immune dalle speculazioni politiche e dal vizio d´accarezzare le pulsioni più egoiste del proprio elettorato e capace d´organizzare …

Urbinati: «Politica stai attenta! Il web ti osserva…», di Cesare Buquicchio

Conoscere e decidere. Avvicinarsi il più possibile alla verità e agire di conseguenza. Il rapporto tra democrazia e web illumina di luce nuova il fondamentale legame tra cittadini e potere. Nadia Urbinati, docente di Scienze Politiche alla Columbia University di New York, trova nella Rete un nuovo, potente alleato, nel suo percorso teorico verso l’affermazione della democrazia rappresentativa contro il “sogno populista”, così lo definisce, della democrazia diretta, dell’illusorio rapporto senza filtri tra il popolo e chi lo governa. “Internet libera le informazioni, aumenta la trasparenza, rifugge il controllo. Sono tutti elementi fondamentali per la formazione e l’espressione del giudizio politico – spiega Urbinati –. Poi lo strumento di decisione dei cittadini rimane il voto. È l’unico esercizio del potere sanzionatorio ed è quello che limita il potere dei politici facendone una funzione. Ma avere più informazioni a disposizione su quello che succede nel palazzo, sul rispetto delle promesse che ci hanno fatto per essere scelti, poter condividere più facilmente queste informazioni, consentire la libera formazione di una pubblica opinione e, anche, di gruppi di …