Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Potremo ancora ascoltare un concerto di Mozart?" di Mario Pirani

Oggi il presidente di Santa Cecilia, Bruno Cagli, presenterà le sue dimissioni ai 70 accademici e al consiglio di amministrazione di una delle più antiche e prestigiose istituzioni musicali del mondo (fu fondata da Sisto V nel 1585). Nel 2008 l´Orchestra permanente ha compiuto il primo secolo, in un periodo che l´ha vista risorgere a nuova vita per l´incrociarsi di due eventi, l´assunzione (2005) a direttore musicale del maestro Antonio Pappano, rivelatosi una bacchetta di livello mondiale, coincidente con lo straordinario e insperato successo del Parco della Musica, concepito da Renzo Piano, il contenitore che da sessant´anni i melomani della Capitale attendevano. La rinomanza internazionale è risultata di tale rilevanza che quest´anno l´orchestra è stata invitata a prodursi in sessanta concerti in alcune delle principali metropoli. Per esemplificare, poi, il successo basti dire che il concerto di sabato, oggi e domani (Verdi, Liszt e Mahler) ha registrato un “tutto esaurito” dei 2800 posti dell´Auditorium. Le dimissioni di Cagli vogliono essere un gesto angosciato di protesta e, comunque, l´annunciato rifiuto di gestire il catatrofico declino di …

"Un milione per Costituzione e scuola", di Curzio Maltese

Il tricolore e la Costituzione, l´inno di Mameli e «Bella ciao». Le cento piazze italiane hanno sapute leggere, fin dai simboli, la storia di questi anni, l´essenza della scontro politico in atto da quindici anni. Assai meglio di quanto non sappiano fare i partiti.Nei 150 anni di unità, l´Italia, al prezzo di immani tragedie, è riuscita a darsi una sola vera e grande patria. Questa patria è la Costituzione antifascista. Le altre idee di patria, dal fascismo in su o in giù, sono state piccole, miserabili e funeste. Da quindici anni la lotta politica non è quella che si racconta, fra una destra e una sinistra quasi altrettanto immaginarie, almeno secondo i parametri delle altre democrazie. Tanto meno fra berlusconismo e anti berlusconismo, categorie al pari esagerate rispetto all´esiguità e a tratti il grottesco del personaggio. Il cuore del conflitto sta altrove, fra un´Italia di larga e compatta minoranza che non crede ai valori della Costituzione, non li pratica e vorrebbe cancellarli, e un´Italia maggioritaria, ma divisa, che si riconosce nel patto fondante della Repubblica …

«150°, quel filo tra Risorgimento ed Europa. Intervista a Ciampi», di Dino Pesole

«Infandum regina iubes renovare dolorem», «tu mi constringi, regina, a rinnovare un indicibile dolore». Parte dagli amati studi classici, con Enea che risponde così alla regina Didone ansiosa di conoscere la sua lunga, tormentata storia, la nostra conversazione con Carlo Azeglio Ciampi su come il nostro paese si sta attrezzando a celebrare i 150 anni dell’unità nazionale. Già perché è lì, nel patrimonio culturale più antico e consolidato che ancora oggi occorre attingere, per trovare il senso profondo della nostra identità culturale. Perfettamente d’accordo, presidente, sul valore e l’attualità dei nostri classici. Forse sarebbe il caso di ribadirlo, in una stagione in cui la cultura pare relegata a un ruolo marginale. Negli ultimi cinque anni l’intervento dello Stato è diminuito di oltre il 30% e ora, dulcis in fundo, si prospetta il congelamento di altri 27 milioni di euro del fondo unico per lo spettacolo. Guardi, ho sempre sostenuto che la cultura è uno dei nostri principali asset strategici. Abbiamo un patrimonio culturale e artistico di straordinario valore, con enormi potenzialità per la crescita del …

Tagli alla cultura, si lamenta persino Bondi

Arriva un’altra sforbiciata di 77 milioni. Ghizzoni: “Cosa replica il consigliere Enrico Aimi del Pdl? Se la prenderà ancora con la propaganda della sinistra? L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura e Istruzione della Camera, interviene nel dibattito sui tagli alla cultura. Ecco la sua nota. «Per il centrodestra non esistono fatti ma solo fiction. Quindi anche i numeri, quando non fanno comodo al governo, diventano propaganda dell’opposizione. E’ stata esattamente questa la reazione del consigliere regionale Aimi, il mese scorso, di fronte alla denuncia dei pesanti tagli allo spettacolo da parte della Fondazione Teatro Comunale di Modena: l’ha liquidata come comizio e propaganda della sinistra. Cosa replica oggi, l’esponente del Pdl, ai nuovi tagli dei fondi statali (27 per lo spettacolo e 50 per il restauro del patrimonio storico-artistico)? Se la prenderà ancora con la propaganda o avrà l’onestà intellettuale di riconoscere che i tagli del governo sono parte della strategia generale di azzeramento delle politiche pubbliche per la cultura? Se non lo facesse apparirebbe più realista del re o del ministro dimissionario …

"Signori si chiude lo spettacolo è finito", di Michele Serra

Duecentotrentuno milioni di euro è la cifra che lo Stato italiano intende spendere per cinema, teatro e lirica nell´anno corrente. Lo stanziamento è talmente esiguo da avere spinto la Consulta ministeriale a rifiutarsi di decidere: si può spartire una torta, non si può spartire un mucchio di briciole. Che arte e cultura possano e debbano vivere solo dei loro incassi è un concetto palesemente truffaldino. Perché senza mecenatismo privato e pubblico nessuna arte, in nessuna epoca, in nessun paese avrebbe mai potuto attecchire e svilupparsi: progettualità, pensiero, creazione, sperimentazione non sono “beni” immediatamente misurabili in termini di rendimento economico. Sarebbe come pretendere che i ricercatori scientifici portassero a incasso, ogni anno, più di quanto hanno speso per ricercare. Morirebbe la ricerca scientifica. Il bilancio delle arti non è mai calcolabile nel breve periodo. Al botteghino si contano i proventi immediati, ma il prestigio culturale e la crescita intellettuale di un paese, specie di un paese come il nostro che ha tra i suoi pochi punti di eccellenza un patrimonio artistico e culturale unico al mondo, …

Cultura, Pd: tagli e metodo Marchionne è questa la ricetta Tremonti

De Biasi: situazione oltre emergenza, ulteriore taglio di 27 milioni al Fus è feroce. “Aderiamo convinti alle tre giornate a favore della cultura e dello spettacolo e contro i tagli ai finanziamenti pubblici, promosse per il 26, 27 e 28 marzo. La situazione è oltre l’emergenza, il Fus è tagliato oramai del 50% e mentre il governo si balocca con finanziamenti discrezionali a 2 fondazioni liriche, la maggioranza approva un regolamento ingiusto che divide in fondazioni di serie A e di serie B, applicando il metodo Marchionne persino alla lirica. Chiuderanno i teatri, chiuderanno le orchestre, stanno chiudendo Cinecittà Luce e aumentando il biglietto del cinema. L’ulteriore taglio di 27 milioni al Fus è solo l’ultimo atto di un feroce accanimento di Tremonti nei confronti della cultura italiana. È una aggressione consentita dall’assenza di un interlocutore politico nel ministero. Non ci interessa lo squallido valzer delle poltrone, ma il futuro della cultura e dello spettacolo in Italia: una delle risorse più importanti del nostro paese”. Lo dichiara la deputata democratica, componente della commissione Cultura della …

"Tutti i disastri del Tg1 Così l’informazione è diventata emergenza", di Sandra Zampa*

Quando si arriva a manipolare le notizie, a falsificarle, a nasconderle, travestirle, camuffarle, e lo si fa in modo sistematico, utilizzando i canali dell’informazione pubblica, come avviene nel caso del Tg1, senza che gli organi di controllo e di garanzia intervengano con efficacia, si può sostenere di essere in presenza di una ferita della democrazia? Se si può sostenerlo, come io credo fermamente, allora è bene dirsi che dobbiamo fare i conti con questa realtà e trovare risposte politiche adeguate anche in relazione alla nostra partecipazione all’attività degli organismi di vigilanza e garanzia. L’analisi che qui propongo non prende in considerazione il dato “quantitativo” che certifica la presenza abnorme di Berlusconi in tv, ma contenuti e tecniche. Parto da un caso recentissimo che ha riguardato la Libia, Gheddafi e la qualità della relazione del governo in carica con il dittatore libico. Al Tg1 ci si deve essere a lungo interrogati su come convincere gli italiani che il baciamano di Berlusconi e le pagliacciate grottesche a cui milioni di italiani avevano assistito durante la visita di …