Tutti gli articoli relativi a: cultura

«Cultura, la scure non si ferma mai. Nuovi tagli saliti a 77 milioni», di Stefano Miliani

Togli il pane a chi è affamato e quello muore. La vittima stavolta ha il corpo della cultura e dello spettacolo. Già la Finanziaria ha “congelato” 27 milioni di euro al Fondo unico dello spettacolo ridotto ad appena 258 milioni per il 2011. Poi viene fuori che il ministero per i Beni culturali, indifeso da Bondi, perde altri 50 milioni (arrivando a 77) quando già le risorse sono peggio che al lumicino. Tanto che archeologi, storici dell’arte e quant’altri non hanno soldi per fare le ispezioni nel territorio, ovvero verificare come stanno scavi, urgenze ed emergenze. Un buon modo per distruggere in silenzio l’arte. Da via del Collegio Romano alzano le braccia, invocano ripensamenti, parlano di “amara sorpresa”. Qualcuno lo dirà in buona fede, dal titolare e i suoi fedeli però tante chiacchiere a vuoto sono inaccettabili quanto i tagli stessi. Bondi spera che il suo successore (a breve), sappia «rimediare e invertire la situazione», il mondo dello spettacolo si ribella. Gli altri 50 milioni mancanti li rivela la Uil beni culturali: come per gli …

"La Lega e i Rom ladroni", di Marco Zatterin

Solo il Carroccio e la destra estremissima vota contro la strategia per l’inclusione della gente gitana. Favorevole anche il pdl. Sarà un segno? Sono rimasti soli ad esprimere la loro linea dura contro i rom, il che probabilmente porterà loro dei voti, ma non necessariamente un progresso sociale per il continente. Anzi. Il Parlamento europeo ha approvato con una grande maggioranza una risoluzione in cui chiede agli stati membri dell’Ue di assumere una lunga serie di decisioni in modo da favorire l’integrazione delle genti di etnia Rom nell’Unione europea. Il testo, non vincolante sebbene politicamente rilevante, è stato adottato con 576 voti a favore,32 contrari e 60 astensioni. Tutta la Lega ha votato “no”. Il Pdl si è espresso in senso favorevole. In sintesi, gli deputati chiedono che la Commissione Ue presenti una tabella di marcia che includa una serie di standard comunitari obbligatori per l’accoglienza e il trattamento della gente Rom e preveda la possibilità d’imporre penalità ai governi nazionali che non li rispettano. Sul fronte occupazionale, Strasburgo chiede che venga assicurato un accesso …

Un altro schiaffo a cultura e spettacolo

I soldi bloccati dal Fondo unico dello spettacolo, già ridotto a 258 milioni di euro. Per rimediare a mancati introiti che il ministero dell’Economia aveva previsto nella legge Finanziaria. Bondi: “Siamo sgomenti e interdetti”. Dell’attuale stanziamento del Fus, il Fondo unico spettacolo, già ridotto quest’anno a 258 milioni di euro, sono stati congelati altri 27 milioni. Lo prevedono alcuni commi della Finanziaria che rinviano a provvedimenti del ministero dell’Economia riguardanti eventuali scostamenti dagli introiti preventivati dalla vendita delle frequenze del digitale terrestre alle compagnie telefoniche. Un provvedimento che non piace al ministero dei Beni culturali: “Siamo sgomenti e interdetti”, si legge in una nota, “è un’amara sorpresa”. I 27 milioni – secondo quanto si è appreso – non potranno comunque essere utilizzati fino alla fine dell’anno, anche qualora la vendita delle frequenze avesse buon esito. Quindi, di fatto, non potranno essere utilmente ripartiti fra le diverse voci del Fus. “Si tratta – aggiungono dal ministero dei Beni culturali – di un altro colpo alle risorse destinate alla cultura, che è difficile da spiegare e ancor …

«Allarme Cinecittà Luce da Benigni e Bertolucci appello anti-chiusura», di Arianna Finos

Oltre al futuro il cinema italiano rischia ora di perdere anche la memoria. I tagli drastici al Fondo unico per lo spettacolo si abbattono di riflesso su Cinecittà Luce, straordinario archivio audiovisivo ma anche agenzia che promuove il cinema italiano all´estero e che distribuisce in sala il cinema emergente. Da 17 milioni di euro di finanziamenti del 2010 si passa ai 7,5 del 2011. «È rischio chiusura», ha lanciato l´allarme l´associazione di sceneggiatori e registi 100autori, cui è seguita una pioggia di reazioni dal mondo del cinema. «Come si fa a chiudere la storia? Là dentro c´è tutta la nostra memoria, tutti i nostri sogni fabbricati per uomini svegli», dice Roberto Benigni. Con Bernardo Bertolucci il Luce ha collaborato a una retrospettiva sul regista al Moma di New York: «Lo spirito di partecipazione che ho avvertito mi ha permesso di riproporre i miei film nell´atmosfera che avevo sognato». John Turturro fa sapere dagli Stati Uniti che «da neo cittadino italiano», ringrazia gli uomini e le donne di Cinecittà Luce «per il loro aiuto e per …

«Libertà e petrolio le voci di Tripoli», di Giuliano Amato

Lo so che il tema che più desta la nostra attenzione, e le nostre preoccupazioni, è oggi la Libia. È lì la rivolta popolare nordafricana dall’esito più incerto, quella che può trasformarsi in una guerra civile o addirittura in un conflitto armato più ampio, con l’intervento dell’Onu, forse della Nato e quindi in qualche modo della stessa Italia. Per non parlare delle conseguenze economiche di tutto ciò, a partire dal petrolio. Ma dal Nordafrica non ci vengono solo preoccupazioni. Quello che è successo in Tunisia e in Egitto, che neppure sappiamo come andrà a finire, è stato segnato da novità che possono avere riflessi positivi sulla vitalità e le prospettive delle nostre stesse democrazie. Ed è proprio su tale aspetto, riguardante temi più volte toccati su queste colonne da Gianni Riotta, che vorrei attrarre l’attenzione dei lettori. Da tempo si parla in Occidente di democrazie malate e la malattia viene ricondotta a due fattori diversi, che si sono connessi perversamente fra loro. Per mille ragioni è intervenuta una crescente individualizzazione delle nostre vite, che ha …

"L’ultimo rogo delle donne", di Vittorio Zucconi

Era il 25 marzo 1911, un incendio divampò nella camiceria “Triangle Shirtwaist”, a New York. Dei centoquarantasei morti, centoventinove erano ragazze: siciliane, russe, ucraine Le fiamme divennero simbolo dello sfruttamento femminile e cambiarono la coscienza americana. Ma soltanto oggi gli ultimi corpi delle sarte sono stati identificati: tre erano italiane Uno storico, Michael Hirsch, ha ricostruito le identità mancanti inseguendo la sua ossessione, la “vittima numero 85”: Maria Giuseppina Lauletti, vent´anni Fu la più grande carneficina prima dell´11 settembre 2001 Le autorità inasprirono le pene sul lavoro a cottimo e vennero introdotte le famose scale esterne Fu lo spaventoso crogiolo dell´immigrazione, la fonderia umana nella quale si fusero per sempre i corpi, le identità e le nazionalità dai quali sarebbe nata la New York che conosciamo. Erano soprattutto donne, italiane e ucraine, russe e palestinesi, rumene e irlandesi, le cucitrici che furono consumate insieme un secolo fa esatto nel rogo della camiceria “Triangle Shirtwaist” del Village, negli appena diciotto minuti trascorsi fra il primo grido di «Al fuoco! Al fuoco!» e lo spegnimento. Alla fine …

"Una vedova che si chiama Cultura", di Michele Ainis

Centocinquant’anni per uno Stato, un popolo, una cultura. Per un’identità nazionale che si riflette nei principi scolpiti sulla nostra Carta. Ma la cultura, al pari della Costituzione, è ormai una vedova nell’Italia del 2011. Perché è morta la politica, e senza politica nessuna energia artistica o scientifica può dispiegare la sua forza propulsiva. Né possono supplirvi le norme costituzionali, quando vengano consegnate anch’esse a un lutto prolungato. In questo caso sono tre, e hanno ricevuto in sorte un triplo tradimento. Riscopriamole, sventoliamole come una bandiera, facciamone il vessillo del nostro anniversario. Magari non servirà a scuotere i partiti, però una bella scossa servirebbe innanzitutto agli italiani. Va bene che ospitiamo sul nostro territorio Santa Romana Chiesa, ma all’estero nessuno si capacita della nostra santa rassegnazione. Nella Carta del 1947 risuona in primo luogo l’obbligo di proteggere l’ambiente e i beni culturali (articolo 9, comma 2). Obbligo? Diciamo piuttosto convenienza, tornaconto collettivo. Perché il patrimonio storico e artistico è la nostra maggiore ricchezza, perché con 45 siti Unesco vantiamo un record mondiale, perché infine questo primato …