Tutti gli articoli relativi a: cultura

Senza soldi né finanziamenti«Chiude il Museo della Liberazione», di Paolo Brogi

L’annuncio del presidente in una cerimonia pubblica: dal 2 gennaio dovremo affidarci ad un commissario. «Dai Beni Culturali un terzo dei fondi promessi». Ora tocca a via Tasso. A gennaio con tutta probabilità si chiude. Il museo, ex carcere romano delle Ss di via Tasso, tristemente noto per le sevizie inflitte dai nazisti in particolare agli ebrei della Capitale rischia di non dover riaprire più nel 2011. Ad annunciarlo domenica nel corso di una cerimonia pubblica il presidente del Museo, il professore Antonio Parisella. La ragione, sempre la stessa: finanziamenti che vengono meno, con un bilancio già magrissimo da tempo. Nel 2010 assegnato solo un terzo di quanto atteso. «In queste condizioni non ce la facciamo più», ha annunciato Parisella. CHIUSURA E COMMISSARIO – «Nel momento in cui – insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed al generale Vittorio Barbato e al commissariato alle onoranze ai caduti del Ministero della Difesa – il Museo storico della Liberazione viene onorato con l’assegnazione dell’importante riconoscimento del Premio “Sasso della Montagna della Pace”, debbo dare a tutti …

"Sotto le ceneri di Pompei", di Conchita Sannino

In una giornata affollata di turisti tra le macerie della Schola Armaturarum coperte con un lenzuolo. Così muore il capolavoro romano. Viaggio nel cuore malato dell´antica Pompei il giorno dopo il crollo della Schola Armaturarum. Tra muri puntellati e affreschi esposti alle intemperie, cavi elettrici abbandonati ai margini del Foro e mute di cani randagi che scorrazzano lungo le insule. Il campionario del degrado è vasto. E a poco servono i ritocchi all´immagine e le promozioni prodotte dalla gestione commissariale della Protezione civile Le ultime rovine sono state coperte con un lenzuolo, come le vittime di una mattanza Nel sito la gestione emergenziale promette ovunque servizi che non ci sono ancora Macerie sotto copertura. Hanno adagiato tre teli bianchi sul disastro che non ha responsabili. Una coltre troppo sottile occulta la vergogna di Pompei, come il lenzuolo che, dopo un agguato, nasconde il rivolo di sangue di una comunità colpita.Ma la macchia bianca stesa in via dell´Abbondanza, nel cuore dell´antica Pompei dove quarantotto ore fa si è sfarinata la Schola Armaturarum -trascinandosi dietro nodi e …

Pane e cultura

Giulio Tremonti, commentando i tagli inferti alla Cultura dal Governo Berlusconi,ha dichiarato sprezzante: con la cultura non si mangia FALSO! In Italia la Cultura produce oltre 40 miliardi di euro del Prodotto Interno Lordo e occupa 550 mila lavoratori, dando da mangiare a milioni di famiglie. Gli italiani nel 2008 hanno speso 64 miliardi di euro in Cultura. Nonostante ciò, troppo spesso chi lavora nella Cultura in Italia è un precario e la sua professionalità non è riconosciuta. E chi fa impresa non ha gli strumenti per crescere, nè un libero mercato a cui accedere e con il quale misurarsi. immagine documento Il Partito Democratico Ha buone idee per la Cultura: Piano straordinario per il finanziamento della Culturaattraverso l’asta per l’assegnazione delle frequenze rimaste libere dopo il passaggio al digitale (dividendo digitale) Riconoscimento delle figure professionali degli operatori dei Beni culturali Riconoscimento della proprietà intellettuale per il lavoro di restauratori, archeologi e catalogatori di Beni culturali Maggiore trasparenza nelle norme di gestione degli appalti sotto soglia di gara per i lavori sul patrimonio culturale Introduzione …

"Uno scandalo mondiale", di Salvatore Settis

Nelle guerre si contano i morti e si dimenticano le cause. Il crollo della schola armatorum a Pompei è una notizia che sta facendo il giro del mondo, come è successo negli ultimi mesi a Roma coi crolli della Domus Aurea e del Colosseo. Ma la vera notizia è che molto altro, a Pompei ed Ercolano come a Roma, ancora “regge”, a dispetto dell´incuria, dei brutali tagli di bilancio, delle continue riduzioni del personale, della mancanza di turn over. Altri crolli, altre rovine, altri disastri arriveranno, immancabili. Il punto è se vogliamo rassegnarci a tenere il conto dei monumenti condannati alla distruzione, o interrogarci sulle cause. Quando il governo annunciò, col decreto-legge 112 (luglio 2008), un taglio ai Beni Culturali per oltre un miliardo e 200 milioni di euro nel triennio, fummo in pochi a denunciare l´enormità dello scippo a un bilancio già drammaticamente inferiore alle necessità di un patrimonio enorme come il nostro. Ma quasi nessuno volle capire che a un taglio di tale portata non potevano che seguire disfunzioni e problemi d´ogni sorta; …

"Dalla Camusso alla Deledda, le prime donne che hanno fatto l'Italia", di Chiara Beghell

Forse gli occhiali da vista. Oppure i capelli a mezza lunghezza. Il poco trucco, la sobrietà che un primato può imporre. Non è facile cogliere cosa accomuna, almeno a un primo sguardo, tutte le “prime donne” italiane. Non le dive dell’opera, né tantomeno quelle figure professionalmente eccellenti ma anche umanamente antipatiche che l’espressione evoca. No, sono le donne che “per prime” sono entrate in mondi riservati agli uomini, scardinando la monorappresentatività e spesso anche la monotonia di luoghi e istituzioni, e che per prime si sono beccate conseguenti sguardi di curiosità e spesso anche di sarcasmo. Ma comunque le prime. Susanna Camusso, nuova leader della Cgil, è l’ultima di queste “prime”: se non consideriamo il nuovo nome dato dal Patto di Roma del ’44, il più importante sindacato italiano esiste dal 1906. Centoquattro anni, animati spesso dalle donne. Eppure, lei è la prima a diventare “segretario”. Un titolo per il quale si pone un dilemma: a essere politically correct si dovrebbe dire “segretaria”, ma non si fa perché forse si rischierebbe di affondare un titolo …

Pompei: Pd, Bondi inadeguato, riferisca subito alla Camera

“Il governo venga al più presto alla Camera a riferire su questo vero e proprio disastro generato dall’incuria dell’uomo che ha determinato lo smottamento fatale per la Antica Armeria dei Gladiatori a Pompei”. Lo chiedono la capogruppo del Pd in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni ed Emilia De Biasi, deputata della stessa commissione. “Quello che è avvenuto a Pompei negli ultimi due anni – aggiungono – è vergognoso, dopo chiusure, commissariamenti, interventi della protezione civile, il risultato è un crollo che provoca indignazione in tutto il mondo. Sono insopportabili l’indifferenza avuta da tutto il governo e l’inadeguatezza del ministro Bondi, che dovrebbe trarre le conseguenze dal modo dilettantistico con cui ha gestito la situazione”. “Su tutta la vicenda dell’area archeologica – proseguono le deputate democratiche – pesa infatti una grave responsabilità politica. La tormentata storia dei commissariamenti voluti dal ministro Bondi che hanno coinvolto uno dei siti archeologici più importanti del mondo dimostra che bisogna finirla con il considerare Pompei una realtà da amministrare alla stregua di un grande evento o di una calamità naturale, sfuggendo …

"Wi-Fi più libero, ma non tanto" di Alessandro Gilioli

Dopo cinque anni e quattro mesi, se tutto va come formalmente promesso dal ministro degli Interni Roberto Maroni, le norme che hanno soffocato la Rete senza fili in Italia (il cosiddetto decreto Pisanu) saranno modificate: niente più richiesta di un documento d’identità cartaceo per accedere all’Wi-Fi nei locali pubblici, niente più obbligo dei gestori di chiedere l’autorizzazione in questura per fornire il servizio (mentre resta ancora in dubbio se questi dovranno in qualche modo archiviare la navigazione on line dei loro clienti, come avviene ora). Non sarà tuttavia, come ha invece sostenuto Maroni, una vera liberalizzazione. Secondo il governo e la maggioranza infatti, bisogna «contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza», come spiega il responsabile Internet del Pdl Antonio Palmieri a ‘L’espresso’: quindi «si studierà un modo per identificare i dispositivi attraverso i quali le persone si connetteranno» alla Rete senza fili da locali pubblici. Che cosa significa questo? Ancora non si sa: «Ci sono due mesi per trovare un sistema (la legge attuale scade a fine anno e non verrà prorogata, …