Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Serrande abbassate contro i tagli Il 12 novembre protesta dei musei", di Elena Masuelli

Il mondo della cultura sciopera: «La Finanziaria è insostenibile» “Porte chiuse, luci aperte sulla cultura”. Lo slogan scelto per la manifestazione racconta tutto il senso della serrata che il 12 novembre punterà il dito contro le conseguenze provocate sul settore dalla Finanziaria. Chiusi centinaia di musei, biblioteche, siti archeologici e luoghi di spettacolo, in decine di comuni di tutta Italia, «per richiamare l’attenzione sugli effetti dirompenti che la manovra avrà già dal prossimo anno, e per riaffermare il diritto alla cultura». A promuovere la mobilitazione Federculture e Anci, Associazione Nazionale Comuni Italiani, con il sostegno del Fai, il Fondo Ambiente Italiano, per contestare non solo i tagli, comunque molto consistenti: 280 milioni tra quelli diretti al ministero dei Beni e le attività culturali, decurtamento del Fus e dei trasferimenti statali agli enti culturali, cui si aggiungono le riduzioni a carico delle amministrazioni locali, che potrebbero essere di circa 800 milioni di euro nel prossimo biennio, ma l’insieme delle norme della Legge 122/2010 «che prospettano uno scenario insostenibile nel quale sono messe a repentaglio la politica …

"Revisionismi canori", di Michele Serra

Che l´esecuzione di “Bella Ciao” al Festival di Sanremo possa essere «scandalosa», non è purtroppo una notizia. Un canto partigiano dovrebbe far parte, almeno in teoria, del tessuto connettivo repubblicano e nazionale (come accade in Francia), ma negli ultimi anni quel tessuto è stato ampiamente sdrucito dall´egemonia culturale revisionista. Così, quando Gianni Morandi annuncia nella prima conferenza stampa sanremese che quella canzone farà parte, insieme a diverse altre, di una serata dedicata all´unità nazionale, ecco che suona come “provocazione di parte” perfino l´inno più popolare dei combattenti per la libertà. Ed ecco che il direttore artistico Mazzi si sente in dovere di aggiungere che allora sarebbe bello eseguire anche «Giovinezza», canto fascista però di origini goliarde. L´equiparazione etica e storica tra partigiani e repubblichini è del resto in atto perfino ufficialmente, con tanto di progetti di legge. Nessuna meraviglia, dunque, che un direttore artistico che cerca di navigare con destrezza nel mare limaccioso di questa Rai, consideri normale «bilanciare» una canzone partigiana con una canzone fascista. Da tempo – in questo senso come in altri …

"Registi con i tecnici: il miracolo di Bondi", di Paola Casella

Alla fine il ministro Bondi ha fatto il miracolo. No, non quello di trovare le risorse per il cinema italiano, o almeno un bel decreto legge che ripristini quelle misure fiscali che stavano togliendo il nostro cinema dal cono d’ombra “assistenzialista”, come direbbe il ministro Brunetta. Bondi è riuscito nel miracolo di unire contro di lui le forze più disparate del settore, la cui principale debolezza, fino a questo momento, era stata proprio la mancanza di coesione. Così, durante la protesta organizzata l’altra sera dai Centoautori sul tappeto rosso del Festival del cinema di Roma, si sono visti insieme grandi registi e oscure maestranze, ben 32 sigle sindacali e la direttrice del festival, la giuria al completo, con il suo presidente Sergio Castellitto a leggere il comunicato di protesta concepito collettivamente, e il cast internazionale del film di apertura della kermesse che, contro il parere del distributore italiano Medusa, ha voluto uscire al completo dalla proiezione di gala per dare pubblicamente il suo appoggio alla dimostrazione. Il vero talento di un ministro della cultura che …

"Ma aiutare i ragazzi è una cosa seria", di Marco Rossi-Doria

Il presidente del Consiglio ha affermato che la sua conoscenza della giovane Ruby è dovuta al fatto che egli aiuta chi ha bisogno. E la stampa e la politica si dividono tra chi crede a questa affermazione e chi pensa che si tratti di tutt’altro. Ma forse la questione importante è soprattutto un’altra. Sì, perché sono milioni gli italiani che aiutano ragazze e ragazzi che hanno bisogno. Molti lo fanno per lavoro. A salari estremamente contenuti. Insegnanti di scuole in zone terribilmente difficili. Assistenti sociali. Psicologi. Operatori delle Asl e del privato sociale. Educatori nei centri sportivi. E, finite le ore pagate, spesso continuano a lavorare. Perché sanno che Patricia è in pericolo, che Carmine potrebbe mettersi nei guai, che Antonio va guardato a vista altrimenti ricade in errore, che la bimba di pochi mesi di Giovanna ha bisogno di pannolini. Altre volte fanno altri mestieri. Lavorano in banca. Sono imprenditori. Hanno un negozio di scarpe. Sono operai. Eppure devolvono denari e dedicano tempo e mettono a disposizione conoscenza e attenzione emotiva e operativa. Per …

Il cinema fa la festa a Bondi

La protesta sul red carpet. Sembrava di essere a piazza San Giovanni per la manifestazione nazionale della Fiom. E invece era viale De Coubertin, Festival del cinema di Roma. Chissà a cosa pensavano le forze dell’ordine, schierate addirittura in assetto antisommossa ieri davanti ai cancelli dell’Auditorium della musica in attesa dell’inaugurazione del festival, attese Keira Knightley ed Eva Mendes per Last night. Ma la passerella non c’è stata, perché il red carpet è diventato rosso della protesta molto pacifica dei lavoratori dello spettacolo, registi, sceneggiatori, attori, montatori, operatori, tutti uniti dietro lo slogan comenciniano Tutti a casa. Nella storia della repubblica forse non c’è mai stato un ministro così poco amato dal mondo del cinema come Sandro Bondi, che anche ieri aveva provato fino all’ultimo a scongiurare una protesta che ora rischia di fare il giro del mondo. Solo promesse e parole, secondo copione. In serata Sergio Castellito, presidente della giuria internazionale del festival, si è sdoppiato nel leader della protesta leggendo un comunicato molto duro con il governo. Un governo che, va detto, se …

Rai, Bersani chiede le dimissioni di Masi

“Masi deve prendere atto che la sua esperienza in Rai è finita”. E’ netta la richiesta contenuta nella dichiarazione che il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani, rilascia nel pomeriggio chiedendo che il Parlamento affronti la riforma del servizio pubblico: “Con la lettera di tre consiglieri d’amministrazione della Rai al presidente della Vigilanza, Sergio Zavoli, “il caso Rai” è arrivato a un punto di una gravità inaudita. Siamo davvero al capolinea. Per ripartire è necessario che l’attuale direttore generale, Mauro Masi, prenda atto che la sua esperienza è finita. E il parlamento si faccia carico da subito di un provvedimento di riforma della governance del servizio pubblico. Non è più il momento di temporeggiare. Qualsiasi ulteriore ritardo rischia di far precipitare la Rai in una crisi irreversibile. Non vogliamo che un bene collettivo come il servizio pubblico radiotelevisivo sia lasciato andare fuori controllo. La vicenda della Rai è l’ennesima dimostrazione che questo governo lascia marcire i problemi anziché affrontarli e risolverli”. LA LETTERA DEI CONSIGLIERI DI OPPOSIZIONE RAI A ZAVOLI. I consiglieri di amministrazione …

"Conto alla rovescia per Masi", di Giovanni Cocconi

Prima di azzardare paralleli tra un governo che non governa e una Rai che non è più un’azienda proviamo a riflettere sul destino di Mauro Masi. Il direttore generale ha di fronte a sé due strade molto strette. O improvvisamente si scopre manager e si impegna a rimettere in piedi un’azienda con i conti in profondo rosso, la pubblicità in calo, gli investimenti a zero (ammesso che ne sia capace), oppure insiste nella sua pervicace opera di eliminazione delle voci critiche, i vari Santoro, Saviano, Travaglio, Gabanelli, Mineo, eccetera. Nel primo caso avrebbe di fronte un impegno di mesi, faticoso e con pochi riconoscimenti da parte dell’editore di riferimento. Masi sembra aver scelto la seconda strada, una scommessa appesa alle decisioni dei prossimi giorni ma che potrebbe costargli la testa molto presto. La scadenza sarebbe già fissata e forse è troppo tardi per tornare indietro. Il consiglio di amministrazione fissato per oggi è stato rinviato di fronte alla minaccia di dimissioni di un presidente, Paolo Garimberti, che si è sempre mostrato molto diplomatico rispetto alle …