Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Ecco gli italiani dai piedi leggeri" di Franco La Cecla

C’è una nuova classe, apparentemente invisibile, che si sta formando da circa vent’anni, una classe che non fa parte della borghesia italiana, che non rientra nell’esercito di precari, né in quello dei raccomandati per famiglia, politica, censo e appartenenza. È una strana compagine di quarantenni, trentenni, ventenni che ha abbandonato l’Italia appena finiti gli studi, o addirittura durante gli studi, fulminata sulla via dell’Erasmus dalla scoperta che la vita all’estero, in Europa, poteva essere tre volte più interessante, facile, appassionante che in Italia. Non si tratta di emigrati nel vero senso della parola e nemmeno di una fuga di cervelli, ma di italiani, ragazzi e ragazze, uomini e donne che stanno all’estero in Europa «come se fossero in Italia». Hanno scoperto che le complicazioni burocratiche, il clima fatiscente e ricattatorio dell’università italiana, lo strangolamento delle potenzialità giovanili è una malattia solo italiana e semplicemente, rapidamente si sono messi in salvo con un’ora di aereo, chi a Barcellona, chi a Berlino, chi a Parigi, chi ad Amsterdam e altri in Polonia, Portogallo, a Londra, e perfino …

"Nuove regole per salvare l'Opera", di Sandro Cappelletto

Il Carlo Felice di Genova viaggia, nel 2010, verso un deficit di 17 milioni di euro. Non è per ora previsto l’arrivo di nuove risorse e il pagamento degli stipendi diventa a rischio. Riccardo Garrone, petroliere e consigliere di amministrazione del teatro della sua città, constata che, in queste condizioni, la messa in cassa integrazione per tutti i dipendenti è uno scenario possibile, se non probabile. L’industriale non parla a vanvera. Un accordo sottoscritto dalla Conferenza delle Regioni nel pieno della crisi che stiamo attraversando prevede che questo ammortizzatore sociale venga esteso anche a realtà occupazionali prima escluse. Le fondazioni lirico-sinfoniche vi sono comprese. Tuttavia, fino ad oggi, non vi hanno fatto ricorso. Spesso la cassa integrazione precede la mobilità, il prepensionamento, la perdita del posto di lavoro. Un esito fino a pochi anni fa impensabile per un settore fortemente targato «made in Italy» come il teatro d’opera: non perché i deficit non esistessero, ma perché il ripiano, da parte del Comune, della Regione, dello Stato, era sempre assicurato. Non è più così: le riflessioni …

Disabili. Pd, bene proposta di legge per educazione contro barriere architettoniche

Diffondere e radicare, nella società italiana, la cultura che consente di superare nella vita quotidiana i problemi legati all’integrazione delle persone con disabilità. È questa la finalità di una proposta di legge, la cui discussione è iniziata in commissione Cultura della Camera. Primi firmatari i deputati Ileana Argentin e Gianfranco Paglia. “La proposta di legge – dice Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura della Camera, relatrice del provvedimento – interviene sul percorso formativo dei futuri tecnici che, nella loro vita professionale, avranno la responsabilità di rendere uno spazio accessibile, cioè fruibile a tutti in sicurezza. Le norme di questo provvedimento si fondano sulla consapevolezza che i tecnici debbano avere le adeguate competenze perché già nella fase della progettazione e successivamente della realizzazione di strutture pubbliche e private, siano sempre tenute in considerazioni le necessità di tutti i fruitori, siano essi mamme con bambini in carrozzina, bambini, adulti, anziani con ridotte capacità motorie o sensoriali, persone con disabilità permanente o temporanea. Solo attraverso una adeguata formazione potrà radicarsi la cultura della accessibilità, affinché tutti possano …

Che fine ha fatto la Rai?

C’era una volta il servizio televisivo pubblico. Oggi la Rai, tra flop e bilanci in rosso, è sempre più piegata al volere del premier. Masi, l’intoccabile, si permette anche il lusso di non presentarsi all’audizione in Commssione di Vigilanza. I dirigenti si spartiscono un milione di bonus per i grandi meriti. Esistono due realtà sulla Rai? È possibile pensare che sia tutto rose e fiori come ci propina il Tg1 o che qualcosa di marcio oltre in Danimarca, c’è anche a Viale Mazzini? È estate e come logico(?) il periodo delle nomine (epurazioni) e delle scelte nodali per l’azienda. Ma mentre il bilancio parla di un clamoroso fallimento della gestione berlusconiana della Rai (deficit di 60 milioni con la previsione di un raddoppio per il 2010), viene elargito un premio di un milione di euro per i dirigenti. Chissà quanto di buono devono aver fatto! Oddio andando più nel dettaglio la cifra relativa in quanto il milione va ridistribuito per i ben 245 dirigenti non giornalisti della tv pubblica. Insomma, bruscolini. Ma è anche vero …

"Una manovra reazionaria", di Emilia De Biasi

Intervento dell’On. Emilia De Biasi sulla manovra economica in discussione alla Camera Signor Presidente, all’economista Rawls viene attribuita la frase che abbiamo sentito molto spesso in questo periodo. La citerò in italiano, e la traduzione è più o meno così: una crisi è un avvenimento terribile, che sarebbe un peccato sprecare. O meglio, se vogliamo spiegarla, è un’occasione da non sprecare. Siamo partiti da questo per fare la nostra analisi della manovra. È una frase che è stata usata dalla maggioranza e dall’opposizione allo stesso modo e con finalità ed esiti che ritengo molto diversi. Sono convinta che questa crisi avrebbe potuto significare una manovra di bilancio seriamente in grado di ammodernare finalmente questo Paese, che richiede e abbisogna di un grande ammodernamento nella strategia degli interventi e nelle prospettive di crescita. Ci troviamo di fronte, viceversa, ad una manovra che è fondamentalmente di contenimento della spesa pubblica, fatto di per sé assolutamente meritorio, ma al quale non corrisponde nel modo più assoluto una prospettiva di crescita del Paese. Questo è il primo grande limite …

"Tempeste imperfette", di Riccardo Barenghi

C’è quella scritta da Shakespeare ma c’è anche quella in un bicchier d’acqua, poi ci sono quelle vere, che causano danni, morti e feriti, altrimenti dette cicloni, uragani, tornado. Infine esiste quella mediatica, usata e abusata dai nostri politici. In particolare, va detto, da quelli del centrodestra, forse perché hanno la fantasia più fervida o forse perché si trovano più spesso degli altri a fronteggiare guai giudiziari. La tempesta mediatica è così diventata un’espressione di moda. Se un politico, un manager, un amministratore pubblico legge sui giornali che è stato indagato, se si ritrova le sue telefonate (politicamente imbarazzanti per non dire di peggio) nero su bianco, ecco che la sua prima reazione è buttare la palla in corner, la colpa è dei giornali. L’ha fatto Scajola pochi secondi prima di dimettersi da ministro, l’ha fatto Cosentino, prima e dopo aver lasciato l’incarico di sottosegretario, lo ha fatto ieri Verdini contestualmente alle sue dimissioni dalla sua banca e subito prima di presentarsi dai magistrati, l’aveva fatto il governatore Marrazzo: «E’ una bufala». Ma tanti altri, …

Musei, metà dei visitatori non paga "Con un euro a testa 2.400 assunzioni", di Valentina Conte

Entrare gratis nei musei statali italiani. Un´eccezione? Non proprio. Al contrario, nell´ultimo anno, più della metà dei visitatori non ha pagato il biglietto per Uffizi, Galleria Borghese, scavi di Pompei, Colosseo, Palazzo Reale a Napoli, Reggia di Caserta. Al punto che se ciascuno dei quasi 18 milioni di “esenti” su 32 milioni totali versasse un simbolico euro, si potrebbero autofinanziare nuove assunzioni di personale, a tempo, per la vigilanza e l´accoglienza. Non solo per colmare l´attuale cronica carenza e l´età media pericolosamente alta, ma per rilanciare e potenziare l´intera offerta culturale nazionale. Più musei aperti, ma anche monumenti, aree archeologiche, pinacoteche, biblioteche, pure di notte e nei fine settimana, d´estate e durante i “ponti” o le festività. Quando il tempo libero, cioè, spinge la domanda. E più giovani che lavorano. A conti fatti, un euro a testa da chi non deve altro (minori, over 65, militari, giornalisti e altre categorie) fanno 17,7 milioni di euro. Un budget sufficiente, ad esempio, per quasi 2.500 contratti a tre mesi. O, in alternativa, 1.850 a quattro mesi, 1.230 …