Tutti gli articoli relativi a: cultura

"La scure su musei e fondazioni. Rischiano tutti un taglio del 50%", di Simonetta Fiori

Incertezza e precarietà minacciano la vita degli istituti culturali, sospesi sotto la scure della Finanziaria. Se non passasse l’emendamento del Partito democratico, che propone di eliminare i tagli o di contenerli entro il 10 per cento contro il dimezzamento previsto da Tremonti, è a rischio la sopravvivenza di musei e fondazioni, rappresentativi della più blasonata ed eterogenea mappa culturale, dal Croce al Gramsci, dallo Sturzo al Basso, dal Giovanni XXIII all’istituto per la storia del movimento di Liberazione. Ancora si ignorano i criteri con cui il ministro Bondi intende salvare o seppellire definitivamente gli istituti, ma secondo una voce circolata sempre più insistentemente nell’associazione che li rappresenta, il criterio potrebbe essere quello di dimezzare fondi del cinquanta per cento per ciascun ente. Un taglio indiscriminato, che provocherebbe molti sommersi e nessun salvato. “Un’ipotesi nefasta”, commenta Lucia Zannino della Fondazione Basso, segretaria generale dell’Associazione degli Istituti Culturali Italiani. “Se dovesse passare questa soluzione, le conseguenze sarebbero molto gravi. Il ridimensionamento rischia di portare molti istituti alla chiusura, con la perdita di un prezioso bagaglio di esperienza …

"Un condono sui beni archeologici, mini-multa per tenerli in casa", di Francesco Erbani

Chiunque detenga un reperto mai denunciato, potrà ottenere il deposito per tent’anni. La sanatoria prevede un pagamento di un terzo del valore presunto. Un provvedimento più volte proposto, e sempre subissato dalle proteste delle associazioni che tutelano il patrimonio artistico. Più volte proposto, altrettante volte ricacciato indietro, subissato dalle proteste di tutte le associazioni che tutelano il patrimonio artistico, torna l’archeocondono, la norma che depenalizza il possesso illecito di un bene archeologico in cambio di una modesta multa. Al momento circolano almeno due bozze di un articolo diviso in 11 commi intitolato “Disposizioni in materia di emersione e catalogazione di beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali”, entrambe maturate in ambienti parlamentari del Pdl. Modifiche sono ancora possibili, ma un punto in comune le varie versioni dell’articolo ce l’hanno: finire dentro la manovra finanziaria (all’interno del maxi emendamento con le modifiche che il governo presenterà) e giungere in porto blindate e sicure. In sostanza chiunque detenga un reperto mai denunciato, in Italia o all’estero, e dunque in violazione della legge, può ottenere dallo Stato una …

"La verità fa paura", di Ezio Mauro

Berlusconi attacca di nuovo gli organi d’informazione. Siamo davanti a un premier che usa i vertici internazionali per regolare i conti domestici. Teme la pubblica opinione. Ma noi continueremo a fare il nostro mestiere. Perché i cittadini vogliono sapere, per poter giudicare IL tycoon delle televisioni ha paura dei giornali. Da San Paolo, dov’è in visita di Stato, il Presidente del Consiglio ieri ha trovato modo di attaccare gli organi d’informazione (quelli che non controlla e che non possiede, naturalmente, abituato com’è alla totale obbedienza televisiva), denunciando “una disinformazione totale e inconcepibile, da molti mesi a questa parte”. Poi ha lanciato una proposta inedita: “Bisogna fare uno sciopero dei lettori e insegnare ai giornali italiani a non prenderli in giro”. Siamo dunque davanti ad un Premier che usa i vertici internazionali per regolare i conti domestici con il potere d’informazione, che non è ancora interamente oggetto del suo dominio, e che lo spaventa perché introduce elementi di verità e di critica nel paesaggio televisivo: dentro il quale il leader coltiva il senso comune nazionale, canale …

"PD e Fondazioni liriche. Ovvero: l’opposizione dei fatti e non delle parole.", di Emilia De Biasi e Manuela Ghizzoni*

Gli ultimi anni ci hanno consegnato una politica più di parole che di fatti, e di autoritarismo delle decisioni governative. Spesso abbiamo discusso nelle assemblee delle nostre città su come rendere più efficace la nostra opposizione, per un’alternativa che esca dal dilemma di una protesta senza proposta. Il Gruppo PD alla Camera ha provato a rispondere a quelle attese. Ha evitato che il Governo mettesse la fiducia sul decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche restituendo al parlamento la sua funzione democratica, e all’opposizione lo spazio di modifica, e dunque di miglioramento del decreto, senza per questo venire meno al voto contrario, motivato dal merito inaccettabile e dalla delega al governo su una materia che non ha i requisiti di urgenza tali da giustificare il ricorso ad un decreto. Il Gruppo PD al Senato ha svolto un gran lavoro, e ha migliorato il testo, pur votando contro il provvedimento. Alla Camera abbiamo messo a frutto i risultati dei nostri senatori. Qualcuno ci ha definiti più compiacenti dei colleghi del Senato. E dove starebbe la compiacenza? Nella passione …

"Stato e Comuni, il baratto dei pezzi d'Italia", di Mario Tozzi

Quanto vale una spiaggia dell’arcipelago toscano o una torre calcarea delle Dolomiti? O, come sembra paventarsi in questi giorni, l’isoletta di Folegandros in Grecia? O, comunque, quanto vale una bellezza naturale nel mondo del terzo millennio, dilaniato da una crisi economica che rischia di confondere i valori con i prezzi? In Italia la risposta a questa domanda è obbligata: nessun valore economico o finanziario può essere assegnato ai beni culturali a carattere naturalistico, semplicemente perché il solo pensare di metterli in vendita (o porli a garanzia di prestiti bancari) è pura follia. Sarebbe come alienare i gioielli di famiglia nella speranza di una congiuntura migliore che, però, sempre provvisoria sarà. E non si capisce cosa si potrà mettere in vendita la volta successiva. Non sappiamo ancora se il passaggio dei beni demaniali alle amministrazioni locali diventerà realtà, permettendo di fare merce di natura e paesaggio. Quello che è certo è che la tutela sarà allentata, per almeno due ragioni. La prima è che i sindaci hanno, come si è visto recentemente, il cappio stretto al …

"Da Borromini ai suini gli affari improbabili della Beni culturali Spa", di Alberto Statera

Dal Borromini ai suini. Dai suini alle bietole. Che male c´è? La «Beni Culturali Spa» non si formalizza tra siti storici, musei, opere d´arte, statue, dipinti, archeologia e porcilaie. E persino campi di bietole per produrre agroenergia, nuova passione del direttore dei Musei Mario Resca. Attraverso le sorelline culturali Arcus Spa e Ales Spa, società pubbliche ma di diritto privato, si tratta di spendere centinaia di milioni di denaro pubblico in deroga, senza controlli di legittimità del Parlamento e della Corte dei Conti, in ossequio alla religione berlusconiana del fare e fare in fretta. Fare che? Soprattutto fare affari. Come nel modello Protezione Civile Letta-Bertolaso. E come in quello dell´ex ministro Pietro Lunardi, che pare si sia portato via un palazzo nel centro di Roma a un quarto del suo prezzo, complice l´eccellente dominus vaticano Crescenzio Sepe, cardinale nella manica di Papa Wojtyla, ma esiliato subitaneamente a Napoli da Papa Ratzinger. Per merito degli antichi predecessori Gregorio XV e Innocenzo X, fu il Borromini verso il secondo decennio del 1600 a disegnare la facciata del …

"Medioevo «utile»", di Carlo Arturo Quintavalle

Cosa rappresenta l’Isime (Istituto Storico Italiano per il Medioevo) per il paese. Celebriamo i 150 anni dell’Unità d’Italia, con la chiusura di Istituti fondati subito dopo l’Unità con il preciso mandato di unificare culturalmente l’Italia E’ possibile cancellare una struttura che ha costruito la intera storia medievale del nostro paese? E possibile bloccare la prosecuzione di centinaia di volumi, fonti e contributi critici che Jacques Le Goff, Georges Duby e gli altri grandi storici del medioevo in Francia e in Occidente hanno sempre apprezzato, citato, usato? E’ possibile ridurre, il che vuol dire cancellare, i finanziamenti a una struttura che ha pubblicato le vicende delle nostre città, i conflitti fra pontefici e principi, le storie dei cronisti e magari anche quelle degli eretici del medioevo? Celebriamo i 150 anni dell’Unità d’Italia, con la chiusura di Istituti fondati subito dopo l’Unità con il preciso mandato di unificare culturalmente l’Italia e con l’annullamento delle – eccellenze italiane riconosciute nel mondo -?. Così chiude il suo angosciato comunicato stampa Massimo Miglio, presidente dell’«Istituto Storico Italiano per il Medioevo» …