Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Enti lirici, evitato il peggio", di Emilia De Biasi

Abbiamo votato contro il decreto Bondi sulle fondazioni lirico-sinfoniche perché lo riteniamo un provvedimento sbagliato che ha l’unico intento di colpire i diritti dei lavoratori. Nel corso dell’intenso lavoro parlamentare il gruppo del Pd ha voluto scongiurare che i tanti professionisti del settore fossero gettati nell’incertezza più assoluta e che si mettesse un’ipoteca sulla qualità delle produzioni liriche italiane. Dopo la forzatura con cui la maggioranza ha approvato il provvedimento al senato, avevamo di fronte due scenari: subire l’ennesimo voto di fiducia senza alcuna possibilità di migliorare il decreto oppure fare in modo che la camera potesse esercitare il suo ruolo fino in fondo e cercare di ridurre il danno inferto alla cultura e ai suoi lavoratori. Abbiamo scelto questa seconda strada e siamo riusciti a modificare il provvedimento in diversi punti nonostante una parte dell’opposizione, l’Italia dei Valori, abbia voluto usare il provvedimento per fare propaganda e cimentarsi in un incomprensibile ostruzionismo utile solo ad acquisire una visibilità di corto respiro. Con la nostra azione parlamentare abbiamo invece ottenuto importanti modifiche che, seppur non …

Fondazioni Liriche: Ventura, “Vi spiego la battaglia del PD”

Il vicepresidente vicario dei deputati PD e parlamentare fiorentino: a fianco della cultura, contro il decreto “Dal pomeriggio di mercoledì, notti comprese, siamo stati in aula per la seduta fiume per il decreto sulle Fondazioni lirico-sinfoniche. Il PD ha combattuto e combatte contro il decreto, strumento improprio, che dà una ingiusta delega al governo, su fondazioni diritto privato, che statalizza le fondazioni, precarizza il lavoro e getta nell’incertezza la vita professionale dei lavoratori delle fondazioni e mette un’ipoteca sulla qualità delle produzioni. Per questo il nostro no”. Lo dice Michele Ventura, vicepresidente vicario dei deputati del PD e parlamentare fiorentino. “Avevamo di fronte due scenari – spiega Ventura:accettare l’ennesimo voto di fiducia senza alcuna possibilità di far decadere il decreto fare in modo che la Camera potesse esercitare il suo ruolo fino in fondo e cercare di ridurre il danno inferto alla cultura e ai suoi lavoratori dal decreto. Il Partito Democratico ha espresso la contrarietà al decreto ed è riuscito a modificarlo in alcune sue parti: Pur rimanendo tutte le riserve sul provvedimento, tanto …

Lirica. Pd, contrari a decreto che rende precario il lavoro

Rinunciando alla demagogia abbiamo introdotto modifiche importanti. “Il Pd vota contro il decreto sulle fondazioni lirico sinfoniche perché rende precario il lavoro e aumenta l’incertezza nella vita professionale dei lavoratori delle fondazioni compromettendo la qualità delle produzioni. Riteniamo che il decreto sia uno strumento improprio, che dà una delega al governo su fondazioni di diritto privato le quali, di fatto, vengono statalizzate”. Lo hanno detto Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura, ed Emilia De Biasi deputata Pd nella stessa commissione. “Il Pd vota contro questo provvedimento con argomentazioni di merito e non di carattere demagogico – hanno proseguito le deputate democratiche -. Votare contro non significa lasciare i lavoratori a se stessi perché noi ci siamo occupati di loro. Da parte nostra, c’è stato un atteggiamento di responsabilità che ha permesso di ottenere risultati di non poco conto come la rinuncia del voto di fiducia, che non era per niente scontata; ciò ci ha permesso di introdurre importanti modifiche. Siamo riusciti ad ottenere l’eliminazione del ruolo del ministero nella fase di contrattazione; adesso saranno …

"Perché dovete chiamarmi compagno", di Mario Rigoni Stern

Cari Compagni, sì, Compagni, perché è un nome bello e antico che non dobbiamo lasciare in disuso; deriva dal latino “cum panis” che accomuna coloro che mangiano lo stesso pane. Coloro che lo fanno condividono anche l’esistenza con tutto quello che comporta: gioia, lavoro, lotta e anche sofferenze. È molto più bello Compagni che “Camerata” come si nominano coloro che frequentano stesso luogo per dormire, e anche di “Commilitone” che sono i compagni d’arme. Ecco, noi della Resistenza siamo Compagni perché abbiamo sì diviso il pane quando si aveva fame ma anche, insieme, vissuto il pane della libertà che è il più difficile da conquistare e mantenere. Oggi che, come diceva Primo Levi, abbiamo una casa calda e il ventre sazio, ci sembra di aver risolto il problema dell’esistere e ci sediamo a sonnecchiare davanti alla televisione. All’erta Compagni! Non è il tempo di riprendere in mano un’arma ma di non disarmare il cervello sì, e l’arma della ragione è più difficile da usare che non la violenza. Meditiamo su quello che è stato e …

Fondazioni liriche, Pd: con la fiducia la Camera diventa passacarte del Senato

Ghizzoni: senatori di maggioranza non vogliono tornare a lavorare martedì. “E’ un diktat inaccettabile e insopportabile. Mentre la Camera stava lavorando per modificare il decreto arriva lo stop dal Senato. Forse che i senatori della maggioranza non vogliono tornare al lavorare lunedì? “. E’ molto duro il commento della capogruppo del Partito democratico nella commissione cultura di Montecitorio, Manuela Ghizzoni, alla notizia di un cambio di orientamento del governo sulle fondazioni liriche sul quale, da quanto si apprende, sarebbe adesso orientato a porre la questione di fiducia. “E’ una fiducia incomprensibile – aggiunge – perché viene annunciata dopo che il ministro Bondi in Aula aveva mostrato aperture verso le modifiche al decreto e mentre la commissione Cultura stava già lavorando per individuare nel merito le modifiche migliorative. Con questa fiducia la Camera è diventata il passacarte del Senato”. ****** Fondazioni liriche: De Biasi, senatori maggioranza incrociano le braccia, il Parlamento non può svolgere il suo lavoro. In un Paese in cui Marchionne se la prende con gli operai della Fiat, bisognerebbe invece sdegnarsi per l’atteggiamento …

"Il discorso su Matteotti fu l´ultimo colpo alle libertà", di Michele Smargiassi

Un tema “revisionista”? No, molto peggio: un tema insensato. Gli storici bocciano la traccia storica dell´esame di maturità sul “Ruolo dei giovani nella storia e nella politica”. Tra i quattro “documenti” proposti agli studenti come base di lavoro c´è anche una citazione di Benito Mussolini, accostata ad altre di Palmiro Togliatti, Aldo Moro e Giovanni Paolo II, e questo fa infuriare l´Anpi (oltre a un´associazione studentesca e qualche esponente Pd) che denuncia l´accostamento «singolare e capzioso» tra i quattro personaggi storici. Ma il problema non è quello, per gli studiosi. Il pasticcio è puramente scientifico. Citazioni astratte, incoerenti tra loro, non storicizzate: morale, un invito alla retorica. «Mussolini è un oggetto storico, nessuno scandalo nel far lavorare gli studenti su un suo testo», concede Claudio Pavone, storico della Resistenza, ma subito accusa: «mi pare orribile però che si sia scelta una citazione che, tagliata in quel modo, può persino apparire seducente». Eppure è un brano del famigerato discorso con cui Mussolini in Parlamento si assunse la responsabilità dell´omicidio Matteotti; ma uno studente particolarmente studioso lo …

"Ma quel compenso non è equo", di Giuseppe Mazziotti

L’estensione indiscriminata del cosiddetto equo compenso per la copia privata a tutti i dispositivi provvisti di memoria hardware altera irrimediabilmente il principio di proporzionalità tra l’entità del prelievo e le riproduzioni per uso personale realizzate dagli utenti. Perché il provvedimento resti nell’ambito del diritto d’autore e non configuri un mero aiuto di Stato alle grandi case discografiche e cinematografiche, è necessario introdurre limitazioni che assicurino trasparenza nella ripartizione del compenso e un’adeguata protezione dei consumatori. Da internet. La “copia privata” è un’eccezione al diritto d’autore che, anche per ragioni di tutela della riservatezza, permette al consumatore che acquista legittimamente un esemplare originale di una registrazione audio o video di copiare tale registrazione per fini strettamente personali e non commerciali senza l’autorizzazione dei titolari dei diritti. L’eccezione non si applica dunque alle copie digitali di registrazioni protette da diritti d’autore che gli utenti delle reti di file-sharing scaricano e scambiano tra loro, ben oltre la propria sfera privata e, nella maggioranza dei casi, senza le necessarie licenze. Nell’ambito di questa eccezione, il cosiddetto “equo compenso” costituisce …