Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Ultima chiamata per salvare la lirica", di Sandro Cappelletto

Oggi, finalmente, l’onorevole Sandro Bondi, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, incontra i sindacati che rappresentano i circa seimila dipendenti dei principali teatri d’opera italiani. Sapremo così se la febbre degli ultimi giorni, altissima, comincerà a scendere, oppure se la salute del malato verrà giudicata ormai compromessa. La condizione è patologica, da molti anni: su questo punto le parti concordano. Ed è un ottimo punto di partenza, perché se è così – ed è così – allora non c’è più tempo da perdere. Il ministero sostiene che le condizioni contrattuali attuali consentono una serie di privilegi senza eguali al mondo e di sprechi che la nostra economia non può più tollerare; inoltre, la produttività è troppo bassa. I lavoratori, e si tratta per la grande maggioranza di professionisti ad altissimo tasso di specializzazione, replicano che in nessun altro Paese l’erogazione dei contributi pubblici è, ogni anno, occasione di un simile stress mediatico e sostanziale: si taglia, non si taglia, del trenta, del venti, del dieci, no del quindici, poi forse si reintegra… E, a …

"Svendita di Stato. Dalle spiagge ai fiumi e alle caserme", di Mario Sensini,

«Federalismo» e «demanio» son già, prese a sé stanti, due parole o, forse meglio, due concetti difficili da capire. Ma nel «federalismo demaniale» proposto dal governo come primo passo concreto di quella che un tempo si chiamava devolution, e che da qualche giorno riempie la cronaca politica italiana, si rischia davvero di perdere la strada. Che significa veramente? Cosa cambia per noi cittadini? Quanto ci costa? E, alla fine, chi ci guadagna? Entro poche settimane il Parlamento, che sta esaminando il decreto legislativo che lo attua, e il governo, che dovrà poi recepirne le indicazioni prima di trasformarlo definitivamente in legge, dovranno dare risposte concrete. Il testo è vago, e i quesiti in ballo sono tanti. Almeno quanto è alta la posta in gioco, perché dietro quelle due parole così misteriose si nasconde una partita che vale miliardi di euro. Che può significare la fortuna di una città, ma anche la rovina di un’amministrazione incapace. Proviamo a capire. La posta in gioco Il Codice civile del 1942 stabilisce che lidi, spiagge, porti, fiumi, laghi, acque …

"La nazione oscurata", di Guido Crainz

Non va sottovalutato il valore simbolico e politico delle affermazioni del ministro della Repubblica Roberto Calderoli. Non va sottovalutato il segnale che danno al Paese, proprio perché quel segnale viene dalla forza di governo che appare di gran lunga la più compatta, e sempre più determinante all´interno della coalizione. Certo, anche nelle celebrazioni del 1911 e del 1961 non erano mancati momenti polemici, alimentati dalle forze intellettuali e politiche che si sentivano in qualche modo ai margini del processo (repubblicani, socialisti e cattolici, nel 1911), o non si riconoscevano per intero nell´orizzonte culturale che improntava le celebrazioni (e che risentiva ampiamente, nel 1961, dell´egemonia politica della Democrazia Cristiana). Erano momenti di riflessione – talora anche segnali di delusione, come già nel 1911 – che dialogavano con un´impostazione “forte” e prevalente delle celebrazioni e dell´identità: non ne mettevano in discussione le fondamenta né la svilivano. Erano, insomma, posizioni nobili. Avevano a che fare con un´idea alta di nazione, facevano parte a pieno titolo di quel confronto culturale di cui le identità si nutrono. Non è così …

"Contro il decreto Bondi l’orchestra di Santa Cecilia suona gratis per protesta", di L.D.F.

«È una bellissima idea informarci così di quello che succede», esclama un’abbonata nel foyer dell’auditorium di Roma mentre ascolta l’orchestra di Santa Cecilia che. gratuitamente, esegue la Settima di Beethoven. E conclude: «Siamo con la nostra orchestra, con la nostra storia». È il modo per rispondere al ministro Bondi che ha definito irresponsabili i musicisti che hanno indetto lo sciopero contro il suo decreto, che commissaria di fatto le più grandi istituzioni musicali come Scala, Maggio o San Carlo. Il pubblico è numeroso. «Accogliere e informare correttamente la gente: facciamo l’opposto di quanto dice il ministro», spiega il violoncellista Francesco Storino. E anche oggi e domani l’orchestra suonerà gratuitamente dalle 16 in poi. «Eravamo venuti per uno spettacolo per bambini, è bello che abbiano fatto questo», dice un padre di famiglia. Applausi e urla di approvazione per ogni pezzo: «Da vecchio orchestrale spiega Gregorio Mazzarese dico che quando scioperavamo in passato la gente si lamentava, stavolta sono tutti con noi». La protesta ha già un simbolo, un fiocchetto giallo: vuol dire portatore sano di cultura. …

"Il patrimonio tagliato a fette. I rischi del federalismo demaniale", di Gian Antonio Stella

Pareva tutto facile, sulla carta. Chi mai poteva opporsi all’idea di usare meglio tanti beni statali a volte abbandonati passandoli a Regioni, Province e Comuni? È vero o no, come spiegò Giulio Tremonti, che «c’è un enorme patrimonio ed è una pazzia che sia gestito da un ufficio a Roma dove non sanno quanto vale» e dunque «è giusto che lo Stato abbia beni nazionali e simbolici ma non che faccia la mano morta al contrario su beni che hanno senso se gestiti localmente»? Macché: il «federalismo demaniale» sta incontrando obiezioni maggiori del previsto. E non solo delle opposizioni, degli ambientalisti o dei guardiani di quello che Croce chiamava «il volto della patria». Alcuni si chiedono fino a che punto lo Stato possa trasferire agli enti locali spiagge, caserme, stazioni, terreni o edifici vari senza intaccare quel patrimonio che è la vera garanzia di «ultima istanza» per l’immenso debito pubblico. Altri, come uno studio del Servizio bilancio della Camera, confermando il rischio di «affievolire gli strumenti di garanzia dello Stato», segnalano che il passaggio «a …

"Il referundum per l'acqua pubblica", di Franco Osculati

Secondo la terminologia degli economisti, l’acqua nel bicchiere che abbiamo davanti al piatto è un bene privato (rivale ed escludibile). Secondo la “Legge Galli” (36/1994) “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche (mia sottolineatura) e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà” (art. 1, c. 1). Secondo i proponenti del referendum, per tutti il “Forum italiano dei movimenti per l’acqua”, l’acqua è un bene pubblico (non rivale e non escludibile) o, secondo altre versioni, un bene comune (o collettivo, che secondo il gergo economico, in questo caso meno consolidato, sarebbe un bene non rivale ma escludibile). 1. Prima di giungere in tavola, l’acqua scorre lungo un percorso più o meno lungo (captazione, filtrazione, pompaggio) e, una volta apparecchiata, ancora deve fluire attraverso il convogliamento dei reflui e la depurazione. Dunque, l’acqua, intesa come H2O, in sé è poca cosa. Conta soprattutto il servizio. Questo, mi sembra, è il primo e sostanzioso punto a sostegno del referendum che sottolinea la Relazione introduttiva ai quesiti referendari …

Dalla farsa alla tragedia

Il libretto è già stato letto, il melodramma intitolato «decreto-legge per il riordino delle fondazioni lirico-sinfoniche» già visto e rivisto. Il rozzo ministro berlusconiano, il bieco baritono Bondi, che infierisce contro la Cultura. I sindacati che sparano acuti e scioperi nella difesa della Cultura oltraggiata e, già che ci siamo, di indifendibili privilegi castali e corporativi. Intorno, il coro stonato delle opposte tifoserie politiche che più strepitano quanto meno conoscono la materia: anche perché non è che, a parte le prime con i fotografi, di politici all’opera ne vediamo spesso. E non mancano le comparse: chi i teatri li dovrebbe gestire, sovrintendenti e direttori artistici che, con le dovute eccezioni (il migliore, non a caso, abbiamo dovuto importarlo dalla Francia) sono dei politicantucoli finiti in teatro perché troppo scarsi o troppo poco scaltri per assicurarsi una Asl. Il nostro è davvero uno strano Paese. Che le «fondazioni lirico-sinfoniche» (un regalo della riforma fatta da Veltroni nel ’96 e ovviamente fallita) non possano andare avanti così è del tutto evidente. Il problema è semplicissimo: se la …