"Ultima chiamata per salvare la lirica", di Sandro Cappelletto
Oggi, finalmente, l’onorevole Sandro Bondi, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, incontra i sindacati che rappresentano i circa seimila dipendenti dei principali teatri d’opera italiani. Sapremo così se la febbre degli ultimi giorni, altissima, comincerà a scendere, oppure se la salute del malato verrà giudicata ormai compromessa. La condizione è patologica, da molti anni: su questo punto le parti concordano. Ed è un ottimo punto di partenza, perché se è così – ed è così – allora non c’è più tempo da perdere. Il ministero sostiene che le condizioni contrattuali attuali consentono una serie di privilegi senza eguali al mondo e di sprechi che la nostra economia non può più tollerare; inoltre, la produttività è troppo bassa. I lavoratori, e si tratta per la grande maggioranza di professionisti ad altissimo tasso di specializzazione, replicano che in nessun altro Paese l’erogazione dei contributi pubblici è, ogni anno, occasione di un simile stress mediatico e sostanziale: si taglia, non si taglia, del trenta, del venti, del dieci, no del quindici, poi forse si reintegra… E, a …
