Tutti gli articoli relativi a: cultura

"Napolitano sospende la firma del decreto per lo spettacolo", di Marcella Ciarnelli

Per ora il presidente della Repubblica non ha firmato il decreto legge che interviene in materia di «spettacolo e attività culturali» che è arrivato al Quirinale nella tarda serata del 23 aprile dopo essere stato approvato dal Consiglio dei ministri del giorno 16. Dopo aver esaminato attentamente il decreto, i cui contenuti sono di esclusiva responsabilità del governo, il Capo dello Stato ha deciso di segnalare al ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi «osservazioni di carattere tecnico-giuridico e specifiche richieste di chiarimenti sul testo inviatogli per l’emanazione» è scritto in una nota del Quirinale. Sono state molte le richieste arrivate in questi giorni a Napolitano di non firmare il decreto. Anche durante la visita alla Scala per la celebrazione del 25 aprile i lavoratori avevano ripetuto la richiesta al Capo dello Stato che a loro, come a tutti gli altri che gli avevano avanzato analoga richiesta compreso i 7.607 artisti che gli hanno inviato una lettera aperta, aveva spiegato i termini dettati dalla Costituzione per un suo intervento. Che non è …

«Caro Napolitano, aiuta noi attori a difendere i nostri diritti»

Gli oltre 450 artisti aderenti al Gruppo «Artisti 7607» e le rappresentanze di base del Teatro dell’Opera di Roma chiedono al presidente Napolitano di non firmare il decreto legge di riforma delle Fondazioni liriche. Ill.mo Signor Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, siamo un gruppo di oltre 450 artisti e le scriviamo perché crediamo che il diritto e la speranza di rendere più giusto ilmondoin cui viviamo non siano valori in cui riconoscersi solo nelle opere teatrali, musicali o cinematografiche che interpretiamo, ma azioni concrete e atti di responsabilità da applicare alla realtà che ci circonda. Le scriviamo a proposito dell’Imaie. L’Imaie è l’Istituto privato mutualistico per la difesa dei diritti degli artisti interpreti esecutori e ha il compito di distribuire i soldi che la legge ci riconosce per il lavoro che svolgiamo. Ad oggi i titolari di questo diritto sono circa 70.000 e i soldi non ancora distribuiti sono 120 milioni di euro. Cifre importanti. In questi giorni il governo le sottoporrà un decreto legge recante «Disposizioni urgenti in materia di spettacolo ed attività culturali» …

«Garibaldi, da santo a quasi terrorista», di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella

La parabola di un’icona. L’800 adorava il condottiero, ora il dileggio leghista. Sui palazzi si scriveva: «Dormì qui per due ore». E si vendeva la pasta con il suo nome . «Così ho trasformato il Sud da terza potenza mondiale in povera colonia italiana: eravamo solo mille… ma siamo stati sufficienti ad arraffare tutto l’oro del Meridione, a smontare le industrie del Sud che davano lavoro a migliaia di operai e a trasferire queste ricchezze al misero Nord». Sono parole messe in bocca a Giuseppe Garibaldi in una cartolina della serie «Garibaldi? No grazie», con tanto di barra di traverso diffusa dai nostalgici del Regno delle due Sicilie. Direte: questa poi! E quando mai è stato il Mezzogiorno la «terza potenza mondiale »? A metà dell’Ottocento? Davanti o dietro gli Stati Uniti? Davanti o dietro l’impero francese? Davanti o dietro l’impero britannico? E dov’erano in classifica, per dire, l’Olanda che controllava immensi possedimenti coloniali o l’impero ottomano? Uno storico sicuramente non filo-unitario come Mario Costa Cardol ricorda che «nel 1860 il Piemonte contava 803 chilometri …

"Il decreto della discordia. La lirica sulle barricate", di Luca Del Fra

Il decreto sulle fondazioni liriche è arrivato nel tardo pomeriggio di ieri al Quirinale. Bondi ha dovuto correggerlo perché il testo approvato dai ministri venerdì ha fatto arrabbiare tanti. Anche nella maggioranza. Un decreto fantasma come il Vascello di Wagner, poiché non si conosce il contenuto, ma che non citerebbe più la Scala e Santa Cecilia; una selva di archetti in rivolta contro il ministro Sandro Bondi, latore del decreto stesso; un deus ex machina, che prende le sembianze del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ancora una volta tirato per la giacchetta nell’agone politico. Il decreto sulle fondazioni lirico-sinfoniche – i nostri maggiori teatri d’opera dalla Scala al Maggio fiorentino, dal San Carlo al Regio di Torino -, approvato venerdì scorso in consiglio dei ministri, sta causando un pandemonio al punto che, viste le proteste perfino nella stessa maggioranza, il testo è stato pesantemente riscritto prima di arrivare, ieri nel tardo pomeriggio, a Napolitano. Sarebbe composto da sette articoli non cita, com’era invece venerdì, la Scala e Santa Cecilia. Al presidente fanno appello l’opposizione, sindaci …

Mafia: PD, solidarietà a Marina Berlusconi per "Gomorra"

Il Pd usa l’arma dell’ironia dopo l’attacco del premier Silvio Berlusconi alla Piovra e Gomorra, che promuoverebbero la mafia nel mondo. “Solidarieta’ piena a Marina Berlusconi per aver pubblicato e promosso il libro di Roberto Saviano, Gomorra”, ha dichiarato la deputata Manuela Ghizzoni. “L’enfasi di oggi, probabilmente legata alla richiesta di 11 anni di carcere per il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri, rischia di procurare grandi problemi familiari in casa Berlusconi”, ha proseguito. “Nonostante siamo convinti che le dichiarazioni odierne del premier servano solo a distrarre l’opinione pubblica anche dai gravi problemi interni al Pdl, siamo in ogni caso davanti a un grave attacco alla liberta’ editoriale”, ha insistito, “per questo esprimiamo solidarieta’ piena al presidente della Mondadori”.

"L'intellettuale ironico che raccontava il pop", di Michele Serra

Dicono gli amici più vicini che la bella testa di Edmondo, negli ultimi mesi di faticosissima malattia, trovasse requie, e perfino felicità, solo nella scrittura. La cosa non sorprende. La testa di Edmondo era così piena di oggetti, di persone, di pensieri, che non poteva certo starsene in balia del male, a rimuginare sugli orribili impicci che ostano alla nostra libertà di pensare, e ai pensieri dare un senso, un ordine, una dignità formale. La testa di Edmondo era speciale: difficile da padroneggiare, immagino, anche per lui che ne era il padrone. Era la testa di un accademico, ben strutturata attorno allo studio, politologia, sociologia, la politica dottrinaria, la storia del pensiero. Ma era piena di finestre spalancate sulla vita “normale”, la sua, la nostra. Le canzoni, il calcio, la televisione, quello che oggi si chiama genericamente “pop”, erano per Edmondo materia di incessante curiosità, di partecipazione emotiva e razionale. Un intellettuale rigoroso che non diminuisce il suo calibro culturale solo perché la materia è vile e allegra, e parla di Mariolino Corso e di …

Il medioevo che ci attende. La profezia di Jacques Attali

Sono le classi dirigenti ad alimentare l´incertezza, ingrediente fondamentale per mantenere il potere Nel suo ultimo libro l´economista francese fornisce alcune ricette contro la crisi L´impossibilità dell´Occidente di mantenere questo tenore di vita senza indebitarsi Dovremo adattarci alla mancanza di solidarietà e alla necessità di cavarcela da soli PARIGI Dopo la crisi, le crisi. «Nel prossimo decennio il mondo attraverserà cambiamenti radicali, solo in parte collegati all´attuale situazione finanziaria. Ciascuno di noi sarà minacciato e dovrà trovare gli strumenti per salvarsi». Nel suo ultimo libro (Sopravvivere alle crisi, Fazi Editore), Jacques Attali profetizza un mondo sempre più precario e ostile, nel quale le classi dirigenti sono incapaci di pensare nel lungo periodo e anzi alimentano l´incertezza, ingrediente fondamentale per mantenere il potere. «Dovremo abituarci a cavarcela da soli, come le avanguardie del passato» spiega l´economista, ex consigliere di François Mitterrand e primo presidente della Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Attali è uno degli intellettuali francesi più eclettici, capace di pubblicare opere su Karl Marx o sull´amore, ed è uno scrittore seriale. Si …